Lo sport del doping. Chi lo subisce, chi lo combatte

Alessandro Donati

Collana: Le staffette
Edizione: 2
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 15/05/2013
Pagine: 312 p., Brossura
  • EAN: 9788865790649
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Recensioni dei clienti

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    walter

    27/09/2016 08:20:27

    Seguo donati da molti anni e penso che una persona cosi in una societa' normale sarebbe ministro dello sport o presidente del coni, invece e' trattato come un reietto.Da leggere per chi vuole approfondire delle verita' scomode, da non leggere per chi crede o vuole continuare a credere in uno sport pulito e fatto di passione. Onore e stima a Sandro Donati grazie

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    Jacopo Geymet

    26/09/2016 15:08:31

    La storia dell'atletica italiana e non, vista dall'interno del Coni dal Prof. Donati,il quale deve scontrarsi con la sua etica sportiva e le sue metodologie d'allenamento con quelle farmacologiche così tanto apprezzate dal Coni degli anni 80. Quindi ,dagli anabolizzanti alle emotrasfusioni sino all'eritropoietina di nuova generazione,le disavventure dello sport italiano di quando in Fidal ci si affidava ai vari dott. "Morte" nostrani (Conconi,Faraggiana,Ferrari),da cui si può comprendere che il doping di stato non vi era solo nei paesi brutti e cattivi dell'est.

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    andrea campi

    22/08/2016 10:50:58

    L'attività del Prof. Donati mi ha ricordato ciò che Papa Francesco ha detto circa il fatto che in Occidente spesso occorre passare attraverso il "Martirio dell'onestà". La sua vicenda, professionale ed umana, mi sembra una documentazione contemporanea di questa espressione impiegata dal Papa. Da leggere!!

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    Federico

    08/05/2015 09:54:14

    Libro semplicemente sconvolgente e che fa cadere parecchi miti, sportivi e non solo squarciando un velo sul "doping di stato" che non è stato una prerogativa esclusiva dei regimi dell'ex cortina di ferro. Il libro parte dai primi anni Ottanta, quando tra gli sportivi Italiani e non solo i vari Francesco Conconi, Michele Ferrari, Daniele Faraggiana e altri "stregoni" erano considerati dei guru in grado di "far volare anche gli asini" grazie ai loro "aiutini chimici". Dimostrazione che pur di rendere vincente un atleta ogni mezzo è lecito, anche se l'atleta dovesse restarci secco o invalido. I successivi "scandali doping" ne sono stati la controprova. Questo libro prende spunto dal precedente volume di denuncia dello stesso autore "Campioni senza valore", da me acquistato e letto ma ormai introvabile, ampliandone ulteriormente i contenuti. Alessandro Donati è stata una persona onesta, sincera e di saldi principi morali che per scegliere la via dello sport pulito rispetto a quella dilagante e praticamente "imposta dall'alto" fatta di "scorciatoie chimiche" l'ha pagata cara in prima persona.

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    PROT

    19/01/2015 11:23:09

    Testimonianza molto interessante, che devo dire mi ha pure svelato che alcuni miti sportivi che ritenevo tali, in realtà non erano proprio limpidi, e confermato che nel mondo dello sport purtroppo ci sono troppi interessi economici e di potere... da leggere, per prendere coscienza

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    maurizio crispi

    24/10/2013 16:16:08

    Sto cominciando a leggere il libro di Donati appena adesso. Intanto, però posso dire queste brevi considerazioni. Sin dalle prime pagine si legge come se fosse un romanzo, tanti sono i colpi di scena che l'autore propone e tante sono le situazioni di intrigo e di imbroglio che vi vengono raccontate. Alessandro Donati è stato un "puro" e non ha mai esitato tra lo scegliere la via dello sport pulito e quella fatta di scorciatoie per ottenere il risultato: inteso come "medaglia" e "posto sul podio", mai come piazzamento dignitoso. Donati che è stato anche a scuola dell'allenatore di Mennea ha sempre impresso questo sigillo al suo stile di allenatore: mai i mezzi innaturali, saldi princpi morali e, soprattutto, assoluta sincerità con i suoi atleti. Il suo racconto si sviluppa dai primi anni Ottanta, quando all'interno della FIDAL impazzava il "verbo" di Conconi: un metodo basato sulle auto-emotrasfusioni e, naturalmente, molto altro: perché quando si comincia ad investire su di u atleta per farlo diventare vincente, allora ogni mezzo diventa lecito, anche se l'atleta dovesse morire o risentirne in modo invalidante. Questo secondo libro si inserisce sulla scia del suo precedente volume di denuncia "Campioni a perdere", andato a ruba e ormai purtroppo esaurito. Donati ha pagato per il fatto di voler essere puro sino all'ultimo: essendo un personaggio scomodo ed imbarazzante, in un momento in cui tutti volevano il metodo Conconi (e chissà che altro!) è stato estromesso - all'interno della FIDAL - dal suo ruolo di responsabile della squadra di atleti del Mezzofondo veloce (800 e 1500 metri piani) e relegato a fare un oscuro lavoro burocratico in un sottoscala della Federazione. Ha avuto la forza e il coraggio di portare avanti la forza delle sue idee e dei suoi principi. Tra la possibilità (che gli era offerta di scrivere un libro teorico sul Doping e sui suoi pericoli, ha preferito raccontare la sua storia. E dal suo racconto vengono fuori tanti nomi eccellenti.

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