Ragazze elettriche

Naomi Alderman

Traduttore: S. Bre
Illustratore: M. Davies
Editore: Nottetempo
Collana: Narrativa
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 31/08/2017
Pagine: 446 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788874526758

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    Bea

    02/02/2018 18:54:06

    Una società al femminile in cui , con metodi discutibili, si attua il riscatto di una condizione in cui la donna è aggiogata e vituperata dall'uomo. La lotta tra i sessi si conclude imprevedibilmente con il superamento da parte di uno dei due, il femminile, e l'esercizio di un potere esasperato sul sesso maschile che lo subisce in schiavitù, violenza, morte. Le donne scoprono di poter emettere scariche elettriche attraverso le mani: questa capacità, che rappresenta dapprima uno strumento di difesa, diventa ben presto uno strumento di aberrante giustizia ed infine di terrore. Si delinea uno scenario nuovo dominato dall'istinto alla violenza che si esprime per rafforzare il potere conquistato o per cieca vendetta o, più semplicemente, per il piacere di uccidere. Si consolida l'egemonia malata di donne deliranti sotto la guida spirituale della profetessa della Dea Madre: un'investitura teocratica che rende lecito ogni crimine commesso dalle soldatesse affiliate. L'autrice presenta, attraverso la crudezza di alcuni passaggi, una visione distopica di un mondo futuro che altro non è se non il prodotto di un mondo presente marcio da cui si è generata una società dalla natura deformata (l'elettricità proviene da una "matassa" in corrispondenza delle clavicole) e dal pensiero perverso ("il potere di fare del male è uno stato di benessere" cit.) Ma il male non è mai risarcitorio: quando il potere di compierlo, con le sue estese ramificazioni, miete vittime proprio presso coloro che lo esercitano, giunge il tempo del risveglio. E' ora di fermare la crescita del metaforico albero del potere dalle profonde radici e dai rami che si allungano all'infinito. "C'è un solo modo, ed è farlo saltare in aria in mille pezzi" cit. Un nuovo inizio attende.

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    Giorgia T

    27/01/2018 19:13:29

    Avevo aspettative molto alte per questo romanzo, soprattutto perchè associato da molti a "il racconto dell'ancella" di margaret atwood. Alla fine invece è stata una grande delusione. I personaggi non mi hanno convinto fino in fondo e non si empatizza veramente con nessuno di loro. Alcuni passaggi molto pop e poco realistici. Margaret Atwood mille volte superiore cone introspezione e profondità.

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    Fiorella Palomba

    13/12/2017 09:55:54

    Il libro "The power" di Naomi Alderman pubblicato nell’autunno del 2016 presso la casa editrice britannica Viking è una doppia, abile operazione commerciale: libro e tv. Il nome di Margaret Atwood, che è stata sua mentore nel programma Rolex Mentor and Protégé Arts Initiative 2012-2013, rafforza l'operazione. La simpatica app di fitness, Zombie RUN, cui la stessa Atwood ha collaborato, mette la ciliegina sulla torta. Questa operazione commerciale è palpabile nel tema narrato e soprattutto nella scrittura: essenziale, visiva e avara di emozioni. Funzionale al tema, un vero e proprio copione per le puntate dello sceneggiato televisivo. Questa scrittura visiva, penso, rimanda agli attori la coloritura assente nel testo. Ho avanzato l' ipotesi del romanzo come canovaccio per la televisione e, in questa ottica, si comprende appieno la lunghezza eccessiva dell'opera, la ripetizione noiosetta delle tematiche religiose, con un'esaltazione ossessiva del Dio Madre, la narrazione circolare e ripetitiva dei personaggi protagonisti, Roxy, Allie, Margot, Tunde, Jocelyn. Poi ancora l' indulgere a scene raccapriccianti come il ragazzo costretto a leccare i frantumi del bicchiere. Immaginatelo in televisione: il gioco torna alla grande. Per me è stata l'occasione per rileggere, in contrasto con la violenza narrata, i due mitici saggi fondativi della società mutuale, gilianica dell'archeologa Marija Gimbutas e dell'antropologa Riane Eisler: altri orizzonti. Anche le letture meno esaltanti ti offrono opportunità.

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    Federica

    03/10/2017 14:28:05

    Libro certamente da leggere anche se, lo confesso, non mi ha convinta fino in fondo. In un futuro (o passato?) "uropico" le donne ereditano un "dono", la possibilità, cioè, di riconquistare la propria libertà e la liberazione da ogni condizione di inferiorità rispetto agli uomini ... ma, e qui sta il punto, non penso che questa occasione venga sfruttata a dovere (cioè per costruire un mondo migliore), anzi, in un certo senso, essa viene decisamente gettata al vento. Vale comunque la pena leggere il libro innanzitutto per l'idea originale presentata dall'autrice, e poi anche solo per le ultime due pagine.

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