Mendelssohn in London

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Supporto: SuperAudio CD ibrido
Numero supporti: 1
Etichetta: MDG
Data di pubblicazione: 1 maggio 2014
  • EAN: 0760623185361
Uno stile innovativo Deve essere stata un’esperienza veramente memorabile. Quando Felix Mendelssohn si esibì per la prima volta su un organo inglese, il pubblico rimase letteralmente stupefatto di fronte al suo sbrigliato virtuosismo, una qualità che gli inglesi non erano abitati ad associare agli organisti. L’uditorio rimase particolarmente impressionato dal suo modo di utilizzare la pedaliera, un fatto che spinse molti organari britannici – che fino a quel momento erano stati estremamente conservatori – a costruire organi dalle caratteristiche in linea con gli strumenti più moderni degli altri paesi europei. L’organo costruito da Thomas Hill costituisce la testimonianza più convincente di questo cambiamento epocale. Salvato in extremis dalla demolizione nella St John’s Church di Londra dove si trovava, questo strumento è stato sottoposto di recente a un’accurata opera di restauro e poi trasferito nella Pieterskerk di Leiden, in Olanda. Leo van Doeselaar presenta ora per la prima volta al pubblico degli appassionati questa meraviglia di organo inglese nello splendore sonoro del SACD, ovviamente con un programma interamente incentrato sulla produzione di Mendelssohn. Un’impressione duratura La profonda impressione suscitata da Mendelssohn in Inghilterra sopravvisse per molti anni al grande protagonista del romanticismo tedesco. Infatti, quando la sua morte prematura avvenuta a soli 38 anni fece inaridire la vena creativa in ambito organistico, alcuni compositori cominciarono ad arrangiare per organo alcune delle opere orchestrali più importanti di quegli anni, un fatto che venne salutato con grande favore dal pubblico dell’epoca. In questo campo si distinse soprattutto William Thomas Best. Sotto questo aspetto, una delle opere più indicate era senza dubbio la magnifica Sinfonia n. 5 di Mendelssohn, conosciuta con il titolo di Riforma, che si conclude con una radiosa rielaborazione del tema del corale di Lutero Ein feste Burg ist Unser Gott, che viene proposta in questo disco insieme all’ouverture dell’oratorio Paulus. Un programma di grande interesse Le Sei Sonate rientrano senza dubbio nel novero delle opere organistiche più importanti e conosciute di Mendelssohn. Nonostante questo, pochi sanno che questi lavori erano stati concepiti come una raccolta di studi per organo destinati soprattutto agli organisti inglesi. In ogni caso, sotto il profilo squisitamente stilistico non tutte queste opere presentano la tipica struttura della sonata. Per questo disco Leo van Doeselaar ha deciso di eseguire alcuni dei brani di carattere meno conosciuti. Il programma comprende anche una vera e propria chicca, visto che van Doeselaar – da provetto pianista quale è – ha accettato la sfida impegnativa di eseguire anche le Variations sérieuses, ovviamente sull’organo. Uno spazio sacro Come il garbato e poliglotta Mendelssohn aveva avidamente assorbito gli influssi inglesi, così anche l’organo di Thomas Hill venne concepito sulla base della tecnica costruttiva degli strumenti presenti in altre nazioni europee. Qualche tempo fa Leo van Doeselaar ha realizzato uno splendido disco interamente dedicato alla produzione di Heinrich Scheidemann (premiato nel 2013 con un Echo Klassik Award) sul grande organo rinascimentale di van Hagebeer custodito all’interno della stessa chiesa, che messo a confronto con l’immagine tridimensionale di questo disco consente di farsi un’idea molto realistica degli ideali sonori degli organi romantici inglesi.
  • Felix Mendelssohn Bartholdy Cover

    Compositore tedesco. Le vicende biografiche. Di famiglia colta e agiata, visse a Berlino dal 1811, ricevendo un'accuratissima educazione letteraria e musicale e rivelando doti di fanciullo prodigio. Da C.F. Zelter, suo maestro e direttore della Singakademie, apprese ben presto ad amare Bach e i classici della musica sacra. Nel 1821 divenne amico del vecchio Goethe; conobbe Weber e nel 1825, durante un viaggio a Parigi, Meyerbeer e Cherubini. Dal 1827 al '29 frequentò l'università di Berlino e nel 1829 esordì come direttore riesumando la Passione secondo Matteo; l'esecuzione segnò l'inizio della rivalutazione di Bach, allora quasi dimenticato. Nello stesso anno compì un viaggio in Inghilterra e Scozia, nel 1830 in Italia (Venezia, Firenze, Roma, Napoli), ricevendone profonde impressioni. Nel... Approfondisci
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