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La traversata di Milano

Maurizio Cucchi

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Editore: Mondadori
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 1,1 MB
Pagine della versione a stampa: 184 p.
  • EAN: 9788852044175
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€ 7,99

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Gaia la libraia

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Il luogo comune vuole che Milano sia una città non bella, poco vivibile, e fatta soltanto per il lavoro. Ma l'autore afferma che non è così. Si tratta di un giudizio superficiale, spesso condiviso, purtroppo, dagli stessi milanesi. Maurizio Cucchi, che è nato a Milano e a Milano ha ambientato i suoi versi, dimostra che il capoluogo lombardo è una città accogliente, affabile e bella. Compie così, in questo che è una sorta di libro di viaggi condotto entro il semplice perimetro di una metropoli, un percorso tra passato e presente capace di portare sulla scena i monumenti insieme alle leggende popolari ed eroiche e i templi della cultura, come la Scala, insieme ai grandi personaggi come Stendhal, Carlo Porta, Gadda, Montale...
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    maurizio .mau. codogno

    06/09/2011 14:47:03

    Mi dispiace, ma non riesco ad accettare l'ipotesi di partenza di Maurizio Cucchi: che Milano sia bella. Intendiamoci, ci sono posti ben nascosti, chissà perché generalmente privati, davvero carini; ed è chiaro che le chiese della città contengono tesori artistici spesso misconosciuti, alcuni dei quali raccontati nell'ultima parte di questo libro. Ma affermare che le passeggiate nelle vie del centro o della periferia milanese siano piacevoli è davvero troppo. D'altra parte anche Cucchi è costretto ad accontentarsi di uno scorcio qua e là, mentre si lamenta di tutte le altre cosacce che si vedono nella sua passeggiata senza meta precisa da vero flaneur; non si può certo esagerare. Il libro ha però la sua ragione d'essere negli intermezzi in cui si parla dei personaggi del passato, soprattutto poeti e scrittori, con affetto e direi quasi nostalgia, come quando racconta della sua infanzia e gioventù in una Milano che probabilmente era davvero più bella di adesso.

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    alida airaghi

    30/03/2011 13:28:57

    Questa del poeta Maurizio Cucchi è davvero una lunga traversata,compiuta materialmente a piedi,e mentalmente e sentimentalmente attraverso una serie di visioni,ricordi, cognizioni che riemergono alla coscienza dell'autore e alla incuriosita consapevolezza del lettore.Di cui Cucchi sa stimolare sapientemente lo stupore e la partecipe simpatia.Milano,quindi,la più europea e vitale delle città italiane: esplorata nei suoi mille volti e luoghi,in storie ufficiali e memorie personali,in minuziose ricostruzioni storiche e ammirate celebrazioni artistiche. Cucchi se ne fa cantore e paladino,così confessando:"Soffro ogni volta che sento parlare male della mia città.Soffro perché me ne considero un modesto dettaglio,come la panchina di un parco,il bancone di un bar,o il sedile di un tram." Milano descritta nelle sue basiliche,nei parchi,nelle poche piazze,nei molti musei,negli impianti sportivi: Milano che ha anche un lago e una montagna(l'Idroscalo e il Monte Stella),per quanto artificiali.Una metropoli dalle estese,malinconiche ma a modo loro affascinanti periferie:Bovisa,Barona,Niguarda,Affori.Luoghi- ovunque,luoghi-non luoghi,li definisce il poeta,in cui "deliziarci di squallore",ma dove lui respira ancora "un'aria di tranvieri e di nonno,di paste della festa e di messe ascoltate sulla porta.." Soprattutto una Milano della gente,gente umile e sconosciuta come la sartina Ninin o il ladruncolo Carletto; ma anche di tantissimi personaggi illustri,che l'hanno amata e celebrata con la loro arte:da Leonardo a Stendhal,da Parini a Carlo Porta a Manzoni,dagli Scapigliati a Alberto Savinio,da Strehler ai tanti poeti contemporanei.Il più citato, Vittorio Sereni,e accanto a lui Raboni,Giudici,De Angelis,Lamarque:stranamente viene dimenticata Alda Merini,così come sono ridimensionati nella loro pittoresca artificiosità i suoi Navigli. La Milano più amata e raccontata dal poeta Cucchi ha "una bellezza che non aggredisce",e che è quasi un dovere di tutti saper riscoprire.

  • Maurizio Cucchi Cover

    È un poeta italiano. I suoi versi ritraggono l’alienazione piccolo-borghese con toni oscillanti fra cruda oggettività e febbrile onirismo: Il disperso (1976), Le meraviglie dell’acqua (1980), Glenn (1982, premio Viareggio), Donna del gioco (1987), La luce del distacco (1990), Poesia della fonte (1993), Per un secondo o un secolo (2003), Vite pulviscolari (2009), Malaspina (2013). Per il teatro ha scritto Nel tempo che non è più e non è ancora (1989). Nel 1983 ha curato un Dizionario della poesia italiana. Nel 2019 esce per Mondadori Sindrome del distacco e tregua. Approfondisci
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