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I vinti non dimenticano. I crimini ignorati della nostra guerra civile

Giampaolo Pansa

Editore: Rizzoli
Collana: Rizzoli best
Anno edizione: 2010
Pagine: 466 p., Rilegato
  • EAN: 9788817041157
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    avana2@alice.it

    02/07/2017 16.25.27

    'E un libro che mi ha lasciato profondamente deluso; l'autore pare che scriva esclusivamente per lusingare e far piacere a un certo tipo (politico) di lettore. L'esposizione procede lentamente e anche se descrive fatti realmente accaduti appare paradossale da renderli quasi incredibili, tanto da farmi pensare che fosse veramente questo lo scopo dello scrittore. La continua narrazione di truculenti episodi senza un filo logico che unisca i vari capitoli appesantisce la lettura. L'artificio della conoscente che collabora nella stesura è ingenuo e fastidioso. Una pagina così importante della nostra storia doveva essere trattata con più attenzione, con modi più austeri e non con un tono da pettegolo bisbiglio. Anche se l'opera, secondo me non merita assolutamente la sufficienza, forse leggerò ancora libri di Pansa ma dopo questo titolo sarò sicuramente prevenuto.

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    Roberto

    31/10/2010 11.33.10

    Pansa ha descritto semplicemente i fatti e non mette certo in discussione i valori della Resistenza. Ha dimostrato che non e' stata soltanto una guerra di liberazione, ma anche una guerra civile e soprattutto ha dimostrato che i crimini sono stati commessi da entrambi le parti, come in tutte le guerre. E' evidente inoltre che non c' e' stata soltanto una Resistenza democratica e liberale, anzi questa era minoritaria. La maggior parte del movimento partigiano intendeva soltanto passare da una dittatura fascista ad una dittatura stalinista, con tutte le conseguenze che questo tentativo ha comportato.

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    mario

    22/10/2010 11.15.11

    Mi rendo conto che i teorici della resistenza storceranno il naso anche leggendo questo libro. Ma è la nostra storia e Pansa la racconta come ha raccontato i fatti e misfatti dei fascisti nel 1922.

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    piero paci

    21/10/2010 19.54.39

    In questo libro Pansa più che in altri si cimenta in una analisi indubbiamente più radicale, in un'ottica cioè più profonda e la domanda che si pone e pone al lettore "Come celebrare il 25 aprile" resta un punto aperto da studiare tutti insieme per approdare a qualcosa di diverso e di più dignitoso. Ovviamente per tutti così come tutti si dovranno sentire partecipi alla celebrazione.

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