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Duchesne

Editore: Marsilio
Collana: Marsilio X
Anno edizione: 2009
Pagine: 318 p. , Brossura
  • EAN: 9788831796750

Recensioni dei clienti

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    Talisie

    13/06/2015 17.18.56

    Quindi non solo gli avvocati americani di Grisham vengono schiavizzati in grandi studi legali, depredati della loro vita privata, in continua ansia di venire sostituiti appena mostrino il fiato un po' corto dopo notti alla scrivania, dimentichi di cosa voglia dire un pasto sano a ore regolari, con un vago ricordo dei concetti di socialità e tempo libero. Duchesne ci mostra la copia italiana, o meglio milanese, del modello USA, con una capacità icastica non indifferente, continuamente oscillante fra l'ironico, l'esilarante e il melanconico: non possiamo non tifare per Endriu, il protagonista, che dopo anni di servitù decide di sottrarsi all'ingranaggio infernale e ritrovare la libertà e l'amore, anche se, conoscendo la prescelta, donna in carriera anch'ella, ci permettiamo qualche dubbio sulla durata della love story. Una lode particolare all'accuratezza lessicale dell'autore che sa mettere sempre la parola giusta al posto giusto. Non do il massimo perché secondo me la parte riguardante Dubai è un po' tirata per le lunghe e si poteva arrivare alla conclusione con qualche pagina di meno. Comunque, il libro è estremamente piacevole e, come dicevo, ben scritto, il che costituisce già un pregio implicito.

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    lucy

    30/04/2015 14.59.25

    Ironia e leggerezza non significano sempre vuoto di contenuti. Anzi, penso che scrivere in modalità "sorriso"senza scadere nella forzatura sia estremamente difficile. Mi è piaciuto perchè il tema trattato è pane per i denti dell'Autore, e si percepisce bene, perchè la scrittura e la struttura ci sono e sono godibili. Il voto alto ci sta tutto, per la sua "categoria" e per le risate che ogni tanto mi ha strappato.

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    Ferdi

    11/12/2014 11.38.05

    A leggere i commenti entusiastici si direbbe che siamo in presenza di un nuovo ennesimo grande romanziere italiano, ironico, cinico, mordace...ma io resto interdetto. Per carità racconto ben scritto e scorrevole (e nn è' poco!), ma senza sostanza...leggero come un ghiacciolo dissetante d'estate...sarà che l'ho letto a dicembre...ma nn mi ha lasciato nulla...vuoto come la confezione dei regali di natale obbligati e senza passione...e poi buono per un blog serale, da leggere tra una fiction ed un talk, dopo il dolce a cena, neppure granché prima di addormentarsi...una storia inconsistente e banale...una grande delusione, viste le premesse...

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    Cody Edwards

    25/11/2011 16.53.33

    Esilarante e malinconico al tempo stesso. Molto interessanti i capitoli "Ti offro un caffè". I dialoghi, poi, dal mio punto di vista, sono perfetti. Consigliato.

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    Cristina

    21/07/2011 18.37.57

    Bello, divertente, leggero. L'ho letteralmente divorato. Molto belle le pause caffè, un bell'intercalare, un'idea geniale. Un libro che consiglio. si legge bene e non è affatto noioso.

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    Simone

    20/09/2010 23.56.25

    Veramente un bel libro! Ho lavorato due anni a Milano in quell'ambiente e mi ci sono ritrovato in numerose descrizioni dell'autore!Ironico ed a triste malinconico, da far riflettere. Bravo all'autore!

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    beatrice

    07/09/2010 21.51.17

    davvero un bel libro:simpatico,divertente,scorrevole ,ironico con tratti di una malinconia dolcissima! concordo con il giudizio di severgnini:scritto veramente bene!!

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    Dave

    28/04/2010 11.56.05

    Molto sopra le aspettative, libro divertente ma delicato che rappresenta senza iposcrisie un "mondo" col quale molti di noi, in un modo o nell'altro, hanno avuto a che fare. Da leggere!

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    AndreA

    30/01/2010 19.21.50

    Confesso che sono benevolo verso gli autori che trattano il tema della fuga, della alienazione dal teatrino della vita quotidiana, e soprattutto chi lo svolge in modo leggero. Mi è piaciuto perché non ha tradito le aspettative e ho riso parecchio, grazie ad uno stile dinamico e incalzante.

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    franz

    25/11/2009 09.42.10

    Non sono un avvocato, non sono milanese, non ho mai letto questo famigerato blog, né mi interessa. Però sono un divoratore di libri di autori italiani contemporanei. Ebbene: qui siamo una buona spanna sopra la media. E' vero, l'idea degli intermezzi pausa caffè non è molto originale (Cfr: "L'uomo marketing e la variante al limone" di Walter Fontana) ma, per il resto, il libro è un perfetto spaccato delle vita aziendale italiana che mi ha ricordato, come ha già scritto qualcuno, "L'elenco telefonico di Atlantide" di Tullio Avoledo, ma soprattutto il vecchio e sempre ottimo "La ballata delle canaglie" di Enrico Remmert, a cui "Studio illegale" va accomunato anche per l'ironia sparsa a piene mani(si ride, si ride). Non merita un cinque perché la trama, nella seconda parte, ha delle imperfezioni; inoltre l'autore mostra rare imperfezioni nell'uso dei tempi verbali quando passa nella stessa pagina da presente a passato prossimo a passato remoto(sono rarissimi casi ma proprio per questo danno ancora più fastidio). Per il resto bravo bravo bravo.

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    ant

    23/11/2009 22.20.00

    Le aspettative, i sogni, le frustrazioni, gli amori, le illusioni, le disillusioni, gl'incontri, le attese, le storie d'amore, le rotture, i viaggi x lavoro, i weekend di svago etc etc Un concentrato di umanità varia descritta in una location particolare che è:uno studio di avvocati a Milano. A mio parere questo testo tiene il lettore con la mente rilassata e divertita per tutta la durata delle pagine. Bello lo stile di Federico Baccomo(Duchesne è lo pseudonimo), riesce a descrivere alla perfezione momenti di vita d'ufficio, a volte sembra proprio Camera Cafè. Studio "illegale" cmq perchè la "trafficoneria" prevale sul lavoro pulito e non è altro che una descrizione della realtà...

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    chiara

    05/11/2009 11.41.35

    Divertente e leggero.Un piacevole passatempo ma nulla più.

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    Francescomare

    16/07/2009 16.43.33

    Con un velo di ironia l'autore mette in luce la triste realtà lavorativa ormai comune ad altri settori e non soltanto a quello degli avvocati d'affari. Ho apprezzato l'atteggiamento dell'autore che ha mantenuto un fondo di integrità personale che gli ha consentito di abbandonare un mondo che gli andava stretto.

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    lavale

    22/06/2009 20.32.17

    L'ho letto in tre giorni, mi é piaciuto davvero tanto. E in alcuni punti ridevo da sola leggendolo! Lo consiglio, é una lettura leggera ma devvero molto simpatica e divertente, anche per chi, come me, non é per nulla nel mondo degli avvocati!

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    Francesco

    23/05/2009 15.21.11

    Bello! in alcuni punti mi sono sorpreso a ridere da solo. Pur non provenendo dall'ambiente degli avvocati, ho trovato molte cose comuni. Lo consiglio

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    gabri

    03/05/2009 08.55.16

    Intelligente, raffinato e spassoso. Più di così...leggere per credere!

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    domenico

    02/05/2009 23.59.03

    Come, penso, tanti altri l'ho comprato sulla scia della lettura del blog. A parte l'ironia ed il cinismo, mi ha colpito una trama molto ben congegnata: ambientare le storie legali nei tribunali, con accusa e difesa, è molto più facile. Se si tratta di acquisizioni, closing e due diligence diventa tutto più difficile, quindi merito a Duchesne/Baccomo. Unico problema: il libro mi sembra forse troppo influenzato dalle esperienze di vita quotidiana dell'autore, riuscirà a mantenersi allo stesso livello anche con i prossimi?

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    RIC

    25/04/2009 20.09.44

    Affascinante, emozionante e con un'ironia impareggiabile, però.... Vince ma non convince. Federico Duchesne dimostra talento da scrittore di razza, va detto. E' l'intreccio che però a mio parere non è da gran libro. O meglio, non è da romanzo lungo. E' da storia breve. Il resto no. Anch'io ho trascorsi in diversi ambienti legali, magari di provincia, ma più o meno, se si toglie qualche zero ai fatturati, siamo lì. Federico rende il tutto con tratto da narratore capace. E tenerti avvinto per 300 e rotte pagine, non è da poco. Solo che bisogna s'impegni nell'imbastire una trama da libro spacca vendite, alla Grisham de Il Socio o de Il Momento di Uccidere o alla Turow di Presunto Innocente o dell' Onere della Prova. Fede scrive meglio di loro ma è italiano. Allora a Marsilio dico: dagli uno staff come si deve, magari mi chiami, cerchiamo un approfondimento socio-politico-economico come si deve, una trama come si deve, e vedrai-parlo a Duchesne- pure la tua Emily sarà contenta.

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    lopio

    22/04/2009 18.12.01

    ci tocca tutti, interessante, ironico, graffiante. un'opera prima che speriamo cresca e si rinnovi. ciao federico!

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    andrea

    15/04/2009 11.34.19

    semplicemente delizioso. se conoscete l'ambiente, è ancora meglio, ma è godibile anche per chi arriva da altri mondi. ed è tutto vero...

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