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Notte a Caracas - Karina Sainz Borgo - copertina

Notte a Caracas

Karina Sainz Borgo

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Traduttore: Federica Niola
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 30 aprile 2019
Pagine: 208 p., Brossura
  • EAN: 9788806241780
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Notte a Caracas

Karina Sainz Borgo

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Un Venezuela sprofondato nella violenza e nell’impunità. Una donna che ha perso tutto e che per salvarsi dovrà lasciarsi alle spalle le persone care, i luoghi, i ricordi. Fuggire. Anche da sé stessa. Notte a Caracas è un romanzo di feroce bellezza. Un canto universale di furia, di paura e d’amore.

«La voce di una coscienza. Una scrittura meravigliosa. Un romanzo magistrale» - Fernando Aramburu

«Un romanzo potentissimo» - ABC

«Il ritratto di un paese, il Venezuela, in cui manca tutto» - El Mundo

In una terra meravigliosa, che prima della crisi era la piú ricca del subcontinente americano e ora è dilaniata dalla corruzione, dalla criminalità e dalla repressione politica, Adelaida cerca solo di sopravvivere. Ma un giorno, tornando a casa, scopre che la chiave nella serratura non gira piú: il suo appartamento è stato sequestrato e devastato da una banda di donne legate al regime. Senza un posto in cui andare, cerca rifugio dalla vicina, la cui porta è stranamente aperta, ma la trova stesa a terra, morta. Ogni speranza sembrerebbe svanita, invece quell’ennesimo evento tragico potrebbe rivelarsi la sua unica occasione di salvezza.
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    Manu

    09/11/2019 21:48:55

    Romanzo crudo , dalla scrittura essenziale che , però, non si sviluppa adeguatamente. Mi sarebbe piaciuta una più specifica analisi introspettiva dei protagonisti. Forse il tutto risulta "scarno".

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    ormos

    21/10/2019 06:33:58

    Notte a Caracas è un coraggioso romanzo che racconta il difficile, anche traumatico, tentativo di sopravvivvere in un Venezuela ormai soccombente davanti alla violenza ed alla sopraffazione perpetrata dal regime. E' la storia di Adelaida, ma in fondo di tanti come lei, che sono vittime e tuttavia cercano una via di riscatto, che in questi casi coincide spesso con la fuga. E per farlo Adelaida dovrà rinunciare a tutto, persino alla sua stessa identità. Libro che richiama le atmosfere di Isabel Allende e Almudena Grandes, pur non avendone lo stesso respiro e la profondità, merita comunque un giudizio più che positivo come opera prima.

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    Ranieri

    25/09/2019 14:25:26

    Ho scoperto un Venezuela che non immaginavo di trovare. In questo libro ho notato grande trasporto emotivo che mi ha fatto palpitare pagina dopo pagina. Ho amato la lettura che è stata per me un’esperienza molto interessante.

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    Francesco Cutrì

    20/09/2019 13:48:06

    Un libro di denuncia ma, ahimè, non d'alternatva. E' dichiarato il malessere ed il profondo disagio di un popolo affamato. Ma quale l'alternativa? Essere schiavi di una nazione che considera tutta l'America Latina come il cortile di casa? E si ritiene in diritto di scriverne il destino? O di elargire elemosine? Per contro, l'abrutimento di un popolo, inselvaggito, folle di rancore e di rabbia. "Quando il denaro per finanziare i motorizzati terminò, lo Stato decise di ricompensarli con una mancia. Non avrebbero più ricevuto il salario rivoluzionario completo, ma avrebbero avuto il permesso di saccheggiare e devastare liberamente. Nessuno li toccava. Nessuno li controllava. Chiunque avesse voglia di uccidere e di morire poteva iscriversi nelle loro liste…." Ed ancora... "Avevano promesso. Che nessuno avrebbe più rubato, che sarebbe andato tutto al popolo, che ciascuno avrebbe avuto la casa dei suoi sogni, che non sarebbe più accaduto nulla di male. Avevano promesso, finché si erano stancati." MA..." Le preghiere inascoltate si erano guastate con il calore del risentimento che le alimentava. " La vita era ciò che era accaduto. Quello che avevamo fatto e che ci avevano fatto.

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    Paola

    20/09/2019 10:17:19

    Letto tutto d'un fiato. Un libro che parla non solo della dittatura venezuelana, ma delle dittature in generale. Del declino di un paese che trascina la sua gente nel baratro. Bellissimo ed intensissimo

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    Greta

    20/09/2019 06:00:34

    Un libro che ci riporta alla dittatura del Venezuela, ma non solo. Ci fa capire tutti i tragici aspetti che le dittature portano con sé. Ci fa capire lo stato d'animo delle persone, in particolare della protagonista. Karina ha fatto un ottimo lavoro, da leggere!!

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    eleonorastojkoska@live.com

    19/09/2019 17:02:08

    Molto bello e fedele alla situazione attuale

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    Simona

    17/08/2019 18:55:00

    Un romanzo che descrive la situazione attuale in Venezuela. Senza essere pesante né tantomeno noioso. Interessante.

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    Gecar

    02/08/2019 08:14:37

    Non è un libro solo sul Venezuela, ma su tutte le dittature del mondo e sul tragico destino di chi, normale cittadino e non necessariamente eroico combattente, non vuole assoggettarsi al pensiero dominante (e per questo conveninete) ma continua a vivere, pensare ed agire secondo coscienza, spinto non dal sacro fuoco della passione politica ma, più semplicemente, dalla dignità personale. Un libro sulla resistenza nella più alta e nobile accezione del termine.

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    Rina

    02/08/2019 04:14:19

    Un libro che ci proietta nel Venezuela e in una dittatura feroce. Uno degli aspetti che mi ha colpito di più è la solitudine entro cui ogni persona è sprofondata, ognuno fa da sé e sono rari gli istanti in cui si tende una mano agli altri. Permette, inoltre, di comprendere la situazione in Venezuela e tutti i suoi problemi.

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    Elena8573

    18/07/2019 09:49:17

    La copertina e pure la collana in cui hanno collocato questo romanzo può sviare, in realtà è una intensa denuncia romanzata delle dittature e di come vengono vissute dalla popolazione. Personaggio principale un po’ stereotipato ma funzionale alla storia, la prima parte è davvero bella, ti fa percepire l’ascesa dagli anni 50 in poi del Venezuela che all’epoca fu punto di migrazione per moltissimi Europei fino alle terribili vicissitudini che stanno vivendo negli ultimi tempi. Il libro da solo qualche indizio, ma che sia sotto Chavez o sotto Maduro la storia non cambia, la popolazione viene dilaniata, il carnefice si trasforma in vittima in una sequela di eventi senza controllo. Bello stile letterario senza sbavature. Consigliato. “Alle donne e agli uomini che mi hanno preceduta. E a quelli che verranno. Perché tutte le storie di mare sono politiche e noi pezzi di qualcosa che cerca una terra.”

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    Consuelo

    14/07/2019 09:09:55

    Il romanzo è ambientato in Venezuela, terra teatro di guerre e povertà, dove furti e omicidi sono all’ordine del giorno. Protagonista è una giovane donna che si ritrova sola dopo la scomparsa della madre. Tema del romanzo è la perdita di una persona cara ma rilevante è anche il contesto ben descritto, il Venezuela è scosso da violenze inaudite dove a dominare sono i figli della rivoluzione servendosi di rappresaglie e saccheggi. Un romanzo crudo, violento e indispensabile. È questo quello che ho pensato mentre lo leggevo.

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    Giuseppe1940

    06/07/2019 15:05:41

    Il libro descrive il Venezuela sotto dittatura militare con angherie continue sui civili non allineati. Descrive i soprusi di privati cittadini che si dichiarano rivoluzionari contro cittadini inermi. L' antefatto alla fuga della protagonista e soprattutto la fuga sono accattivanti.

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    DONATELLA

    05/07/2019 15:50:14

    Bello, letto in una settimana. Fa riflettere, sentiamo parlare del Venezuela e delle sue problematiche in tv, ma questo romanzo fa riflettere sul vivere quotidiano di persone che lo "soffrono" ogni giorno.

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    Carla

    12/06/2019 06:54:08

    Intenso e drammatico resoconto della guerra in Venezuela, veramente notevole per una scrittrice al suo esordio. Unica nota stonata sono stati i frequentissimi termini spagnoli disseminati in tutta la narrazione, solo pochi presenti nel dizionario finale, che rendevano meno fluida la lettura.

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    Charlie J.

    02/06/2019 16:22:55

    Devastante, travolgente, disperato viaggio negli abissi del Venezuela; un romanzo che è inno ai colori di un Paese lussureggiante e ricco e baciato dal sole, che sprofonda nel fumo dei lacrimogeni e nel buio del costante coprifuoco imposto dalla perenne rivoluzione. Un libro che lascia cicatrici, una scrittura che illumina e incupisce. Che ci avvicina alla tragedia del fiero popolo venezuelano.

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    Bruno Izzo

    22/05/2019 12:51:52

    Romanzo di guerriglia e paura, non racconto degli eterni conflitti mediorientali o dei combattimenti in area di influenza ISIS, e perciò storia più assurda, violenta e stupefacente insieme: uno ambientazione non nei deserti o nelle aree disastrate dal e per il fondamentalismo, ma in Venezuela. Un paese “normale”, occidentalizzante, moderno. Un paese ricchissimo per i proventi petroliferi, che un tempo offriva lavoro e ospitalità ai migranti “bianchi” di mezzo mondo, Italia compresa, divenuto nulla più che un violento caos organizzato: “ L’unica cosa che funzionava in quel paese era la macchina per uccidere e rubare, l’ingegneria del saccheggio.” afferma l’autrice: e non potrebbe descrivere meglio Caracas e la lunga notte venezuelana. Un paese alla deriva, quindi, per la scelleratezza di pochi, l’interesse di pochissimi eletti e la sofferenza e la disgrazia di tanti. Ai quali ultimi spetta preservare le regole elementari della solidarietà, condivisione, fratellanza per rischiarare la lunga notte verso la luce anelata e anelante insieme.

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    alberto 55

    17/05/2019 14:07:05

    Ho lettoil libro tutto d'unfiato una pagina tira l'altra mi è piaciuta molto la storia e la protagonista, complimentiperil bel romanzo. Grazie

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    Gruppo di lettori in Anteprima

    24/04/2019 12:31:34

    Il racconto di una donna, il racconto della stessa donna quand'era ancora bambina, il giorno del suo decimo compleanno. Il racconto di un mondo lontano? di fatti pazzeschi? di una vita impossibile? di una sopravvivenza strappata con unghie e denti! Una notte, una notte squarciata dalle immagini di una sopravvivenza urbana che pare impossibile. Un inizio di lettura in apnea, senza prendere fiato! Marco

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    Gruppo di lettori in Anteprima

    24/04/2019 12:30:56

    Apertura da grande film noir: la cinepresa si allarga dalla scrivania alla strada in una sequenza di azioni condensata in poche righe. La città appena descritta si intreccia con la sua politica di oggi, di ieri? Tutto si incrocia in un puzzle di cui non si conosce La fine. Nella tela appena abbozzata si staglia la figura della madre, dapprima come formica previdente nell'accumulare le scorte e poi guida, faro e speranza nella notte illuminata dai disordini. Realismo vivo stile Rossellini: ...Correvano, senza badare ai rivoli di sangue ancora fresco che tingeva i loro vestiti. Altri portavano sulle spalle televisori ed elettrodomestici rubati dalle vetrine spaccate a sassate. Vidi persino un uomo che trascinava un pianoforte in avenida Sucre... Infine l'amore, a ricordarci che la guerra è bella anche se fa male come cantava De Gregori: ...Un soldato giovane riverso in una pozza di sangue... Mi parve un essere perfetto, meraviglioso... Un principe azzurro con gli occhi annegati nel sangue. Libro da leggere con avidità e passione a ricordarci che la vita non è altro che una recita su un palcoscenico dove gli attori vivono tragedie dimenticandosi che il loro palcoscenico li aspetta nella strada.

Vedi tutte le 35 recensioni cliente

«In Venezuela ci sono solo due cose democratiche, la morte e la fame». In una recente intervista la scrittrice Karina Sainz Borgo, trapiantata a Madrid, ha parlato così della sua terra d’origine dalla quale è andata via da tempo. Fa la giornalista, ha 41 anni,  scrive saggi e col suo primo romanzo Notte a Caracas (203 pagine, 18 euro) ha sedotto critici, pubblico e agenti letterari di 22 paesi, tanti quante sono le pubblicazioni in corso.

È una storia semplice, in fondo, quella racchiusa in duecento pagine serrate – pubblicate da Einaudi Stile Libero, traduzione di Federica Niola – e col cuore in gola: scappare da una nazione messa a ferro e fuoco dalla dittatura, dalle rivolte, dalla miseria. Una giovane traduttrice, Adelaida, seppellisce la madre dopo una malattia malcurata perché vivevano in una città, Caracas, in cui è il caos a regnare, un luogo in cui «la solidarietà si era trasformata in predazione». Dire addio alla madre Adelaida è per lei lo spezzarsi dell’ultimo legame col passato e con la patria. La madre è tutto, insomma in «un paese dove le donne avevano sempre partorito e cresciuto figli di uomini che sparivano senza neanche fingere di andare a comprare le sigarette per poi non tornare».

Adelaida quando torna a casa, dopo il funerale, la trova occupata da un gruppo di donne sguaiate e violente che la scacciano via. Sono legate al regime, la loro occupazione principale sono i saccheggi e i traffici di provviste alimentari. Sola, confusa, disperata, senza un punto d’appoggio, la donna non sa cosa fare. Sa che è difficile trovare sostegno e solidarietà: «Eravamo condannate, come il resto del paese, a ignorarci». Con una bella immagine Sainz Borgo spiega che il Venezuela  era «qualcosa che aveva cominciato a saccheggiarci». Nel palazzo in cui ormai è un’estranea, la protagonista cerca riparo nell’appartamento di  una conoscente. La porta è aperta. Strano. Adelaida si fa sentire, avanza, aspetta una voce. Ma in cucina trova la vicina di casa, di origine spagnola, morta, forse per cause naturali. Scappare da lì? Forse non è la migliore soluzione. Infatti, proprio quella morte offre una speranza per la fuga. Ma come?

Il romanzo di Sainz Borgo, tachicardico, è pervaso da una cappa grigia e surreale che sa di fumo di copertoni bruciati e dell’amara angoscia di quartieri devastati dal disordine, dall’anarchia, dalla violenza fomentata da un totalitarismo sinistro, senza freni. «Vivere era diventato uscire a caccia e rientrare vivi. I nostri atti più elementari erano questo, persino quando seppellivamo i nostri morti». Bisognava scansare i killer, abbondanti e spietati negli squadroni che sciamavano a ogni ora: «Ci sfoltivano. Ci ammazzavano come i cani».

Caracas, insomma.

La capitale di una nazione che prima era la più ricca del subcontinente americano e che nella trama del libro (nella trama della realtà) sprofonda in una guerra per bande che soffoca ogni forma di resistenza, ogni forma di dissenso, di civiltà, di voglia di vivere. Non c’è nulla da fare, insomma, se non tentare di andare via, di fuggire, di dire addio a tutto questo. Tutto è pericoloso («trovarsi in strada alle sei del pomeriggio era un modo stupido di rischiare la vita»), il cibo scarso («sciami di uomini prendevano d’assalto i negozi. Sembravano formiche. Insetti furiosi»), i soldi inesistenti («la moneta nazionale non era altro che un raggiro»). Persino la luce elettrica in quelle condizioni è un privilegio intermittente: «I black-out duravano ore e raccordavano il tramonto del sole a un buio perpetuo».

Questo è un racconto sugli effetti del totalitarismo; un atto d’accusa contro le dittature che modificano geneticamente le persone, trasformandole in congegni di carne e sangue impauriti, fragili e feroci. Un romanzo teso, narrato in prima persona, vibrante e accorato. Un racconto sulla notte della democrazia in quella terra disgraziata, scritto con una prosa essenziale, scabra persino, asciugata «come sa fare solo chi si è formato nell’abbaglio dei tropici. Nella luce che brucia ogni cosa».

Recensione di Giancarlo Macaluso

  • Karina Sainz Borgo Cover

    Vive in Spagna da dodici anni. È autrice di alcuni saggi politici e scrive su «El Nacional» ed «El Mundo». Notte a Caracas (Einaudi, 2019) è in corso di traduzione in 22 paesi. Approfondisci
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