Quel treno per Yuma

Three Ten to Yuma

Con la tua recensione raccogli punti Premium
Titolo originale: Three Ten to Yuma
Regia: Delmer Daves
Paese: Stati Uniti
Anno: 1957
Supporto: DVD

nella classifica Bestseller di IBS Film Film - Western

Salvato in 17 liste dei desideri

€ 7,49

€ 9,99
(-25%)

Punti Premium: 8

Venduto e spedito da IBS

Quantità:
DVD

Altri venditori

Mostra tutti (5 offerte da 9,99 €)

Dopo aver arrestato un ladro, un agricoltore attende il treno per accompagnarlo al paese più vicino, insidiato, nel frattempo, dalla banda del fuorilegge.
4,22
di 5
Totale 9
5
5
4
1
3
3
2
0
1
0
Scrivi una recensione
Con la tua recensione raccogli punti Premium
  • User Icon

    Stenkarazin

    19/06/2020 14:30:40

    Il valore di questo film non si discute, quindi la mia è soprattutto una precisazione a margine di alcune delle recensioni precedenti. Alcuni recensori non sembrano rendersi conto che il western classico non aveva bisogno degli "approfondimenti psicologici" di moda oggi perchè non solo non doveva reinventare niente, ma voleva narrare storie avvincenti nel quadro di uno schema morale ben preciso, in cui agiscono forze archetipali e senza tempo quali le passioni umane: accusare il regista di essere inattendibili o inverosimile o approssimativo è come rimproverare Omero perchè si è concentrato su alcuni mesi della guerra di Troia senza trattare tutti i dieci anni dell'assedio. D'altra parte, gli spettatori dell'epoca avevano abbastanza fantasia da saper riempire eventuali vuoti narrativi da soli, senza dover essere presi per mano ad ogni passo da regista e sceneggiatore, come evidentemente succede a molti oggi. Che Van Heflin e Glenn Ford siano "fuori ruolo" è assolutamente opinabile: anzi, è più che ovvio che sono stati scelti per la parte non solo perchè antitetici tra loro ma anche e soprattutto perchè apparentemente inadatti alla parte. Anzi, bene ha detto quello spettatore che ha scritto che Glenn Ford interpreta un "grande tentatore": da qui l'apparente "incongruenza" tra la ferocia del bandito e le sue buone maniere a tavola (anche Hitler nella vita privata, a detta degli osservatori neutrali, era una persona cortese e a tratti persino piacevole), che sono l'equivalente del proverbiale pugno di ferro nel guanto di velluto. Michele Bettini ha criticato quelli che "si uniscono al branco" nelle critiche positive senza sapere bene di che cosa stanno parlando, e che sarebbero gli stessi che apprezzano anche Sergio Leone: per quanto mi riguarda, non ho mai amato Leone e sono sempre stato, sono e resterò un ammiratore del western americano classico, compreso "Quel treno per Yuma".

  • User Icon

    magda

    14/05/2020 21:29:10

    Molto carino ed ironico a tratti. Piacevole

  • User Icon

    gvaglio

    04/05/2018 12:28:55

    Un classico del western girato alla fine degli anni '50, girato da uno specialista del genere, con ottimi attori e una famosa canzone di Frankie Laine a fare da colonna sonora.

  • User Icon

    Michele Bettini

    13/02/2008 20:51:44

    Condivido l’opinione di Maurizio. La prima versione era solo una buona idea. Io lo andai a vedere solo perché ero attratto dalla canzone cantata da Francesco Paolo Lo Vecchio (in arte Frankie Lane, o Laine). A quel tempo si andava a vedere un film, anche solo per questo, perché non c’erano molte occasioni per riascoltare una colonna sonora di successo. E poi i nomi degli "interpreti erano generalmente più importanti della qualità del film. Le incongruenze erano molte. Glenn Ford non ci stava bene nei panni del delinquente e Van Heflin si esponeva oltre il verosimile. I seguaci del bandito estradato erano troppo violenti e non si preoccupavano affatto che il loro capo, proprio a causa loro, si poteva prendere l’ergastolo, ovvero rischiava di essere giustiziato sommariamente. La conversione del capofuorilegge, in favore di chi lo scorta, appariva gratuita, solo perché il bandito era convinto di poter godere di un processo, di non essere linciato e quindi di poter evadere subito dopo. Nessuno poteva fare affidamento su tale soluzione, soprattutto se i suoi seguaci lasciavano cadaveri per la strada. Meglio il remake, grazie all’introduzione di tutti i necessari dettagli. E’ molto evidente l’aggancio al treno alla musica di Tiomkin e ai personaggi vulnerabili di "Mezzogiorno di fuoco". Ovviamente quasi tutti si uniscono al branco, dicendo "bello, capolavoro", e talvolta "brutto", ma col timore di stare a bestemmiare, senza mai valutare se la storia è convincente e i personaggi possano riuscire verosimili. Sono gli stessi che hanno apprezzato, sempre per unirsi al branco, le assurdità di Sergio Leone.

  • User Icon

    maurizio

    04/12/2007 09:52:57

    Questa versione originale è solo una buona idea, intewrpretata, in maniera zoppicante, con i mezzi e gli stilemi dell'epoca. Alla fine, la resa cinematografica non è assolutamente all'altezza dell'odierno remake. Qui abbiamo scenografie quasi posticce, un cast buono ma scombinato, con Heflin non adatto nella parte del buono e peggio ancora Ford in quella del cattivo. Praticamente nullo il contorno. Ottima solo la colonna sonora. Sconclusionato e buonista il finale. La versione odierna è tutta un'altra storia, con un maggiore approfondimento psicologico dei personaggi (anche se, a tratti, in chiave strappalacrime, dal figlio tubercolotico al bambino abbandonato futuro fuorilegge). Ma la storia è molto piu' realistica e movimentata (forse solo lo scontro iniziale è leggermente sopra le righe e inutilmente spettacolarizzato dalla Gatling) e il finale è all'altezza. Tornando all'originale del '57 merita comunque la visione anche per avere un punto di riferimento per apprezzare meglio quella fatta 50 anni dopo.

  • User Icon

    massimo

    28/11/2007 21:35:39

    Mah.Non che si possa giudicare il successo di un classico dai passaggi in TV, ma per rivederlo ho dovuto attendere il DVD. Film d'altri tempi, con il feroce rapinatore tutto compunto a tavola e cavalleresco fino alla fine. Da vedere come classico del genere ma, soprattutto per confrontarlo con il recente remake, che sembra avere ben altro stile.

  • User Icon

    Luca Ballati

    16/07/2007 15:24:37

    Uno dei migliri western (e non solo) e uno dei migliori film di Daves

  • User Icon

    Stefano Detoni

    06/04/2007 09:29:38

    Capolavoro! Narrazione solida e asciutta, personaggi studiati con precisione, trama memorabile, tensione altissima. Fin dalla sigla e dalle note della bellissima canzone si capisce che ci si trova davanti a un grande film. Prima che il cinismo di Pekinpah invadesse il genere, si giravano questi film splendidi non solo dal punto di vista tecnico (come Pekinpah), ma anche per il loro messaggio morale, che mi stupisco che pochi rilevino. Glenn Ford è un seduttore in tutti i sensi: tenta donne e uomini ciascuno sul loro lato debole e nel momento di debolezza. In certi momenti è quasi figura del demonio. Il messaggio sarebbe questo: la via facile e larga, ma disonesta, porta alla rovina, mentre quella diffcile e stretta, ma leale, porta alla vittoria. Ma non vi anticipo niente di più per non rovinarvi la suspense (che c'è a bizzeffe). Il treno del titolo, come dice la canzone, è quanto mai solitario e quasi spettrale. Per intento morale e per perfezione artistica siamo dalle parti di "Mezzogiorno di fuoco". Da vedere (più volte) e da meditare per tutti.

  • User Icon

    Sparow83

    02/10/2006 23:01:19

    Ci troviamo di fronte a uno dei più bei western mai girati, e sicuramente il più bel film di Daves. Le tematiche classiche del rispetto, dell'onore trovano in questo film la loro più alta espressione. Strepitosa l'interpretazione di Glenn Ford, bravo come non mai in ruolo da cattivo. Stupenda la colonna sonora, splendida al fotografia, anche grazie al dvd in 16/9. Questo film raramente viene nominato tra i più grandi film sul vecchio west, a mio modo di vedere ingiustamente perchè ci troviamo di fronte a un capolavoro vero.

Vedi tutte le 9 recensioni cliente
  • Film in bianco e nero
  • Produzione: Columbia TriStar Home Entertainment, 2013
  • Distribuzione: Universal Pictures
  • Durata: 88 min
  • Lingua audio: Inglese (Dolby Digital 1.0 - mono);Italiano (Dolby Digital 1.0 - mono);Francese (Dolby Digital 1.0 - mono);Tedesco (Dolby Digital 1.0 - mono);Spagnolo (Dolby Digital 1.0 - mono)
  • Lingua sottotitoli: Arabo; Bulgaro; Ceco; Danese; Ebraico; Finlandese; Francese; Greco; Hindi; Inglese; Islandese; Italiano; Norvegese; Olandese; Polacco; Portoghese; Spagnolo; Svedese; Tedesco; Turco; Ungherese
  • Formato Schermo: 1,85:1
  • Area2
  • Van Heflin Cover

    Attore statunitense. Compie studi universitari e di recitazione in attesa di riuscire a trovare qualche ruolo a Broadway, dove comincia a lavorare con continuità dalla fine degli anni '20. La fortuna cinematografica lo attende nel 1936 grazie a K. Hepburn che lo impone nel cast di Una donna si ribella di M. Sandrich, in cui già esibisce piglio recitativo e doti drammatiche rifinite poi in altri otto film, prima della consacrazione nel 1941 con l'Oscar come attore non protagonista in Sorvegliato speciale di M. LeRoy. La sua maschera dalla chioma rossa e ribelle, i lineamenti irregolari, lo sguardo risoluto lo impongono nel dopoguerra in storie forti nelle quali profonde molto più della normale diligenza del caratterista, dando vita così a nitide figure come il pacifico agricoltore difeso dal... Approfondisci
  • Glenn Ford Cover

    Nome d'arte di Gwyllyn Samuel Newton F., attore statunitense di origine canadese. Recita in teatro in California e a Broadway, poi debutta nel cinema poco prima dell'entrata in guerra, segnalandosi in alcune pellicole drammatiche come Seduzione (1940) di C. Vidor e Così finisce la nostra notte (1941) di J. Cromwell. Nel 1946 viene scelto ancora da Vidor per formare un triangolo di odio e seduzione con la splendida R. Hayworth e G. MacReady in Gilda, film di culto che lancia la diva nell'immaginario erotico collettivo e F. nel ruolo di «duro», ma con un innato fondo di tenerezza e simpatia. Da questo momento la sua fama di attore non conosce declino, grazie alla padronanza di differenti registri espressivi che gli consente di interpretare i ruoli e i generi più svariati. Nel celebre noir di... Approfondisci
  • Felicia Farr Cover

    Attrice statunitense. Esordisce sui set di Hollywood nel poliziesco Un pugno di criminali (1955) di H.W. Koch e viene subito notata da D. Daves, che ne fa la protagonista dei suoi western L'ultima carovana (1956), Vento di terre lontane (1956) e Quel treno per Yuma (1957). In seguito seleziona le sue apparizioni, figurando solo in film di grandi registi, per lo più commedie, come Baciami stupido (1964) di B. Wilder, Vedovo aitante, bisognoso affetto offresi anche babysitter (1971) del marito J. Lemmon (sposato nel 1962), Così è la vita (1986) di B. Edwards. Nel 1992 interpreta sé stessa in I protagonisti di R. Altman. Approfondisci
Note legali