Che cos'è la tradizione

Elémire Zolla

Editore: Adelphi
Edizione: 2
Anno edizione: 1998
In commercio dal: 25 febbraio 1998
Pagine: 370 p., Brossura
  • EAN: 9788845913464

41° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Religione e spiritualità - Argomenti d'interesse generale

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Descrizione
"Tradizione" è la conoscenza primordiale a cui dobbiamo in qualche modo ricongiungerci se vogliamo avere nozione di ciò che è. Questo è il punto di partenza del volume, che Zolla pubblicò nel 1971 quasi come gesto provocatorio verso un mondo che andava in opposta direzione. Oggi i temi del libro sono più vivi che mai, e la radicale polemica legata al momento storico ha assunto valore retrospettivo.

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Recensioni dei clienti

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    Armando

    22/09/2018 11:39:20

    Libro da leggere con molta attenzione e concentrazione, già avendo nozioni di filosofia e metafisica. Un libro stupendo se lo si capisce.

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    Mirko Fontemaggi

    24/02/2017 12:59:17

    370 fitte pagine di storia, requisitoria revisionistica, teologia negativa, antropologia dell’homo metropolitanus contrapposto all’homo metaphysicus dell’antichità greca, del medioevo cristiano e dell’Estremo Oriente… Parti davvero misticamente ispirate si alternano diuturnamente ad altre più discutibili, ad esempio quelle, confuse e pretenziose, sulla cabala ebraica; ma in sostanza il libro è godibilissimo, profondo ed edificante, ed il suo nocciolo è riconducibile al titolo di uno dei paragrafi centrali: Il gran criterio della Quiete. Cioè: se siete attivisti, progressisti, edonisti e/o scientisti, questa lettura non fa per voi, senz’altro avete già la vostra “consolazione” e perdereste solo il vostro “prezioso” tempo fenomenico…

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    Roberto Pisciella

    29/06/2015 09:43:26

    Autore straordinario, anche se solo il primo libro suo che leggo se ne coglie bene la mole sapienziale unica. Ai Cultori del Genere non puo' mancare in libreria.

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    Caroll Gisselle

    09/02/2015 20:10:53

    Contrariamente ad alcuni giudizi espressi, Elémire Zolla non era un reazionario, rifarsi in qualche modo alla Tradizione («Che cos'è la tradizione» ci illustra solo una parte del suo pensiero che deve essere approfondita con gli altri suoi Scritti) non significa essere necessariamente un tradizionalista, ma era un razionalista che nacque nella Torino del Ventennio sviluppando sentimenti di profonda avversione al fascismo e ad ogni «ismo». Al Platone teorico della politica preferiva i platoni indiani come Nagarjuna, il teorico della «via di mezzo» buddhista, ed i gatti che amava particolarmente al punto che da perfetto e vero gattofilo disse che la religione dei gatti era l'unica di cui accettò di essere adepto.

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    Mauro Traini

    17/11/2004 17:48:33

    Da neofita o quasi di questo grande... autore filosofo, pensatore ... ho voluto affrontare proprio la sua opera meno "facile" e con difficoltà ne ho apprezzato la grandezza, e le sfaccettature. Sottraetevi dai facili giudizi di reazionarismo, è una condanna audace e superficiale.

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    petrus

    11/11/2002 11:08:19

    Reazionario, tradizionalista, e poi anti progressista, ecumenico e perchè no? anche cattolico, il pensiero di Zolla fu duramente attaccato, all'uscita di questo libricino: non si regge alla dichiarazione evangelica di chi è rimasto attaccato alle vuote forme, "coloro che scartarono la pietra angolare", cioè che rimasero avvinti al "visibile" hanno composto una litania, corrosiva e per certi versi uguale e contraria a quella dell'autore. Moltissimi poi quelli che cascarono nella dotta "trappola": la maggior parte dell'intellighenzia italiana vi vide un rigurgito conciliare (sic!). Vale la pena ricordarsi che in quegli anni, atroci e scatenati, c'era ancora chi leggeva Holderlin e Junger: specchietto per allodole credo sia la definizione giusta per quest'opera, verso la quale lo stesso autore nutriva distacco.

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    matteo canale

    15/10/2002 20:01:39

    scontato il capolavoro di de Santillana - Hamlet's hill, peraltro citatissimo da Zolla - non si ha davvero memoria di saggio tanto dirompente. E non solo nell'orbita italiana. Zolla decritta tutti i dogmi e le false illusioni dell'ideologia, con una grazia straordinaria - la calma dei campioni - insegnandoci a non avere MAI confidenza delle nostre percezioni, sino a quando non riusciremo a intendere il battito di mani di una sola mano... la contemplazione, dunque, come unica via... siamo nati per questo! la storia e l'illuministica passione per il progresso ( idea atea par excellence)ci hanno distolto dai nostri autentici propositi: le nostre città erano, infatti, costruite come templi... le nostre case come altari... i sacerdoti erano Re... gli occhi fissi al cielo... la cosmogonia - 7000 anni prima di Cristo - quale studio obbligato, nondimeno raffinatissimo, della Vita... la famiglia, secondo cinesi e romani, unico tramite per la conoscenza tradizionale... Che cos'é la Tradizione? é davvero uno schiaffo all'impegno a tutti i costi; un demolire per sempre il senso di colpa del "Sociale" - da intendersi ripellianamente quale "aiuola che ci fa tanto crudeli"... davvero uno schiaffo sorprendente alla scuola di Francoforte, all'idealismo hegeliano... all'occidente, dimentico dei propri più alti valori... un saggio straordinario pubblicato in risposta -to happy few - subito dopo il sessantotto italiano e americano ( che Zolla conobbe attentamente). un saggio "da massacrare", come di Crudeltà e Menzogna scrisse Cristina Campo, compagna di Zolla. un martirio, per una volta realmente meritato, a dispetto di Federico Nice e della sua diffidenza verso l'assoluta nobiltà d'ogni sacrificio... " un sacrificio non aumenta mai ciò che é stato sacrificato", cito come a memoria. se penso, poi, che talune analisi geniali sul primo versetto del Genesi, nelle sue interpretazioni cabbalistiche e patristiche, furono elaborate da Prof Zolla durante due lezioni ai corsi di alta cultura della Fondazione Cini

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