Empatia e sviluppo morale

Martin L. Hoffman

Traduttore: M. Riccucci
Curatore: A. E. Berti
Editore: Il Mulino
Collana: Saggi
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 20 novembre 2008
Pagine: 370 p., Brossura
  • EAN: 9788815124043
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Martin L. Hoffman, docente di psicologia alla New York University, affronta il tema dell'empatia in un'ottica marcatamente sociale, considerandola come il cardine dello sviluppo morale della specie umana. Il riferimento alla tradizione di pensiero che fa capo a Darwin e a Smith, sostenitori della naturale tendenza dell'individuo all'empatia e alla socializzazione, è esplicito. Il background sette-ottocentesco rappresenta, tuttavia, solo il punto di partenza; esso è ampliato e aggiornato alla ricerca psicologica, con l'unica limitazione della data di pubblicazione originale. Analizzando le declinazioni dell'empatia nelle varie fasi della vita, Hoffman sostiene come la morale empatica derivi dal complesso intreccio fra capacità di avvicinarsi all'altro, insegnamenti trasmessi da genitori e pari, insieme all'elaborazione personale della propria esperienza. Il pensiero di Hoffman presenta una duplice portata innovativa. Primo, si attribuiscono già alle fasi della prima infanzia capacità empatiche e comportamenti orientati in senso etico. Secondo, viene dato rilievo al ruolo del senso di colpa, inteso come elemento positivo e funzionale allo sviluppo morale. Il senso di colpa, associandosi al dispiacere per la sofferenza altrui, costituirebbe il motore pro-sociale, tendente ad aiutare, a muoversi verso chi soffre. Una visione morale fondata sull'empatia non appare, tuttavia, esente da limiti, primo fra tutti quello di essere più indulgente e benevola con chi è più familiare. In tal caso, si pone palesemente in conflitto con i principi della giustizia e del dovere. E che dire di quelle situazioni in deficit palese di empatia? Si pensi, ad esempio, all'assuefazione alla sofferenza di alcuni operatori sanitari, alla deriva egoistica da ipercoinvolgimento emotivo, alle condotte antisociali. In ultimo, Hoffman cita il caso di persone affette da autismo che, per una disfunzione dell'empatia, vivono nel continuo sforzo di comprendere gli altri e le loro regole dall'esterno, in maniera razionale e non immediata. La trattazione di questi casi particolari, di estremo interesse per chi opera attivamente nel settore psichiatrico, educativo e psicologico, occupa, purtroppo, solo una porzione limitata dell'intero volume e non sembra rientrare fra gli obiettivi principali dell'autore. Ciononostante, il rilievo scientifico del libro resta consistente. Hoffman riesce a proporre una visione innovativa dell'empatia e ad affrontare in maniera interdisciplinare e critica i complessi fenomeni della vita sociale. Marianna Boso