Il mio anno di riposo e oblio - Ottessa Moshfegh - copertina

Il mio anno di riposo e oblio

Ottessa Moshfegh

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Traduttore: Gioia Guerzoni
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 30 maggio 2019
Pagine: 240 p., Brossura
  • EAN: 9788807033476
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Considerato dal Entertainment Weekly come il libro più bello del 2018, racconta il comico tentativo di una giovane donna di schivare i mali del mondo attraverso un programma rigoroso di "ibernazione" con l'aiuto di uno psichiatra compiacente.

Segnalato dalla Rivista Studio tra le 10 migliori letture dell'anno 2019: «Complice la bellissima cover, ideale per Instagram il libro è diventato un oggetto di culto anche in Italia, dove è arrivato un anno dopo l’uscita in inglese

«Una rivelazione: divertente, sorprendente e indimenticabile» - Entertainment Weekly

«Tenebrosamente comico e profondo» - The New York Times Book Review

La protagonista è una persona sola, tremendamente sola, seduta sul bordo del mondo. Orfana da anni, bella, ricca, colta, lascia il lavoro in una galleria d'arte e decide di imbottirsi di farmaci per dormire il più possibile e non provare nessun sentimento. Tra flashback di film anni ottanta, Whoopy Goldberg e Mickey Rourke in «9 settimane e mezzo», dialoghi surreali spesso spassosi, descrizioni di una New York patetica e scintillante, il libro ci spinge a chiederci se davvero possiamo mai sfuggire al dolore. Una strana favola nera, irriverente, in cui i personaggi non sono gradevoli, anzi spesso risultano insopportabili, ma Moshfegh riesce ugualmente a farci affezionare persino a Reva, l'amica fragile e buffa, o allo psichiatra pazzo che prescrive farmaci senza battere ciglio, mettendoci di fronte al lato più oscuro e incomprensibile dell'umanità.
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    Lele

    14/05/2020 20:42:54

    Originale, spiazzante, irriverente, profondo, emozionante. Uno dei migliori romanzi del 2019. Impossibile non amarlo.

  • User Icon

    Elena

    13/05/2020 19:21:17

    La trama di questo libro mi intrigava molto: l’idea di “congelare” la propria vita a suon di sonniferi e psicofarmaci, abbandonarsi ad un sonno pacificatore senza nessun dolore o ansia, con l’intento di rinascerne in qualche modo “purificata”, è affascinante. In breve tempo scopriamo i motivi che hanno spinto la protagonista a maturare quest’idea: rimasta orfana dei genitori con cui aveva un rapporto anaffettivo, una sola relazione con un ragazzo che la maltrattava e umiliava, e un’unica amica dedita all’alcolismo. Il libro è una cronaca dettagliata dal punto di vista della protagonista della sua routine quotidiana: i farmaci presi, gli acquisti al negozio sotto casa, i pensieri, le uscite dalla psicanalista, gli incontri in casa con la sua amica, e poi ancora i farmaci presi e così via. Pensavo che questa narrazione così minuziosa portasse poi a un qualche sbocco di tipo, se non filosofico, comunque “esistenziale”, pensavo (e speravo) che dopo tutte quelle pagine spese a descrivere lei che dorme, si sveglia, mangia qualcosa, poi cade in stato confusionale per giorni, si risveglia senza ricordarsi nulla, si ingozza di nuovo di farmaci, vede la sua amica, perde nuovamente i sensi e la memoria (per un numero indefinito di volte), l’autrice giungesse a qualche profonda conclusione, o almeno interessante. Niente di tutto questo. Per il primo terzo mi è piaciuto, proprio per quest’idea originale di prendersi un “anno di riposo e oblio” ma non ho apprezzato lo sviluppo della storia e, soprattutto, il finale.

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    ala

    12/05/2020 18:58:52

    La protagonista di questa storia decide di lasciarsi cadere in una spirale di intontimento programmando di dormire per un anno intero imbottita di psicofarmaci, prescritti senza alcun freno e alcuno scrupolo da una psichiatra fuori di testa. Unici altri personaggi di questa storia: un ex fidanzato che torna ad intermittenza ed una amica altrettanto concentrata su se stessa e sui suoi complessi di inferiorità. Una storia in cui è buio pesto, dall'inizio alla fine. Nessuno spiraglio, neanche piccolo come una cruna d'ago. E' una critica feroce al mondo scintillante di New York che nasconde il vuoto cosmico sul piano delle relazioni umane.

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    priMario

    12/05/2020 18:07:28

    Esaurita la passione per la vita, la protagonista sceglie con straordinaria determinazione un "reset" farmacologico per affrancarsi dal mondo e annullare il suo inconscio. La scrittura di Otessa è fresca, ironica, sapientemente cinica. La storia scivola felice senza banalità e piangerie.

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    elena

    11/05/2020 17:41:37

    Questo romanzo riesce ad essere avvincente anche raccontando di una giovane ragazza che dorme per un anno intero. È un romanzo sull'annullamento. Imbottirsi di farmaci e dormire, finché la vita non torna ad avere senso. Smettere di provare qualsiasi sentimento. Un'idea stralunata, eppure stranamente affascinante. Uno dei più belli e originali romanzi degli ultimi tempi.

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    edoardo

    11/05/2020 13:20:52

    La storia purtroppo molto attuale di tante persone: l’insoddisfazione di vivere nonostante si abbia tutte le carte giuste per farlo. La protagonista è una giovane donna di New York, molto benestante eppure troppo infelice. Sembra proprio vero allora che i soldi non comprano la felicità! E allora l’unico modo per sfuggire a questa aridità di sentimenti, di solitudine sembra essere imbottirsi di farmaci. Per prendersi una pausa. Precisamente un anno di riposo. Ammesso che questa sia davvero una soluzione efficace. Da questa povertà e vuoto interiore si scappa in altri modi. Devo dire che mi ha sorpreso tanto, ti fa capire come sia importante l’affetto di chi ti sta vicino e di quello che si fa per sentirsi utili. Come sia quello l’unico motore che davvero vale la pena di vivere. Bello ed emozionante. Trama particolare. Consigliatissimo!

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    Ross

    04/05/2020 20:07:39

    L'inizio sembra promettente: la storia di una giovane donna ricca, bella e infelice che decide di regalarsi un anno di tregua dai propri malesseri, con il sonno indotto da psicofarmaci. Ma alla lunga risulta ripetitivo ed è poco credibile che la protagonista riesca a portare a termine il piano, senza compromettere gravemente la propria salute. Ho apprezzato di più il finale, quasi lieto, che suggerisce un messaggio di ottimismo: non importa quanto in basso siamo caduti, si può sempre rinascere.

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    Berta

    08/03/2020 10:31:20

    Mi aspettavo di più, ho trovato questo libro abbastanza inconsistente. Le ultime pagine sono l'unico momento di svolta in un libro monotono e noioso.

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    Sara

    04/03/2020 14:53:02

    Dalla scrittura fluida, le pagine di questo libro scorrono velocissime. Chi ha vissuto un dolore forte forse può riuscire ad immedesimarsi nella protagonista. Magari si può non condividere, ma non è poi così difficile capire quel desiderio di stordirsi e annullarsi per tentare di risanare ferite che appaiono indelebili.

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    vincenzo

    17/02/2020 19:54:47

    Libro di bellezza assoluta. Va solo letto.

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    sandra

    03/02/2020 11:05:12

    La copertina mendace sembra rimandare a una storia romantica, invece trattasi del racconto stile BBEllis di una bella ragazza con problemi psico-farmacologici. Scritto bene, l'ho letto in 2 giorni e mi è piaciuto.

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    Maggie

    03/12/2019 14:46:46

    Un libro noioso, soporifero e che non comunica nulla. Speravo nel finale...che si è rivelato però banale e scontato.

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    misselisabethbennet

    31/10/2019 17:53:20

    Ho amato questo libro dalla prima all'ultima pagina. Personaggi delineati, scrittura intelligente cosi come lo sono i dialoghi. Per me il miglior libro del 2019! Brava

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    vudumiles

    16/10/2019 08:32:23

    decisamente sopravalutato. quanto strillato in fascetta non viene mantenuto

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    Leti

    27/09/2019 14:09:38

    Ho deciso di comprare questo libro perché la lettura della quarta di copertina mi aveva davvero incuriosita: una ragazza che decide di prendersi una pausa dalle storture del mondo glitterato della New York dell'arte moderna, descritto come macchiettistico, irragionevole, terribile. La pausa della protagonista non è figurata: si stordisce di medicine prescritte dalla più terribile delle psichiatre e così facendo prova a colmare il dolore di una infanzia vissuta con i geniotri, entrambi morti, ma senza il vero calore di una famiglia. Una stella perché invece che provare empatia per questa giovane, bellissima protagonista, l'autrice riesce a cadere nel più ovvio dei luoghi comuni: i soldi non fanno la felicità. L'egoismo rispetto alla fedele amica della protagonista è urticante. da metà libro in poi, sembra un elenco di psicofarmaci senza trama a tenere assieme il tutto. Sconsigliatissimo

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    Chiara

    25/09/2019 21:07:33

    Ho incontrato Ottessa con una delle sue primissime opere, Eileen, innamorandomi istantaneamente della sua prosa. In questo nuovo romanzo il suo stile si fa più caustico, si mette al servizio di una satira che fa riflettere, soprattutto se fate parte della generazione degli anni 90. Ho apprezzato questo leggero cambio di rotta. L'autrice ha dimostrato di avere tanto da dire e di saperlo fare utilizzando diversi registri narrativi. A mio parere, una delle voci femminili e giovani più interessanti degli ultimi tempi.

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    andrea

    25/09/2019 19:58:51

    Per quanto l'autrice si sforzi di risultare sarcastica e surreale nei temi trattati (farmacodipendenza, estraniamento dal sé, apatia, rifiuto della socialità), il risultato è scarso: la trama è intuibile, la finzione dello strafare impasta i paragrafi. Non è un testo comico né un testo drammatico: è sciattamente prevedibile. Forse i miei standard sono troppo alti, lo ammetto. Non lo rileggerei, se non per fare ricerche mediche sulla sfilza di farmaci menzionati, che sembrano essere l'unico elemente accattivante — se si è interessati all'argomento. Niente di nuovo all'orizzonte, la nuova narrativa sembra morta con DF Wallace.

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    Iole

    23/09/2019 09:48:13

    "Il mio anno di riposo e oblio" è uno di quei romanzi che o li si odia o li si ama. Nessuna via di mezzo. Chi lo ha odiato sarà stato tratto in inganno dalla quarta di copertina, che lo etichetta fin da subito come "esilarante e stranamente tenero", perché, di fatto, non l'ha trovato divertente (qui ci sarebbe da dire che non è affatto un romanzo di stampo umoristico, per cui di risate vere e proprie non ci sono, ma è presente per lo più una leggera ironia che è vicina in un certo senso a quella di Wallace - senza mai raggiungerla -, ma più giusto sarebbe accostare questo libro a Palahniuk, per cui si va incontro a situazioni esasperate e poco probabli, infarcite di critica sociale, in questo caso si stigmatizza tra le righe una società votata interamente all'apparenza - per chi ha amato questo libro consiglio Invisible Monster di Palahniuck, che ho trovato un poco più superiore ( e molto più sopra le righe, vi avverto)). Libro ben scritto, la Moshfegh si è sicuramente guadagnata l' attenzione fuori dai confini americani (la bravura della scrittrice sta proprio nel spendere più di 200 pagine nel raccontare la storia di una donna che sostanzialmente dorme tutto il giorno). Perché 4 stelle? Si sente molto la giovane età della scrittrice, che avrebbe potuto scrivere un finale non così repentino, e più incentrato su una chiara risoluzione dei temi che man mano si palesano in corso di lettura.

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    S.

    22/09/2019 17:26:31

    La mia valutazione è positiva perché anche se la voce narrante è feroce e sofferente, il piano di ibernazione folle, e mi sono sentita a disagio per tutto il tempo della lettura, non sono riuscita ad abbandonare questo libro.

  • User Icon

    Michela

    22/09/2019 12:18:17

    Per quanto l'autrice si sforzi di risultare sarcastica e surreale nei temi trattati (farmacodipendenza, estraniamento dal sé, apatia, rifiuto della socialità), il risultato è scarso: la trama è intuibile, la finzione dello strafare impasta i paragrafi. Non è un testo comico né un testo drammatico: è sciattamente prevedibile. Forse i miei standard sono troppo alti, lo ammetto. Non lo rileggerei, se non per fare ricerche mediche sulla sfilza di farmaci menzionati, che sembrano essere l'unico elemente accattivante — se si è interessati all'argomento. Niente di nuovo all'orizzonte, la nuova narrativa sembra morta con DF Wallace. Finito a fatica...nella speranza che alla fine avrei trovato un senso nascosto in questa storia.... se il messaggio doveva essere "é inutile nascondersi tanto prima o poi la realtà verrà a bussare alla tua porta" non serviva un libro intero per dirlo.

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  • Ottessa Moshfegh Cover

    Nata a Boston, è scrittrice e saggista. Ha pubblicato una novella, McGlue, che ha vinto il Fence Modern Prize e il Believer Book Award. Suoi racconti sono apparsi sulla "Paris Review", sul "New Yorker" e su "Granta". Con Eileen, il suo primo romanzo, ha vinto il PEN/Hemingway Award per l'opera prima ed è stata finalista del National Book Critics Circle Award e del Man Booker Prize. Nel 2019 pubblica con Feltrinelli Il mio anno di riposo e oblio. Nel 2020 esce, sempre per la stessa casa editrice, La morte in mano. Approfondisci
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