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2021 | L'anno di Dante

Dante Alighieri
La Vita e le Opere

700 anni dalla morte del Sommo Poeta

Nel 2021 ricordiamo la morte di Dante Alighieri, avvenuta a Ravenna, suo luogo d’esilio, nella notte tra il 13 e il 14 settembre del 1321. Tantissime le iniziative culturali in tutta Italia, volte a celebrare il Sommo poeta, simbolo dell’unità del nostro Paese. La sua Commedia, considerata uno dei capolavori della letteratura mondiale, oggi è più che mai attuale perché infonde la speranza di riuscire presto anche noi a “rivedere le stelle".

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Dante enigma

Firenze 1288. Una città cupa, fosca, nelle mani di Corso Donati, capo dei guelfi, assetato del sangue dei nemici, quei ghibellini che hanno appena sterminato i senesi – alleati dei fiorentini – nelle Giostre di Pieve al Toppo. In questo teatro d'apocalisse si muove il giovane Dante Alighieri. Dall'autore della saga I Medici, un romanzo che svela i segreti e i misteri del sommo poeta

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La Divina Commedia

La Commedia è il complesso sunto tra la massima espressione delle ideologie politiche e religiose medievali e il visionario e personale punto di vista dantesco: l’opera è un itinerarium in Deum, un’ascesi mistica che tuttavia non è fine a se stessa, ma che permette di vedere con limpidezza il proprio tempo e cosa si può migliorare del mondo terreno. Proprio grazie all’allontanamento dal proprio corpo e all’ascesi nell’assoluta beatitudine nel cosmo, Dante riesce a vedere le condizioni del mondo terreno, e sente il bisogno di raccontare queste conclusioni per migliorare l’umanità. L’ambizione che differenzia Dante dai suoi contemporanei è quella dell’universalità, oltre lo spazio e soprattutto il tempo, un proposito di comunicare ai posteri. Tutto questo però si configura in un’ottica terrena: se si vuole essere parte della città di Dio non è permesso commettere peccati terreni e soprattutto sociali.

Il Convivio

Il Convivio, scritto tra il 1304 e il 1307, è un’opera di divulgazione filosofica. Secondo il progetto iniziale doveva essere composta da 15 libri, ma il Poeta ha concluso solo i primi quattro. Composto durante i primi anni di esilio, lo scopo dell’opera è in primo luogo quello di dimostrare la propria maestria letteraria per riscattare le proprie condizioni di esule, in secondo luogo quello della condivisione della conoscenza. Il titolo dell’opera, infatti, significa Banchetto: l’opera è una mensa in cui le vivande sono le poesie presenti in ciascun trattato e il pane è il commento in prosa. L’ambizione del Poeta è di creare una vasta opera che condivida dello scibile del tempo. La grande novità dell’opera è la composizione in lingua volgare, con lo scopo di rivolgersi non solo ad un pubblico specialistico, ma anche a uomini civilmente impegnati e affamati di conoscenza.

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La Vita Nuova

Prima opera certa del Poeta, composta circa nel 1294, la Vita Nuova è un’opera che unisce testi poetici e in prosa. In quest’opera Dante racconta l’Amore provato per Beatrice Portinari. Tale amore nasce all’età di nove anni, nel momento del loro primo incontro, salvo poi aspettare altri nove anni per rivedere la donna. In quest’opera, di cui ricordiamo celeberrimi testi poetici come Tanto gentile e tanto onesta pare, troviamo la prima, grande differenza tra Dante e gli stilnovisti a lui contemporanei: se per questi la donna-angelo è una metafora ma l’amore rimane terreno, la Vita Nuova rappresenta un amore che diventa un mito cristiano e un mezzo di elevazione a Dio. La prima opera di Dante, dunque, sebbene comunque ascrivibile alla tradizione dell’epoca, se ne distacca per l’ardore mistico e per la sempre maggiore trascendenza dall’amore terreno, temi che anticipano la Divina Commedia.

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De Vulgari Eloquentia

Scritta tra il 1303 e il 1305, anche quest’opera non è mai stata completata. In questo trattato il sommo Poeta riflette sulla necessità di una lingua unitaria. Dante, dopo aver ripercorso la storia dell’origine delle lingue presenti sulla penisola, dichiara che nessuno dei dialetti correnti può imporsi sugli altri. Ricerca dunque un volgare unitario, che sia illustre, cardinale, aulico e curiale, una lingua che superi i particolarismi regionali, che dia lustro a chi lo parla, che sia il cardine attorno al quale ruotano i dialetti regionali, che possa essere usata per comunicare nella corte e nel tribunale. Anche nella teoria linguistica Dante può essere considerato un padre, o meglio, un profeta: la sua ricerca anticipa un grande interrogativo sulla lingua unitaria, che sarà protagonista nel Cinquecento con La questione della lingua.

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Dieci curiosità su Dante

Il vero nome

Noi lo chiamiamo Dante Alighieri, ma in realtà il suo nome di battesimo era Durante di Alighiero degli Alighieri, noto anche come Dante della famiglia Alighieri. Dante potrebbe essere derivato da un diminutivo di Durante.

La sua famiglia

Gli Alighieri non erano una famiglia di spicco della società fiorentina. Il nonno di Dante era un popolano, mentre il padre, Alighiero di Bellincione, era un cambiavalute ufficialmente, anche se alcuni documenti parlano del fatto che fosse anche un usuraio

Un matrimonio infelice

Dante si sposò con Gemma Donati, figlia di Messer Manetto Donati a cui era stato promesso sin da bambino. Dante la sposò ormai ventenne, ma il loro matrimonio non fu mai molto felice. Lo si evince dal fatto che Dante non dedicò mai un verso alla moglie. Tuttavia da questo matrimonio nacquero di sicuro due figli e una figlia.

Combattente a cavallo

Dante non era solo un poeta, ma era anche un combattente. Tendenzialmente combatteva a cavallo e molto probabilmente partecipò alle guerre aretino-pisane. Secondo gli studiosi faceva parte dei feditori, un reparto di cavalleria leggera di cui facevano parte molti nobili e persone ricche.

Dante narcolettico?

Tutti conosciamo i continui svenimenti di Dante: non solo nelle Cantiche della Divina Commedia ma anche in altre opere poetiche. mentre per qualcuno questo è solamente un espediente letterario per generare maggior emozione nel lettore, per altri studiosi tutti questi svenimenti di Dante potrebbero essere indice del fatto che soffrisse o di epilessia o di narcolessia.

Divina? No, solo Commedia per Dante

Il titolo di Divina Commedia non fu frutto della mente di Dante Alighieri. Dante chiamò questa sua opera autobiografica semplicemente Commedia. Fu Giovanni Boccaccio a definire il suo lavoro divino, chiamandolo Divina Commedia.

La condanna a morte

Tra le informazioni su Dante Alighieri da tenere a mente c’è anche quella relativa al fatto che venne condannato a morte. A Firenze ci fu uno scontro fra Guelfi bianchi (fazione di Dante) e Guelfi neri. A vincere furono questi ultimi e per questo motivo Dante venne condannato a morte. Solo che all’epoca della condanna lui era già in esilio, motivo per cui la sua vita fu salva.

Il Paradiso pubblicato postumo

Quando Dante morì a Ravenna il 13 settembre 1321, aveva sì finito di scrivere tutta la sua Commedia, ma non era ancora riuscito a pubblicare l’ultima cantica. Il Paradiso venne dunque pubblicato postumo dal figlio Iacopo.

Una sepoltura travagliata

Dante morì a Ravenna e venne sepolto inizialmente in un sarcofago collocato all’esterno della Basilica, accanto alle mura del convento dei Francescani. Trascorsi quasi due secoli, i Fiorentini iniziarono a reclamare i resti del poeta perché volevano restituirlo alla città da cui aveva dovuto dolorosamente distaccarsi. Nel 1519, l’allora papa Leone X autorizzò le richieste dell’Accademia Medicea per trasferire le ossa di Dante. Ma quando i delegati dell’Accademia aprirono il sarcofago dantesco lo trovarono vuoto, e dovettero andarsene a mani vuote. In seguito si scoprì che erano stati i frati francescani ad aver prontamente fatto sparire le ossa del Poeta, rimuovendole dal sarcofago attraverso un foro effettuato nel muro di cinta su cui poggiava il sarcofago. Nel 1810, a causa delle leggi napoleoniche, i frati dovettero lasciare il convento e quindi si premurarono di nascondere la cassetta in una porta murata del Quadrarco di Braccioforte. Le ossa di Dante furono ritrovate per caso solamente nel 1865, durante alcuni lavori fatti eseguire nella zona in vista delle celebrazioni del poeta. I resti furono finalmente sistemati nel tempietto commemorativo eretto nel 1780 dall’architetto Camillo Morigia, quello che oggi conosciamo come Tomba di Dante.

I 2 euro di Dante Alighieri

Tra le monete da 2 euro commemorative, messe in circolazione per celebrare diverse personalità, una fra le più rare è proprio la moneta da 2 euro emessa da San Marino nel 2015 per festeggiare il 750esimo anniversario della nascita di Dante Alighieri.