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Viaggio sentimentale. Memorie 1917-1922

Viktor Sklovskij

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Traduttore: Mario Caramitti
Editore: Adelphi
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 1,71 MB
Pagine della versione a stampa: 346 p.
  • EAN: 9788845981647
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Gaia la libraia

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«La mia storia d’amore con la rivoluzione è profondamente infelice...» scrive a Gor’kij dalla Finlandia, dov’era fuggito per evitare l’arresto, Viktor Sklovskij. È il 15 aprile 1922. A Mosca si preparava il processo ai «socialrivoluzionari di destra», e Sklovskij aveva militato nelle cellule clandestine del Partito socialrivoluzionario. «Negli allevamenti di cavalli ci sono stalloni che chiamano “ruffiani” ... Il ruffiano monta sulla giumenta, lei prima si rifiuta e scalcia, poi inizia a concedersi. A quel punto il ruffiano viene trascinato via e fanno entrare il vero riproduttore ... Noi socialisti abbiamo “scaldato” la Russia per i bolscevichi...». E mentre attende di poter partire per Berlino, comincia a scrivere nuove – le più ardue, dolorose – memorie del recente passato. Nasce così «Viaggio sentimentale», titolo che è un palese e sorridente omaggio a Sterne, lo scrittore da lui «resuscitato in Russia». La prima guerra mondiale, la rivoluzione d’Ottobre e la lotta fratricida che ne seguì – tutto è raccontato da un testimone che, per nostra fortuna, non ha pretesa alcuna di imparzialità. È semmai la scrittura, l’inconfondibile e celebrata paratassi sklovskiana (frasi essenziali, brevi, dai legami sintattici e logici ridotti al minimo), a illuminare di verità il racconto – erratico, digressivo e aberrante come i fatti che cambiarono la storia del XX secolo. Grande bricoleur, teorico della letteratura e «narratore professionista» che riesce, parlando, raccontando, a confondere anche la polizia politica che gli dà la caccia, Sklovskij ha scritto con «Viaggio sentimentale» il suo libro più bello, dove alla sapienza nell’organizzare un materiale ancora caldo, grondante stupore, pietà e sdegno, si unisce l’abilità nel fondere due piani – dei fatti e della memoria, della visione e della coscienza morale – sempre intermittenti. E, ancor più, un libro indispensabile per chi voglia assistere dal vivo, quasi in presa diretta, alla «fine dello spettacolo “Russia”».
  • Viktor Sklovskij Cover

    (Pietroburgo 1893 - Mosca 1984) scrittore e critico sovietico. Fu uno dei più prestigiosi rappresentanti del formalismo, cui diede un contributo fondamentale con il saggio-manifesto L’arte come procedimento (1917) e con numerosi altri scritti teorici, tra cui quelli raccolti in Sulla teoria della prosa (1925) e Materiale e stile in «Guerra e pace» di L.N. Tolstoj (1928). A Šklovskij si deve la messa a punto di alcuni concetti basilari della teoria formalista, come quello della natura puramente convenzionale dell’opera d’arte in quanto somma di «artifici» (cioè delle tecniche deliberatamente usate dall’autore) e quello dello «straniamento» (il processo per cui l’immagine poetica «strania»... Approfondisci
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