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Elle Newmark

Traduttore: E. Valdrè
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2009
Pagine: 380 p. , Rilegato
  • EAN: 9788830426290
Usato su Libraccio.it € 10,04

Recensioni dei clienti

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    pint74

    15/06/2015 19.42.21

    Un bel libro che si colloca tra lo storico,con qualche libertà storica da parte dell'autore,il giallo ed una punta di fantasy,giusto una punta abbastanza verosimile.Una bella storia che ha come protagonisti un giovane ladruncolo ed il cuoco del doge.Torbidi intrecci,assassini,colpidi scena a tanto altro,il tutto in una venezia fine 400 ben ricostruita come ambiente e personaggi,con qualche inesattezza,magari,ma nulla di grave.Un bel romanzo.

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    Davide

    17/12/2013 22.43.59

    Mi aspettavo un romanzo storico, purtroppo di storico c'è ben poco. Se fosse un romanzo fantasy ambientato in una Venezia inventata tutto filerebbe, ma l'autrice ha esplicitamente voluto collocare l'intreccio nella Venezia del 1498, allora le critiche scattano spontanee e vanno in due direzioni: -i pacchiani anacronismi e altri errori propriamente storici -gli errori di "location" Gli errori storici sono molti, elenco solo i più evidenti: -si citano un Landucci, un Castelli, ed altri cognomi di membri del Consiglio dei X, ma questi e gli altri non fecero mai parte delle famiglie patrizie veneziane; -la forchetta non è stata inventata dagli "italiani" bensì introdotta a Venezia verso il 1000 da una principessa bizantina sposa del figlio del doge; -il ghetto di Venezia, descritto nel romanzo, è stato realizzato 17 anni dopo il 1498, e i ponti che attualmente lo collegano sono stati realizzati dopo la soppressione napoleonica (altrimenti come poteva essere isolato?); Altri errori sono per così dire di "location", probabilmente l'autrice non è mai stata a Venezia, o non l'ha visitata adeguatamente, perchè alcuni sono esilaranti: -orti e cortili coltivati nel palazzo Ducale nel '400 è una bella idea fantasy; -celle sotterranee a Venezia erano impossibili non potendosi costruire sotto il livello dell'acqua (i Pozzi del palazzo Ducale sono a piano terra); -non esiste una chiesa di S. Vincenzo a Venezia, semplicemente è stata inventata dall'autrice così come il nome di alcune calli Sconsiglio vivamente la lettura del romanzo, sebbene presentato come romanzo storico è semplicemente frutto di profonda disonestà intellettuale, un'abile strategia di marketing che sfrutta una supposta immagine di Venezia rinascimentale fosca e trasandata, ma che poco ha che vedere con la realtà storica a cui un romanzo propriamente storico deve sempre guardare.

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    Manuela

    25/05/2012 17.57.04

    Mi intrigava piu' del titolo il fatto che fosse ambientato nella Venezia dei dogi. Infatti l'ambiente, le descrizioni della vita corrente sono ben fatte ma quanto al resto...lascia un po' a desiderare sia come trama che come personaggi. Si riscatta un po' alla fine e accende un po' l'interesse che se no sarebbe spento sin dall'inizio.

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    beneamma

    02/10/2011 11.02.55

    Da quando in qua il Doge di Venezia aveva uno chef che a soli 6 anni dalla scoperta dell'America cucinava patate e pomodori? Forse l'autrice dovrebbe rimettersi a studiare storia secondo me le farebbe bene!

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    Alessia

    03/02/2010 15.19.11

    Ho letto questo libro per caso, mi era stato prestato e dopo molti mesi...me lo sono trovato in libreria. Devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa. Una storia simpatica, lettura scorrevolissima e geniali incroci con il mondo culinario.

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    scrissi

    20/11/2009 00.23.41

    Grazie all'influenza che mi ha permesso di prendermela comoda, l'ho "divorato" in meno di due giorni. Molto buono, originale come trama (chi aveva mai pensato ai cuochi come depositari e guardiani di un libro segreto?), ma a me è piaciuto soprattutto il messaggio di incoraggiamento all'intelligenza, al libero pensiero, alla messa in dubbio di "verità" debitamente manipolate e al miglioramento di se stessi. Onestamente, poi, ho provato un groppo d'emozione (sono gattofila...), quando Bernardo è spuntato sul molo ed ha seguito Luciano in nave fino in Spagna, forse perchè, senza i miei gatti, io mi sentirei meno della metà di me stessa!

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    patrizia

    23/09/2009 12.46.54

    Libro bellissimo, intrigante. L'ho acquistato per caso, perchè mi aveva incuriosito il titolo e ho trovato un libro veramente bello, ben scritto. Consigliato!!

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    fabio

    18/09/2009 19.01.26

    Sembra scritto da un bambino di 8 anni, non è neanche il tipico libricino da ombrellone, visto il prezzo 18,60!infantile la trama, improbabili i personaggi assurdi gli episodi,(un ragazzino che origlia il doge durante importanti incontri) il finale non lo ricordo lo letto 6 giorni fà.....

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    Marzia

    30/07/2009 14.02.56

    Veramente un fantastico libro!!! Elle Newmark ha davvero iniziato bene la sua carriera! E' un libro che ti fà entrare nel mondo di altri tempi, con una perfetta scorrevolezza! Complimenti Elle! Leggetelo è davvero molto bello!

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    Valentina

    02/06/2009 22.34.09

    Libro acquistato senza grandi pretese e letto,come non mi capitava da tempo,in un paio di giorni. Fa venire voglia di scappare a visitare la Venezia del 1498. O forse,più semplicemente,la Venezia attuale con i suoi misteri e i suoi palazzi dalle volute moresche lambiti dall'acqua. E fa venire voglia di cucinare,mettere le mani in pasta e creare. Consigliatissimo,soprattutto se amate la cucina

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    Marika

    10/05/2009 22.22.34

    Libro molto bello, vivamente consigliato. Personaggi ben caratterizzati e atmosfera avvolgente.. Credevo di rimanere delusa dal finale e invece no! Il libro ha avuto una degna conclusione. Molto intriganti sono le ricette del capocuoco Amato Ferrero :-)

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    Marco75

    11/03/2009 01.16.31

    Ho trovato questo libro molto bello!Coinvolgente fino alla fine,ben scritto.Divorato in pochi giorni merita di essere letto.Ricordando che per Elle Newmark è il suo primo romanzo.Promossa.

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    chiara171

    02/03/2009 11.33.36

    Il voto corretto sarebbe 3,5 per questo intrigante ma non superlativo romanzo storico tra alchimia ed intrighi nella Venezia di fine Quattrocento. Un po' sottotono le ambientazioni, ma vividi i personaggi ed i loro stati d'animo, nonchè le affascinanti ricette del capo-cuoco. Nel complesso un buon romanzo d'evasione.

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