Editore: La nave di Teseo
Collana: Oceani
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 22 febbraio 2018
Pagine: 209 p., Rilegato
  • EAN: 9788893444835
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Descrizione
Luca Ricci, dopo aver incantato critica e lettori con i suoi racconti, esordisce nel romanzo con un sillabario contemporaneo del sentimento amoroso e delle manie di oggi.

Un uomo, al rientro dalle vacanze d’agosto, è prigioniero del suo stanco rapporto matrimoniale. La moglie Sandra è ancora bella, ma lui non riesce più a provare desiderio per lei. Durante una passeggiata solitaria in un mercatino di Roma, l’uomo viene attratto da un vecchio volume sugli artisti di Montmartre, e rimane stregato dall’immagine di Jeanne Hébuterne, la compagna di Amedeo Modigliani. Scocca un particolare colpo di fulmine e Jeanne diventa per il narratore un’ossessione. L’uomo strappa la foto, la piega con cura e inizia a portarla sempre con sé, nella propria tasca. Tutto sembra avvenire soltanto nella sua mente, almeno fin quando sua moglie Sandra non invita a cena una vecchia cugina, Gemma, che all’uomo appare identica in tutto e per tutto a Jeanne. E l’ossessione inizia a riversarsi nella realtà, fatalmente, mentre l’autunno romano avvolge le cose nella sua luce struggente e diafana. Luca Ricci, dopo aver incantato critica e lettori con i suoi racconti, esordisce nel romanzo con un sillabario contemporaneo del sentimento amoroso e delle manie di oggi, un ritratto spietato degli uomini e delle loro passioni.

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    Dario A.

    10/10/2018 01:09:56

    In una Roma diafana, bagnata di malinconia si consuma la storia di un uomo che potrebbe incarnare ognuno di noi. I rapporti sono al centro di questo romanzo - rapporti stanchi, assopiti, complessi, in labile equilibrio. In una bolla sospesa, onirica, quasi magica, dove tutto sembra fermo e illuminato dalla luce di un autunno lento e inesorabile, si cerca di guardare in faccia la propria realtà e le proprie manie, alla ricerca di quella "adrenalina sentimentale" che possa nuovamente far ardere il cuore per sentirsi vivi, presenti a se stessi, veri. Con eleganza, struttura e riflessione Luca Ricci ci consegna un libro di grande caratura e qualità. Un libro che disegna un ritratto forte, passionale, reale degli uomini d'oggi, delle loro paure, insicurezze ed ossessioni.

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    Alex

    18/07/2018 19:49:49

    Un libro che è stato decantato positivamente dalla critica ma che a me ha profondamente deluso e irritato. Si cerca di camuffare con paroloni e riferimenti culturali una storia senza senso, surreale e senza sentimento. Solo il continuo disprezzo verso un uomo a cui manca di vita. Non si sente nessun respiro e nessun battito. Triste come triste è la ricerca dell'autore di dare un senso ad un romanzo mai nato.

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    Giusj

    17/04/2018 19:32:06

    Personalmente per me è stato una delusione. Mi aspettavo tanto, invece mi ha irritato il protagonista, la storia, il linguaggio usato. Per me è un no.

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    Antonia

    23/03/2018 17:01:57

    Preso col solito disincanto verso i romanzi italiani. Una vera rivelazione. Poetico e capace di raccontare una storia, finalmente. Consigliatissimo.

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    MIrella G

    16/03/2018 08:29:46

    Leggere questo romanzo fa venir voglia di innamorarsi, di perdersi per le strade di Roma, di riscoprire i grandi classici e di apprezzare i nuovi romanzi italiani. Complimenti all'autore!

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    federico

    13/03/2018 21:26:30

    una storia senza dubbio interessante con molti riferimenti al mondo letterario e dell'arte, le prime pagine non mi hanno emozionato ma si sviluppa bene con un finale che sinceramente non mi aspettavo.

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    Sebastiano

    08/03/2018 23:21:25

    Questo romanzo non è solo una sequenza di belle parole o una storia ficcante. Questo libro ha un'anima, vive di una vita propria.

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Ricci, fantasmi e autunno tra le pieghe di un amore

Il protagonista del primo romanzo di Luca Ricci, Gli autunnali, pubblicato dalla casa editrice La nave di Teseo è uno scrittore di mezza età, appartenente ai salotti borghesi romani e impigliato in un matrimonio routinario con Sandra, una donna ancora bella e desiderabile. Imprigionato in una vita che scorre lenta tra il susseguirsi delle stagioni, l’unica certezza è il ritorno dell’autunno ed è proprio a settembre, il mese in cui la città abbandona le follie estive e si avvolge nei colori caldi che, tra i libri di un mercato rionale, trova la fotografia di Jeanne Hébuterne, l’amante di Amedeo Modigliani. Il fremito, lo stupore per una “pelle bianchissima e uno sguardo che quasi metteva paura”  si trasformano, ben presto, in un’ossessione che finisce per spezzare la monotonia amorosa, sempre più opprimente, della vita coniugale. Un volume acquistato per pochi spiccioli suscita nel narratore “quell’allegria insensata che prende dopo un colpo di fulmine” e lo trasforma in un uomo psicotico, capace, però, di scavare nella profondità degli esseri umani, della coscienza e delle ossessive nevrosi.

Il fragile equilibrio che regola la quotidianità della vita coniugale è destinato a spezzarsi quando irrompe il fantasma di Jeanne. La smania, il pensiero fisso per il nuovo amore celano, però, un’ossessione più profonda, quella per il disamore: la paura che tutto possa cambiare quando la persona con cui si condivide la vita diventa il nemico intrappolato tra le mura di una casa-prigione; la solitudine che si avverte maggiormente nel dialogo, nella condivisione e nello stare insieme; il timore di venire inghiottito dall’abitudine di un rapporto che avvelena l’anima. Da qui nasce il desiderio di un terribile amore nuovo, l’unico elemento in grado di destabilizzare l’ordinario. Per scampare a una vita sempre più decadente, al tempo che scorre inesorabile, non è sufficiente il sesso fine a se stesso, quello adulterino o mercenario: serve innamorarsi, anche di un fantasma.

L’autunno è la stagione che esiste per insegnarci come lasciare le cose ormai morte, ma non è così per il protagonista del romanzo che, irrazionalmente, si fa travolgere dalla superstizione, dalla convinzione che il fantasma di Jeanne aleggi e sorvoli sul suo corpo e quello di sua moglie durante la copulazione, al punto da pensare che il nuovo amore ricambi i suoi sentimenti e mandi segnali dall’aldilà. Il protagonista è alla ricerca spasmodica di tali segnali: non si separa mai dalla fotografia, cerca risposte nella fiammella di una candela, riguarda i ritratti di Modigliani, fino al giorno in cui nella sua vita compare una donna, Gemma, uguale a quella ritratta nella fotografia venerata come una reliquia. Gli appare la reincarnazione vivente dell’amante del pittore (in realtà una cugina di Sandra) e, da quel momento in poi, la sua ossessione si materializza, segue gli istinti e le pulsioni che lo spingono all’adulterio: anche lei fidanzata con un pittore “maledetto”, anche lei incinta, come la giovane nel momento in cui si era suicidata per il dolore della morte di Modì.

Vero protagonista del romanzo è il tempo che trascorre lento, tra il susseguirsi delle stagioni, e che rivela una verità quasi indicibile: con il suo passare, l’amore non è più tale. Gli esseri umani si suddividono a seconda della stagione: ognuno di noi ne incarna una “e durante lo scorrere delle altre non fa che aspettare che torni la propria”. Il narratore è un autunnale, un uomo che non ha più clorofilla nelle vene perché l’autunno, in quanto stagione di transizione, rappresenta un momento di stallo, di silenzio ritrovato, di solitudine e nostalgia; descrive anche la decadenza e la superficialità della borghesia dei salotti romani e crea un parallelismo con la vita di scrittore del protagonista che si chiede, insieme all’amico Gittani, quale senso abbia scrivere ancora romanzi. L’autunno è più uno stato d’animo che una stagione, per rievocare le parole di Nietzsche.

Altra grande protagonista del romanzo di Ricci è la città di Roma. Le descrizioni romane del protagonista sembrano evocare i versi del poeta russo Josif Brodskij (“Il Colosseo è come il teschio di Argo: nelle occhiaie vuote gli nuotano le nubi, ricordo dell’antico gregge”) o le parole di Ennio Flaiano (“Roma ha questo di buono, che non giudica, assolve”). L’autunno romano è l’emblema di un uomo che perde il senso della logica, si sottomette agli impulsi e alle ossessioni e s’illude di scacciare lo spettro della morte, a cui il trascorrere del tempo lo avvicina, grazie a un nuovo amore che, però, è legato alla morte indissolubilmente.

Tra le pagine di Ricci domina Maupassant: nelle citazioni in epigrafe, nei titoli dei capitoli e nei personaggi del romanzo s’avverte il racconto La chioma, “governo ombra” del libro, per usare le parole dell’autore nella nota finale. Anche tra le pagine dello scrittore francese il protagonista perde il senno a causa del contatto con una chioma di donna ritrovata nello scomparto segreto di un mobile. Ricci ripercorre lo stesso rapporto tra amore e morte e il realismo che nasce dal disgusto nei confronti dell’ipocrisia del mondo borghese, utilizza lo stesso stile secco, sintetico che ha contraddistinto lo scrittore francese e dimostra la sua maestria nella costruzione dell’intreccio che resta imprevedibile fino alle ultime pagine. La grande lucidità nello sviluppare i temi gli consentono di descrivere in modo straordinariamente incisivo le ossessioni di una vita intera.


Recensione di Arcangela Saverino