Editore: Piemme
Formato: EPUB con DRM
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Dimensioni: 1,13 MB
  • EAN: 9788858501214
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Recensioni dei clienti

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    Marco T.

    22/05/2012 20:43:29

    Eccellente, trama avvincente personaggi ben delineati, ricostruzione storica accurata senza essere noiosa, veramente un bel romanzo. Soprattutto finalmente un buon romanzo storico di un autore italiano il bravo Colitto si può tranquillamente accostare a Valeria Montaldi, Danila Comastri Montanari, Umberto Eco e purtroppo pochi altri nostri autori.

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    Manuela

    04/03/2012 15:52:23

    Il secondo libro di Colitto mi e' sembrato anche meglio del primo. L'ho letto in pochissimo tempo beneficiando di un po' di tempo libero. Comunque non vedo l'ora di passare al terzo. Gradisco molto avventure o thriller con gli stessi personaggi e Mondino de' Liuzzi e' proprio un personaggio che mi piace molto. Consigliato!

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    enrico

    17/01/2012 15:26:22

    Ottimo e inaspettato! Ho scoperto ancora uno scrittore italiano che merita di essere letto. In ogni circostanza, le descrizioni sono avvincenti e fluide senza mai cedere alla facile volgarità e crudezza per catturare l'attenzione del lettore. Leggendo qualche altra recensione ho scoperto che il magister è protagonista anche di Cuori di ferro. Non vedo l'ora di leggerlo.

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    Salvatore

    08/09/2011 18:23:07

    Bello,bello,bello,bello,bello!!! Se non si è capito mi è piaciuto tantissimo, ma proprio tanto. Il libro segue Cuore di Ferro ma si potrebbe leggerlo anche singolarmente perchè non è una storia legata. I personaggi e Bologna sono descritti in maniera impeccabile. Questo libro ti fa provare sentimenti contrastanti: a volte ti emozioni, altre piangi, altre ridi, alcune volte ti innervosisci e ti viene voglia di uccidere tutti i nemici (Santa Inquisizione inclusa!). Ci sono tutti gli elementi per un ottimo romanzo: originalità della trama, scorrevolezza in assoluto (l'ho letto d'un fiato in un giorno di ferie), è ricco di adrenalina e di suspance...Che dire di più...super consigliato!!!! Complimenti all'autore. Voto: inevitabile 5/5!

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    palindorme

    22/04/2011 12:06:54

    Anche questo romanzo di Colitto mi è piaciuto molto, la trama è intrigante, non c'è un attimo di pausa. Mi piace il mistero di fondo che circonda le morti nei romanzi dell'autore: nel primo i cadaveri venivano trovati con un cuore di ferro, in questo bruciati dall'interno. Sicuramente ottimi ingredienti per un thriller. Ho preferito il primo tra i due, ma la differenza è poca.

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    Leonardo O.

    22/03/2011 15:40:59

    Consigliatissimo agli amanti del romanzo storico. Chi è bolognese, come me, non può mancare di leggerlo, per rivivere una Bologna medievale con le strade ed i luoghi che tutti i giorni ci troviamo a percorrere. La fedele ricostruzione dell'ambiente storico e l'avvincente e scorrevole trama rendono il libro molto apprezzabile.

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    aeglos

    12/10/2010 15:38:42

    Stupendo, mi è piaciuto un sacco, quasi l'ho divorato! Un libro che consiglio!

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    Valentina

    11/07/2010 12:13:12

    Non ai livelli del primo, però catrtura l'attenzione. Le descrizioni cruente e crude sono ben fatte, Mondino è un personaggio spettacolare

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    Denis

    08/05/2010 18:15:14

    Dopo aver letto "CUORE DI FERRO" ero sicuro che anche il proseguo sarebbe stato allo stesso livello. Invece mi sbagliavo questo titolo è ancora migliore del primo. Sarà forse per il fatto che mi sono affezionato ai protagonisti e al modo di scrivere di Colitto. Il romanzo risulta da subito avvincente e incalzante, mai noiso e sopratutto scorrevolissimo. Veramente bello !!

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    VALERIA

    24/04/2010 13:36:41

    Leggere il libro scritto da un amico può risultare pericoloso: se non ti è piaciuto potresti far fatica a dirlo.... Ma non è certo questo il caso!!! Si da il caso che questo secondo romanzo mi sia piaciuto anche di più del primo, davvero ben scritto, veloce, scorrevole, ti tiene incollata al testo e ti fa venir voglia di arrivare alla fine, ma senza saltare una parola: alla faccia dei cervellotici intrichi dell'ultimo di Dan Brown che avevo finito poco tempo prima. Alfredo-Dan 1:0, hai stravinto!! mia sorella ormai è diventata una tua fan accanita, e ne ha ben ragione! Ottimo romanzo, ora aspettiamo il terzo!!!

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    elena

    08/04/2010 08:47:05

    La lettura è per me un piacere e tale diletto è ancor più accentuato quando percepisco che l’autore non si limita a realizzare una forma di intrattenimento per il lettore ma riesce a suscitare in questi curiosità e interesse per l’ambientazione, la situazione o i personaggi (reali o immaginari). Nel leggere I discepoli di fuoco ho apprezzato la combinazione di questi elementi, perfetta per un thriller storico. L’accurata ricostruzione della Bologna medievale avviene non solo tramite la descrizione di scenari, costumi e piccoli eventi quotidiani ma soprattutto attraverso l’analisi della mentalità dell’epoca, ancorata al sapere del periodo e condizionata da credenze popolari e rigidi dogmatismi. La vicenda è intrigante, un mix ben congegnato di pathos e tensione: il ritrovamento di cadaveri carbonizzati in modo irregolare, senza alcun segno di bruciatura dell’ambiente circostante, induce immediatamente a pensare ad una forza maligna, sovrannaturale. Ma un amante della scienza e della ragione, ancorché del XIV secolo, può cedere a queste facili deduzioni solo dopo aver escluso ogni possibile causa fenomenica. E così Mondino dè Liuzzi , si trova nuovamente a non limitare la sua figura a quella di “scienziato” ma, utilizzando il suo ingegno, si cimenta a svolgere anche il ruolo di investigatore; il ritmo diviene sempre più incalzante fino a raggiungere il culmine nelle ultime pagine, in cui la ragione e l’intelligenza si affermano al di sopra di ogni mistificazione. I personaggi sono ben delineati e significativi, in relazione ai valori di cui sono portatori: Mondino, in particolare, non può che suscitare le simpatie del lettore non solo per il suo sconfinato desiderio di sapere ma anche per il suo carattere un po’ irascibile e per nulla accomodante, elementi effettivamente peculiari di questo singolare personaggio storico. In sintesi, un bel thriller, avvincente e scorrevole, e con un’interessante ricostruzione delle conoscenze in campo medico del XIV secolo.

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    PATRIZIA

    30/03/2010 11:13:00

    Letto Cuore di ferro, mi sono precipitata a prendere I discepoli del fuoco praticamente a occhi chiusi, senza neanche leggere la trama. Sapevo che sarebbe stato bello. Non e' vero, e' semplicemente splendido! L'ho praticamente divorato nel fine settimana e l'unico rimpianto e' averlo finito ieri sera e staccarmi da questo splendido personaggio mi dispiace molto. Davvero complimenti Alfredo, bravo

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    Massimo

    22/03/2010 16:24:55

    E' diffile decidere da dove cominciare per commentare questo libro, per il motivo che considerando i diversi livelli di lettura, quello della trama, quello dei personaggi, quello dell'ambientazione storica e geografica o quello relativo allo stile narrativo, risulta davvero arduo definire quello meglio riuscito rispetto agli altri. Davvero un libro che come pochi ha saputo interessarmi ed attrarmi al tempo stesso. La trama è assolutamente indovinata, l'autore porta il lettore alla fine del racconto svelandone poco alla volta l'ordito, e mai in modo da far percepire troppo chiaramente il passo successivo. Molto interessanti le descrizioni della Bologna del XIII secolo, degli aspetti comportamentali tipici della società di allora, le dissertazioni di natura religiosa ed etica che vengono fatte proprie dai vari personaggi e le godibilissime conversazioni, per noi spesso ingenue ed anacronistiche, che evidenziano molto realisticamente le conoscenze e le credenze mediche e scientifiche proprie di quel periodo. Tutto ciò senza comunque far mancare neanche per un attimo la giusta dose di tensione che mantiene costantemente vivo l'interesse anche mediante azioni e colpi di scena. Anche le vicende sentimentali dei protagonisti, sia di amore che di odio, sono ben tratteggiate e anche in questo caso debitamente "ambientate" al periodo cui si riferiscono, e non sempre il loro epilogo è quello più prevedibile. Dopo l'ottimo "Cuori di ferro" questo secondo libro è forse anche migliore e se, come mi sembra di ricordare, ci sarà anche un terzo capitolo a completamento della trilogia prevista, sarà assolutamente da non perdere.

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    Stefania B.

    02/03/2010 16:18:46

    Alfredo, con il seguito delle avventure di Mondino non hai tradito le mie aspettative. Anzi, I discepoli del fuoco mi è piaciuto di più di Cuore di ferro ma ti dò 4 su 5 perchè voglio riservare il voto massimo al terzo romanzo della trilogia :)

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    Paolo Gilberto

    01/03/2010 11:09:13

    Chi ha amato "Cuore di ferro" non può lasciarsi sfuggire questo avvincente sequel, in cui ritorna (e si amplifica) la visione di una Bologna trecentesca cupa e vitale al tempo stesso. Le ambientazioni sono magistrali, e ci rendono partecipi di quanto sta accadendo in ogni momento della narrazione, in un martellante crescendo di suspense. I personaggi sono affascinanti, animati da un'interiorità vivace e in continuo sviluppo (non stereotipati dall'inizio alla fine, come capita in molti romanzi anche di successo). Senz'altro un importante punto d'arrivo del thriller storico italiano!

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    Wolfango Horn

    26/02/2010 14:35:24

    "I discepoli del fuoco" è un thriller storico davvero intrigante. Riprende i personaggi già protagonisti di "Cuore di ferro": il medico, fondatore, dell'anatomia bolognese, Mondino de Liuzzi e il templare Gerardo. I richiami al primo libro ci sono, ma la nuova fatica di Alfreso Colitto vive di vita propria: l'intreccio è trascinante, ci si "incolla" alla storia e la si legge tutta di un fiato! Mi è piaciuto il ritmo incalzante, il ritratto davvero accurato della Bologna trecentesca, con luoghi ripescati dalla lontana memoria storica, come Porta Stiera e Sant'Antonino, una Bologna crocevia di genti e di culture diverse. Tra le pagine de "I discepoli del fuoco" ho davvero "sentito" gli stessi odori e rumori che Mondino e Gerardo incontrano nel loro peregrinare tra i vicoli medioevali. Ho trovato il carattere di Mondino più "rotondo" e umano di come lo ricordavo in "Cuore di ferro": insomma, mi è stato più simpatico perché si rivela un uomo aggredito da paure e dubbi e risulta meno saccente, meno "professore universitario" che nel primo libro della trilogia... Poi, anche i personaggi femminili - Eleonora, Clara e Viviana - sono caratterizzati in modo accattivante e affascinante. Mi è davvero piaciuta la "solidarietà" tra il fraticello francescano Samuele e le prostitute, che ho letto come una sorta di "patto tra gli ultimi". E poi, alcune "chicche" misteriose: l'inestinguibile "fuoco greco", e l'haoma, l'inebriante liana che procura visioni... insomma, ogni dettaglio è una piccola scoperta, piccoli cammei con i quali Alfredo Colitto impreziosisce ogni pagina. Dopo la lettura "ansiosa" per giungere alla inaspettata sorpresa finale, consiglio una rilettura lenta della storia, alla ricerca dei particolari nascosti, che vale la pena approfondire.

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    Maria Mancini

    24/02/2010 12:29:10

    Come il precedente Cuore di Ferro, questo nuovo romanzo di Alfredo Colitto I Discepoli del Fuoco è molto interessante per l’argomento che, avvincente e dal ritmo incalzante, tiene sempre desta l’attenzione del lettore dall’inizio alla fine, e per la prosa piana e fluida che rende oltremodo piacevole la lettura. La sapiente ambientazione rivela inoltre notevole conoscenza del periodo storico nei suoi molteplici aspetti e fa del romanzo un affascinante affresco della Bologna medioevale quasi palcoscenico per i tanti personaggi alla cui caratterizzazione contribuisce notevolmente un’abile penetrazione psicologica. Maria Mancini

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    Cristiano

    23/02/2010 15:29:08

    Gran bel romanzo, che riprende il primo della serie di Mondino (Cuore di ferro) e a mio avviso è anche migliore dell'altro. Storia avvincente, personaggi ben delineati a cui ci si affeziona, e un'ambientazione curata anche nei dettagli. Non solo un bel thriller quindi, ma molto di più, sia per la ricostruzione delle atmosfere e degli ambienti, sia per la scrittura, ricca nel lessico e scorrevole alla lettura.

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    Maria

    23/02/2010 12:45:16

    I Discepoli del Fuoco è un romanzo avvincente ed appassionante che porta il lettore nella Bologna del 1300 con estrema facilità. La fedele ricostruzione storica non penalizza il ritmo della storia, anzi lo esalta. Mentre leggi il romanzo puoi sentire e vedere tutto quello che sentono e vedono i vari personaggi: il freddo pungente di un inverno bolognese, gli odori del cibo nella cucina della famiglia de' Liuzzi, il vocio dei commercianti nelle antiche strade bolognesi, i piedi umidi infangati nella strade senza asfalto. Il protagonista, come in Cuore di Ferro, è Mondino de' Liuzzo, famoso medico anatomista bolognese dell'epoca. Anche questa volta, suo malgrado, deve risolvere un mistero che mette in pericolo non solo la sua vita, ma quella della stessa città di Bologna. Questa volta il pericolo viene dal Fuoco e da un'antica setta pagana del passato. Al suo fianco c'è Gerardo, ex monaco Templare di Ravenna, anch'egli in Cuore di Ferro, che affianca Mondino nella conduzione delle indagini. I protagonisti sono circondati da personaggi secondari, ma non per questo meno importanti, che contribuiscono, in modo tavolta determinnate, alla risoluzione del mistero. Non mancano le figure femminili, che hanno un ruolo chiave non solo per lo sviluppo degli eventi, ma anche per la crescita personale dei due protagonisti: Mondino e Gerardo. I complimenti ad Alfredo Colitto sono d'obbligo, perchè il suo romanzo è veramente affascinante e ben scritto. Io devo dirgli "grazie" perchè, per merito suo, mi sono avvicinata al Thriller Storico un genere che fino a Cuore Di Ferro snobbavo (nonostante la lettura sia la mia passione). Bravo sei riuscito laddove neanche Dan Brown era riuscito! Aspetto il prossimo romanzo con ansia.

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    MANLIO MANNA

    22/02/2010 09:17:07

    Di Alfredo Colitto ho letto diverse opere e le ho trovate tutte molto piacevoli, ben scritte ed interessanti. Molto recentemente ho letto il suo ultimo libro sui discepoli del fuoco: è veramente affascinante ed avvincente fino all’ultima pagina; mi ha molto colpito la perfetta ambientazione nella Bologna dell’inizio del 1300 in cui vi sono molti dettagli: dagli abiti dei personaggi ed anche ai diversi colori di quelli che indossano nelle varie situazioni del racconto che lo rendono molto vivo. I fatti secondari inseriti nel racconto servono a rendere più avvincente quello principale ed a dare larghe pennellate nel quadro del libro. Come ho già fatto per il libro precedente “Cuore di Ferro”, anche questa volta lo rileggerò con molta più calma e centellinandolo come un vino di buona annata. In questo modo, non più spinto ad andare avanti per sapere come vada a finire, ne apprezzo ancor di più le caratteristiche di dettaglio che danno tanto interesse al libro. Mi auguro che Alfredo Colitto voglia ancora darci racconti di questo tipo che dà voglia di leggere anche a chi non ne ha tanta. Manlio Manna

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