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Flannery O'Connor

Curatore: M. Caramella
Traduttore: I. Omboni
Editore: Bompiani
Collana: Tascabili
Edizione: 7
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
Pagine: XXII-604 p. , Brossura
  • EAN: 9788845262753

Recensioni dei clienti

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    Giuseppe Russo

    15/06/2016 10.48.30

    Al di là della presenza di componenti cattolico-penitenziali tipiche delle aree culturali del Sud degli USA, la sensazione che si ricava dalla lettura dei racconti della O'Connor è che sia riuscita meglio dei suoi contemporanei a trattare la cattiveria umana senza filtri né attenuanti. Alcune trame sono estremamente crude, tanto che oggi sarebbero considerate politicamente scorrette. Un ragazzino povero cerca un riscatto sociale minimo esibendo un tacchino selvatico trovato nei boschi, finché non incontra un branco di ragazzini che glielo sottraggono e lo minacciano senza scrupoli. Una ragazza insicura si porta il nonno centenario alla cerimonia di consegna dei diplomi per mostrarlo come se fosse un trofeo, e nemmeno si accorge che lui è morto nella carrozzella. Uno storpio furbo e cialtrone manipola una donna con una figlia handicappata in una fattoria dimenticata da Dio per estorcere alla donna un'automobile e dei soldi e poi abbandonare la ragazza in un diner. Nessuno di questi episodi è trattato con moralismo, non vengono impartite lezioni se non quella che ricorda all'essere umano le sue possibili bassezze. Negli anni '50, in pieno maccartismo e trionfo del modello borghese di vita urbana celebrato anche dal cinema, questa era una posizione decisamente scomoda.

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    Giovanni

    08/02/2016 20.58.38

    Racconti caotici, noiosi ed inconcludenti. Stile misero. Lo sconsiglio.

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    clara lunardelli

    28/10/2015 09.13.51

    Letto molti anni fa e mai dimenticato, ha il mirabile fascino fluido dei grandi fiumi americani.Peccato non sia ormai difficile trovarlo.

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    Davide

    08/08/2013 14.46.08

    Ennesimo caso di un genio letterario sconosciuto ai più, forse in virtù dei tipici e gretti pregiudizi che avvolgono gli scrittori cattolici (vedi Chesterton, altro chiaro esempio); anni prima che Scorsese portasse sullo schermo profonde tematiche legate alla fede e al peccato in quelle che sono rimaste pietre miliari della cinematografica, la O'Connor lo faceva in brevi, essenziali eppur stilisticamente sublimi racconti. Cifra peculiare un processo di inesorabile epifania di un Mistero che culmine al termine della narrazione, e che mi ha ricordato molto i racconti della produzione senile di Kipling (probabilmente i migliori).

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    Tim

    06/03/2012 22.17.22

    Mi stupisce il basso numero di recensioni a questo libro incredibile. Forse il suo essere stata cattolica fervente e i temi trattati, sempre in bilico tra fede e peccato, hanno giocato un brutto scherzo alla O'Connor, che a detta di molti non fu seconda a Hemingway e Faulkner, suoi contemporanei, quanto a valore letterario. Ognuno di questi racconti è un pugno allo stomaco, una stretta al cuore che non lascia indifferenti. Il mistero dell'animo umano viene svelato in capolavori come "La schiena di Parker" e "La vita che salvi può essere la tua". Da leggere assolutamente.

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    Luigi Murtas

    03/02/2010 10.34.16

    Ho incontrato Flannery O'Connor solo di recente e mi domando come abbia potuto ignorarne l'opera per così tanto tempo. Questa carrellata di personaggi in bilico tra la dimensione bucolica dell'esistenza e l'incombente urbanizzazione ci offrono una vivissima rappresentazione di come la sorpresa possa irrompere nella nostra vita e imprimerle una direzione inaspettata. Contro tutte le chiusure mentali.

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