Marie la strabica - Georges Simenon - copertina

Marie la strabica

Georges Simenon

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Editore: Adelphi
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 27 giugno 2019
Pagine: 192 p., Brossura
  • EAN: 9788845933929
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«E sempre Marie aveva parlato con quella voce, sem­pre si era ostinata a dire, pacatamente, tutte quelle cose che alla gente non piace sentirsi dire. Forse per­ché era brutta e strabica?»

Marie qui louche è un romanzo pubblicato in Francia nel 1952, tradotto in Italia nel 1963 da Mondadori, divenuto introvabile e ora finalmente riproposto da Adelphi.
Sylvie ha diciassette anni ed è bella, procace, impudica; ha un seno magnifico, che eccita gli uomini, e prova piacere «a guardarselo, ad afferrarlo a piene mani». Marie, che ha un anno più di lei, è brutta e strabica, timida e spaurita; a scuola le compagne «le giravano alla larga, dicevano che aveva il malocchio». Da piccole, Sylvie le prometteva: «Quando sarò ricca ti prenderò come cameriera, e ogni mattina mi pettinerai». Eppure, di quello che passa per la testa di Sylvie, che adora e disprezza al tempo stesso, Marie intuisce tutto. Sa perché si spoglia davanti alla finestra aperta con la luce accesa, e sa anche che è lei a provocare il suicidio di Louis, il ragazzo ritardato ed epilettico che si aggira di sera nel giardino della pensioncina dove entrambe lavorano. Priva di scrupoli, ferocemente determinata a fuggire quella povertà che le fa orrore, Sylvie lascia la provincia e parte alla conquista di Parigi. Marie, che appartiene alla razza delle creature «segnate dalla malasorte», la segue nella capitale, ma si rassegna all'esistenza mediocre a cui è destinata. Quando, molti anni dopo, le due donne si rincontreranno, sarà Sylvie ad aver bisogno dell'aiuto di Marie, e questa sembrerà assecondarla con la succube arrendevolezza di sempre. Ma forse, questa volta, con il segreto proposito di rovesciare i ruoli: chi sarà, allora, la serva, e chi la padrona?
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    valy

    09/11/2020 11:20:06

    Libro molto piacevole e ben scritto che ha come protagonista il rapporto morboso di amore e odio tra 2 ragazze molto diverse tra loro. Primo libro che leggevo di questo autore, sicuramente approfondirò.

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    Gemma

    16/05/2020 15:20:26

    Un Simenon che non si fa dimenticare in fretta quello che racconta la storia di Sylvie e Marie. Crudele, spavalda, sola e viziata, la protagonista ci mostra una Parigi in cui si cerca di sopravvivere ogni giorno come se fosse l'unico.

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    Federica

    15/05/2020 06:49:39

    Leggo tutto quello che viene tradotto di Simenon, genio assoluto. Marie e Sylvie sono due anime fragili, due ragazze alla ricerca del riscatto sociale, l'una certa della propria bellezza, che sfrutterà per compiere una "scalata", l'altra insicura ma alla fine più pragmatica perché consapevole dei suoi limiti. A separarle un uomo che potrebbe rappresentare per Marie l'amore e la stabilità e che invece, sedotto da Sylvie, diventa l'ennesimo giocattolo da buttare via quando ci si è annoiate. Sylvie però sarà punita dal destino... Consigliato.

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    reb

    13/05/2020 09:22:05

    Credo che il significato di questo romanzo o meglio del rapporto tra le due protagoniste sia proprio rappresentato in questo passaggio. Simenon indossa i panni del fine psicologo, per raccontare due giovani ragazze molto diverse tra di loro. Sylvie, da un lato, estremamente sicura di sé, bellezza impudica, provocante e procace, mentre Marie, come dice il titolo, è timida, insicura e strabica, appunto, le cui compagne "le giravano alla larga, dicevano che aveva il malocchio". Simenon si rivela dotato di una grande sensibilità per descrivere un rapporto che, in alcuni casi, sfugge alle logiche della ragione. Due amiche, due giovani che, anche se le circostanze della vita le allontanano, trovano il modo di ritrovarsi e venirsi incontro, sebbene il finale lasci perplessi e con un retrogusto amaro.

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    Lisa

    13/05/2020 08:17:14

    Tra i miei preferiti di Simenon, racconto il rapporto alquanto particolare che lega due ragazze fin dall'adolescenza e che, dopo un periodo di lontananza, si ritrova in età adulta. E' un rapporto strano che lascia intendere uno strano legame. Due donne diverse in tutto che sono legate da un misterioso filo.

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    giò

    12/05/2020 18:55:48

    Simenon ci racconta la storia di due donne che si amano e si detestano ma che non potranno fare a meno l'una dell'altra, è una sorta di commedia tragica raccontata nell'arco di 30 anni, tra due donne povere e provinciali che hanno tra loro una certa sintonia, (le mezze parole pronunciate sempre prima di addormentarsi, o la “Sveglia pigrona” annunciata la mattina da Marie), che si propongono di sognare un futuro felice a loro modo .

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    Daniela M

    12/05/2020 12:00:38

    Simenon non delude mai con la sua narrazione asciutta, essenziale ma che va dritta al cuore delle contraddizioni dell'animo umano. Anche questa storia, che ruota su personaggi che si scambiamo il ruolo di vittima-carnefice, viene raccontata con una rara capacità di mostrare gli accadimenti nella loro evidenza narrativa, senza eccessi e senza intrusioni dell'autore. Splendidi anche i dialoghi, che mostrano il carattere delle due donne protagoniste senza bisogno di aggiungere altro.

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    pinameloni

    11/05/2020 18:57:00

    Appena finito di leggerlo, Simenon non mi delude mai. Riesce sempre ad entrare nell'animo più profondo dei suoi personaggi.

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    nadia

    11/05/2020 12:22:05

    è il primo romanzo di Simenon che leggo e devo ammettere che un po' mi ha delusa, avevo grandi aspettative su questo autore.

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    michela66

    24/03/2020 23:06:23

    Un libro deludente. La prima parte è interessante perché delinea bene le due ragazze molto diverse tra di loro ma legate tra di loro da un legame misterioso che incuriosisce il lettore. La seconda parte dove ci si aspetta che il segreto venga svelato è a dir poco deludente.

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    Philo

    18/03/2020 15:42:00

    inutile Simenon non ne ha sbagliato uno, bello.

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    maria

    23/09/2019 19:28:22

    Ennesima sfaccettatura di una umanità livida e rancorosa dove l'odio è una guida talmente dominante da sconfinare nella fedeltà disinteressata. GS macina le sue storie deprimenti e pessimistiche, sempre allo stesso modo, con pochi tratti ; ma alla fine si rivelano sempre piccoli capolavori. Una cosa è certa : bisogna distinguere le sue opere, dall'uomo odioso che era

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    rosanna

    21/09/2019 07:46:12

    Un romanzo duro, perfetto. Le due protagoniste Sylvie e Marie sono diverse, antitetiche ma speculari, soprattutto vincolate fra loro nel bene e nel male. E forse alla fine del libro le loro parti si invertiranno.

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    policlo

    21/09/2019 07:39:23

    Non sono un amante di Simenon giallista. Quando parla di altro lo preferisco, e questo romanzo ne è un esempio. La storia del rapporto tra Sylvie e Marie, che si protrae per parecchi anni, è molto coinvolgente. Ti fa entrare in un altro mondo in un altro tempo con una scrittura eccezionale anche se semplice.

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    yanosh75

    20/09/2019 19:47:41

    Come sempre Simenon riesce a scrivere storie ricche di grande umanità. Cambiano le vicende, gli scenari, le tipologie dei personaggi, ma al centro di tutto c’è sempre e comunque l’indagine sull’animo umano, un’indagine che Simenon compie senza aver paura di mostrare anche le parti più oscure della personalità umana. In Il tema principale di questo romanzo è il rapporto tra due giovani donne: la bellissima Sylvie e la strabica e bruttina Marie (che dà il titolo all’opera). La prima è ambiziosa e disposta a tutto pur di raggiungere la ricchezza e il successo; la seconda vive la sua vita con rassegnazione e poca voglia di cambiarla. La storia è drammatica ed è suddivisa in due atti: il primo è ambientato nella pensione Les Ondines dove entrambe le giovani lavorano e in cui vivono un rapporto di amore/odio che sfocerà inevitabilmente in una brusca separazione; il secondo è collocato temporalmente venticinque anni dopo, quando gli eventi della vita porteranno le due donne ad incontrarsi nuovamente e daranno luogo ad una resa dei conti che lascerà dubbioso il lettore su chi sia la vera vittima e chi la vera carnefice. In definitiva, un altro bel romanzo di un autore sempre in grado di descrivere con sapienti e azzeccate pennellate ambienti “interiori” ed “esteriori” e che non smette mai di affascinare e interrogare.

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    Carola

    20/09/2019 11:29:31

    “Marie la strabica” è un romanzo scritto dal famoso scrittore belga Georges Simenon, che ha lasciato al mondo l’inconfondibile figura del noto Commissario Maigret e di tantissime sue avventure a sfondo poliziesco. Questo invece è un romanzo che ha più del brivido, a tratti qualcosa anche di inquietante. Le atmosfere veicolano benissimo questi sentimenti specie nel rapporto che Marie, adolescente tormentata dal difetto fisico di essere strabica ha con una sua coetanea di nome Sylvie. Un rapporto di sottomissione in cui è proprio Marie ad avere la peggio: diventa infatti succube dell’ “amica” se così si può chiamare una persona che con te ha un rapporto non del tutto sano e spregiudicato. Con lo scorrere della pagine passano anche gli anni e le due ragazze diventano donne e si rincontrano. Tutte e due ben consce del loro passato insieme. Sarà tutto da vedere se questo passato ritornerà a farsi sentire oppure le cose andranno diversamente. Il finale non è scontato. Buon libro anche se devo dire che non mi ha appassionato moltissimo, ma è una questione di gusti. Non riesco ad appassionarmi a questo genere di trama. Tuttavia non mi sento nemmeno di cestinarlo senza dargli una possibilità, perché è scritto molto bene e sapientemente.

  • Simenon non smente la sua capacità di raccontare attraverso la minuziosa caratterizzazione dei personaggi. Le storie si intrecciano e reggono l’intera struttura grazie ai caratteri definiti dei protagonisti. Qui due donne che attraversano insieme la loro vita da giovani per poi perdersi e ritrovarsi nella vita adulta. Una delle due spregiudicata e scaltra lascia soccombere la “povera Marie” che nonostante tutto si sente legata a quella sua amica che le dovrà fino alla fine la riconoscenza di averle conservato lo status sociale raggiunto. Bello, ambientato in una Francia e in una Parigi dai toni grigi dei filmin bianco e nero.

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    theglobe

    19/09/2019 11:48:43

    A differenza di molte recensioni negative questo romanzo l'ho trovato molto bello e leggibile. Trama perfetta con contrasti tra Marie e Sylvie.

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    IO SONO NESSUNO

    06/08/2019 12:32:24

    GEORGES SIMENON E' UNO DI QUEGLI AUTORI CHE NON DELUDE MAI E ANCHE QUESTO LIBRO NE E' LA CONFERMA.\nSERVIZIO IBS SEMPRE BUONO

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    Sandro

    28/07/2019 08:31:30

    Romanzo del periodo americano che francamente non mi ha coinvolto come altri; non siamo ai livelli di "La morte di belle" che peraltro uscirà nel dicembre dello stesso anno (1951). Piacevole lettura per gli amanti di Simenon.

Vedi tutte le 25 recensioni cliente

Due terzi di secolo fa apparvero nelle librerie Sylvie e Marie, ennesime creature di carta di Georges Simenon. Una mantenuta e potenziale ricca ereditiera e l’amica-serva di una vita, nonostante tutto, che probabilmente non avrebbe rinunciato per nulla al mondo a pettinare i capelli biondi dell’altra ogni giorno: affrontano la povertà della gioventù e in genere la vita, in modi diametralmente opposti, sfrontata la prima, responsabile e saggia Marie. Scrive del cuore dell’Europa e soprattutto del nucleo dell’umanità, Simenon, e lo fa dagli Stati Uniti, nel caso di questo Marie la strabica (192 pagine, 18 euro), pubblicato come sempre da Adelphi, tradotto dalla decana Laura Frausin Guarino.

Quando dalla provincia giungono a Parigi, Sylvie, prosperosa, ambiziosa e calcolatrice, inizia una scalata sociale che aveva nell’anima e in testa da sempre, la brutta Marie invece non fa voli pindarici, galleggia nella mediocrità, s’accontenta come può. Progetti di vita opposti, per donne che faranno presto a perdersi di vista, per lungo tempo, nella metropoli francese. Simenon segue questa specie di amicizia, che si nutre principalmente di sogni mancati, dai primi passi: sono vicine di casa, compagne di scuola, nei primi anni Venti cameriere ai tavoli di una pensione familiare, quella del signor Clément, a Fouras. Ciascuna a modo suo, Sylvie consapevole del potere del suo corpo e della sessualità, Marie spaurita e dedita quasi religiosamente alla fatica. Fino alle conseguenze estreme, più di una volta. A cominciare da un furto indotto da Sylvie che porterà a un suicidio, quello di Louis, ragazzone con un ritardo mentale, che cede a più di una provocazione.

I periodi compressi ma più che significativi della prosa di Simenon scintillano anche in questo romanzo, frasi spoglie ed essenziali che tengono desto il lettore, coinvolgendolo, illustrandogli gli arazzi dell’animo umano, tutto ciò che è sommerso e invisibile agli occhi. Non servono troppe parole al genio belga o aggettivi superflui per indagare due tipi femminili complementari: la rassegnazione e il pessimismo di Marie, l’ambizione e l’egoismo dell’amica che non esiterà a tradirla (seducendo perfino un timido contabile che aveva invitato al cinema l’amica) avrà sempre bisogno di lei, anche quando – siamo alla metà degli anni Quaranta – si incontreranno di nuovo dopo parecchi anni e Sylvie le chiederà una mano: vicina a ereditare il patrimonio del ricco produttore di scarpe Omer Besson, uomo che ha conquistato e che è consumato da una malattia, ha bisogno della compagna di sempre, che però si rivelerà davvero per quello che è. Sorprendentemente. Per un epilogo che in qualche modo ribalta i ruoli.

Quella che a lungo può sembrare la protagonista è lentamente esautorata. La forte carnefice (meno impudica, un po’ stanca e dipendente dalla bottiglia) e la debole vittima, che sembra non emanciparsi mai dalla prima, sembrano troppo definite per scambiarsi i ruoli, eppure Simenon – maestro d’atmosfere e di psicologie – calibra la complessità del loro rapporto in modo impeccabile. Ripesca queste due provinciali, fedeli l’una all’altra nonostante distanze abissali, dopo decenni e ne stravolge le strade.

Recensione di Micol Treves

 
  • Georges Simenon Cover

    Romanziere francese di origine belga. La sua vastissima produzione (circa 500 romanzi) occupa un posto di primo piano nella narrativa europea. Grande importanza ha poi all'interno del genere poliziesco, grazie soprattutto al celebre personaggio del commissario Maigret. La tiratura complessiva delle sue opere, tradotte in oltre cinquanta lingue e pubblicate in più di quaranta paesi, supera i settecento milioni di copie. Secondo l'Index Translationum, un database curato dall'UNESCO, Georges Simenon è il quindicesimo autore più tradotto di sempre. Grande lettore fin da ragazzo in particolare di Dumas, Dickens, Balzac, Stendhal, Conrad e Stevenson, e dei classici. Nel 1919 entra come cronista alla «Gazette de Liège», dove rimane per oltre... Approfondisci
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