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Ernst Bloch

Traduttore: E. De Angelis, T. Cavallo
Editore: Garzanti Libri
Collana: Saggi
Edizione: 2
Anno edizione: 2005
Pagine: XXXVII-1618 p. , Brossura

26 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Società, politica e comunicazione - Politica e governo - Ideologie politiche - Marxismo e Comunismo

  • EAN: 9788811740544

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    FILIPPO

    31/01/2016 18.18.38

    Un libro dove Bloch fa sfoggio di una grande erudizione, analizzando tutti i continenti dalla filosofia alla religione alla politica all'arte ed ad ogni aspetto della vita, mettendo in evidenza le relative utopie. Aimeh! Di speranza in sé non c'è traccia. Do un voto basso per via di un'esposizione complessa e complicata che per un non addetto ai lavori diventa poco accessibile

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    Mauro Lanari

    12/01/2010 16.24.14

    In Agostino "proprio un sogno di futuro così possente come quello del regno millenario viene sacrificato alla chiesa; in essa il regno millenario deve essere già adempiuto" (p. 581). Ma "perfino […] Tertulliano ha considerato Gesù e il Nuovo Testamento un gradino preparatorio e perfettibile" rispetto all'avvento d'un nuovo Paraclito. "Non è difficile trovare, a partire da questo concetto di Paraclito, la connessione con chiliasmi medievali, soprattutto con Gioacchino da Fiore e la sua dottrina del terzo regno" (cf. pp. 1468-70), a cui Bloch dedica un'intera parte (pp. 583-591). Superato il "vecchio eone […ancora] senza il giorno del Giudizio e il trionfo su Babele, senza l'intenzione orientata a un cielo nuovo e a una terra nuova", si compirà "quanto non appare concluso con la […] Pentecoste" cristiana (pp. 588-9). È nel vangelo di Giovanni che lo Spirito Santo viene detto Paràclito, termine del linguaggio giuridico che significa letteralmente "chiamato appresso", per indicare "colui che sta al lato dell'accusato" in sua difesa. Il corrispettivo latino è "ad-vocatus": avvocato, soccorritore, difensore e per estensione consolatore. Gesù s'accommiata dai discepoli promettendo l'invio di questo Spirito avvocato (Gv 14, 16.26; 15, 26; 16, 7), il quale però è consistito in una semplice pentecoste successiva a quella ebraica ("Shavuot") e altrettanto inefficace. Allora un'età dello spirito come terza pentecoste sarebbe temibile quanto le due antecedenti, un ulteriore rinvio, millenaristico in senso figurato o no, dell'auspicato Giudizio ultimo, definitivo e universale, apocatastatico, panteisticamente utopico, privo insomma di qualsiasi condannato, assolutamente assolutorio. Il problema forse sta nel ruolo stesso dell'avvocato chiamato a difenderci dall'Accusatore: Satana e Spirito Paraclito sarebbero due lati d'un'unica nozione sbagliata, quella d'un processo che invece non s'ha da fare poiché va decolpevolizzato senza riserve qualsiasi ente o evento cosmico, sempre e comunque negativo suo malgrado, quindi senza dolo.

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