Follie di Brooklyn

Paul Auster

Traduttore: M. Bocchiola
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: 265 p., Brossura
  • EAN: 9788806186203
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    Lomax

    01/08/2016 22:09:07

    Non il miglior Auster. Solite brillanti intuizioni ("hotel esistenza" su tutti) ma, questa volta, i protagonisti sono un po' deboli e stereotipati (con l'unica eccezione del libraio Harry), al pari delle situazioni che sono chiamati a vivere. Siamo lontani dalla Trilogia, da La musica del caso o anche da Sunset Park, ma si legge, comunque, d'un fiato.

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    claudia

    12/09/2015 15:59:29

    primo libro di auster che leggo e mi ha incantato. quello che più mi ha colpito è il fatto che descriva la vita così com'è, un susseguirsi di imprevisti in cui nulla è programmabile, dove felicità e disgrazia si alternano e l'unica scelta che abbiamo è semplicemente accettarle. uno sguardo disincantato ma che trasuda tanta voglia di vivere. grazie paul :)

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    GianniF.

    03/09/2014 16:46:20

    Un romanzo dalla prima meta' ottimo e che si appiattisce nel proseguio, indugiando su situazioni forzatamente sdolcinate. Ottime le descrizioni dei personaggi e del Vermount.

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    cristiano

    02/05/2014 16:38:52

    Ma l'ha davvero scritto Paul Auster questo romanzo politically correct un po' noioso ed un po' banale? Molto distante dai suoi romanzi scuri, questo libro a mio parere è solo un esperimento non riuscito...

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    Norma

    30/07/2013 14:53:46

    E' il primo libro che leggo di Paul Auster e mi ha letteralmente conquistata già dalle prime pagine. E' un libro che avrei voluto scrivere. La storia di Nat mi è rimasta "addosso" e spesso mi torna in mente quando mi sento giù, è un inno alla speranza. Lettura da non perdere!

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    meri

    15/01/2013 14:47:58

    Nella prima parte sono andata piuttosto a rilento forse per personaggi ed ambientazione piuttosto distanti dal genere che normalmente leggo, inoltre mi ricordava i classici film italiani con protagonisti giovani scansafatiche. La scrittura però molto scorrevole mi ha permesso comunque di terminare il libro e per fortuna! I personaggi si sono riscattati nella seconda parte e da falliti ed apatici nei confronti del mondo circostante hanno saputo reagire alla quotidianità della vita comune, un bel messaggio di ottimismo. Durante la lettura ho anche rivalutato la figura di zio Nat, onnipresente ma mai invadente.

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    Bafometto

    24/11/2012 14:52:32

    Superbo.

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    ilaria

    26/10/2012 16:14:58

    Paul Auster e' una certezza.I suoi libri letti si sono sempre rivelati un buon acquisto e una lettura vivace interessante e mai frivola. Quello che cerco in una storia Auster lo realizza. I personaggi di Follie di Brooklyn sono piu' umani meno imperfetti delle mie precedenti esperienze con la letteratura di Auster ma la mia opera preferita rimane sempre Sunset Park

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    armando

    22/09/2012 14:13:22

    Un bel libro che fila via pagina dopo pagina. Mi è piaciuta la storia e anche lo stile della narrazione. Nathan è da poco giunto a Brooklyn e quello che doveva essere il crepuscolo della sua vita si trasforma nell'inizio di una nuova avventura. Libro della rivincita e della speranza. Da leggere.

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    Vani

    06/02/2012 21:58:39

    Peccato che Walter Matthau sia morto (proprio all'epoca dei fatti narrati in questo libro), sarebbe stato perfetto nel ruolo di Zio Nathan (Nat) in una (auspicabile, prima o poi) trasposizione filmica di questo romanzo, dalla vivace trama estremamente cinematografica. Magari accanto ad un Tom Hanks un po' pingue nel ruolo del nipote Tom. Nel racconto ci sono mille ingredienti per un minestrone riuscitissimo e in grado di suscitare sorrisi, risate e lacrime in ognuno: c'è lo zio ironico e positivo, il nipote sfortunato e colto (impagabile il capitolo "Verso Nord", farcito come un panino di curiosità letterarie appetitosissime), la nipote ex drogata maritata all'invasato esponente di una setta religiosa integralista, una bambina seria e caparbia, capace di gesta tanto coraggiose quanto improbabili. C'è anche un simpatico e amabile truffatore - personaggio simile al dickensiano Micawber, con tanto di grandioso epilogo e riscatto finale - ed altri personaggi "minori" altrettanto ben delineati. Sullo sfondo New York, la Virginia, la South Carolina e altri luoghi dell'Est nordamericano che, se li cerchi su Google Earth e li guardi dal satellite, ti fanno venire voglia di partire subito per una bella vacanza on the road. Non c'è solo colore nel romanzo, io ci ho trovato molto cuore: meraviglioso uno degli ultimi capitoli, "Una nuova vita", dove si legge dell'amore senile fra Nat e Joyce: "Noi due insieme eravamo come un pomeriggio della seconda metà di ottobre, uno di quei luminosi giorni d'autunno sotto un cielo azzurro vivido, refoli frizzanti nell'aria e un milione di foglie ancora sui rami....marrone perlopiù, ma con ancora abbastanza ori e rossi e gialli per farti venir voglia di restare all'aperto il più a lungo possibile". Auster ci fa apparire alla portata di tutti, giunti a una certa età (casualmente, la mia....), guardare al proprio passato e alla propria giovinezza con tanta serenità e ancora tanta speranza nel futuro.

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    Raffaele

    25/01/2012 19:58:34

    Quasi una commedia brillante questo romanzo di Paul Auster che, pur rinunciando alle solite tipiche atmosfere cui ci ha abituato, ci regala una storia più leggera ma molto interessante e dinamica con personaggi vitali e mai scontati. Un libro che mi è piaciuto molto.

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    la_Elena

    30/06/2011 12:26:01

    Era il primo libro di Paul Auster... addocchiato che altro per la copertina, mi sapeva troppo di America... e bene che ho fatto a prenderlo! Si legge piacevolmente e riesce del tutto facile affezinarsi ai diversi personaggi che vengono tratteggiati in un modo davvero delizioso... come si può rimanere indifferenti di fronte allo Zio Nat? Convinto di scegliersi un buen retiro nell' anonimato totale, nell'arco di alcune pagine messer fato lo farà diventare una leva con la quale solleverà molte esistenze, tra cui la sua naturalmente... consigliatissimo

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    Fralalla

    27/10/2010 15:48:52

    Decisamente bello!La classica lettura che ti cattura e che non vorresti abbandonare. Storie che si intrecciano tra cinismo e umana follia, con un pizzico di sorrisi.La vita vera letta attraverso gli occhi di differenti personaggi con storie e anime differenti.

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    Luca

    23/05/2010 04:55:36

    E' il primo libro che ho letto di Paul Auster e mi e' piaciuto molto. Il suo stile e' semplice e fluido. Le storie che si intrecciano sono interessanti. Difficile dimenticare Nathan Glass, suo nipote Tom, Harry e la piccola Lucy. In particolare mi sono rimaste impresse la storia nella storia della bambola di Kafka (non ho ancora capito se e' una storia vera), l'Hotel Esistenza e soprattutto, verso la fine, la storia di Aurora e il marito David, fanatico religioso. Consigliatissimo.

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    enzo

    03/12/2009 21:04:41

    Auster è bravissimo a raccontare storie normali rendendole piacevoli ed originali. Tutto quello che succede intorno al personaggio protagonista è in continua evoluzione; Naufrago di una vita vissuta che volge quasi al termine,consapevole di essere malato, disilluso e rassegnato, lentamente riprende entusiasmo e il gusto alla vita dopo aver reincontrato casualmente suo nipote. E' un elogio alla conversazione e alla convivialità, l'affermazione della possibilità di sopravvivere con intelligenza, con la capacità di aprirsi con le persone care senza pregiudizi, disponibili all'ascolto e al sostegno reciproco. Positivo

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    Gabriele

    16/09/2009 23:03:36

    Si trattava del mio primo di questo autore. La sua scrittura mi ha catturato sin dalle prime pagine. La storia è ben costruita e interessante fino alla fine. I personaggi sono reali e con caratterizzazioni ben distinte. Ci sono passaggi molto profondi e altri più che sbarazzini. La tipologia di narrazione è fluida e coinvolgente. Il messaggio che vuol mandare l'autore arriva dritto al cuore. Leggerò molto altro di Paul. Consigliatissimo!

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    valentina

    28/07/2009 22:33:32

    Lo zio Nat assume molto l'aria del BabboNatale arrivato a dispensare doni generosi a piene mani. Ne ha per tutti: per la cameriera del fast food, per Lucy, per Tom, per Rory,... ma anche per noi lettori. Con una scrittura lieve, quasi infantile, Paul Auster cattura la ns attenzione e il ns cuore. Libro romantico, pur con qualche tratto di crudezza. Libro che fa sperare che anche per noi esistano una Nancy, una Joyce o una Honey in questo mondo. Che ci sia per tutti un Hotel Esistenza in qualche luogo della ns mente.

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    checcosavuoi

    28/06/2009 17:52:10

    Parte bene e si accattiva l'attenzione tanto che diviene difficile mollarlo. Tuttavia a partire da metà libro, in modo piuttosto brusco direi, il romanzo si trasforma in una grossa presa in giro: da quel punto in poi l'autore, come se si fosse annoiato del romanzo (o se avesse fretta di finirlo), comincia ad inanellare colpi di scena sempre più improbabili, spara cartucce in aria facendo un gran baccano ma mancando del tutto il fuoco della narrazione, distraendo/disturbando il lettore. A quel punto però ci si è già affezionati ai suoi personaggi più riusciti, e non si può far altro che sfogliare vorticosamente le pagine sperando di non constatare l'ennesimo appiattimento/oblio, che invece puntualmente arriverà (Tom e la piccola Lucy subiscono il trattamento peggiore). Le ultime pagine sono di una bruttezza e un superfluo imbarazzanti per uno scrittore di questo calibro. La citazione dell'11 settembre 2001 è completamente gratuita.

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    Selene

    25/06/2009 09:56:42

    Caratteristica fondamentale del testo è la fluidità attraverso la quale l'autore racconta l'intrecciarsi dei personaggi che ritrova in un momento particolare della sua vita. Bello e semplice. Un po' cruenta, se così si può dire, la conclusione, che porta il pensiero all'11 settembre americano.... comunque lettura pienamente consigliata!

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    Fabio Palma

    07/03/2009 17:06:48

    Un libro da autogrill. Non brutto, non noioso, non banale. Ma...scritto come se si dovesse rispettare i tempi di un contratto editoriale. Primo suo libro comprato, e sono un pò titubante a dargli una seconda possibilità. A meno che non abbia inciampato proprio su questo, come capita anche ai grandi.

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