Madrigale senza suono - Andrea Tarabbia - copertina

Madrigale senza suono

Andrea Tarabbia

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Collana: Varianti
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 20 settembre 2019
Pagine: 384 p., Brossura
  • EAN: 9788833931326
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Romanzo vincitore del Premio Campiello 2019

La musica più pura, il più efferato dei delitti, in un gioco di specchi potente e sottilissimo.

«Solo la fragilità e il dolore, presi per mano dall'amore ci portano nel punto più profondo del mondo» - Alessandro D'Avenia, Corriere della Sera

«Tarabbia si avvicina a un fatto attirato da un richiamo morale, e lo usa per indagare - senza alcunché di morboso, miracolo - il Male nella e della Storia attraverso la scrittura, in una tradizione che va dai Demoni di Dostoevskij fino a carrère o Vollmann» - Marco Rossari, Il Sole 24Ore

«Tarabbia riesce a trasfigurare [i fatti] in grande letteratura» - Andrea Coccia, Grazia

Un uomo solo, tormentato, compie un efferato omicidio perché obbligato dalle convenzioni del suo tempo. Da lì scaturisce, inarginabile, il suo genio artistico. Gesualdo da Venosa, il celebre principe madrigalista vissuto a cavallo tra Cinque e Seicento, è il centro attorno a cui ruota il congegno ipnotico di questo romanzo gotico e sensuale. Come può, è la domanda scandalosa sottesa, il male dare vita a tale e tanta purezza sopra uno spartito? Per vendicare l'onore e il tradimento, il principe di Venosa uccide Maria D'Avalos, dopo averla sposata con qualche pettegolezzo e al tempo stesso con clamore. Fin qui la Storia. Il resto è la nostalgia che ne deriva, la solitudine del principe: è lì, nel sangue e nel tormento, che Andrea Tarabbia intinge il suo pennino e trascina il lettore in un labirinto. Questa storia − è ciò che il lettore scopre sbalordito − ci parla dritti in faccia, scollina i secoli e arriva fino al nostro oggi, si spinge fino a lambire i confini noti eppure sempre imprendibili tra delitto e genio. Con un gioco colto e irresistibile, tra manoscritti ritrovati e chioe di Igor Stravinskij − che nel Novecento riscoprì e rilanciò il genio di Gesualdo − Andrea Tarabbia, scrittore tra i migliori della sua generazione, costruisce un romanzo importante, destinato a restare. L'edificio che attraverso "Madrigale senza suono" Tarabbia innalza è una cattedrale gotica da cui scaturisce la potenza misteriosa della musica. È impossibile, per il lettore, non spingere il portale. E, una volta entrato, non restarne intrappolato.
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    FranLem

    21/07/2020 11:18:00

    Ricorrendo a diversi artifici narrativi, peraltro comuni in letteratura, quali il ritrovamento di un manoscritto, Tarabbia affronta il tema del male e del lato oscuro dell'uomo, facendoci riscoprire un personaggio, Gesualdo principe di Venosa, attraverso la Cronaca di Gioachino, suo servitore ed alter ego. Attraverso un romanzo che ripercorre le tappe di un uxoricidio e l'imprigionamento di un figlio illegittimo allevato nelle tenebre di una gattabuia, Tarabbia ci consegna un libro morale, che dipana squarci di luce sui temi della colpa e della penitenza e che disegna riflessioni evocative sulle potenzialità infinite della musica. Per dirla con le sue parole, "la musica non è infinita, essa rispecchia gli uomini e le donne... Infiniti però sono i mondi. Immaginate: esistono mondi e sistemi che non sono questo, in cui forse i rapporti tra i suoni sono differenti, e molteplici, e inimmaginabili da chi, come noi, vede solo questa parte della creazione. Probabilmente i suoni possibili sono centinaia, le note che risuonano nel cosmo sono migliaia, milioni: noi però abbiamo accesso soltanto ad una piccola parte".

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    E

    16/05/2020 10:41:59

    Ho comprato il libro per gli argomenti storico-musicali trattati e perché vincitore del premio Campiello. Purtroppo ha un po' deluso le mie aspettative. Non mi è piaciuto lo stile dell'autore. L'ho trovato a tratti un po' noioso; inoltre non sono riuscita ad apprezzare una certa insistenza nella descrizione di alcuni dettagli e particolari "gotici", che dovrebbero servire a delineare un'atmosfera oscura o folle ma che in realtà sono a mio parere poco efficaci in tal senso. Comunque è un buon racconto e le informazioni storiografiche sono precise.

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    ELISA

    15/05/2020 08:19:00

    Questo romanzo racconta la storia di Carlo Gesualdo, principe di Venosa, nonché madrigalista e compositore, vissuto tra il Cinquecento e il Seicento, cioè in quel delicato periodo in cui si assiste alla fine della civiltà rinascimentale delle corti e all'inizio dell'età barocca. Carlo divenne tristemente famoso, però, non tanto per la sua musica, che secondo gli esperti, raggiunse dei livelli geniali, quanto per alcuni atroci misfatti da lui commessi e rievocati in questo libro. Il testo è davvero bello proprio perché si focalizza sull'umanita' del principe, continuamente lacerato da conflitti interiori: avrebbe voluto, ripete lui più volte, comporre e cacciare, e invece si ritrovò a guidare un feudo, avrebbe voluto amare, e invece fu costretto dalle convenienze sociali, a compiere un atroce delitto, senza che la sua coscienza mai più gli concedesse un attimo di pace. Libro ricco di riferimenti letterari, artistici, storici e musicali, scritto in modo svorrevole ed intrigante. Consigliato!

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    pici62

    12/05/2020 07:10:50

    Rivisitazione in chiave romanzata della vita di Carlo Gesualdo, principe di Venosa e musicista insigne, responsabile nel 1590 dell'efferato delitto della moglie Maria D'Avalos e del suo amante Fabrizio Carafa. L'autore ricorre a un duplice espediente narrativo, immaginando l'esistenza di una biografia apocrifa del principe, redatta da un suo fedele e deforme servitore, Gioachino Ardytti, e attribuendone il rinvenimento, in una libreria napoletana, a Igor Stravinskij, il grande compositore russo che nel Novecento dedicò a Gesualdo un Monumentum musicale ispirato ad alcuni dei suoi madrigali. Le due voci narranti di Gioachino e di Stravinskij si alternano, con qualche ridondanza, nel descrivere le due nature del principe, la delittuosa e l'artistica, che coesistono e confliggono nel testo in maniera inestricabile. Sembra che l'autore voglia dimostrare come proprio la loro complementarietà sia all'origine dell'innovativa produzione artistica, caratterizzata da quelle armonie dissonanti che la musica colta occidentale dimenticherà per secoli, riscoprendole solo con la dodecafonia di inizio Novecento. Dalla narrazione della vicenda biografica, alla cui costruzione contribuiscono anche eventi e personaggi sulla cui veridicità storica l'autore lascia abilmente in dubbio il lettore, emerge un personaggio al contempo geniale e tragico, nella sua solitudine, che Tarabbia ci descrive circondato da una piccola corte di parenti e di serventi, a lui obbedienti per convinzione o per necessità, ma tutti partecipi delle sue decisioni, ancorché efferate ed estreme. Sullo sfondo, una società violenta, che legittima il delitto d'onore, inducendo l'assassino a temere la vendetta dei parenti delle vittime più della giustizia dello Stato, e che relega in gabbie dorate le altre vittime di quei delitti e della politica matrimoniale a essi sottesa, principesse e principini che spesso finiscono prima del tempo i loro giorni.

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    AvS

    11/05/2020 19:00:30

    Andrea Tarabbia è per me il più talentuoso degli scrittori italiani contemporanei (assieme a Pennacchi e Rumiz) e questo suo ultimo romanzo non fa che rafforzare questa convinzione. Un montaggio alternato tra contemporaneo -le riflessioni di Stravinskij- e passato, con la figura al di sopra dell'eccezionale del protagonista Carlo Gesualdo principe di Venosa. Una riflessione lucida, attenta, mai scontata sull'arte, la musica, l'amore, la morte e il male (tema questo tra i preferiti di Andrea Tarabbia). Un romanzo che nella sua profondità scorre comunque nella lettura, mai banale, ricamata e ricercata in ogni singola parola. Un capolavoro.

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    Pierpaolo

    11/05/2020 17:47:19

    Certamente il libro è scritto molto bene e l'espediente narrativo ben riuscito e intrigante. Il problema è il tono eccessivamente gotico del romanzo: la vita di Gesualdo non fu né più né meno immonda dei nobili del suo tempo e le motivazioni per cui la sua musica è insuperata sono altre - e nel libro non v'è menzione. Toni e atmosfera, nonché aggiunte morbose, opacizzano una storia che di per sé poteva essere interessante. Della cinquana del campiello quello che ho apprezzato meno.

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    Mauro

    29/04/2020 14:24:52

    Ho comprato il libro perchè vincitore del premio Campiello, ma la storia che lo scrittore racconta ed il modo in cui la racconta, mi hanno deluso, forse più che deluso la trama mi ha tediato lo stile dello scrittore, un modo di scrivere che definisco gotico. La storia fariginosa che si svolge nel medioevo, in luoghi oscuri e con personaggi tetri ed amorali, con richiami ad accadimenti di storie strane avvenute in tempi relativamente più recenti, non mi ha entusiasmato.

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    Alex

    10/04/2020 08:20:53

    Scritto in maniera sublime, questo romanzo in costume narra di musica, di Gesualdo e di follia. Tutto questo ti fa assaporare l'atmosfera seicentesca e ti fa immergere dentro quel periodo pieno di passione e di terrore. Personaggi, anima e morte vengono descritti magnificamente. Un libro da leggere x conoscere e comprendere.

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    cbarbon

    31/03/2020 12:06:26

    Le prime 60-70 pagine sono molto lente e fanno venir voglia di non proseguire, poi la storia inizia a svilupparsi e per certi versi diventa pure affascinante. Tuttavia come molte recensioni lette trovo anch'io pretenziosa la scrittura e si percepisce come un desiderio di mostrare grande capacità e ampia cultura storica ( molti dati sono facilmente riscontrabili su wikipedia) e musicale. Infine trovo il finale tirato molto per le lunghe. Non mi ha entusiasmato.

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    Francesco

    28/03/2020 17:25:50

    Ho letto di meglio; probabilmente perché rifacendomi a una recensione che mi precede, questo sia in fondo un libro non per tutti. Non è semplice per stile e narrazione e ritengo inoltre che bisogni masticare un po' di musica per afferrarlo a pieno. Purtroppo la cosìdetta "ciccia" tarda ad arrivare constringendomi ad assegnare 2 stelle; una volta preso il ritmo comunque, è un piacere portare quest'opera a termine.

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    Andrea

    18/03/2020 10:38:18

    Ho letto il libro con attenzione. Apprezzo la smaniosa cura nei dettagli, ma ho trovato tutto molto, troppo pretenzioso, come un tentativo a voler dimostrare di saper scrivere bene. Dopo le prime 100 pagine mi sono ritrovata senza nessuna emozione, senza alcun personaggio impresso nella testa e mi sono chiesta "ma questo omicidio quando arriva?". Lettura pesante, troppo tecnica che non lascia spazio all'istinto di scrivere, a quel mondo dal quale un bravo scrittore attinge: l'ispirazione del momento. Comunque ho letto di peggio!

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    Piera

    09/03/2020 10:16:50

    Un’aura di cupezza grava su questo romanzo, permeato da mestizia, contrizione, dolore, sensi di colpa e disperazione, e dominato dalla figura tormentata – portata all’autoannientamento punitivo – di Carlo Gesualdo, genio della musica tardo rinascimentale. Attorniato da personaggi fedeli e opportunisti, traditori e infidi, mostruosi e grotteschi, la tragica figura del principe di Venosa è al centro di un romanzo “quasi gotico”. Racconto assai originale e interessante, dipanato con una scrittura ricercata e pignola. Lettura tutt’altro che scorrevole, anzi piuttosto lenta, pesante e faticosa, da sorbire un poco per volta senza fretta.

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    Noi

    15/02/2020 11:17:39

    Gran libro, sicuramente non per tutti. Andrea Tarabbia è una delle nostre migliori penne, a mio avviso. E questo libro, sebbene a tratti spigoloso, ne è la conferma.

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    Antonio

    05/02/2020 09:25:45

    Romanzo freddo e pretenzioso, lento. Personaggi stereotipati e creati a forza con lo stampo di una visione vagamente dostoevskjana della vita, ma senza averne l’anima. Si ha come la sensazione di un cortocircuito fra la profonda formazione slavofila dell’autore e la materia del suo romanzo, ambientato nel sud Italia durante il tardo rinascimento. Si fa una gran fatica a leggerlo, per questa strana sensazione di estraneità fra due mondi che non riescono a fondersi in armonia.

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    Francesca

    01/02/2020 14:17:49

    Nel complesso un bel romanzo, con una ambientazione suggestiva e inusuale. L'autore prova a percorrere la strada dell'indagine delle zone d'ombra dell'essere umano, con l'uomo del sottosuolo dostoevskiano come esempio sovrano. Tuttavia a tratti il romanzo resta confuso e indulge troppo facilmente a descrizioni un po' macabre, persino sudice, che offuscano l'approfondimento dei personaggi. Non del tutto riuscito quindi, ma ugualmente apprezzabile.

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    enza

    14/01/2020 12:45:03

    non è tra i miei preferiti comunque libro scritto molto bene

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    parigi

    13/01/2020 18:12:31

    Sicuramente un libro molto interessante. Scritto benissimo, ma con parti "specialistiche" non sempre fruibili dal comune lettore. A tratti romanzo gotico a tratti immerso nella modernità. Indagine nella mente tormentata di un (forse) genio musicale in grande anticipo rispetto al suo tempo; o nella mente di un principe piegato al suo tempo.

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    carlo

    06/01/2020 18:22:37

    un libro di grandi domande. Stimolante. Un autore da seguire.

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    savo

    25/12/2019 11:20:38

    Libro scritto molto bene, ma ho fatto fatica a terminarlo. Profondo nella rappresentazione dei sentimenti ma con una struttura poco snella

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    enrico

    14/12/2019 13:20:26

    presentato dalle note critiche - parlo di quelle comparse sulle riviste di settore e non delle inutili citazioni sul quarto di copertina - come un grande romanzo-saggio, sulla drammatica vita, musica, filosofia e poetica del grande Carlo Gesualdo da Venosa - forse causa i miei limiti culturali,l'ho trovato "solamente"un bel romanzone storico intriso dalla prima all'ultima pagina di lacrime,secrezioni varie e sangue, con un occhio,penso involontario, al dr.Faustus di Mann,testo di ben altro spessore….... Si intuisce la volonta' dell'autore di descriverci il sovrumano tentativo di Carlo di scrivere una musica nuova e "totalizzante",in grado di esprimere l'esprimibile e l'inesprimibile e di come questo abbia di fatto distrutto la sua esistenza e distrutto la vita di tutti quelli che lo hanno accompagnato nel suo percorso terreno, servi, amanti, mogli,figli che fossero….IL tutto e' esposto sotto forma di un lungo diario meticolosamente tenuto dal servo Gioacchino,nano deforme,amico di Carlo dalla giovinezza,vera e propria ombra,pensante e parlante, del principe, giunto non si sa come nelle mani del grande Stravinsky, ammiratore di Carlo. Stravinsky "ci lascia" leggere il diario e nel mentre elabora progetti di scritture musicali basate sui libri di madrigali di Carlo,da lui ritenuti estremamente innovativi e rivoluzionari. Il risultato finale di questa complessa architettura e' una narrazione senza dubbio ben scritta, ma dall'incedere piuttosto pesante, non sempre appassionante e ,forse, non in grado di raggiungere appieno il risultato che,sempre forse,lo stesso autore si era posto.

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  • Andrea Tarabbia Cover

    Andrea Tarabbia, nato a Saronno nel 1978, russista di formazione, è docente di letteratura comparata presso l’Università di Bergamo. Ha pubblicato i romanzi La calligrafia come arte della guerra (Transeuropa, 2010), Marialuce (Zona, 2011) e Il demone a Beslan (Mondadori, 2011), il saggio Indagine sulle forme possibili (Aracne, 2010), l’e-book La patria non esiste (Il Saggiatore, 2011) e Madrigale senza suono (Bollati Boringhieri 2019). Oltre a scrivere sulla rivista Il primo amore, pubblica articoli per Liberazione, Gli altri, Nazione indiana. Approfondisci
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