Vincitori e vinti (2 DVD)

Judgment at Nuremberg

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Titolo originale: Judgment at Nuremberg
Paese: Stati Uniti
Anno: 1961
Supporto: DVD
Numero dischi: 2
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Nel 1948, a Norimberga, una corte di giustizia, presieduta da un giudice americano, processa alcuni magistrati tedeschi irrimediabilmente compromessi con il nazismo. Il pubblico ministero è inflessibile nelle accuse ma la difesa si muove con abilità. Il giudice, accertata la responsabilità degli imputati, emette severe condanne, nonostante le contrarie pressioni delle autorità d'occupazione.
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    Aurora

    10/03/2019 21:39:29

    “Vincitori e vinti” è uno splendido dramma giudiziario che ripropone in forma opportunamente romanzata uno dei processi svoltisi nel secondo dopoguerra a Norimberga. Dura più di tre ore, ma tanto per il tema trattato quanto per l’eccellente cast di attori non le fa pesare. La guerra è ormai finita e le colpe e gli orrori perpetrati dai nazisti sono noti a tutti, ma quale sostanziale differenza vi è fra i vinti che ora devono essere giudicati e i vincitori che in nome dei propri interessi sarebbero persino disposti a dimenticare, perché l’URSS è il nuovo nemico e l’alleanza con la Germania, in quest’ottica, auspicabile, quando non proprio necessaria? È possibile ignorare, nel nome di qualche cavillo giuridico, la visione dei filmati (originali) ripresi dalle truppe alleate alla liberazione dei campi di concentramento, e affermare che i giudici che autorizzarono la deportazione di determinate persone ignorassero ciò che sarebbe stato fatto, a quelle come del resto agli altri milioni di deportati, in quegli stessi campi? O forse le logiche di stato (e in questo senso, di qualsiasi stato) passano fin troppo velocemente sopra a quei principi che più di ogni altro dovrebbero essere considerati sacri e irrinunciabili? Perché attenzione, ammonisce a un certo punto il giudice interpretato da Spencer Tracy: non tutto ciò che è logico è anche, necessariamente, giusto. E forse ora più che mai farebbe bene anche a noi ricordare su cosa si basa una democrazia degna di questo nome: sulla giustizia, sulla verità, ma soprattutto sul valore di ogni singola vita umana.

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    by Ax

    01/05/2012 20:21:59

    Il film, quasi interamente girato all'interno di un'aula processuale, impegna la visione per 3 ore. Scelta azzardata, forse, ma per niente fiaccante, perché Kramer riesce a calibrare la narrazione ottimamente. Di fronte a temi di questa portata si rischia di scivolare nella retorica più qualunquista, di svilire gli avvenimenti riducendoli a facili bersagli. Ed è qui che, a mio avviso, il ruolo dell'avvocato interpretato da Maximilian Schell - ruolo che gli valse l'oscar - si incastra alla perfezione in un meccanismo che non desidera solo colpire. Egli, grazie alla sagacia intellettuale, inanella una serie di considerazioni talmente affilate che non possono non far riflettere sul senso della natura umana, di giustiziati e giustizieri - di vincitori e vinti, appunto - riempiendo il bianco e il nero della pellicola con una tavolozza popolata da mille sfumature assolutamente importanti. Un protagonista prezioso.

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    by Ax

    27/04/2012 21:09:52

    Il film, quasi interamente girato all'interno di un'aula processuale, impegna la visione per 3 ore. Scelta azzardata, forse, ma per niente fiaccante, perché Kramer riesce a calibrare la narrazione ottimamente. Di fronte a temi di questa portata si rischia di scivolare nella retorica più qualunquista, di svilire gli avvenimenti riducendoli a facili bersagli. Ed è qui che, a mio avviso, il ruolo dell'avvocato interpretato da Maximilian Schell - ruolo che gli valse l'oscar - si incastra alla perfezione in un meccanismo che non desidera solo colpire. Egli, grazie alla sagacia intellettuale, inanella una serie di considerazioni talmente affilate che non possono non far riflettere sul senso della natura umana, di giustiziati e giustizieri - di vincitori e vinti, appunto - riempiendo il bianco e il nero della pellicola con una tavolozza popolata da mille sfumature assolutamente importanti. Un protagonista prezioso.

1962 - David di Donatello - Miglior attore straniero - Tracy Spencer
1961 - Oscar [Academy Awards] - Miglior attore - Schell Maximilian

  • Film in bianco e nero
  • Produzione: A & R Productions, 2018
  • Distribuzione: A & R Productions
  • Durata: 178 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 1.0 - mono);Inglese (Dolby Digital 1.0 - mono);Francese (Dolby Digital 1.0 - mono);Spagnolo (Dolby Digital 1.0 - mono);Tedesco (Dolby Digital 1.0 - mono)
  • Formato Schermo: 1,77:1
  • Area2
  • Richard Widmark Cover

    Attore statunitense. Dopo aver debuttato in alcuni programmi radiofonici come Mercury Theatre on the Air (di O. Welles), nel 1943 esordisce sulle scene teatrali in Kiss and Tell e nel 1947 H. Hathaway gli affida la parte del gangster Tommy Udo in Il bacio della morte, che gli vale una nomination all'Oscar. Biondo, mingherlino e dal mento sfuggente, si specializza in personaggi sadici e nevrotici, interpretando Strada senza nome (1948) di W. Keighley e Mano pericolosa (1953) di S. Fuller. Ma è efficace e convincente anche in ruoli diversi: lo si ricorda ad es. nel ruolo del malinconico fuggiasco di I trafficanti della notte (1950) di J. Dassin o in quello dell'ufficiale sanitario che lotta contro il pericolo di un'epidemia in Bandiera gialla (1950) di E. Kazan. La sua ambivalenza interpretativa... Approfondisci
  • Spencer Tracy Cover

    "Attore statunitense. Si iscrive ai corsi dell'American Academy of Dramatic Art dopo aver abbandonato gli studi universitari, e comincia a calcare le scene nel 1924, ottenendo subito molti consensi. Arriva a Hollywood mentre il cinema sonoro è ai primi passi e servono attori dalla voce impostata. Dopo alcune apparizioni in vari cortometraggi, esordisce direttamente nel grande cinema come protagonista di Up the River (1930) di J. Ford. Fornisce la sua prima grande interpretazione con Potenza e gloria (1933) di W.K. Howard, confermandola subito con Vicino alle stelle (1933) di F. Borzage. In seguito è impareggiabile interprete di Furia (1936) di F. Lang, San Francisco (1936) di W.S. Van Dyke ii, Capitani coraggiosi (1937, Oscar) di V. Fleming. «Oh, oh, pesciolino non piangere più, oh, oh, pesciolino... Approfondisci
  • Burt Lancaster Cover

    Attore statunitense. È uno dei «grandi di Hollywood» per la lunga e gloriosa carriera, quasi cento film, cominciata con ruoli d'azione e passata attraverso l'epica della frontiera, del gangster-movie e di alcuni fra i più celebri drammi di scuola statunitense fino alla profondità di un autore come L. Visconti. Acrobata e girovago per circhi assieme al fratello, forgia in gioventù una muscolatura possente e prende confidenza con la mimica e le posture sceniche prima di andare a combattere nella seconda guerra mondiale. Nel 1946 compare in I gangsters di R. Siodmak e già l'anno dopo giganteggia da protagonista in Forza bruta, capolavoro del film carcerario diretto da J. Dassin. I lavori seguenti sono praticamente tutti dei «classici» nei quali L. sfaccetta e sempre meglio padroneggia le intenzioni... Approfondisci
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