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Descrizione

Liberamente tratto dal libro Lei mi parla ancora di Giuseppe Sgarbi

«Pieno di tenerezza» - MyMovies

«Mira direttamente al cuore. E fa centro» - la Repubblica

«Renato Pozzetto è da premiare» - Il Fatto Quotidiano

Nino e Caterina sono sposati da sessantacinque anni e si amano profondamente dal primo momento che si sono visti. Alla morte di Caterina, la figlia Elisabetta, nella speranza di aiutare il padre a superare la perdita della donna che ha amato per tutta la vita, gli affianca un editor con velleità da romanziera per scrivere, attraverso i suoi ricordi, un libro sulla storia d'amore tra Nino e Caterina. Amicangelo, scrittore che ha alle spalle un divorzio costoso e complicato, accetta il lavoro solo per soldi e si scontra immediatamente con la personalità di Nino...

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Cecchi Gori, 2021
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Valutazioni e recensioni

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clementino
Recensioni: 5/5

Mi ha emozionato tantissimo... commovente, forte, dolce

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l
Recensioni: 5/5

Lei mi parla ancora è un film commovente, intenso, lascia un bel messaggio.

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marghe
Recensioni: 5/5

Me l'avevano consigliato e vedendo il trailer mi aveva incuriosito. Ben strutturato e avvincente.

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Recensioni

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Voce della critica

Un film nostalgico pieno di tenerezza e imbevuto del garbo antico del suo fragile protagonista

Trama:

Per 65 anni Nino ha amato la sua Rina, e non può smettere nemmeno adesso che lei se ne è andata: perché Rina gli parla ancora, e lui continua a parlare con lei, a porte chiuse, per non farsi sentire dai domestici e dai figli. Sarà proprio sua figlia ad inventarsi un modo per permettere al padre di parlare ancora "della Rina", commissionando una raccolta di memorie ad un ghostwriter non altrettanto bravo a far pubblicare il suo pensiero originale. Dopo un'iniziale diffidenza Nino si aprirà allo scrittore e insieme ritracceranno la grande storia d'amore fra due coniugi che si sono creduti immortali in virtù del "gran bene che si sono sempre voluti".

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Conosci l'autore

Pupi Avati

1938, Bologna

Inizia la sua carriera artistica nel jazz come clarinettista, fa parte infatti della Reno Jazz Gang con cui incide anche qualche disco, gruppo che abbandona dopo l'ingresso nella band di Lucio Dalla con cui rimane grandissimo amico e che collaborerà a vari film di Avati. Lavora poi per quattro anni alla Findus surgelati, anni che considera i peggiori della sua vita.Intraprende poi la via del cinema e riesce a collaborare alla sceneggiatura di Salò e le 120 giornate di Sodoma di Pasolini. Come regista gira alcuni horror tra cui nel 1976 La casa delle finestre che ridono. L'anno successivo esce Bordella, una commedia che ha tra gli interpreti un giovanissimo Christian De Sica. Da ricordare anche la regia televisiva di uno speciale dedicato ai Pooh.Inizia poi a girare una serie...

Renato Pozzetto

1940, Laveno, Varese

Attore italiano. Con alle spalle un buon successo nel cabaret e in televisione con l'amico C. Ponzoni, esordisce nel 1974 in Per amare Ofelia di F. Mogherini che lancia la sua comicità leggera, un po' surreale e dalla forte cadenza lombarda. Le pellicole successive sono perlopiù di stampo commerciale, salvo rare occasioni e, pur accrescendone la popolarità, lo riducono spesso a ruolo di macchietta, sfortunato zuzzurellone, un po' grossolano. Lo si ricorda ingenuo industriale internato in manicomio in Oh, Serafina! (1976) di A. Lattuada, militante politico alle prese con un omosessuale in La patata bollente (1979) di Steno, ammaliato da E. Giorgi in Mia moglie è una strega (1980) di Castellano & Pipolo, bambino cresciuto di colpo alle prese con le difficoltà della vita in Da grande (1987) di...

Stefania Sandrelli

1946, Viareggio, Lucca

"Attrice italiana. La sua bellezza acerba e provocante, notata a un concorso di miss che vince a soli quindici anni, le fa ottenere un piccolo ruolo in Il federale (1961) di L. Salce. Ma il suo pigmalione al cinema è P. Germi che, prima con la seduttrice fintamente ingenua di Divorzio all'italiana (1961), poi con la giovinetta costretta alle nozze riparatrici da un padre-padrone nella Sicilia arcaica e spietata di Sedotta e abbandonata (1964), ne sfrutta appieno la spontaneità perturbante, adattissima anche alla ragazza senza qualità alla vana ricerca del successo in Io la conoscevo bene (1965) di A. Pietrangeli. Con i lineamenti moderni eppure tradizionali, la languida fisicità esibita a mo' di ironico sfottò, il broncio infantile pronto a cedere il passo a un sorriso disarmante, S. sa farsi...

Isabella Ragonese

Isabella Ragonese, attrice e autrice teatrale, debutta nel cinema con Nuovomondo di Emanuele Crialese, a cui seguono, tra gli altri, Tutta la vita davanti di Paolo Virzì, Dieci inverni di Valerio Mieli, La nostra vita di Daniele Luchetti (Nastro d'Argento migliore attrice non protagonista), Un altro mondo di Silvio Muccino, Il primo incarico di Giorgia Cecere, La sedia della felicità di Carlo Mazzacurati. Per “Audiolibri - Emons Feltrinelli” ha letto La zia marchesa (2011) di Simonetta Agnello Hornby.

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