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La memoria rende liberi. La vita interrotta di una bambina nella Shoah

Enrico Mentana, Liliana Segre

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Testo in italiano
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Dimensioni: 3,95 MB
Pagine della versione a stampa: 225 p.
  • EAN: 9788858681398
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Gaia la libraia

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"Un conto è guardare e un conto è vedere, e io per troppi anni ho guardato senza voler vedere." Liliana ha otto anni quando, nel 1938, le leggi razziali fasciste si abbattono con violenza su di lei e sulla sua famiglia. Discriminata come "alunna di razza ebraica", viene espulsa da scuola e a poco a poco il suo mondo si sgretola: diventa "invisibile" agli occhi delle sue amiche, è costretta a nascondersi e a fuggire fino al drammatico arresto sul confine svizzero che aprirà a lei e al suo papà i cancelli di Auschwitz. Dal lager ritornerà sola, ragazzina orfana tra le macerie di una Milano appena uscita dalla guerra, in un Paese che non ha nessuna voglia di ricordare il recente passato né di ascoltarla. Dopo trent'anni di silenzio, una drammatica depressione la costringe a fare i conti con la sua storia e la sua identità ebraica a lungo rimossa. "Scegliere di raccontare è stato come accogliere nella mia vita la delusione che avevo cercato di dimenticare di quella bambina di otto anni espulsa dal suo mondo. E con lei il mio essere ebrea". Enrico Mentana raccoglie le memorie di una testimone d'eccezione in un libro crudo e commovente, ripercorrendo la sua infanzia, il rapporto con l'adorato papà Alberto, le persecuzioni razziali, il lager, la vita libera e la gioia ritrovata grazie all'amore del marito Alfredo e ai tre figli.
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    m82

    22/06/2019 15:03:19

    Una testimonianza fondamentale per non dimenticare MAI. Da leggere alle nuove generazioni.

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    n.d.

    03/05/2019 14:43:21

    Interessantissimo e coinvolgente. Ammiro molto l'autrice.

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    PaolaR

    14/03/2019 17:16:25

    Un libro straordinario! Leggerlo significa capire davvero. Liliana Segre fa molto più che raccontare, ti accompagna passo dopo passo, e riesce in ogni pagina a farti davvero vedere e sentire il suo vissuto: è un libro che non si legge soltanto, ma che si vive in ogni attimo. Un libro che dovrebbe sicuramente essere consigliato nelle scuole.

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    Adriano

    11/03/2019 19:11:54

    Un libro che aiuta a vedere e rivedere una delle pagine più buie della nostra storia. Paurosamente attuale.

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    Tizy

    11/03/2019 06:53:32

    Ormai conosciamo abbastanza l'orrore dell'olocausto. abbiamo letto e sentito tanto. La cosa che mi ha colpito in questo libro è stato il "dopo" racontato non da uno scrittore che ne ha sentito parlare ma da una persona che l'ha vissuto sulla propria pelle. Si sente tutta la sofferenza, tutta la lacerazione, tutto l'abisso che ha separato chi è tornato dall'orrore e chi, rimasto, ne ha sentito parlare e non vuole sapere. Immagino questa ragazzina, sconvolta, diventata un'altra persona dilaniata, "stuprata" dalla vita, a cui è stato tolto tutto, che si ritrova fra gente che si preoccupa solo di sapere se ha perso la verginità. Gente che ha voglia di feste, di ritrovare una normalità dopo la guerra. Povera piccola quanta sofferenza! Signora Segre, grazie, grazie del suo coraggio di raccontare. Possa la sua vita, la sua fatica essere utile a qualcuno.

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    Luigi

    10/03/2019 19:06:32

    È un dovere leggere libri come questo dove è centrale l'importanza della memoria, per non incorrere nuovamente in brutture come l'Olocausto. Molto toccante e intenso. Assolutamente da leggere

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    Vanja

    10/03/2019 16:05:50

    Bellissimo! La cruda realtà della Shoah è raccontata con parole semplici, con una sintassi adatta a tutte le età e a tutti i livelli culturali, senza tralasciare nessun particolare. Una volta iniziata la lettura non si smette fino alla fine. Veramente toccante!

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    Massimo

    07/03/2019 17:10:56

    Un bel libro che oltre raccontarci della Shoah ci mostra il segno, non solo fisico, che ha lasciato in una ragazza sopravvissuta di circa 13 anni una vola tornata nel quotidiano soffermandosi sopratutto sulla psicologia dei fatti avvenuti, il particolare il senso di smarrimento e disumanizzazione che i lager nazisti hanno creato in lei

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    valeria

    07/03/2019 10:48:13

    Toccante e reale! Ho avuto l’opportunità di incontrare la scrittrice e di sentire la sua storia prima di leggere il libro e devo dire che ne vale proprio la pena!

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    soniettape

    03/03/2019 11:41:51

    Il dramma di una bambina ebrea deportata ad Auschwitz. Liliana fa riflettere sull'indifferenza, sulla sofferenza provata da una ragazzina non solo in quei tragici momenti, ma anche sulle conseguenze provate dopo; la difficoltà a farsi accettare e accettare la vita "normale" vedendo la realtà con occhi diversi dalle altre persone. Con la sua testimonianza è riuscita, nonostante tutto, ad essere positiva e costruttiva trasformando la sua tragedia in insegnamento. Ha dato un senso al suo vissuto a favore degli altri. Ottimo insegnamento per tutti.

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    Rafed73

    03/02/2019 08:40:43

    Libro da leggere assolutamente e ben scritto.

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    GIAMBA

    09/01/2019 11:04:47

    Questi libri testimonianza sull’olocausto fanno sorgere in me un profondo sentimento di angoscia dovuto al fatto di non sapere dare una spiegazione al perché di tanto male

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    n.d.

    03/12/2018 09:01:12

    Testo ottimo per gli studenti della scuola media

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    Veruska M.

    19/11/2018 12:18:34

    "Viaggio senza ritorno" di Alberto Angela in televisione, ha presentato la testimonianza di vittime della shoah: Liliana Segre e Sami Modiano, Leggendo qua e la' le recensioni ero indecisa se prendere uno o l'altro libro. Alla fine ho scelto Liliana Segre. Il libro è scritto da Enrico Mentana (bravissimo!) e fa parlare in prima persona Liliana. Storia toccante, emozionante,vera e da batticuore, se si pensa che è una storia vera, fa venire letteralmente i brividi! Il libro sembra finito quando Liliana viene liberata, dopo la lunga marcia della morte (pesava 32kg :-( ) e mi dico, "ecco ora siamo alla fine del libro", invece, ci si rende conto che il reinserimento di chi torna alla normalita', dopo tanti soprusi, torture, dolore non è per niente facile, soprattutto per chi, poi, ha perso tutto e tutti. Bellissimo libro letto in due serate, molto scorrevole. Lo consiglio davvero...mi ha fatto riflettere. Come dice Liliana, l'indifferenza regnava soprana tra chi (Italia compresa) ha permesso deportazione ed uccisione di milioni di persone, malati, bambini, uomini,donne.. senza parole..

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    Marta80

    09/11/2018 22:40:50

    E' sempre arduo scrivere un commento su un libro che tratta il tema dell'olocausto, soprattutto se - come in questo caso - è una testimonianza diretta di chi ha subito l'orrore dei campi di concentramento in prima persona, sulla propria pelle. E difficle trovare le parole giuste per descrivere questo racconto così lucido di Liliana Segre. Ho trovato molto significativa anche la parte in cui descrive le sue grandi difficoltà nel reinserirsi nella società dopo un'esperienza così traumatizzante come quella del lager. Aggiungo soltanto che è un testo toccante nella sua disarmante essenzialità, e che andrebbe adotatto come libro di testo nelle scuole.

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    n.d.

    08/10/2018 19:53:00

    Un testo imprescindibile nella biblioteca di un docente. Un punto di vista particolare

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    sebi

    02/08/2018 16:15:32

    Libro splendido. Lo consiglio a tutti!

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    Luisa Musto

    11/07/2018 06:49:12

    "Da anni,ogni volta che mi sento chiedere:”Come è potuto accadere tutto questo?”,rispondo con una sola parola,sempre la stessa. Indifferenza. Tutto comincia da quella parola.Gli orrori di ieri,di oggi e di domani…” Aveva solo 13 anni Liliana quando fu deportata nel campo di concentramento.Sopravvisse a torture,fame,stenti e alla “marcia della morte” che vide esseri umani sfiancati e deboli attraversare a piedi l’Europa quando i nazisti si resero conto della fine imminente.Sopravvisse restando umana,grazie alla sua capacità di continuare a meravigliarsi di quello che vedeva,con la capacità propria dell’infanzia. Sopravvisse per raccontare, anche se all’inizio faceva fatica a considerare gli altri “abbastanza” per un dolore e un orrore come quelli che lei aveva visto.Identità cancellate nel più lucido e metodico dei sistemi,vite spezzate,legami recisi,famiglie divise che non si ritroveranno mai più,rifiuti che costano morti,uno sterminio che per quanto ormai sia provato e narrato sembra sempre incredibile. E poi finito tutto si torna tra i “normali”,quelli che la guerra è stata “solo” privazione,quelli che non ti capiscono,che non comprendono il problema di discriminare e perseguitare una razza in quanto tale,senza occuparsi delle individualità,cancellando l’identità di ciascuno e sostituendola solo con un’etichetta. Questo facevano i numeri tatuati sul braccio,annientavano l’essere in quanto persona singola.Peggio delle torture fisiche quelle morali.Perseguitati senza colpa se non quella di essere nati,come Liliana Segre ha recentemente detto in un discorso al Parlamento,dove ricopre la carica di Senatrice a vita. “Primo Levi scrisse:‘la nostra lingua manca di parole per esprimere questa offesa,la demolizione di un uomo’ e io, per tutto l’anno che trascorsi ad Auschwitz,non ne trovai nessuna che desse voce ai sentimenti di pena e orrore che provavo” Di tedesco Liliana imparò solo 10 parole:piangere,paura,schiaffo,neve,fame, pane, dolore, avanti!, sola, 75.190.

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    RossaMina

    27/04/2018 07:35:56

    In questo libro più di altri viene sottolineato il terrore della solitudine: durante (una bambina da sola senza alcuna figura di adulto accanto: terribile) e dopo (dove e con chi vado ora?). La fortuna di aver poi trovato un marito che è riuscito a farle vivere una vita "normale" per quanto fosse possibile. Da leggere assolutamente perchè, come racconta Mentana nella prefazione, fra poco non potremo più sentire dal vivo la voce di questi ultimi sopravvissuti.

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    Diana

    07/04/2018 10:46:59

    Mi e’ piaciuto moltissimo. La cosa che mi ha colpita di piu’ e’ stata la pacatezza con la quale Liliana racconta la sua terribile vicenda, di bimba ebrea dapprima espulsa dalla scuola e poi deportata ad Auschwitz insieme col padre. Questa pacatezza fa da contrasto con quanto di piu’ spaventoso si possa immaginare, ma lasciandoci immaginare come si dovesse essere sentita una ragazzina in un orrore del genere. Un libro che ti tocca nel profondo, perche’ sai che questo e’ stato e potrebbe ripetersi. Sta a noi non farlo piu’ succedere, e mi auguro che soprattutto le nuove generazioni, che poco sanno del passato, lo leggano.

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  • Enrico Mentana Cover

    Enrico Mentana è giornalista, conduttore e scrittore italiano. Nato a Milano da Franco, giornalista sportivo, e da Lella, di origini ebraiche, il giovane cresce nel quartiere del Giambellino e frequenta il Liceo classico "Manzoni". Appassionato di politica (ha militato nel Partito Socialista e ha diretto per qualche anno il giornale «Giovane Sinistra»), si iscrive a Scienze Politiche all'Università Statale di Milano, ma non si laurerà. Nel 1982 diviene giornalista professionista, anche se già da due anni era stato assunto in RAI, alla redazione esteri. Nel 1991 passa a Mediaset e il 13 gennaio 1992 fonda il TG5, insieme a Lamberto Sposini, Cristina Parodi, Clemente J. Mimum, Emilio Carelli e Cesara Buonamici: a soli 36 anni, è direttore del... Approfondisci
  • Liliana Segre Cover

    Liliana Segre è nata a Milano, di famiglia ebraica. La piccola è espulsa dalla scuola a soli otto anni, a seguito dell'intersificarsi delle leggi razziali in Italia. Nel 1943 la famiglia cerca di sfuggire in Svizzera, ma viene respinta dalle guardie di frontiera: il giorno dopo lei e il padre vengono arrestati in provincia di Varese. A soli 13 anni, Liliana Segre viene internata nel campo di concentramento di Auschwitz, dal quale verrà liberata nel 1945. Dei 776 bambini italiani di età inferiore ai 14 anni che furono deportati a Auschwitz, Liliana è tra i soli 25 sopravvissuti. Per molto tempo non ha voluto parlare della propria esperienza, quando, a metà degli anni '90, ha cominciato a girare per le scuole a raccontare quegli anni terribili. Le sono... Approfondisci
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