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Traduttore: M. Botto
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
Pagine: 401 p., Brossura
  • EAN: 9788806230296
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Recensioni dei clienti

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    cantarstorie

    10/10/2016 12.36.52

    Un oceanico, splendido nuovo romanzo di Fred Vargas, che si colloca tra i migliori dell'intera produzione letteraria dell'autrice, per originalità, densità e tensione narrativa. Tanto che a tratti potrebbe persino disorientare, ma è solo l'impressione di un momento: il disequilibrio si trasforma in piacere, in emozione, e nel desiderio che l'ultima pagina giunga il più tardi possibile, lasciando spazio alla delizia della lettura.

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    rossano garibotti

    11/09/2016 13.04.06

    Probabilmente la Vargas viene letta anche da chi non è un tipico lettore di gialli; credo che l'autrice ricada nella definizione 'giallista letteraria'. Vale a dire che l'apprezzamento che prova il lettore nei suoi confronti non riguarda strettamente il meccanismo del giallo, ma l'ambientazione, le situazioni nonchè la creatività dello stile. In questo senso questo romanzo è esemplare (chiarisco comunque che ho anche apprezzato, e non poco, la suspence del meccanismo investigativo, legata ovviamente all'irresistibile commissario Adamsberg). Si parla di Rivoluzione francese, in maniera assai coinvolgente, e di Islanda. Immagino storici (e geologi ?) - non appassionati giallisti - che apprezzerebbero questo romanzo. Per me è un grandissimo merito. Dopo questo romanzo leggerò un libro su Robespierre.

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    Manuela

    01/04/2016 20.23.55

    Ho letto e apprezzato molto tutti i libri della Vargas ma, con buona pace di chi vorrebbe far tacere i commenti negativi(si rassegnino, per il momento c'è ancora libertà di dissenso)l'ho interrotto a metà. Si, perchè sono abituata alle trame inverosimili, agli intrecci visionari e alle divagazioni sui personaggi, ma quando queste prendono il sopravvento sulla storia allora diventano ai miei occhi vuoti e noiosi esercizi di stile. Peccato, speravo che avesse ancora qualcosa da darmi, finora ho aspettato ogni suo nuovo libro con ansia.

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    Claudio

    02/12/2015 14.57.35

    Ho letto tutti i libri di Fred Vargas e per la prima volta sono stato costretto a abbandonare a metà.

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    Stefano

    27/11/2015 20.22.16

    Ileano, per rispondere alla sua domanda basta cliccare sul nick di qualsiasi commentatore per visualizzare tutti i commenti da questi inseriti sul sito IBS a prescindere dal nick utilizzato. Ad esempio cliccando sul suo e scorrendo i commenti si evince che lei ha commentato questo libro 6 volte con 6 nick diversi, in ordine decrescente di data: Ileano (23-11-2015) - High (19-11-2015) - Galbiate (05-11-2015) - NOsnob (24-10-2015) - VivaVargas (05-10-2015) - Bit (16-09-2015). Detto questo a me il libro è piaciuto, ben scritto e originale nella trama.

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    Ileano

    23/11/2015 21.40.39

    Vorrei sapere come ha fatto il signor Marco a vedere che i commenti sono di stesse persone. Non esiste privacy qui??! O si scrive cose tanto per scrivere?!? Comunque, parlando del libro, qui la Vargas non è al suo meglio, ma sempre al di sopra della media di scrittori di questo genere letterario. E' vero che nessuno è costretto a leggerla (o rileggerla) Per quanto mi riguarda la consiglio e la attendo sempre e comunque.

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    High

    19/11/2015 21.07.29

    La Vargas è la migliore di tutti. Forse un tantino troppo per i lettori di gialli.

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    Marco

    18/11/2015 16.52.23

    Persuaso dalle lodi nelle recensioni che, poi ho visto, sono scritte dalle stesse persone con nickname diversi, ho comprato e letto il libro e sono d' accordo con chi non lo ha apprezzato nemmeno un pò. Il personaggio piu' interessante è Robespierre che fa i discorsi storici.

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    Galbiate

    05/11/2015 18.38.34

    Davvero troppa supponenza e presunzione nei lettori italiani. Forti della loro scarse conoscenze letterarie giudicano a destra ed a manca per cercare di alleviare le frustrazioni. Se non volete leggere i classici che trovate magari difficili o pesanti sceglietevi un autore o due di genere che amate incondizionatamente e lasciate stare in pace chi li ha già trovati senza tante fisime da critici snob. Per fortuna vedo che ci sono altri che la pensano come me! Questo libro è per chi ama Vargas e prova piacere a leggerla alla faccia del resto.

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    Vale

    30/10/2015 08.15.55

    Appena terminato. Davvero molto cervellotico, una vena leggera di umorismo e tanta tanta voglia di stupire con effetti speciali.

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    NOsnob

    24/10/2015 22.53.46

    Non lavoro per nessuna casa editrice. Neppure lavoro per chi si riempie di se stesso scrivendo recensioni negative. La Vargas merita il massimo. Anche questa volta. Spero che chi ha recensito negativamente questo bel romanzo non legga altro della scrittrice francese in modo da non infastidire gli altri lettori che la amano. Spero arrivi il prossimo libro prima possibile.

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    Giorgio Girelli

    08/10/2015 16.49.23

    Il peggiore della Vargas, sconfina nel ridicolo o, peggio, nel patetico, come un Dickens di serie D...Chi gli ha dato 5/5 evidentemente lavora per la casa editrice...

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    patrizia b.

    07/10/2015 18.24.45

    Perché molti scrittori ad un certo punto perdono di vista la continenza? Perché libro dopo libro devono sempre aggiungere qualche elemento strano in più? Pensano che gli affezionati non li leggano più? Comprerò sempre libri di Vargas, ma con più attenzione e discernimento. Questo è stato un po' faticoso, troppo fantasioso, un po' troppo Dan Brown.

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    fra

    07/10/2015 17.03.14

    Un'altra bella storia per chi ama lo "spalatore di nuvole" Adamsberg. La maestrìa dell'autrice nel tratteggiare i personaggi e nel tessere intrecci inaspettati è fuori discussione. Non è il suo lavoro migliore, comunque. Ho letto e apprezzato tutti i libri della Vargas; il mio primo, "Nei boschi eterni", rimane il migliore in assoluto.

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    VivaVargas

    05/10/2015 21.01.40

    Molti inviano recensioni solo per far da bastian contrario e poi leggersi per pascere il proprio Narciso. Ma fatelo con qualcun altro non con la Vargas! Risulta irritante! Viva Vargas!

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    Saverio

    21/09/2015 21.06.31

    Per me i romanzi si dividono in due grandi categorie: quelli che preferisci leggere invece di dormire e quelli che preferisci dormire invece di leggerli. Questo romanzo appartiene alla prima categoria. Avevo già letto altre cose di Vargas, ma questo mi pare decisamente ispirato. E' appassionante e intrigante. Non lo apprezza chi è abituato a gialli in cui "la logica" e il realismo devono essere stringenti.

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    juri

    20/09/2015 23.22.12

    Non sbaglia un colpo! Ripeto: Fred Vargas non sbaglia un colpo! Che classe! Che intelligenza! Che scrittrice!

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    Maurizio

    18/09/2015 20.47.16

    Tra tutti i romanzi della serie di Adamsberg questo è quello che più mi ha lasciato perplesso. Da un lato mi è piaciuto perchè ritrovo i personaggi e le situazioni che tanto in passato mi hanno divertito (anche se col passar del tempo mi sembrano ora più dei macchiettisti che funzionari di polizia dell'anticrimine), dall'altro ho provato una certa pesantezza nella trama e nei dialoghi sempre forzati (un marchio di fabbrica però..) e un po di delusione per un finale un po sbrigativo. Comunque, giudizio abbastanza positivo.

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    Bit

    16/09/2015 18.23.23

    Ci sono appuntamenti a cui non si può mancare. Uno è con la Vargas! Anche se è arrivata in ritardo! Una vera passione! Ancora!!

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    Lotte

    16/09/2015 16.26.32

    E' un' opera in cui c'e' di tutto, di piu', di troppo, e malamente: i personaggi cercano una loro caratterizzazione ma diventano dei caratteristi, - ma uno normale no, eh ? - I dialoghi, di conseguenza, sono stucchevoli, le descrizioni sono leziose; infatti, in cerca di torsioni originali si abbonda in dettagli petulanti, - ekfrasis?- che presto diventano maniera. Apprendiamo in compenso, nozioni interressanti sui corvidi, sulla presenza del gatto nella stanza del caffe' dei flics, e sull' uso dei bicchierini di plastica per servire il detto caffè. E come tralasciare le virili scene conviviali ed, in esse, la valenza simbolico - o surreale ?- delle frittelle di patate? Si apprezza il tentativo delle due trame parallele, ma non se ne è persuasi, si resta perplessi per gli elementi mistici - magici - ah, si deve dire surreali? ; Insomma, per non essere prolissi tanto quanto il libro, una parola sola: Tempi glaciali è kitsch!

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