Il mondo di ieri. Ricordi di un europeo

Stefan Zweig

Traduttore: L. Mazzucchetti
Editore: Mondadori
Collana: Oscar moderni
Edizione: 2
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
In commercio dal: 15 dicembre 2017
Pagine: 392 p.
  • EAN: 9788804683247
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Recensioni dei clienti

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    Carlo

    08/08/2018 19:56:57

    Ne “Il mondo di ieri”, composto durante l’esilio brasiliano, Zweig si mostra in tutta la sua umanità, sofferente ed impotente di fronte alla follia che si impossessò dell’Europa e mise fine alla dorata Belle Époque, precipitando il continente nella tragedia della Grande Guerra. Il racconto di Zweig ripercorre primariamente i decenni precedenti la catastrofe, rievocando nostalgicamente quello che si rivelerà il lento declino del glorioso Impero Austro-Ungarico , crogiolo di popoli e culture la cui conflagrazione nel 1918 creerà problemi destinati a ripercuotersi per generazioni. L’escalation bellica coglie di sorpresa molti osservatori, nonostante i segnali fossero più che evidenti da tempo; in breve gli ambienti intellettuali e l’opinione pubblica vengono contagiati dalla propaganda nazionalista, isolando i sempre più sparuti pacifisti come Zweig e spingendo definitivamente le varie nazioni verso il disastroso conflitto. Gli anni ’30 vedono l’ascesa del Nazionalsocialismo, un nuovo pericolo per l’Austria e l’Europa causato in gran parte dai sentimenti di rivalsa tedeschi conseguenza dell’umiliante pace di Versailles. Nel 1933 Hitler prende il potere e nello stesso anno i nazisti bruciano le opere di Zweig, Mann, Werfel; davanti alla deriva totalitaria, nel 1938 Zweig si trasferisce a Londra, dopo aver assistito all’annessione del suo paese al Reich. In seguito abbandona l’Europa per stabilirsi prima a New York e poi in Brasile, conscio di aver abbandonato per sempre la sua terra natia. Ormai disilluso e fiaccato nello spirito, ancora una volta sconvolto dalla barbarie che imperversa sul suolo europeo, Zweig pone fine ai suoi giorni a Petropolis, insieme alla giovane moglie Lotte. Libro autobiografico, memorialistico, riflessivo, in ogni sua pagina emergono la sensibilità dell’autore, l’europeismo che lo animava e soprattutto lo spessore morale che ne ha fatto un gigante della cultura.

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    antonella

    18/02/2018 19:34:43

    Posso solo condividere le opinioni positive degli altri lettori. Ho apprezzato moltissimo i brani del libro dove l'autore spiega in modo semplice, ma efficace come il nazismo si si insinuato tra la popolazione di lingua tedesca in modo quasi impercettibile, ma il pezzo che mi è piaciuto di più e che mi ha quasi divertita è quello in cui l'autore parla del mercato nero. Da leggere.

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    AdrianaT.

    14/03/2017 09:43:41

    Zweig, interprete straordinario del suo apocalittico mezzo secolo: dal progresso al regresso. La casualità di essere sganciati in questo mondo proprio nell'occhio del ciclone, anzi, di due cicloni; essere risucchiati dagli eventi vorticosi del prima e del dopo quella calma apparente per esserne, suo malgrado, lucido testimone. "Nel breve lasso da quando cominciò a crescermi la barba a quando prese a farsi grigia, in meno di mezzo secolo si sono determinate più metamorfosi radicali che nel corso di dieci generazioni [...]" Di un'attualità sconvolgente; la storia che ripete il suo schema, anche nelle sue accelerazioni. "Quanto più un uomo aveva vissuto da europeo in Europa, tanto più duramente veniva colpito da quel pugno che annientata l'Europa." Fra Zweig, Elias Canetti e Karl Kraus* non so chi lodare di più per come hanno saputo farmi entrare, conoscere ed amare lo stupefacente mondo dell'altro ieri, per il quale provo anche una sincera invidia, (pre-bellica, naturalmente): avevano tutto ai massimi livelli: musica, pittura, scultura, poesia, letteratura, scienza, filosofia, e tutto in carne ed ossa!, ed avevano pure l'intelligenza, la vitalità, la curiosità e la libertà di saperlo cogliere e di goderne. Un'esperienza umana estatica e tragica. Letto in parallelo con *'Gli ultimi giorni dell'umanità', il quadro degli eventi e degli umori si completa alla perfezione.

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    giorgio g

    01/08/2016 09:28:45

    Moltissime le pagine memorabili nell'autobiografia del grande scrittore austriaco: dalla tranquilla vita dell'infanzia nella Vienna dell'Impero Austroungarico ("anche nel campo sociale si andava avanti; di anno in anno venivano concessi nuovi diritti all'individuo, la giustizia veniva amministrata con maggiore senso umanitario e persino il problema dei problemi, la povertà delle masse, non appariva più insuperabile)" col progredire degli anni è passato attraverso due guerre mondiali ( "la nostra generazione unica, irripetibile, che come nessun'altra nel corso della storia è stata gravata di eventi"). Il concatenamento degli eventi che portarono alle due guerre è ricostruito con maestria come lo sono gli avvenimenti che portarono al funesto avvento di Hitler. Una frase ci illumina più di tanti discorsi sulle cause delle presa del potere nazista: "per il popolo tedesco l'ordine ebbe sempre più valore che la libertà ed il diritto". Una considerazione personale: ho ritrovato i motivi di due libri che ho letto nell'ultimo anno, uno è dello stesso autore ed è "Novella degli scacchi", l'altro è "Un'eredità di avorio e ambra" di Edmund De Waal: in entrambi si ritrovano le scene bestiali dell'annessione dell'Austria da parte dei nazisti. In conclusione, un capolavoro indiscusso della letteratura mondiale.

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    Lorso57

    18/06/2016 19:44:13

    Un'opera di alto livello da parte di un grande scrittore. Con la sua prosa affabulatoria, ricca di vocaboli ma perfettamente comprensibile, Stefan Zweig ci guida in un viaggio affascinante alla scoperta dell'Austria imperiale che fu, fino alla prima guerra mondiale e a seguire fino all'avvento del nazismo e alla tragedia della seconda guerra mondiale. Una carrellata di personaggi, avvenimenti, citazioni, aneddoti nella quale molte pagine risultano indimenticabili. Il finale intriso di malinconia con l'autore esiliato per motivi politici lascia intravedere la fine tragica che ebbe purtroppo questo grande uomo. Da leggere.

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    marco

    15/12/2015 16:06:30

    Un libro affascinante a tratti commovente. La guerra che non ferma l'amore per la letteratura e le amicizie. Il sogno di un uomo e la visione di un'altra Europa. Lettura dolce e fluida, capolavoro.

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    misselisabethbennet

    23/04/2015 22:36:43

    .. un libro che vale la pena di leggere e rileggere negli anni a venire... Stefan Zweig non è solo un genio della scrittura ma anche della ricostruzione storica degli eventi... si viene rapiti dalla passione giovanile dell'autore per la letteratura dell'800 alla decadenza morale che passa attraverso le due guerre all'invito alla pace e all'ottimismo con cui comunque chiude il libro...

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    marbo

    01/10/2014 09:57:49

    Resoconto autobiografico degli anni tra la fine dell'800 e lo scoppio della seconda guerra mondiale. Interessantissimo e scritto in modo magistrale. Profonde e attente le considerazioni sull'atteggiamento del mondo della cultura di fronte ai rivolgimenti di quel periodo. Il racconto delle esperienze a contatto con i grandi dell'epoca è a dir poco avvincente. Tra le altre vorrei segnalare le annotazioni su Sigmund Freud e Richard Strauss.

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    Luca Marmo

    15/06/2013 17:48:15

    La fine dell'impero austroungarico, nelle sue implicazioni storiche, culturali e antropologiche, è una delle epoche più intimamente affascinanti. La caduta dell'impero e in essa la morte dell'iper-ragione che lo aveva guidato produce, sul lato opposto, la più straordinaria esplosione di creatività. Così amore e morte, creazione e distruzione divengono i poli attorno ai quali si dipanano le opere dei più illustri creativi dell'epoca. Wagner, Malher, Klimt, Mann. Un po' come se la creazione si alimentasse della distruzione. Zweig proietta su questo sfondo la propria vicenda biografica, ripercorrendo il cammino storico che conduce al nazismo: negazione della storia, distruzione della civiltà, creazione del nulla.

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    giuliog02

    25/02/2013 20:38:46

    Libro di straordinario interesse, affascinante, scritto in modo chiaro e scorrevole. Un vero esempio di come si debba e si possa scrivere. Traduzione di grandissima qualità. Più che un'autobiografia é l'intelligente analisi di un importante periodo storico di trasformazione, in cui l'autore ha avuto la fortuna di vivere. Piacevolissime le narrazioni concernenti gli incontri con personaggi famosi e gli eventi parigini. Un'analisi attentissima della società del tempo e dei mutamenti sociologici e politici, che hanno portato alle due guerre con cui l'Europa ha dilapidato il proprio potere. Leggendolo, e lo si fa in pochi giorni, ci si rende conto che la storia rischia di ripetersi oggi. Lo stesso Zweig si chiede come possano essere stati così intelligenti nell'osservare e capire i fenomeni e così stupidi da non essere stati capaci di intervenire fattivamente. Un testo che dovrebbe essere letto in ogni scuola e in ogni comunità.

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    filippo nox

    07/02/2013 22:53:21

    Un'autobiografia di un grande scrittore immersa nel racconto dei due eventi bellici che hanno stravolto l'Europa. Lettura scorrevole. Consigliato!

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    ninonux

    10/12/2012 15:12:20

    Una delle più eminenti figure della cultura europea dei primi decenni del '900 ci offre un reportage degli anni più intensi dei tempi moderni, gli anni del declino del regno austro-ungarico, della nascita di alcune fra le più significative rivoluzioni culturali degli ultimi secoli, ma soprattutto gli anni drammatici delle 2 guerre mondiali. Zweig trascorse l'intera vita dibattendosi tra la ricerca spasmodica di tutto ciò che è arte e il tentativo (vano) di contribuire alla nascita di una società europea informata al pacifismo e alla concordia fra le Nazioni. Nonostante la mole, il libro è abbastanza scorrevole; bellissime soprattutto le pagine dedicate a Parigi e alla descrizione degli eventi relativi alle due guerre.

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    Lucia

    19/04/2012 14:09:08

    Indubbiamente gran bel libro che, più che un'autobiografia dell'autore, è il racconto di un'epoca che cambia irrimediabilmente e non certo per il meglio. Uno Zweig malinconico e disilluso. Non dò il massimo dei voti perché a tratti è talmente "corposo" da assumere quasi una consistenza...

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    nihil

    07/04/2011 16:53:49

    Libro eccezionale, che illustra come un reportage in diretta, fatti e avvenimenti che hanno fatto la storia del mondo. Di un'attualità incredibile, perchè stiamo ricalcando più o meno la stessa storia, sperando con esiti diversi. Interessanti i piccoli flasch su grandi personaggi che luui ha frequentato e che ce li rendono più vicini. Questo libro andrebbe adottato nelle scuole, perchè non pretende di insegnare nulla, ma spiega come si arriva alla guerra, il che è valido in tutte le epoche. Zwieg ha il pregio di essere sempre tremendamente obbiettivo.

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    Andrea Campi

    05/01/2011 22:39:23

    Bellissimo: l'autore permette di partecipare al suo dramma ed al dramma sociale di cui è stato vittima e mostra che la guerra è sempre una sciagura. Scritto con semplicità e con un ritmo che "non ti molla mai".

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    patroclo

    15/05/2010 12:47:25

    una grande rassegna sulla storia dell´Europa vissuta da dentro, pagine strazianti sulla guerra, sulla natura umana, sul distacco e l´estraneitá di chi si sente staniero dappertutto. da leggere per emozionarsi e imparare.

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    claudio

    05/04/2010 20:46:06

    Peccato non ci sia più di 5. Libro eccezionale, di uno scrittore eccezionale che ai giorni nostri non ha il giusto rilievo.

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    dario.roncadin@libero.it

    27/10/2009 10:12:46

    Mi ramaarico che un libro di questa bellezza e valore storico e morale sia introvabile in libreria dove purtroppo abbondano libri inutili e biogarfie di calciatori soubrettes e cantanti

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    Gianfranco

    18/01/2009 10:30:32

    La solidità narratologica di Zweig continua sempre di più a stupirmi positivamente; è quasi plastico nel descrivere fatti, avvenimenti, sensazioni. Si ha cioè quasi l'impressione di poter vedere con i propri occhi quello che lui racconta, di poter sentire con il proprio cuore quello che lui sente. Questo libro non è semplicemente un'autobiografia, è il racconto dell'epopea di un popolo, quello austriaco, in alcuni dei momenti più cruciali della sua storia. Grazie Zweig!

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    franco contaretti

    21/10/2008 21:59:34

    Un grande libro che ebbi la fortuna di leggere tanti anni fa e che, ancora oggi, scopro con meraviglia poco noto. Un racconto autobiografico che ricostruisce con grazia e acutezza il mondo europeo di ieri, cioè quello anteriore alla prima guerra mondiale. Un libro da leggere e da consigliare a tutti coloro che vogliono capire di più su di un'epoca tollerante, dove le frontiere si aprivano agli spiriti cosmopoliti come il nostro autore. Zweig è un grande scrittore e un fine intellettuale, troppo a lungo oscurato dai massimi scrittori e intellettuali della della sua epoca, di cui fu amico e sostenitore, come lo stesso Freud.

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