European Standards

Artisti: Jan Lundgren
Supporto: CD Audio
Numero dischi: 1
Etichetta: ACT
Data di pubblicazione: 9 marzo 2009
  • EAN: 0614427948229

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Descrizione

Il talentuoso pianista Jan Lundgren ha sempre destato sorpresa, a cominciare dalla decisione di intraprendere la carriera di pianista pur essendo anche considerato uno dei più promettenti tennisti nel suo paese. A vent’anni, dopo aver approfondito i suoi studi nel mondo della musica classica, scopre l’amore per il jazz. Nei suoi primi lavori discografici si sentono appieno le influenze dei grandi pianisti, da Erroll Garner e Bill Evans fino a Oscar Peterson e Bud Powel. Negli anni successivi, il viaggio musicale di Lundgren si addentra nei meandri della world music con un primo lavoro sulla ricca tradizione folcloristica svedese e i suoi “Swedish Standards”. L’album documenta in parte l’inizio di un viaggio musicale all’interno di un mondo di suoni del mediterraneo. Ne scaturisce quindi “Mare Nostrum” in collaborazione con Richard Galliano e Paolo Fresu; e un viaggio nel passato sulla musica del Rinascimento con “Magnum Mysterium”. Il nostro “European Standards” rappresenta il passo successivo, un viaggio attraverso dieci paesi europei, dagli stati di madre lingua tedesca a quelli di origine romanica fino alle terre slave. Ogni brano è rappresentato da una canzone tipica della tradizione popolare, alcune molto conosciute ed altre meno. Canzoni tipiche non soltanto in termini del folclore nazionale ma anche per il contesto storico che rappresentano. L’Austria, ad esempio, viene rappresentata da una canzone classica viennese “Wien, Du Stadt Meiner Träume” mentre il “September Song” di Kurt Weill, scritto dall’autore dopo l’emigrazione in America. Per la Germania, Lundgren ha scelto il pioniere del pop elettronico Kraftwerk con il suo “Computer Liebe”. In “Le Moulin De Mon Coeur” di Michel Legrand e “Un Homme et Une Femme” di Francis giungiamo automaticamente in Francia, così come con “Here, There and Everywhere” dei Beatles arriviamo in Gran Bretagna. “Rosemary’s Baby” di Roman Polanski potrebbe sembrare di primo acchito una scelta al di fuori del progetto, portandoci a pensare al film hollywoodiano ma in realtà come lo stesso Lundgren spiega si tratta di un brano il cui compositore Kzysztof Komeda è polacco e le sue origini si avvertono appieno nella musica. “European Standards” è un progetto ambizioso e per niente facile sia per l’ascolto attento e la scelta accurata del materiale originale che per la rielaborazione in chiave jazz dallo stile molto personale e originale. In questa occasione i compagni di viaggio di Jan Lundgren sono volutamente i membri del suo gruppo: Mattias Svensson al contrabbasso e Zoltan Csorsz alle percussioni. Un progetto il cui risultato è una musica dalla apparenza semplice dove l’ascoltatore non percepisce la difficoltà nel ricomporre le canzoni originali. E questo è probabilmente il maggior complimento che si possa attribuire a questo magnifico album.