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Joachim C. Fest

Traduttore: F. Saba Sardi
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: XI-984 p. , Brossura

45 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Società, politica e comunicazione - Politica e governo - Ideologie politiche - Fascismo e Nazismo

  • EAN: 9788811678502

Recensioni dei clienti

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    angelo

    02/05/2016 11.02.25

    Imperdibile! Non è solo una biografia, ma un opera interdisciplinare: psicologica, sociologica, antropologica, filosofica e ovviamente storica. Da leggere assolutamente!

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    Adolfo Carulli

    14/11/2014 11.24.10

    Capolavoro assoluto!

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    nicola

    07/09/2014 11.13.36

    Ho compraot il libro, ho iniziato a leggerlo, ho smesso perché il carattere è troppo piccolo!!! Cosa vi costa fare due volumi con un carattere più grande???

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    dario

    16/02/2012 17.55.16

    Pessima l'impaginazione e la cura della scrittura. Biografia lenta, ripetitiva e troppo incentrata sull'aspetto psicologico di Adolf Hitler

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    Dalila

    10/06/2010 15.03.28

    Lo consiglio vivamente. Ricco di informazioni, ci presenta un Hitler per com'era realmente e il tempo che lo accompagnò. Unica pecca: ho letto l' edizione Garzanti; da occhiali e cannocchiale alla mano:-), visto il carattere piccolo utilizzato nella stampa. Inoltre, effettivamente le note non sono chiare e la lettura stanca parecchio (900 pagine!) Quindi: eccellente il contenuto, ma difficile la lettura.

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    Francesco

    04/04/2010 18.31.10

    L'ottimo testo di J. Fest - a pieno merito un classico della storiografia sul nazismo - avrebbe meritato un'edizione migliore: refusi frequenti, traduzione in brutto italiano e molta confusione nell'apparato di note. Non il massimo per chi si appresta ad affrontare le oltre 900 pagine del volume... Una nota stonata rispetto alle solitamente pregevoli edizioni Garzanti delle altre opere di Fest.

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    amorgos34

    25/01/2009 04.57.22

    Libro imperdibile, anche da chi può farsi spaventare dalla mole. Il punto fondamentale è che Fest ci presenta Hitler come una persona "normale", intelligente, che comprende e sa sfruttare a suo vantaggio le "debolezze" dei suoi interlocutori.Normalmente invece Hitler viene presentato come un povero pazzo , psicotico :Hitler non era una macchietta. Aveva un piano ben preciso ,che non era nemmeno tenuto nascosto:responsabiltà dei politici dell'epoca aver pensato di giocarsi di lui, quando invece accadeva il contrario.

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    Umberto75

    11/09/2008 11.14.18

    Monumentale opera che analizza in profondità la più aberrante delle ideologie del secolo scorso, attraverso un esaustivo resoconto della vita di chi, quella ideologia, ce l'aveva nel suo "sangue malato" fin dalla nascita.

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    Biagi

    17/04/2007 15.30.21

    una biografia,un saggio,un libro storico!,questo e quant'altro è quest'OPERA nera!completa,ricca di citazioni e stralci di discorsi nazionalsocialisti,scorrevole.affascinante nella sua spietata realtà,sia sulla perseveranza al potere totale sia nel desistere per lungo tempo al contrasto da parte degli antagonisti!per chi interessato al tema DA LEGGERE!

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    federico

    11/11/2006 21.28.12

    desidero solo aggiungere che nella ultima ristampa (2005)in mio possesso e da me terminata di leggere oggi, sussiste un numero grandissimo di refusi per cattiva correzione di bozze. A disdoro della casa editrice per un libro da così tanto in commercio e a danno del lettore che a volte si incaglia su di un testo non scorrevolissimo

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    Ignazio

    29/06/2006 10.48.30

    Ottima opera, eccellente sopratutto per l’aspetto degli anni giovanili e quelli della lotta politica ante 1933, solitamente non approfonditi nei testi scolastici o in quelli sulla II guerra mondiale. Da confrontare con l’opera di galli “Hitler e il nazismo magico” per l’assoluta differenza di prospettiva. Qui gli interessi esoterici e le idee irrazionali di Hitler sono toccati di sfuggita, privilegiando l’aspetto politico e psicologico della sua personalità. Ne viene fuori un quadro esaustivo, da questo punto di vista, e molto interessante, specie nel ricondurre ai veri moventi le decisioni cruciali della politica hitleriana, quali lo scatenamento della guerra e l’invasione dell’URSS. L’ideologia personale di Hitler, autoreferenziale e impermeabile a ogni intervento terzo, costituente una visione del mondo completamente scollegata con la realtà, fu la trappola in cui il Führer si imprigionò da solo, e che ne costituì la rovina una volta che i problemi materiali del conflitto elisero i vantaggi iniziali conquistati a livello psicologico e politico. Fest è d’accordo con Galli (ma già lo sosteneva Churchill) che nella primavera del ’41 cadde l’ultima occasione per volgere a vantaggio tedesco la guerra, rivolgendo il colpo principale sul fianco sud, in Medio Oriente, così bloccando Suez, conquistando le risorse petrolifere e portando definitivamente dalla loro le masse arabe e il regime dello Shah di Persia, già simpatizzanti per i nazisti. Invece andarono a dissanguarsi in Russia, vera ossessione e unico punto di approdo degli obbiettivi bellici di Hitler. Se la Germania avesse avuto una classe dirigente fatta di politici, e non di maniaci criminali, forse l’equilibrio di forze avrebbe potuto essere rovesciato allora a suo vantaggio.

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    carlo

    29/12/2005 21.31.31

    Opera massima, completa ed esaustiva sul dittatore tedesco, per chi ne vuole sapere davvero di più. Monumentale è la quantità di documenti da cui parte l'autore per tutti i tipi di analisi intraprese. E' un libro lungo ed a volte un po' pesante. Però tanta complessita merita davvero. Forse Fest dedica troppo poco spazio alla questione razziale ed ai campi di concentramento. Comunque lo consiglio vivamente.

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