Editore: Newton Compton
Formato: EPUB
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Dimensioni: 360,49 KB
  • Pagine della versione a stampa: 241 p.
    • EAN: 9788854137967
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    Descrizione
    Estefan nasconde un segreto inconfessabile, un macabro ricordo d'infanzia che lo perseguita. Forse si è macchiato di un crimine atroce, oppure è vittima di una memoria bugiarda, che distorce la realtà. Ma nella realtà, qual è la colpa per cui sua madre e suo padre hanno smesso di amarlo? Anche Martino, il suo migliore amico, custodisce un terribile segreto, una verità sconvolgente che nessuno deve conoscere. Il male che condividono li ha resi complici. Il male che condividono li ha uniti in un legame indissolubile. Non si confidano, chiusi in un silenzio che saranno costretti a infrangere solo quando il passato minaccerà di tornare. Finché un giorno la strada di Estefan si incrocia con quella di Greta, una bambina di appena nove anni che ha perso entrambi i genitori. Cresciuta in campagna, circondata da una decadente periferia industriale, vive come prigioniera nella casa del nonno. Il loro incontro, figlio dell'ennesimo episodio violento, sarà il primo passo verso la redenzione. "La colpa" è un romanzo graffante e diretto che parla del dolore dell'infanzia ignorato dal mondo adulto e della possibilità di riscattarsi, nonostante tutto.

    Recensioni dei clienti

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      Alessandra

      08/03/2019 06:53:00

      Ho trovato questo libro bellissimo, a differenza di alcune recensioni negative che ho trovato scritte in questo sito. Lo stile nel raccontare la storia di tre adolescenze sfregiate è ciò che maggiormente mi ha colpita di questo romanzo. Un libro che si legge tutto in un fiato e di una narrazione dai forti contenuti emotivi, Una parabola moderna sulla condanna di essere bambini. Un romanzo tutto dolore e riscatto dove si parla di vite violate, di ferite indelebili e di cieca inettitudine di un mondo adulto incapace di capire e comprendere i propri figli, di quei figli che hanno "la colpa" di essere vittime innocenti di un mondo crudele e depravato. Un libro che trasuda tanto dolore ma dal finale che non ti aspetti.

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      ferruccio

      05/09/2014 17:42:18

      Una storia che squarcia l'anima, spezza il pensiero e si insinua in maniera catastrofica nell'interiorità; i fatti narrati, purtroppo, accadono, anche se non vorremmo mai venirne a conoscenza e, tanto meno, leggerli; uno stile narrativo straziante che non fa sconti; una terminologia tagliente e invasiva...ma non è assolutamente il mio genere di lettura.

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      Alessia

      27/02/2014 15:24:28

      Scusatemi per la sincerità, ma credo che questa autrice sia semplicemente un "macellaio" con una penna in mano. Concordo pienamente con chi critica il suo stile di scrittura alternativo ma assolutamente mal gestito, e ci aggiungerei pure che lascia trapelare il gusto per il sadismo volgare della scrittrice (a me ha dato l'impressione che si divertisse ad essere cruenta e anche un po' patetica). Questo volerla premiare per forza, mi fa venire in mente quando in quinta superiore il consiglio dei professori decideva una o due persone per classe da far uscire con 100 e lode, anche nelle classi dove non c'era nessuno che lo meritava.

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      Anna

      20/08/2013 10:36:00

      Di quest'autrice ho letto anche l'altro libro e continuo a non essere convinta neanche un pò. L'argomento è profondo ma lo stile di scrittura post moderno - che io amo solo in determinati autori grandissimi- non gli rende giustizia e non lascia emozioni profonde come dovrebbe, data la delicatezza dei temi trattati. La storia di uno dei due ragazzi protagonisti poi è completamente lasciata in sospeso e non ha un degno finale, mentre la storia dell'altro si interrompe bruscamente. Il libro da quindi un fastidioso senso di non concluso e inconcludente. Non consigliato.

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      vittorio

      08/08/2013 09:31:24

      Un argomento forte e sconvolgente trattato e scritto da una scrittrice che sembra un'adolescente capricciosa....un finale che sa di veramente poco per una storia contorta e deludente!!

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      LadyDarkness

      17/07/2013 13:33:56

      Dopo un brutto esordio pompatissimo dalla critica mi sono ritrovata a leggere il secondo pompatissimo romanzo di questa giovane autrice. Il verdetto per me è lo stesso: Brutto! Un romanzo che non lascia nulla, scritto tecnicamente maluccio, forse per ragazzini di 13 anni, non mi piace proprio questo stile moderno e veloce, inoltre i personaggi non sono approfonditi e la storia mi ha detto poco. Credo che dopo due libri è giunto il momento di abbandonare questa autrice. Amen

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      alices.

      06/06/2013 22:15:52

      decisamente impegnativo per i temi trattati! Bel libro, ben strutturato e ben raccontato. Tratta temi ingombranti senza pretendere di stiparli in una fessura. Tre storie che entrano prepotentemente nel cuore e nella mente del lettore... e non lo lasceranno con altrettanta facilità. Storie di vita buia che tentano di affacciarsi alla luce... un sincero "brava" alla ghinelli!

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      MATTIA

      05/04/2013 10:56:36

      Discreto romanzo, niente da dire. La differenza fra un romanzo che ti prende e che rimarrà fisso nella tua mente per molto tempo lo si sa che c'è. Questo ahimè non è uno di questi. Consiglio l'acquisto su libraccio.it per il costo più moderato.

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      Daniele D'Agostino

      28/02/2013 13:29:36

      Un libro quasi inutile, personaggi e dialoghi scarni, si deve veramente adorare questa scrittrice per trovare pregi in questo romanzo.

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      claudio

      04/02/2013 23:28:33

      Un bel romanzo. Forse un pochino statico in certi punti, ma che sa riscattarsi. Due amici. Due storie diverse e parallele. Finale che sa strappare qualche emozione.

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      Tizianilla

      18/10/2012 17:32:03

      Lettura scorrevole ed emozionate ma troppo irreale specialmente il finale. Avrei gradito un pò più di realismo, in particolare, per il personaggio femminile.

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      lee66

      17/09/2012 09:47:05

      Finalmente un interessante libro della Newton... uno stile nuovo, diretto, a volte ermetico ma efficace. Tre storie complesse e allo stesso tempo crude che raggiungono al cuore il lettore. Un piccolo capolavoro da seguire,leggere e consigliare.

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      francesco

      03/09/2012 18:59:33

      Magistrale! Una scrittura ipnotica, spezzata ed incisiva, che ti incolla alle pagine di un romanzo indimenticabile. Forse la Ghinelli meritava di vincere lo Strega.

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      Ottorino Penna

      28/08/2012 09:08:10

      Ho letto il libro in 3 giorni; sulla spiaggia del lago di Bolsena. La mattina, quando ancora in spiaggia c'ero solo io; prima che arrivasse la massa dei bagnanti. E speravo che la gente non arrivasse, che non mi togliesse, con le grida anche gioiose di un giorno di ferie, quelle emozioni che "La colpa" mi stava dando. E, il terzo giorno, la pagina finale mi ha fatto venire i brividi! Grazie Lorenza! Era tanto tempo che un libro non mi emozionava tanto. Non so quando, ma spero di esserci ancora, tu vincerai lo Strega. Il papà di Alessandra.

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      Lucio Piccenna

      10/08/2012 09:13:37

      Tre storie di bambini che si intrecciano, uno stile di scrittura a mio parere nuovo e magistrale, il lettore entra subito nella testa dei personaggi e ne condivide le emozioni, forse meritava di arrivare un po più in alto nella classifica del premio STREGA.

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      VIRGILIO

      27/07/2012 00:23:52

      Da profano, dico che gli editori dovrebbero piantarla di presentare ogni foglio pubblicato come "il caso letterario" dell'anno, facendo un cattivo servizio sia al lettore che all'autore. Di casi letterari dell'anno sono piene le librerie. Ho provato subito fastidio nel leggere questo pseudo-romanzo fin dalle prime pagine per il linguaggio pretenziosamente innovativo ma che fa troppo l'occhiolino strabico alle esigenze commerciali. Sembra che anche in letteratura sia necessario choccare il lettore con frasi ad effetto. La trama, nella sua invenzione narrativa, poteva trovare uno sviluppo più penetrante e altrettanto - e forse più - choccante con la semplicità del linguaggio di tutti i giorni. Concordo sulla eccessiva bontà della critica - a parte che è facile inserire delle frasi in quarta di copertina estrapolate dal contesto. Insomma ad ognuno il suo mestiere, a meno che la Ghinelli non dimentichi gli obblighi contrattuali e si metta a scrivere sul serio in italiano.

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      Silvio Decomera

      17/07/2012 10:10:39

      Libro inutile, semplicemente brutto! E' chiaro che non poteva vincere lo Strega, è meno chiaro come abbia potuto arrivare in finale. Fortunatamente costa poco!

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      Manuela

      09/07/2012 14:26:53

      Ho trovato lo stile troppo scarno, a tratti volgare e disturbante. Non lo consiglierei.

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      Marina

      30/06/2012 17:02:51

      L'unica critica che mi sento di muovere a questo romanzo è che le tre storie di infanzia negata sembrano rimanere un pò sullo sfondo ed essere messe in secondo piano da una scrittura estremamente veloce ed incisiva, fatta di frasi e periodi molto brevi, ma efficaci, che colpiscono più delle vicende narrate e che tengono incollato il lettore per tutte le 239 pagine.

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      claudia

      27/06/2012 15:36:47

      Una giovane scrittrice della mia città tra la cinquina finalista dello Strega?? Compro! Non che il premio suddetto sia garanzia di capolavori immortali, ma Lorenza Ghinelli è di Cesena! Spinta da un moto campanilistico ho iniziato il romanzo lunedì sera e l'ho abbandonato dopo una trentina di pagine infastidita dal gergo giovanile (non spontaneo e molto ricercato) che mi ricordava troppo il Brizzi di Frusciante e, ancora peggio, l'Holden tanto da me odiato. Ieri sera, complice la serata fresca e il silenzio di bimba, l'ho ripreso in mano e l'ho richiuso a mezzanotte. Finito. Mangiato. Divorato. Non c'è altro modo per dirlo: si divora. Si viene agganciati dal dolore infinito che riempie le righe e si procede, di corsa, per sapere, con una curiosità un po' vorace e morbosa, se potrà essercene di più. Se ci sarà redenzione. Non è un capolavoro, no, non è un thriller, nemmeno un horror e forse il premio non lo vincerà; lo stile è a tratti troppo onirico e poco spontaneo, il lessico ricercato rende molte frasi ridondanti (un po' troppo 'ho fatto la scuola holden e si sente'). Però la strada è quella giusta.

    Vedi tutte le 32 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

    Finalista Premio Strega 2012. A sorpresa finalista dell'edizione 2012 del Premio Strega - ha battuto autori come Giorgio Manacorda o Giovanni Greco, già vincitore del Calvino 2011 - il romanzo di Lorenza Ghinelli racconta il disagio e il dolore tra infanzia e adolescenza, in un'età in cui la vita dovrebbe essere solo spensierata e felice, ricca di affetti e sostegni.
    Non ambientato in ambiti sociali marginali e borderline, ma in famiglie "normali", borghesi, regolari (che nascondo tuttavia grandi problemi) il segreto de La colpa è nella forma della narrazione, diretta, spontanea, ma al tempo stesso estremamente costruita. Una narrazione del dolore, della perdita dell'ingenuità, della violazione dell'infanzia, dello smarrimento e della ricerca di un equilibrio nuovo, diverso, apparentemente impossibile da raggiungere. La narrazione di un senso di colpa ossessionante che nella mente dei protagonisti si trasforma in incubi e allucinazioni.
    Estefan ha 19 anni, "qualcosa di parassita, da qualche parte, prolifica nel suo cervello". Martino ha 18 anni, "asciutti e nevrili". Greta ha 9 anni. "È nata presto. È nata male. È nata sola". Qualcosa li accomuna: delle ferite profonde che forse non potranno mai rimarginarsi. Ma hanno anche una realtà positiva che li unisce: si sono incontrati. Martino "ha occhi da bestia braccata e ferita", e non potrebbe essere diversamente. In un attimo, molti anni fa, una persona di cui si fidava, che pensava fosse come un Dio, "senza un amen ha sfregiato per lui tutti i domani del mondo".
    Estefan ha visto qualcosa che "basterebbe alla rovina totale, al crollo, allo sperdimento della ragione. Ma un orrore si scaccia solo con un orrore più grande" che la sua memoria però non riesce a mettere a fuoco. Greta vive in campagna, è "una bambina selvatica. Orfana. Con nonni contadini. Greta è bella come le cose non addomesticate" ma anche nel suo cervello ricorre un pensiero di colpevolezza.
    "Nei miei libri non parlo solo di dolore - ha dichiarato Lorenza Ghinelli in un'intervista - perché questo per me non è interessante. Il dolore è qualcosa che tutti possiamo sperimentare, ma non è quello a rendere preziose le nostre vite. Quello che mi interessa è esplorare delle strade che ci permettano di dare un senso a quel dolore."
    Si fatica a ritrovarlo in queste dolenti pagine, nell'angoscia della scrittura, tra le parole di dialoghi concitati. Ma un senso c'è, e forse anche una speranza.

    A cura di Wuz.it