Stardust

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Artisti: John Coltrane
Supporto: Vinile LP
Numero supporti: 1
Etichetta: Vinyl Lovers
Data di pubblicazione: 1 luglio 2016
  • EAN: 8436544170497

€ 15,90

Punti Premium: 16

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Questo LP contiene uno dei classici di John Coltrane: Stardust (Prestige PRLP 7268), che è stato registrato nel corso delle stesse due sessioni del 1958 dalle quali sarebbe scaturito l’LP Standard Coltrane (Prestige PRLP 7243) e presenta il leader in un quintetto sostenuto nella maggior parte dei brani dalla sezione ritmica di Miles Davis di quel tempo e dai trombettisti Wilbur Harden e Freddie Hubbard. Le registrazioni che compongono questo album sono state registrate nel corso di un periodo di transizione nella carriera musicale di John Coltrane. Si era unito al Miles Davis Quintet nel 1955 e avrebbe formato il suo quartetto con McCoy Tyner, Jimmy Garrison e Elvin Jones nel 1960. Negli anni successivi, superata la dipendenza dalle droghe, ha cominciato ad ampliare le sue idee musicali grazie anche al suo doppio impegno con il Thelonious Monk Quartet e il Miles Davis Sextet (con Bill Evans e Cannonball Adderley). Con quest'ultimo gruppo, avrebbe registrato il famoso Kind of Blue, uno degli album jazz più affascinanti di tutti i tempi. Stardust contiene i punti salienti di due sessioni bop di Coltrane del 1958: una dell’11 Luglio con il trombettista Wilbur Harden, il pianista Red Garland, il bassista Paul Chambers e il batterista Jimmy Cobb, l'altra del 26 dicembre con Garland, Chambers, il trombettista Freddie Hubbard, e il batterista Art Taylor.
Disco 1
1
Stardust (Hoagy Carmichael-Mitchell Parish)
2
Time After Time (Sammy Cahn-Jule Styne)
3
Love Thy Neighbor (Mack Gordon-Harry Revel)
4
Then I’ll Be Tired Of You (Arthur Schwartz-E.Y. “Yip” Harburg)
5
Spring Is Here (Richard Rodgers-Lorenz Hart)
  • John Coltrane Cover

    Sassofonista statunitense di jazz (sax tenore e sax soprano). Impresse una svolta decisiva al jazz successivo al bop di Charlie Parker. Dopo avere suonato l'alto nel '49 nell'orchestra di Dizzy Gillespie, nel '51 fu al sax tenore nel piccolo complesso di Gillespie, rivelando già quella sonorità urlata e risonante che aveva maturato in precedenti esperienze nel rhythm and blues. Nel '53 suonò con Johnny Hodges e dal '55 con Miles Davis: e qui, dopo un'ossessiva esplorazione delle possibilità armoniche e attraverso le «sheets of sound» o «strisce sonore» costituite da brevissime note, trovò nella modalità la chiave risolutiva per la trasformazione sonora del materiale di base, liberando l'improvvisazione (anche seguendo le indicazioni offerte da George Russell e Ornette Coleman) dai limiti strutturali... Approfondisci
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