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Editore: Mondadori
Anno edizione: 2004
Formato: Tascabile
Pagine: 295 p., Brossura
  • EAN: 9788804536581
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Le prime frasi del romanzo:

Non hai rispettato lo stop. Sei passata in volata con la tua giacca di finto lupo, gli auricolari del walkman pressati nelle orecchie. Aveva appena piovuto, e presto sarebbe tornato a piovere. Oltre le ultime fronde dei platani, oltre le antenne, gli storni affollavano la luce cinerea, folate di piume e garriti, chiazze nere che oscillavano, si sfioravano senza ferirsi, poi si aprivano, si sperdevano, prima di tornare a serrarsi in un altro volo. In basso, i passanti avevano il giornale o anche solo le mani sulla testa per proteggersi dalla grandine di sterco che pioveva dal cielo e s'accumulava sull'asfalto insieme alle foglie bagnate cadute dagli alberi, spargendo in giro un odore dolciastro e opprimente che tutti avevano fretta di lasciarsi alle spalle.
Sei arrivata dal fondo del viale, in volata verso l'incrocio. Ce l'avevi quasi fatta, e quello della macchina ce l'aveva quasi fatta a schivarti. Ma c'era fango per terra, guano oleoso di storni in raduno. Le ruote della macchina hanno slittato dentro quella crosta sdrucciolevole, poco, ma quel poco è bastato a sfiorare il tuo scooter. Sei andata su verso gli uccelli e sei tornata giù dentro la loro merda, e insieme a te è tornato il tuo zaino con gli adesivi. Due dei tuoi quaderni sono finiti al limite del marciapiede in una pozzanghera d'acqua nera. Il casco è rimbalzato sulla strada come una testa vuota, non l'avevi agganciato. I passi di qualcuno ti hanno subito raggiunta. Avevi gli occhi aperti, la bocca sporca, senza più incisivi. L'asfalto ti era entrato nella pelle, punteggiandoti le guance come la barba di un uomo. La musica si era interrotta, gli auricolari del walkman erano scivolati dentro i tuoi capelli. L'uomo della macchina ha lasciato lo sportello spalancato ed è venuto verso di te, ha guardato la tua fronte aperta e si è portato le mani in tasca per cercare il cellulare, lo ha trovato, ma gli è caduto dalle mani. Un ragazzo lo ha raccolto, è stato lui a chiamare i primi soccorsi. Intanto il traffico s'era fermato. C'era quella macchina di traverso sulle rotaie e tram non poteva passare. L'autista è sceso, sono scesi in molti, e hanno camminato verso di te. Gente che non avevi mai visto ti ha sfiorato con lo sguardo. Un piccolo gemito ti è uscito dalle labbra insieme a un bozzolo di schiuma rosata, mentre te ne andavi dalla vita vigile. Tu non avevi più fretta. Eri ferma dentro la tua giacca di pelo come un uccello senza vento.

Poi hanno scavalcato il traffico con le sirene spiegate. Le macchine si sono strette contro il guardraill, hanno sconfinato oltre il marciapiede sul lungo fiume, mentre la bottiglia della fisiologica ballava sulla tua testa, e una mano lasciava e stringeva il pallone azzurro del va e vieni per pomparti il respiro nei polmoni. Al pronto soccorso la rianimatrice che ti ha preso in consegna ti ha spinto un dito tra la mandibola e osso ioide, in un punto del dolore. Il tuo corpo ha reagito troppo lievemente. Ha preso delle garze e ti ha pulito il sangue che scendeva dalla fronte. Ti ha guardato le pupille, erano immobili e dissimili. Il respiro era bradipnoico. Ti hanno infilato in bocca una cannula di Guedel, per riposizionarti la lingua che era scivolata all'indietro, poi hanno inserito il sondino dell'aspirazione. Hanno tirato su sangue, catrame, muco, e un dente. Ti hanno attaccata la clip del saturimetro al dito per misurare l'ossigenazione del sangue, la percentuale di ossiemoglobina era troppo bassa: ottantacinque per cento. Allora ti hanno intubata. La lama del laringoscopio ti è scivolata in bocca con la sua luce algida. È entrato un infermiere spingendo la colonna del monitoraggio cardiaco, ha infilato la spina ma la macchina non è partita. Le hanno dato un colpo, un piccolo colpo di lato, e il monitor s'è acceso. Ti hanno alzato la maglietta, ti hanno premuto sul petto le ventose degli elettrodi. Hai aspettato un po' perché la sala TAC non era libera, poi ti hanno infilato nel tunnel di irradiazione. Il traume non era nella zona temporale. Oltre il vetro, la rianimatrice ha chiesto al radiologo di fare nuove sezioni, più ravvicinate. Hanno visto la profondità e l'estensione dell'ematoma fuori dal parenchima cerebrale. L'ematoma da contraccolpo, se c'era, non era ancora visibile. Ma non ti hanno mandato in vena il mezzo di contrasto, temevano complicazioni renali. Hanno subito chiamato il terzo piano perché preparassero la sala operatoria. La rianimatrice ha chiesto: "Chi c'è di turno in neurochirurgia?".

Recensioni dei clienti

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    Giacomo Casadei

    21/09/2016 22.06.56

    Libro consigliato da altri, io non conoscevo l'autrice. E' un libro intenso, a me è piaciuto molto, poi è soggettivo ma non condivido altri punteggi bassi che sono stati dati. Da leggere.

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    roxana.ungureanu

    28/06/2016 23.19.29

    Dopo aver sofferto un incidente in moto, Angelica si trova fra vita e morte nella salla operatoria dove suo padre, Timoteo, fa il chirurgo. Questo, mentre aspetta ansiosamente notizie dai suoi colleghi medici, s'immagina parlare con sua figlia quindicenne, raccontandole una storia d'amore fuori matrimonio, che ha avuto prima che lei nascesse. Questa storia diventa il vero trama del romanzo, e l'avvenimento dell'incipit è solo un mezzo per cui si crea il contesto della narrazione. La sua storia è una confessione piena d'amore, di rimorsi e di speranza. Speranza per salvare l'io, speranza per poter sfuggire alle sue responsabilità e alla moglie che non amava, speranza per rincontrare il sé. Italia, o Gramignia, la sua amante, non ha niente di speciale; è una prostituta. E' la sua semplicità che piace a Timoteo e che poco a poco lo fa innamorarsene. Dopo qualche incontro, lui si accorge che niente di sua vita fin quel punto non aveva più senso e decide di lasciare la moglie per comminciare dallo zero con l'amante. Ma precisamente in quel punto scopre che diventerè padre e la sua fuga non è più possibile. Cosa resta a Timoteo? Vivere una vita priva di felicità, accanto ad una persona che riteneva quasi nemica. Ma nel momento in cui Angelica nasce, tutto questo viene dimenticato. Il racconto è più che una confessione. E' un mezzo di chiedere perdono e nello stesso tempo è una grande dichiarazione d'amore. Per Angelica. Per Gramigna.

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    BRUNA

    01/06/2015 12.27.11

    Bellissimo libro, che esprime con molta semplicità tutti i sentimenti che una persona può provare. Forse il protagonista può sembrare crudo e scontato,cattivo ed approfittatore; in realtà descrive la realtà di oggi giorno: che da una semplice "scappatella", iniziata con violenza,può nascere un vero amore, destinato comunque a finire per tornare alle origini. La lettura è stata molto semplice e scorrevole; bellissime metafore. Lo consiglio.

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    Gabi

    04/03/2015 15.15.58

    Noioso. Molta metafora. Povero.

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    simo75

    16/07/2014 08.22.31

    L'Ho letto in due giorni! La storia è "troppo" straziante, il dolore si imprime nel cuore. Anche se non amo il genere, devo ammettere che la scrittura è sublime, dura poesia della vita. Metafore che difficilmente si dimenticano. E' un bel libro.

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    Annina

    12/07/2014 15.05.33

    Un primo capitolo sull'incidente molto bello e poi si scade nella volgarità e nel cinismo di un uomo patetico che si innamora di una donna sconosciuta (e che rimarrà sempre tale) che descrive come un cane solo per sfuggire ad una moglie ed una vita noiosa. Ci sono delle parti emozionanti e sicuramente il racconto si fà leggere e ti coinvolge, ma solo per arrivare alla fine e dover dire "che tristezza" ! Perchè è questo che fa la scrittrice, raccontare la tristezza di uomini negativi che si scopre non voler mai essere. Mi chiedo se riuscirà mai a scrivere un libro "positivo". Ultimo appunto ma non meno importante: uno scarica coscienza raccontato alla figlia a cui si rivolge parlando di come scopa con la moglie e il giorno dopo con l'amante? Forse doveva essere strutturato diversamente....

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    barbara

    23/04/2014 11.22.00

    Letto nell'estate del 2003 in due giorni. L'amore, forse per coincidenze che si presentano ogni giorno nella vita e che dobbiamo solo saper cogliere (come nell'Insostenibile leggerezza dell'essere di Kundera), arriva inaspettato e ti travolge e sconvolge allo stesso tempo perchè non ha le sembianze che pensavi dovesse avere, sorpassa tutti i canoni dettati dai contesti familiari e della società. I personaggi sono vivi attraverso le parole della Mazzantini che li descrive nelle loro espressioni, nei pensieri, nei tic (ricordo ancora la descrizione di Elsa, l'affascinante moglie di Timoteo, che si sistemava i capelli dietro l'orecchio). Le emozioni dei personaggi escono dalle pagine. Si percepiscono anche i silenzi, le parole non dette. Indimenticabile!

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    luana

    10/04/2014 17.42.53

    libro meraviglioso..il piu' bello della mazzantini..

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    zeno

    03/04/2014 16.02.39

    L'autrice possiede la straordinaria capacità di scrivere energicamente con valenze multidimensionali:cioè riesce a proiettare il lettore in un contesto di stimoli multipli; ovvero di immagini,emozioni,sensazioni,suoni,colori...come se egli stesso vivesse la storia in prima persona.Bravissima.

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    lorenza

    31/03/2014 13.55.08

    L'intensità descrittiva ed emotiva della Mazzantini ti cattura dalla prima all'ultima pagina;ma come fa?!si conferma ogni volta,per me,la migliore autrice italiana ad oggi.Semplicemente un capolavoro.

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    mariarosa

    04/11/2013 21.57.39

    E' un libro che ho letto qualche mese fa e non ha lasciato il segno:noioso, squallido, forzato. Se voleva trasmettere un messaggio non ha centrato il segno, si è perso nella volgarità e nell'artificiosità.

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    Letizia

    07/10/2013 16.50.51

    Ho fatto fatica per finire di leggerlo a causa della noia e volgarità di certe parti del romanzo. Secondo me è stato sopravvalutato.

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    Fede

    09/09/2013 18.29.23

    Che storia!! E' emozionante, sia nel bene che nel male, è amore vero, è amore malato, passione, tristezza e dolore in un unico libro! Guarderò anche il film, credo che rimarrò stupito dal ruolo della grande Penelope nei panni di Italia!

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    giusygiusy

    08/07/2013 18.15.18

    in assoluto il mio libro preferito!l ho letto almeno 5 volte...ogni volta senza saltare una riga!profondo ...drammatico e passionale...gli elementi principali per dare vita ad un romanzo...per me indimenticabile!e per la prima volta non sono rimasta delusa dal film tratto!complimenti alla scrittrice!

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    migliettaser

    30/04/2013 22.57.14

    Mi spiace , ma non ho trovato nessuna empatia. Lei sicuramente è brava e il romanzo deve essere bellissimo, ma io non me ne sono reso conto in nessun momento e ho abbandonato la lettura , cosa che mi capita di rado.Mi è sembrato falso ed artificioso , furbo , ma poco onesto. Colpa mia,naturalmente, ma per onestà, racconto quello che ho provato. Sergio

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    Donatella

    21/02/2013 11.08.36

    Capolavoro! Mi ha emozionata, commossa, stupita. Per me il libro più bello della Mazzantini. Brava!

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    Giada

    31/01/2013 10.03.04

    Una storia dura, cruda e avvincente. Il personaggio di Italia mi ha suscitato una tenerezza e una compassione infinita. Una donna così fragile, chiusa nel suo mondo, modesta ma piena di dignità e di forza... Un libro bellissimo, una volta iniziato mi è stato impossibile staccarmi dalle pagine! La Mazzantini ha un modo di esprimersi e un linguaggio tutto suo, ricco di similitudini poco "poetiche" e a volte quasi "volgari", che te lo fa amare o odiare. Io, sicuramente, questo libro l'ho amato.

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    maglianera

    05/01/2013 17.23.03

    L'idea di base è buona, è che non amo molto il modus scrivendi della Mazzantini, la sua ricerca forzata delle similitudini e il suo continuo parlare del pene per far capire che sa immedesimarsi nel sesso maschile.

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    ViolettaDelPensiero87

    19/12/2012 20.28.41

    Mi ritengo fortunata ad aver letto prima il libro (capolavoro) e in seguito aver visto il film (delusione).

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    valentina

    29/11/2012 10.18.42

    Avevo visto il film bellissimo e non avevo mai letto libro.. Un capolavoro...

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