Lo stato delle cose

Richard Ford

Traduttore: A. Cioni
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
Pagine: 543 p., Brossura
  • EAN: 9788807723742
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    Giuseppe Russo

    07/12/2015 10:42:17

    È senza dubbio questo, il romanzo meglio riuscito della trilogia dedicata al personaggio di Frank Bascombe, non alter ego dell'autore e tuttavia nemmeno qualcosa di opposto all'idea del doppio simbolico. Leggendo i tre libri in sequenza, e quindi concludendo la trilogia con «The Lay of the Land», si comprende fino in fondo il disegno di Richard Ford: svolgere l'analisi di una personalità strutturata e di quella di uomini e donne che con lui si relazionano, seguendo la scansione cronologica delle principali festività americane, ma invertita: il Ringraziamento, il 4 luglio, il giorno del primo divorzio (rito di passaggio quasi obbligato per un membro della middle class e che è al centro del primo romanzo, «The Sportswriter»). La più rilevante tra queste festività, e quindi quella che permette di toccare il vertice della parabola narrativa, è il Thanksgiving perché molto vicina al Natale, quando «si conta un numero elevatissimo di suicidi, abbandoni, violenze domestiche, furti d'auto, sparatorie» (p. 32) e così via. Insomma, la festa come condanna, come periodo dedicato alla resa dei conti, all'automacerazione interiore, alla sospensione delle ipocrisie reciproche sulle quali si regge buona parte della nostra quotidianità finalizzata all'affermazione sociale. Rispetto a «Il giorno dell'Indipendenza», qui non ci sono sterili dilatazioni su dilemmi di coscienza o dedicate a perquisizioni della memoria. Ogni digressione ha un senso preciso e contribuisce all'equilibrio complessivo dell'opera, che così non scivola né nel pantano della noia né in quello della presunzione intellettualistica.

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    elettra

    21/09/2008 17:08:46

    Bellissimo come gli altri:Richard Ford è un autore straordinario, non abbastanza valutato in Italia

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    laura

    30/08/2008 10:22:06

    meraviglioso. Considero latrilogia di Richard Ford un capolaroro assoluto. Dopo averlo finito, mi sono sentita commossa .

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    Patroclo

    02/08/2008 14:57:08

    Frank é come un vecchio amico, ogni volta che lo si ritrova non si smetterebbe mai di parlargli e scambiarsi opinioni e ricordi di fronte a una birra ghiacciata. solo che stavolta Ford supera sé stesso, firma secondo me il suo miglior Bascombe, e riesce nell´impresa piú difficile: farci ritrovare tutte le caratteristiche che amiamo nei suoi romanzi dedicati a Bascombe, ma senza annoiare e senza cadere nel Deja-Vu, e addirittura (unico difetto veniale del libro) "facendo succedere cose" a ripetizione proprio nelle ultime 50- 60 pagine. Nulla da dire: é assolutamente e semplicemente solo da leggere

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