Oltre le usate leggi. Una lettura del «Decameron» - Mario Lavagetto - ebook

Oltre le usate leggi. Una lettura del «Decameron»

Mario Lavagetto

Con la tua recensione raccogli punti Premium
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente
Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente
Editore: Einaudi
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 696 KB
Pagine della versione a stampa: 272 p.
  • EAN: 9788858432082

€ 12,99

Punti Premium: 13

Venduto e spedito da IBS

EBOOK

Compatibile con tutti i dispositivi, eccetto Kindle

Cloud: Sì Scopri di più

Aggiungi al carrello
spinner
Fai un regalo
spinner

non è possibile acquistare ebook su dispositivi Apple. Puoi comunque aggiungerli alla wishlist

Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

Il Decameron - secondo Michail Bachtin - è il primo tra «i grandi capolavori della letteratura» in cui si afferma «il riso, nella sua forma piú radicale e universale», che ingloba «il mondo intero» e che si stacca dalle «lingue popolari per fare irruzione nella letteratura e nell'ideologia di rango elevato». Questo libro costituisce il tentativo, a distanza di secoli, di ascoltare quel «riso» a volte soffocato, a volte soltanto oscurato da successive forme di censura e dall'accumulo della letteratura secondaria. A un simile scopo si è resa necessaria l'adozione di alcuni principî: non staccarsi mai dalle parole del testo; utilizzare una scatola di arnesi volutamente leggera; esplicitare in ogni occasione la parzialità dell'angolo di lettura prescelto; attenersi, infine, a un suggerimento di Nietzsche e leggere lentamente, senza mai esitare di fronte alla necessità di tornare sui propri passi. Preceduto da vari corsi universitari, il libro ne ha conservato deliberatamente traccia. Con un'implicita e qui reiterata scommessa: restituire leggibilità e piacere a un'opera cosí varia, affascinante e ricca di dirompente vitalità come il "Decameron".
Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

5
di 5
Totale 1
5
1
4
0
3
0
2
0
1
0
Scrivi una recensione
Con la tua recensione raccogli punti Premium
  • User Icon

    giuseppe

    14/05/2020 20:04:50

    Intorno al settimo centenario della nascita di Boccaccio, nel 2013, i bilanci di filologi e critici erano soddisfatti: le nuove ricerche permettevano una lettura su base più certa di molte opere e si gettava ormai una luce nuova su molti aspetti dell’opera del certaldese, in particolare del capolavoro, di cui si poteva ormai apprezzare il dettato. E usciva direttamente in edizione economica un eccellente commento, coordinato da Alfano e Fiorilla. Ma il tentativo di leggere il Decameron in modi davvero rinnovati urtava contro una sostanziale subalternità nei confronti dell’operazione culturale attuata da Branca negli anni ’50-’60, all’insegna del “Boccaccio medievale”: nulla da ridire sull’etichetta, se non fosse che Branca se ne serviva per delineare nel Decameron una struttura ascendente, analoga a quella della Commedia, che culminava nella novella di Griselda come Dante chiudeva con la Madonna. Così un libro scandaloso veniva addomesticato, con l’ausilio di un’abile rete di reticenze e censure. Ora la lettura eterodossa di Lavagetto muove dal fatto che quel libro dopo settecento anni “continua a trasmettere ai suoi lettori un senso di vitalità debordante ed euforica” e cerca di rileggere nel testo i segni e le tracce di un riso radicale ed eversivo. La lettura lenta, meditata, esercitata sull’analisi di Freud, permette a Lavagetto di rendere conto, e di chiedere al lettore di rendere anche lui conto, solo a quanto è scritto nel “Decameron”; e allora, altro che percorso a Griselda, un personaggio che comunque esce trasformato da questo libro, su basi filologiche ed ermeneutiche più salde. Il libro, “cognominato Galeotto” perché volto a fornire alle sue lettrici utili consigli per dare ascolto al proprio corpo, ricomincia a farsi sentire in alcuni suoi nodi rimossi, e il medioevo di Boccaccio si rivela pervaso di “alte risa plebee di questo perpetuo carnevale”, come scriveva un De Sanctis precorritore di Bachtin.

  • Mario Lavagetto Cover

    (Parma 1939) critico italiano. Allievo di G. Debenedetti, si è particolarmente interessato all’impiego di metodologie psicoanalitiche nella critica letteraria. Tra i suoi studi: La gallina di Saba (1974), L’impiegato Schmitz e altri saggi su Svevo (1975 e ’86), Freud, la letteratura e altro (1985), Stanza 43. Un lapsus di Marcel Proust (1991), La cicatrice di Montaigne: sulla bugia in letteratura (1992), La macchina dell’errore (1996), Dovuto a Calvino (2001), Lavorare con piccoli indizi (2003), Eutanasia della critica (2005), Quel Marcel! Frammenti dalla biografia di Proust (2011), premio Viareggio. Ha proposto inoltre una sagace analisi di libretti verdiani nei saggi Quei più modesti romanzi (1979), Un caso di censura: «Il Rigoletto» (1979), sulla metamorfosi di un libretto esemplare, e... Approfondisci
Note legali