Il mestiere di vivere. Diario (1935-1950) - Cesare Pavese - copertina

Il mestiere di vivere. Diario (1935-1950)

Cesare Pavese

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Editore: Einaudi
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 22 aprile 2014
Pagine: 574 p.
  • EAN: 9788806221423

11° nella classifica Bestseller di IBS LibriNarrativa italiana - Classica (prima del 1945)

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Iniziato il 6 ottobre 1935 durante i giorni del confino politico, "Il mestiere di vivere" accompagna Cesare Pavese fino al 18 agosto 1950, nove giorni prima della sua morte, e diventa a poco a poco il luogo cui affidare i pensieri sul proprio mondo di scrittore e di uomo e, soprattutto, le confessioni ultime su quei drammi intimi che laceravano la sua esistenza. Amaro, disperato, violento, ironico, raramente sereno, Pavese consegna al lettore una meditazione sulla vita, sui sogni, sui ricordi e sull'arte condotta con rigore intellettuale e morale; e allo stesso tempo, pagina dopo pagina, testimonia con lucidità l'evoluzione di un personale mestiere di vivere. In appendice "Frammenti della mia vita trascorsa", "Pensieri cassati", "In sogno". Completano il volume un ampio apparato di note, la cronologia della vita e delle opere, la bibliografia ragionata e l'antologia della critica.
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    goldrake

    19/03/2019 08:17:32

    Leggo le recensioni di altri e ricordo. Libro letto la prima volta a 15 anni e da allora almeno altre cinque volte (che rammenti). Pavese è stato un amico della mia adolescenza e i suoi scritti mi faranno compagnia finché avrò tempo. E' un libro per chiunque abbia voglia di riflettere ed auguro agli adolescenti di oggi d'incontrarlo. Quell'uomo del secolo scorso ha ancora molto da dire e da insegnare a tutti noi, con la sua sensibilità, la sua educazione e la sua umiltà.

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    Domenico Commone

    12/03/2019 23:43:19

    Giunto a destinazione tempo prima rispetto a quello previsto e in condizioni eccellenti

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    Vinx

    11/03/2019 22:56:09

    Il mestiere di vivere di Pavese è una delle più grandi opere diaristiche che ci rimangano: proprio per quello che riguarda la produzione dell'autore, ma anche per la rappresentazione che di sé dà Pavese. Lascia senza fiato la capacità con cui ogni giorno Pavese riesce ad esaminare e scavare dentro la sua persona: ed è questo che deve saper tirare fuori un grande scrittore, non c'è dubbio.

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    Rosa

    09/03/2019 16:14:57

    S'interrompe a qualche giorno da quel maledetto 27 agosto del 1950, la raccolta dei diari di Pavese. Le ultime pagine, quel che resta dei suoi ultimi giorni, mi hanno svuotata. Rabbia, rifiuto, dispiacere. Perché perché perché. Non sono in grado di capire. Non lo sarò mai. So solo che gli ho detto grazie, ad alta voce, quando al diario del 16 agosto ho trovato scritto questo: La mia parte pubblica l'ho fatta - ciò che potevo. Ho lavorato, ho dato poesia agli uomini, ho condiviso le pene di molti. Sì. È cosi. È verissimo. E non so che darei perché potesse sentirmi, mentre ancora gli dico grazie. Per ciò che ci ha lasciato. Per chi ha salvato.

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    Van

    08/03/2019 11:07:09

    Poter leggere delle riflessioni intime di Pavese è emozionante. Permette di capire quanta malinconia e quanto dolore nascondono le sue più dolci e tenui poesie. E' un libro da leggere e da rileggere con calma. Da tenere sul comodino. E' anche interessante andare a leggere cosa pensava Pavese in una determinata data che magari coincide con quella attuale di chi sta leggendo..

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    Salvatore

    23/09/2018 10:02:33

    Una lettura imprescindibile per gli amanti del Pavese poeta e del Pavese narratore. Scoprire l'intimità densa e meravigliosa di quest'artista rende assai più godibili la lettura delle sue opere. Particolarmente strazianti sono le pagine dedicate alle sue vicessitudini amorose e via via è sempre più lampante il senso di frustrazione ed impotenza che hanno condotto l'autore a compiere poi il tragico gesto.

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    Letizia

    19/09/2018 10:53:17

    Non sempre scorrevole nella lettura, ha le caratteristiche proprie di un diario. Rivela un Pavese uomo, con tutte le debolezze delle persone comuni. Consigliato per chi vuole approfondire la conoscenza di Pavese anche come persona e non solo come scrittore.

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    gianni priano

    12/10/2017 06:19:00

    Qualcuno trova che da questo libro esca fuori un uomo meschino. A me pare che, semplicemente, esca fuori la verità di un uomo. La rappresentazione della verità di un uomo. Qualcuno sostiene che sia un libro diseducativo. A mio avviso Il mestiere di vivere è un libro pedagogico. Maieutico. Un compagno di strada.

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  • Cesare Pavese Cover

    Studia a Torino dove si laurea con una tesi su Walter Withman. Sin dagli anni Venti legge i maggiori autori americani e inizia a tradurre le loro opere. Fra il 1935 e il 1936, per i suoi rapporti con i militanti del gruppo Giustizia e Libertà viene arrestato, processato e inviato al confino a Brancaleone Calabro. Tornato a Torino inizia a collaborare con la casa editrice Einaudi nel 1934 per la realizzazione della rivista «La Cultura», che dirige a partire dal terzo numero. Nel 1945-46 dirige la sede romana della medesima casa editrice. Ha svolto un ruolo fondamentale nel passaggio tra la cultura degli anni Trenta e la nuova cultura democratica del dopoguerra. Dopo la Liberazione, si iscriv al partito Comunista. Seguono anni di lavoro molto intenso, in cui pubblica le sue... Approfondisci
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