L’autoritarismo indica forme di governo caratterizzate da un pluralismo politico limitato e da una forte concentrazione del potere. L’autocrazia identifica, in senso più ampio, sistemi nei quali il potere decisionale è concentrato in un leader o gruppo ristretto.
I libri sul tema dell’autoritarismo analizzano istituzioni, ideologie e condizioni sociali che favoriscono la concentrazione del potere e l’indebolimento del pluralismo. Alcuni titoli ricostruiscono storicamente dittature, regimi militari e sistemi a partito unico, distinguendone origini, trasformazioni e modalità di legittimazione. Una parte dei volumi studia l’organizzazione delle autocrazie: ruolo dell’esecutivo, apparati di sicurezza, partiti dominanti, élite, elezioni controllate e rapporti tra istituzioni formali e potere effettivo. Sono presenti studi sulla crisi e sull’erosione della democrazia, con attenzione a restrizioni della libertà politica, controllo dell’informazione e progressiva riduzione dei contrappesi istituzionali. Altri saggi dedicati a autoritarismo e autocrazia confrontano regimi del XX e XXI secolo, osservando propaganda, consenso, repressione e capacità di adattamento. Queste letture interessano a chi vuole capire come funzionano i sistemi non democratici e attraverso quali processi una democrazia può subire un arretramento istituzionale.
Scienza politica, storia contemporanea, sociologia e diritto costituzionale studiano l’autoritarismo attraverso categorie diverse e non sempre sovrapponibili. Autoritarismo, autocrazia, dittatura e totalitarismo sono termini correlati ma non equivalenti nella teoria politica e nell’analisi comparata. Con il termine autocratizzazione ci si riferisce a concentrazione del potere esecutivo, indebolimento dello Stato di diritto, restrizioni del pluralismo e deterioramento dei meccanismi di controllo.