Il castello dei Pirenei

Jostein Gaarder

Traduttore: C. Falcinella
Editore: TEA
Collana: Teadue
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
In commercio dal: 11 novembre 2010
Pagine: 242 p., Brossura
  • EAN: 9788850223190
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Descrizione
Il caso, una coincidenza, il destino, la telepatia: difficile spiegare l'incontro fra un uomo e una donna che si rivedono, dopo trent'anni, nello stesso albergo affacciato sul fiordo dove si erano detti addio. Sempre che dare una spiegazione abbia un senso. Solrun e Steinn sono entrambi cinquantenni. Nonostante il passare degli anni e il fatto che oggi siano entrambi sposati e con figli, non hanno mai smesso di pensare l'uno all'altra. Dopo la sorpresa dell'incontro, danno vita a un fitto scambio di e-mail nel quale si raccontano, ripercorrendo l'episodio, inspiegabilmente velato di mistero, che aveva messo la parola fine al loro amore. Per ritrovarsi, come spesso accade, a scrivere due storie diverse della stessa passione condivisa. Chissà però se le due versioni sono davvero così differenti. Nel dialogo a distanza prendono corpo due visioni della vita inconciliabili: lui è un professore di Fisica, ateo e materialista, lei è un'umanista convinta che a governare i nostri destini siano forze superiori. Forse solo il finale del romanzo saprà dare finalmente un senso agli eventi.

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Recensioni dei clienti

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    Il Caffè Netterario

    10/11/2018 16:47:54

    è un libro profondo, condito di misticismo ed ateismo. due realtà divise ed unite dal tempo, che cercano di imparare a conoscersi. una storia d'amore? forse. sarebbe meglio dire una conversazione al di fuori del tempo fra due persone legate dal destino. un finale probabilmente atteso, ma al contempo sbalorditivo.

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    Joey

    20/09/2018 18:22:36

    Ci sono libri che ti cambiano la vita. Quando ho finito di leggere Il Castello dei Pirenei, non ho pensato ad altro che al suo finale per giorni. La trama, apparentemente, è molto "semplice": un uomo ed una donna si incontrano nello stesso luogo dove, trent’anni prima, il loro amore era finito. Ormai ognuno ha la sua famiglia, ma quell’amore passato bussa nuovamente alla loro porta. Gaarder è un maestro in digressioni filosofiche, teologiche ed esistenziali; talvolta, possono risultare piuttosto prolisse e di non facilissima comprensione, nonostante l'autore usi un linguaggio semplice e riesca a "romanzarle" alla perfezione. Ad ogni modo, queste digressioni spingono il lettore a porsi enormi interrogativi e sono quindi indispensabili per "entrare" nel libro: un libro sulla vita e sul destino, che lascia il segno e quasi sconvolge.

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    DaddeoM

    31/03/2014 13:30:31

    Una coppia di amanti si ritrova magicamente dopo 30 anni. Iniziano una fitta corrispondenza dove mischiano vecchi ricordi a considerazioni filosofiche sul significato della vita, sulla persistenza dell' anima, ecc. Una storia d' amore originale tra un ateo-materialista e una credente che fa sognare e pensare. Mi piace molto l' idea dell' autore (già espressa magnificamente ne 'Il Mondo di Sofia') di parlare di filosofia tramite romanzo. Il finale a sorpresa fa ancora più pensare. Da leggere.

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    misselisabethbennet

    08/12/2010 14:12:55

    come tutti i libri letti finora dell autore questo è forse il libro che mi è piaciuto di più! o lo ami o lo odi, a me ha fatto solo sognare !!! bravo!!!

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    Domenico

    07/02/2010 14:33:47

    Si, le discussioni a proposito della fede nell'aldilà, nella "coscienza cosmica" e via dicendo, possono anche essere interessanti. Ma decisamente non bastano a costruire un romanzo, dalla struttura narrativa assai debole. La trama è completamente inconsistente, e il finale lascia davvero delusi. Tra l'altro obietto che uno scambio di e-mail difficilmente ha il tono di dialogo che appare nel romanzo, con i due interlocutori che a volte sembrano "interrompersi" a vicenda, quindi anche questo espediente narrativo è usato male. Insomma davvero deludente.

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    vincenzo

    27/01/2010 18:58:03

    Gaarder, con questo libro, ha scritto le sue "operette morali": ovvio che la storia sia solamente un pretesto per dissertazioni filosofiche sui massimi sistemi.Attraverso lo scambio di e-mail, comunque, la storia d'amore balza subito in primo piano; i pezzi si raccolgono e poi si rimettono insieme. Per chi si appresta a leggere Gaarder (qualsiasi romanzo di Gaarder), bisogna che parta da un presupposto: si è di fronte ad un oggetto strettamente imparentato con la filosofia; non si tratta di noiose e inutili dissertazioni, pensieri personali o freddezza narrativa, ma di filosofia. A voler trovare un difetto,credo che si dilunghi un po' troppo sulle dissertazioni scientifiche di Steinn ( lo aveva già fatto con identico non esaltante risultato in Maya ). Rispetto ai titoli precedenti ho notato un tono decisamente più crepuscolare. Non è il libro più bello di Gaarder(per me resta sempre L'ENIGMA DEL SOLITARIO)...ma ci manca poco.

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    gleris

    26/01/2010 18:04:14

    noioso e inconcludente

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    Daniele

    04/01/2010 19:58:05

    Le aspettative erano alte, soprattutto ricordando "Il mondo di Sofia"; ma la lettura è stata deludente: l'epistolario via mail dei due protagonisti che caratterizza tutto il romanzo ha creato, per quanto mi riguarda, una semplificazione della struttura narrativa. Gli argomenti trattati come fede e ragione - troppo alti per essere ridotti ad una disputa romanzata - sono stati il filo conduttore di una storia per alcuni versi banale e ripetitiva. Il finale "sorprendente" enunciato dal risvolto di copertina ha poi reso certo il mio giudizio personale.

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    Cristina Lo Chiano

    04/01/2010 18:34:51

    Ho trovato questo romanzo di Gaarder veramente freddo a tratti noioso e molto infarcito dalle paure a dai pregiudizi dell'autore. Usa i due protagonisti come pretesto per il suo filosofeggiare sulla vita e sulla morte. Peccato perchè le recensioni erano tutte positive, e in questi giorni di festa avevo proprio voglia di leggere un bel romanzo d'amore. A proposito dov'è l'amore in questo romanzo? Nelle schermaglie intellettuali dei protagonisti? E il mistero? In un brutto finale che lascia l'amaro in bocca? No decisamente il signor Gaarner non mi deluderà più. Cristina

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    Ilydily

    16/11/2009 14:18:10

    È un libro strano e particolare, all’inizio sembra quasi noioso ma sin dalle prime pagine l’autore è bravissimo a insinuare curiosità nel lettore ed è inevitabile chiedersi “dove vuole arrivare?”. E così il libro si legge in un lampo e più si va avanti più l’interesse e la curiosità crescono. L’eterno scontro tra razionalità e credo è trattato con estrema semplicità e con motivazioni avvicenti per ambo le parti. Il finale è assolutamente imprevedibile e lascia ai lettori mille domande e dubbi su cui riflettere. Bellissimo.

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    Simona

    09/11/2009 14:50:11

    Stein e Solrun si rincontrano casualmente dopo molto tempo. Anni prima erano stati fidanzati e sembravano due persone destinate a rimanere insieme per sempre ma un “misterioso” avvenimento, che ci viene piano piano rivelato, li ha cambiati e bruscamente allontanati. Nonostante sia passato molto tempo ed ognuno abbia la propria famiglia, si ha come l’impressione che il loro amore abbia resistito al tempo e non sia mai finito. Lui materialista, lei credente. I motivi alla base del loro modo di pensare diametralmente opposto si rivelano nel corso del romanzo e spiegano anche la causa della loro separazione. L’eterno dilemma tra fede e ragione domina tutto il romanzo e non trova una soluzione. Il tragico epilogo ci pone infatti ancora la domanda se esista una vita oltre la morte o se la morte sia veramente il termine di tutto.

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    Alex2

    28/10/2009 16:31:03

    Non è per niente coinvolgente e non è nemmeno una storia d'amore. Vorrei vedere chi, 30 anni dopo un intenso amore finito in modo brusco, si incontra per caso (scoprendo che il sentimento non è morto) e passa il tempo a mandare delle mail che parlano delle teorie sull'origine della vita! Più che altro sembra che lo scrittore abbia usato i personaggi di Solrun e Steinn solo come pretesto per descriverci le sue divagazioni filosofiche! Scritto bene ma freddo, senza sentimento.

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    philo

    19/10/2009 12:04:09

    modesto, noioso, ripetitivo e lento.

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    Samuele

    27/09/2009 19:44:17

    Questo libro ti tiene incollato finché non arrivi alla fine, soprattutto nella seconda parte!

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    George

    19/09/2009 13:12:08

    Dissertazioni filosofiche, amore e mistero, questo libro ricopre diversi generi letterari e, soprattutto alla fine, tiene con il fiato sospeso.

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    Silvio Minieri

    15/09/2009 19:19:47

    Destino e Caso in Il castello dei Pirenei, la sfera dell’Essere sospesa nell’azzurro Nulla, è l’ultimo titolo di Jostein Gaarder, che riprende l’immagine di un metafisico quadro di Magritte. E’ la storia della rievocazione di un amore, spezzato in gioventù dall’evento enigmatico di una pre-visione. Alla fine, il numero, il Destino, esce sulla roulette, il Caso, quasi come se una “mano superiore”, la Necessità, l’avesse preordinato nella “scenografia”.

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    michela

    10/09/2009 20:23:36

    contrariamente al mio predecessore, non posso dare un giudizio più che sufficiente a questo libro. ottime le dissertazioni filosofiche -d'altronde l'autore è uno studioso di tale materia- sul contrasto fra scienza e religione, interessanti anche le spiegazioni di ambito scientifico sulla nascita dell'universo e della Terra. eppure non mi ha catturato la storia di questi due innamorati e del loro scambio epistolare. vi sono troppe ripetizioni di fatti e spiegazioni, il più delle volte inutili -a mio avviso. piuttosto improbabili, i personaggi non mi hanno ispirato una simpatia neanche accennata, nonostante l'ottima descrizione delle loro tesi, e quindi anche delle due categorie nelle quali si divide la nostra società. eppure ho trovato molto interessante cimentarmi in una lettura "nordica", di cui Gaarder è sicuramente un'ottima icona.

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    Luigi De Rosa

    09/09/2009 08:30:53

    Steinn e Solrun sono due professori, ex amanti che si ritrovano dopo trent'anni. Decidono di scambiarsi una serie di e-mail che riguardano un po tutto, ma in particolar modo, il senso della vita. Il Professor Stein è arroccato nella sua razionalità e nel suo ateismo. La professoressa Solrun nella sua fede cristiana. Alla fine, quando ci sveleranno il terribile segreto che sta alla base della fine della loro relazione capiremo e il "pugno in faccia" che arriva a Steinn e a noi nelle ultime pagine ci costringerà a scegliere : atei o credenti?

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