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Editore: Guanda
Collana: Le Fenici rosse
Anno edizione: 2014
Pagine: 156 p., Brossura
  • EAN: 9788823508491
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Si parte da un libro, Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza di Luis Sepúlveda, e la conversazione tra l’autore cileno e Carlo Petrini prende il via, arrivando a toccare, nel suo procedere, temi etici fondamentali per la nostra società.
Perché partire proprio da una lumaca? Perché essa rappresenta il trait d’union tra i due scrittori: protagonista del famoso romanzo di Sepúlveda e animale-simbolo per Slow Food, l’associazione no profit fondata da Petrini che si pone come obiettivo la promozione del diritto a vivere il pasto innanzitutto come un piacere.
Per chi non conoscesse Slow Food, l’organizzazione si oppone all’idea del fast food e rivendica il diritto ad una qualità della vita migliore, fatta del rispetto dell’ambiente e della salute dei consumatori ed è infine molto attenta alla biodiversità. Sono famose in tal senso le sue battaglie contro l’omologazione dei sapori e le manipolazioni genetiche.
Sepúlveda ci racconta che l’idea della lumaca è nata da una domanda di suo nipote che gli aveva chiesto della lentezza. Lo scrittore cileno si è preso del tempo per poter dare una risposta poetica al quesito e alla fine ha scoperto che in tanti contesti etnici la lumaca è simbolo di equilibrio perché possiede solamente il giusto e la lentezza è il suo tratto distintivo.
Anche per Slow Food la lentezza è un concetto fondamentale tanto che nel suo manifesto fondativo dice «Contro la vita dinamica propugniamo la vita comoda. Contro coloro, che sono i più, che confondono l’efficienza con la frenesia, proponiamo il vaccino di un’adeguata porzione di piaceri sensuali assicurati, da praticarsi in lento e prolungato godimento.»
Scopriamo quindi che un altro pilastro fondamentale per Slow Food è il diritto al piacere che si lega in modo indissolubile alla lentezza: sono necessari l’uno all’altra. Attraverso questi due concetti e la loro realizzazione nella società moderna, Luis Sepúlveda e Carlo Petrini toccano temi scottanti in una conversazione che alterna politica, letteratura e gastronomia, guidandoci a quel diritto fondamentale al piacere da raggiungere con la stessa lentezza e saggezza delle lumache.
Un testo agile e dal forte carattere divulgativo che cerca di costruire un'alternativa per un mondo più slow, dove la felicità non è data dall'accumulo di ricchezze, ma da soddisfazioni piccole, che però valgono molto.

Recensioni dei clienti

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    Michele Lucivero

    11/03/2017 05.39.27

    Un maestro della letteratura mondiale e un maestro della gastronomia responsabile s’incontrano per riflettere ed esternare alcune considerazioni non solo sulla felicità, ma anche sulla responsabilità, sulla solidarietà, sullo sviluppo, insomma su tutto ciò che potrebbe contribuire a costruire un futuro migliore nel segno del rispetto per i diritti umani, degli animali e della Terra intera. Tuttavia, il testo è anche l’occasione per guardare al passato e valorizzare quelle esperienze significative senza quella incartapecorita patina nostalgica tipica di chi vive in una storia antiquata o monumentale stucchevole e poco edificante per le future generazioni. La riconsiderazione del passato è funzionale alla ripresa di alcuni valori, come quello della semplicità, della lentezza, della solidarietà, ma anche quello del gusto autentico che passa attraverso la bellezza del mangiare insieme un pasto frugale e autoprodotto, valori che, nonostante l’adesione entusiastica al presente, possono e devono essere praticati affinché si possa allontanare la becera assimilazione di tutto il nostro tempo ad una umanamente scadente idea di turbocapitalismo globalizzante preda dell’egoismo e dell’individualismo.

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    Elena

    15/03/2015 19.00.08

    Voto 5 a Sepulveda che dimostra di essere un grande narratore. Voto 1 a Petrini: i suoi capitoli sono lenti e scritti senza la volonta di attirare il lettore. Lo consiglio per il filone che ne sta alla base

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    francesca

    11/09/2014 13.05.23

    Un testo affascinate - un dialogo improntato su ricordi importanti e personaggi famosi - volto a presentare l'arte gastronomica come forma di cultura, di apertura (condivisione e convivialità) e di crescita interiore. Nonchè come ultimo atto nella lotta alla distruzione dell'uomo e del pianeta. Da leggere.

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    Andrea Fava

    26/08/2014 11.22.04

    Gli autori illustrano in modo semplice ed efficace come la lentezza, interpretata come antitesi della frenesia, e il cibo, inteso come scienza gastronomica ma anche come cultura della condivisione e della convivialità, oltre che come ovvio mezzo di sussistenza, costituiscano un percorso obbligatorio verso la felicità e la sopravvivenza del genere umano.

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