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Philip K. Dick

Curatore: C. Pagetti
Traduttore: M. Nati
Editore: Fanucci
Collana: Numeri Uno
Anno edizione: 2015
Pagine: 317 p. , Brossura
  • EAN: 9788834729861

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Fantascienza - Fantascienza

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Recensioni dei clienti

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    FABIO

    19/06/2016 14.54.25

    Non sono riuscito a finirlo, l'idea da cui nasce il libro è davvero interessante, ma la narrazione mi è sembrata confusa e frammentaria. Forse è un genere che conosco poco e non sono riuscito ad entrare nel racconto.

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    KidChino

    24/12/2015 20.39.51

    Leggendo molti libri di genere distopico ed incuriosito sia dal titolo che dalle ottime recensioni su questo autore mi sono convinto a comprare questo romanzo. Una scelta davvero azzeccata. Non ci sono colpi di scena o ritmi serrati. Ma l'idea di fondo è davvero ottima. Ben congegnata e ben strutturata. Dick riesce ad impartire un'ottima lezione all'uomo. Ovvero che a prescindere da chiunque sia al potere nulla comunque cambierà mai. Finchè non saremo noi a cambiare. Consigliatissimo!

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    marcostraz

    15/09/2012 12.10.13

    Che dire? Uno dei capisaldi della fantascienza...davvero agghiacciante pensare a cosa sarebbe successo se avessero vinto i nazisti...pensare ai campi di concentramento a New York, mette i brividi...ma questo non è solo un libro di fantastoria...ho trovato molto interessanti le riflessioni, i dubbi, le indecisioni personali dei singoli protagonisti, le loro problematiche personali aldilà di quelli "storici"...quindi l'ho trovato molto interessante anche dal un punto di vista "personale" e riflessivo...

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    gionni

    22/09/2005 18.08.42

    La svastica sul sole di p.k.dick è un bel romanzo di fantascienza ( anzi fantapolitica ).Lo scrittore ben documentato sul nazismo e sulla cultura orientale, immagina che scenario ci sarebbe stato se la seconda guerra mondiale fosse stata vinta dai nazisti e dai giapponesi.Il libro quindi descrive un mondo diviso in due non solo geograficamente r con una nuova toponomastica , ma anche da due diverse e antitetiche visioni del mondo . La storia si svolge principalmente a San francisco e p.k.dick descrive molto bene le tensioni interne e le diverse sensibilita' dei suoi personaggi americani , orientali e nazisti. Il libro è fortemente influenzato da due libri :uno reale ( I ching ,il libro millennario di saggezza orientale, l'oracolo e qui viene naturale a pensare a Matrix) di cui diversi protagonisti fanno uso quotidiano ; l'altro è fittizio ,La cavalletta non si alzera' piu', un best seller americano, proibito dal regime nazista ,ma tollerato da quello nipponico , che presenta in forma romanzata lo scenario mondiale che si sarebbe presentato se americani e inglesi avessero vinto loro la guerra; pertanto una mistificazione nella mistificazione. Il finale è molto bello , con un'intuizione stupefacente dell'unica protagonista femminile.Quando p.k.dick parla delle nebbie della baia di San francisco , mi è venuto in mente l'interpretazione superstiziosa del fenomeno da parte di Luling in La figlia dell'aggiustaossa di Amy Tan: è l'incontro del drago di fuoco con il drago d'acqua.

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    Francesca

    16/09/2005 16.13.14

    Impressionante! Da leggere

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    Lucia Dalle Coste

    28/06/2005 23.29.53

    All'apparenza si tratta di un libro ben scritto e ben strutturato che si lascia leggere con interesse. In realtà i temi che pone sul tappeto sono notevoli, alcuni passaggi evidenziano una riflessione profonda e si scopre che nulla è lasciato al caso. L'utilizzo dell ' I-Ching da parte dei personaggi principali in un primo momento mi è parso più un congegno narrativo che una elemento fondamentale per la comprensione del romanzo .Ma come ebbe a dire Dick "Nulla è come appare". Il Testo è pieno di "citazioni", nomi e cognomi che richiamano altre letture collegate . Intrigante l'incrocio tra Howthorne Abendsen e il suo romanzo "La cavalletta non si alzerà più" con Nathanael Howthorne e il suo "Il Giorno della Locusta".... E' un libro che invita alla ricerca , all'approfondimento , e alla sua rilettura ...quando la documentazione è avvenuta. Un grande Philip Dick.

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    Luca

    09/02/2005 15.47.18

    Gran bel libro, come anche I Simulacri. Purtroppo è vero anche per me i libri di Dick hanno sempre qualcosa di incompiuto. Da una parte si tratta proprio di una cifra stilistica (perchè dover spiegare sempre tutto?), dall'altra invece della fretta con cui Dick scriveva per procacciarsi la pagnotta. Se invece di dover scrivere tre libri all'anno Dick sottopagato in un mercato librario di fantascienza che lo ghettizzava, egli avesse potuto aver il tempo per concentrarsi a scrivere un romanzo ogni tre anni, beh forse PKD avrebbe raggiunto la grandezza, che a un lettore un po' critica invece sembra sfuggire. Non perdetevi Le Tre Stimmate di Palmer E, sempre di Dick!

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    Standbyme

    04/12/2004 18.38.15

    Se la II guerra mondiale fosse stata vinta dai nazisti, gli eventi narrati nell’immaginario romanzo di PKD sarebbero stati una tristissima realtà: su questo non nutro alcun dubbio. Una buona parte della popolazione sterminata e metà del mondo sottomessa dove ci si affida al millenario Oracolo del I Ching, un concentrato della saggezza orientale, per nutrire un lumicino di speranza e di riscatto. In questo mondo terrificante circola clandestinamente un libro di “fantascienza” che descrive quello che è veramente accaduto: la vittoria degli Alleati. Sono due mondi paralleli, forse le due facce della stessa medaglia, un Giano bifronte ma con una sostanziale differenza: in una c’è Tirannia nell’altra Libertà. Ma come argutamente ha fatto notare Chiara, nel libro c’è qualcosa di incompleto, ti lascia, come si dice, l’amaro in bocca. Mi sarebbe piaciuto seguire lo sviluppo della carriera artistica e impresa artigianale di Frink e di McCarthy volta a soppiantare quella delle paccottiglie destinati ai collezionisti giapponesi. Il loro successo sarebbe potuto essere l’inizio del riscatto dell’intera Nazione: solo il pavido e arrivista Childan lo intuisce rifiutando, con un moto d’orgoglio, di farne souvenir e amuleti per turisti e per popolazioni del terzo mondo. A “Vittoroi Caffè” suggerirei di non essere così severo nei confronti nella casa editrice penalizzando con il voto minimo il libro: ci sono stati altri casi simili. Un solo esempio: Mondatori ha pubblicato nel 1984 “Il delitto della terza luna” di Thomas Harris che è stato riproposto, sull’onda del successo del “Silenzio degli innocenti” e di “Hannibal” con il titolo “Drago rosso” (traduzione letterale dell’originale inglese)…beh sta a noi lettori, prima di acquistarlo, dare una scorsa al risvolto di copertina: ci si accorge subito se l’abbiamo già letto! Attribuisco il mio voto paragonando questo ad altri romanzi di PKD che mi hanno più “preso” come “Tempo fuori luogo” o “Il senso inverso”.

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    chiara171

    20/10/2004 10.18.05

    Sono un'appassionata delle visioni futuristiche di Dick, ma più leggo i suoi libri, più sento che manca qualcosa: un finale compiuto, un messaggio incisivo, una coesione tra i diversi elementi del romanzo...Continuo ad apprezzare i suoi intelligenti spunti narrativi, ma ho l'impressione che l'autore non riesca a "chiudere il cerchio". Comunque bello.

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    Vittoroi Caffè

    08/09/2004 16.29.18

    Un tempo in Italia girava La svastica sul sole, versione italiana di The man in the igh castle di Philip K. Dick, genio della fantascienza. Poi Fanucci lo ripubblica col titolo L'uomo nell'alto castello disorientando tutti, perché dice che così è più fedele all'orginale. Evvabbè. Adesso lo fa riuscire col vecchio titolo. Stesso giochetto con Blade Runner (vedi). Cari signori della Fanucci, ma a che gioco giochiamo? Il romanzo è sempre un capolavoro di tutti i tempi, però questi giochetti ve li potete anche risparmiare.

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