La vita delle ragazze e delle donne

Alice Munro

Traduttore: S. Basso
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 20/03/2018
Pagine: 293 p., Rilegato
  • EAN: 9788806175993
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    Carol

    28/06/2018 07:19:02

    Questo primo romanzo (che in realtà è una raccolta di racconti lunghi nello stile dell'autrice, con la differenza che hanno per protagonista sempre la stessa persona) sembra il banco di prova con cui la Munro ha iniziato la sua carriera. Ci sono infatti tutte le caratteristiche dei suoi libri successivi, anche se qui risultano ancora grezze, da raffinare, e più intime e dal respiro meno ampio. Imperdibile per chi apprezza questa autrice, per capire come sia maturata nel tempo, ma non il primo volume che consiglierei ad un lettore che si avvicina per la prima volta alla Munro, per il rischio che non possa rimanere "folgorato" dalla scrittura perfetta delle opere successive.

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    Artemisia 79

    15/05/2018 21:42:22

    Lettura in corso con temi e stile propri dell'autrice, romanzo che però risulta quasi come la somma di racconti brevi.

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    Alberta

    26/03/2018 10:34:04

    Non il migliore libro della Munro che io abbia letto, ma certamente rimane un gande libro. L'autrice si esprime al meglio nella storia breve, nel racconto. Il romanzo non fa per lei, tanto che ha scelto di scriverne uno che raccoglie capitoli come racconti...

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Pubblicato per la prima volta in Canada nel 1971, dove l’autrice si era già fatta notare per una raccolta di racconti, Lives of Girls and Women è considerato l’unico romanzo nella vasta produzione di Alice Munro, pur trattandosi non proprio di un romanzo, ma di una serie di storie interconnesse tra loro.

Nella sua unicità questo libro mostra già, in maniera prodromica, tutte le caratteristiche narrative tipiche della scrittrice canadese, premiata con il Man Booker Prize nel 2009 e successivamente con il Premio Nobel nel 2013.

La protagonista della storia, Del Jordan, che il lettore ha già incontrato in altre opere dell’autrice, viene descritta in queste pagine in vari momenti della sua vita, dall’infanzia all’adolescenza, fino agli anni della maturità. Ciascuno di questi momenti è scandito dai capitoli-racconti che compongono il libro.

La crescita della protagonista è narrata con il distacco caratteristico dell’autrice, che accantona i sentimenti in favore della descrizione dei fatti: senza mai intervenire nella narrazione Alice Munro si dilegua a favore della sua protagonista, senza mai indugiare nell’autocelebrazione. Il fulcro del romanzo sono semplicemente i personaggi femminili e le loro relazioni, in ogni capitolo il lettore vedrà la giovane protagonista scontrarsi con i temi cruciali della formazione: la “scoperta” della morte, la fede, la famiglia, l’amicizia ed il sesso.

L’autrice utilizza le figure maschili – marginali nella storia – per distruggere alcuni archetipi di cui si è spesso abusato nella letteratura. Lo zio della protagonista – ad esempio -, apparentemente rozzo e distaccato, rivela invece un forte istinto genitoriale che lo porterà ad uscire dal suo “mondo”; oppure il fratello, presentato come stereotipo del ragazzo ottuso di provincia, che mostrerà la sua sensibilità nei confronti del cane di casa. Una carrellata di personaggi secondari che condiscono la narrazione con l’intento precipuo di rompere gli schemi narrativi e sociali dell’epoca, dando al lettore un punto di vista originale e inedito sulla vita della provincia canadese.

Alice Munro ci ha abituati a narrazioni incentrate sul rapporto madre – figlia, ai contrasti fra di esse e ad un accurato approfondimento psicologico; senza risparmiare al lettore i lati negativi della protagonista, come un certo tipo di crudeltà tipica della giovinezza. Il suo è un universo diviso in piccole monadi e isolato attraverso sottili soglie: le mura domestiche dal quartiere, il quartiere dalla città, la città dal resto del mondo e ogni persona da chiunque altro. Ogni incontro fra questi mondi è una spinta narrativa che può concretizzarsi attraverso un viaggio tanto quanto un abbraccio.

Spesso paragonata ai maestri del racconto, primo fra tutti Raymond Carver, Alice Munro ha dimostrato invece una capacità piuttosto inedita, forse unica, nel cogliere e descrivere i momenti cruciali nella vita di ogni individuo. Proprio questa particolarità permette ai suoi lettori di riconoscersi nei suoi personaggi e di amare i suoi racconti.

Recensione di Federico Strazzeri