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William L. Shirer

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788806220792
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Recensioni dei clienti

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    Leo

    26/11/2015 13.27.08

    Libro che non raggiunge le vette delle opere di storici come Fest o Bullock, e neppure di Kershaw, ma ha una peculiarità che lo distingue da ogni altro lavoro sul Terzo Reich: essendo Shirer giornalista (il taglio giornalistico del libro emerge chiaramente pur non "inficiando" il risultato finale, come erroneamente potrebbe supporsi) inviato a Berlino negli anni '30, ha potuto vivere da vicino l'ascesa del nazismo. Libro scritto chiaramente, obiettivamente (altro che il revisionista David Irving, ma per favore...), attingendo ad una mole interminabile di fonti inedite. Consigliato.

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    andrea pasqui

    29/11/2014 18.24.14

    Un libro che mi ha davvero appassionato per la precisa ricostruzione dei fatti storici e lo stile narrativo avvincente. Shirer mi è sembrato estremamente imparziale, corretto e mai a rischio di revisionismo o negazionismo. Critica, con la forza e la dignità dell'umana indignazione, un totalitarismo che nulla ha portato di buono e accettabile all'Umanità se non la definitiva rivelazione alle coscienze che nell'essere umano albergano pulsioni bestiali e distruttive, che si possono organizzare temporaneamente, prima della disgregazione definitiva, in un sistema di pensiero paranoico. L'analisi del fenomeno è ben svolta tanto che, nella prima parte del libro, il lettore è portato a vivere acriticamente il fascino, indiscutibile quanto luciferino, dell'ascesa al potere di un uomo totalmente mediocre (molto più ad esempio dello Stavrogin dostoevskiano) la cui vita assume rilievo solo quando finge il coraggio, vendendo la propria anima al diavolo. Nella seconda parte si partecipa alla distruzione dei corpi e delle menti sia delle vittime innocenti che degli aguzzini, "banali" esecutori del Male. Mai come in questo libro la formazione giornalistica di uno scrittore che affronta temi storici mi è sembrata un valore aggiunto. E' un bel libro da leggere con attenzione e rispetto.

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    Roberto Andreoli

    18/06/2013 13.05.29

    Qualcuno ha detto che per raccontare propriamente l'ascesa e il declino del Terzo Reich occorono tragediografi come Eschilo o Sofocle. Qui invece abbiamo un semplice giornalista immeritatamente elevato a storico. Il modus operandi di Shirer infatti è appunto quello tipico del giornalista medio: prende fatti e documenti e con sottile arte li inquadra solo da una certa angolazione, quella della vulgata corrente dei vincitori. Ne risulta un testo poco imparziale e viziato da intento denigratorio verso il Nazionalsocialismo e movimenti affini. La cattiva coscienza dell'autore emerge in quelle rare volte in cui è costretto ad ammettere qualche merito di Hitler o dei nazionalsocialisti: locuzioni come «a onor del vero», «bisogna ammettere che» tradiscono l'intento distorcente di fondo: uno storico serio non ha bisogno di ricorrere a queste espressioni poiché opera sempre per l'onor del vero. Per chi volesse farsi un idea imparziale dell'argomento eviti questo testo e opti per autori come David Irving o Ernst Nolte.

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    eli

    07/04/2013 12.28.43

    ottimo libro-il migliore che abbia mai letto sulla storia del nazismo. La sua teoria del antisemitismo come un carattere della germania da Martin Luter a Hitler mi sembra valida anche oggi. e facile leggere sia in inglese che la traduzione ebraica e lo stile e quello di un grabde giornalista.

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    Alessandro

    01/02/2010 22.11.53

    Ho letto questo libro di Shirer durante gli anni del dottorato di ricerca in Scienze politiche. Ho poi proseguito a leggere sul nazismo, accumulando decine di libri e scorrendo migliaia di pagine. Mai più mi sono imbattuto in un autore così straordinariamente ricco, documentato e suggestivo. Shirer ci ha consegnato un'opera bellissima che, ancora oggi, conserva un alto valore storiografico e pedagogico. I capitoli sulla notte dei lunghi coltelli oppure quello sulla notte dei cristalli hanno lo stesso potere suggestivo di un film d'autore. A uno sguardo approfondito, si capisce che il libro non è contro Hitler. Il vero obiettivo polemico di Shirer sono le democrazie europee (Francia e Inghilterra, principalmente), da lui considerate le vere responsabili della catastrofe in cui fu precipitato il mondo durante la seconda guerra mondiale. Daladier e Chamberlain non fermarono Hitler quando avrebbero potuto e dovuto farlo. Il resto potrete leggerlo in questo capolavoro della letteratura contemporanea. Alessandro

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    Andrea Morelli

    06/05/2009 17.28.58

    Questa, a mio avviso, è un' opera meravigliosa. Completa, seria, scritta in maniera ottima e scorrevole, è consigliata a chi vuole avere un' idea di tutto quello che fu il Terzo Reich. Shirer non è per nulla prolisso o di parte: è serio, obiettivo e ha a cuore anche i dettagli, che spesso sono proprio gli elementi chiave per la comprensione di un fatto. Studio il Terzo Reich da molti anni e non ho mai trovato un' opera tanto buona. In una parola: eccellente. Consigliata a chi ha davvero interesse sul tema vista la lunghezza; agli appassionati lo raccomando senza riserve.

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    Eric

    10/04/2009 17.28.41

    Pur riconoscendo nell'autore poca obiettivita' nel commentare gli eventi storici descritti nel libro, apprezzo molto questo testo in quanto descrive accuratamente fatti vissuti in prima persona da Shirer e non ritengo un peccato esprimere un proprio giudizio sui personaggi storici... in questo senso si hanno altri esempi illustri, Montanelli per citarne uno; l'essenziale , a mio avviso, e' non lasciarsene influenzare.

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    Jakob24

    13/03/2009 15.18.45

    Vivamente sconsigliato. Shirer ha scritto una lunghissima(1800 pagine) e noiosa storia del nazismo. A mio avviso avrebbe potuto scriverla in 1100 pagine circa. Il fatto è che vengono riportate un'infinità di informazioni inutili(es: Ribbentrop ricevette il trattato di pace alle 14.30; due ore dopo il Führer lo firmò./ oppure: Molotov giunse a Berlino ma potè essere ricevuto solo il giorno seguente) e futili dettagli. Al posto di un lungo elenco di dati superficiali si sarebbe potuto inserire qualche fotografia dei personaggi chiave. Questa, più che una storia del Terzo Reich è una storia della sua politica estera. Ci sono 2 metodi di insegnamento storico: quello giornalistico, meccanico, superficiale e di parte, che è quello di Shirer, il quale elenca semplicemente dei dati, senza analizzare i fattori psicologici, sociali e filosofici che stanno dietro; l'altro metodo è quello di rendere la storia viva, tangibile e pedagogica. Ma chiamare più volte Ribbentrop "stupido" e "mente limitata" e continuare ad ripetere che Hitler era un bugiardo significa adottare il primo metodo. Con che coraggio un americano disprezza il nazismo? Un paese che ha gettato 2 bombe atomiche, finanziato INNUMEREVOLI guerre e preso parte a molte di esse, come fa anche solo ad alzare la testa?

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    Marcoz

    23/02/2009 19.17.57

    Dovete aver tempo e voglia per leggere le circa 1800 pagine scritte da questo giornalista americano. L'autore commette, a mio avviso, dei gravi errori: Grave mancanza di oggettività: Shirer è estremamente di parte e scrive con il comune stile giornalistico, mai con la passione di uno storico(mi viene in mente Joachim Fest); il fatto di aver vissuto in prima persona molti fenomeni del nazismo non lo giustifica. Ogniqualvolta c'è da nominare un esponente democratico, socialdemocratico, protestante ecc. l'autore cerca sempre di metterlo in buona luce("Il grande Martin Lutero" ecc); viceversa, quanto il soggetto è un nazionalsocialista o un azione commessa dai membri del partito hitleriano, Shirer non si risparmia una lunga e monotana serie di aggettivi sprezzanti: "intelligenza mediocre", "uomo superficiale", "pervertito"(parlando di un omosessuale). I pregiudizi di quest'opera li possiamo ben ritrovare quando si trattano temi come "l'arte sotto il nazionalsocialismo": i pittori inseriti nella mostra dell'arte degenerata(entartete Kunst)sono lodati, mentre si afferma che sotto il nazionalsocialismo la cultura era precipitata vertiginosamente. Qui sta l'errore, qui un giornalista, che tanto ha criticato la falsità e la doppiezza del regime, si dimostra di uguale mentalità. La sua mancanza di distacco e il suo continuo esprimere giudizi di valore, i quali, talvolta, fanno dubitare sulla sensatezza del titolo "STORIA del Terzo Reich", lo rendono uno scrittore mediocre, sempre pronto a mettere in rilievo dei particolari discriminatori. In ogni caso ne consiglio la lettura. Anche se, dopo quanto ho detto, ciò sembrerà paradossale, avere un idea generale degli eventi e cronologicamente corretta può sempre essere utile.

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