Le tre stimmate di Palmer Eldritch

Philip K. Dick

Traduttore: U. Rossi
Curatore: C. Pagetti
Editore: Fanucci
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
In commercio dal: 31 agosto 2017
Pagine: 265 p., Brossura
  • EAN: 9788834734063

29° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Fantascienza - Fantascienza classica

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Descrizione

Romanzo psichedelico, navigazione allucinata in un mondo surreale creato dalla droga e dominato dall'inquietante figura di un mostruoso imprenditore-spacciatore, non del tutto umano e forse strumento di un'oscura divinità, questo libro racconta la storia di un'invasione aliena e consente diversi livelli di lettura. Introduzione di Carlo Pagetti. Postfazione di Giuseppe Di Costanzo.

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    Paolo

    22/10/2018 22:06:57

    Incredibile come riesca a raccontare certe storie paradossali senza indurre scetticismo nel lettore, uno di quei libri che neanche spielberg riuscirebbe a farci un film perchè solo la fantasia della mente riesce a farti stare dietro alla trama. Consigliato agli appassionati del genere.

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    CyberDracula

    03/10/2018 18:31:41

    Uno tra i migliori romanzi di Dick,senza tralasciare però il resto della produzione,anche quella minore. Gente leggete,leggete,leggete !! Consigliato.

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    Kavaluvaa

    20/09/2018 09:40:09

    Uno dei migliori romanzi dell'autore che io abbia letto. Tuttavia, purtroppo, nell'immaginario collettivo si ha una visione abbastanza semplicistica della grandezza dell'autore che resta, a mio avviso, uno dei più grandi della letteratura moderna. Egli riesce a inserire in tutti i suoi testi (e questo non fa eccezione, anzi) una trama avvincente, uno scenario che già da solo è in grado di far riflettere molto e una chiave di lettura ben più profonda della semplice narrativa. Certamente, l'autore può essere letto da chiunque, ma chi può davvero apprezzarlo è soltanto colui che si interessa alla filosofia poiché soprattutto in quest'opera egli affronta le tematiche ontologiche, infatti, assieme ad Ubik e alla Trilogia di Valis questo testo va a costituire la fase "ontologica" di Dick, ossia una fase in cui l'autore manifesta esplicito interesse per le tematiche della filosofia scolastica e della filosofia greca. Un romanzo che parla di una schiavitù indotta dalle droghe (e se ne pone quindi come tacita critica), di un capitalismo snaturato dalla corruzione e in tutto ciò il disperato tentativo di liberarsi dall'uomo-creatura Palmer Eldritch che, entrato in scena praticamente dal nulla, afferma "Dio promette la vita eterna, io posso fare di meglio, posso metterla in commercio". Eroe o Distruttore del mondo? Questa è una risposta che lascio dare al lettore. Tuttavia mi pare onesto dire che qui, il personaggio, non sta mentendo affatto... è veramente in grado di fare ciò che dice. Un ultimo appunto sullo scenario che come al solito è sempre un motivo in più per apprezzare Dick: le colonie su Marte che rievocano una solitudine paranoica e senza speranza, in cui l'unica speranza viene ad essere proprio la droga, possono essere paragonate al clima paranoico in cui Dick visse a suo tempo e che ormai, con tutte le sue trasformazioni, viviamo anche noi in cui, come ai coloni, ci vengono proposte continue fughe dalla realtà in ogni forma immaginabile.

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    Freedom

    06/08/2018 12:36:19

    Un capolavoro psychedelico!!!

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    Condanna del capitalismo e della società americana, come P.K Dick ha sempre fatto, se non fosse che qui i mezzi per farlo sono discutibili. Al debordante frullatore delle confuse paranoie e il relativismo dell'autore in questione si aggiunga l'irritante paura della condanna divina che tenta di trasmettere al lettore e, ciliegina sulla torta, le riflessioni su inferno, colpa e peccato originale che hanno del medioevale. Ho chiuso con questo autore, e della confusione che crea romanzo dopo romanzo, ripetendosi all'infinito - mi verrebbe da dire che è quasi inutile leggere tutto ciò che ha fatto, limitandosi forse a due, tre sue opere. Chi vuole leggerlo si aspetti il romanzo di un triste teologo, con la stessa vena fustigatrice di un Kafka o un Kierkegaard, il tutto velato da una parvenza di "futuro" e di "fantascienza". Atei tenetevi alla larga...

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    faufla

    08/05/2018 15:40:08

    Un romanzo vertiginoso, un vertice assoluto ( e non solo per la SF).\nIl Dick degli anni Sessanta è uno scrittore magistrale!

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