Conoscenza e lavoro. Uno studio sul valore e sui limiti del motivo pragmatico nella conoscenza del mondo

Max Scheler

Editore: Franco Angeli
Anno edizione: 1997
In commercio dal: 1 gennaio 1997
Pagine: 336 p.
  • EAN: 9788846400444
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scheda di Bosio, F., L'Indice 1997, n. 8

"Erkenntnis und Arbeit" è una delle ultime opere di Max Scheler (1874-1928), e appartiene alla fase conclusiva del suo pensiero, detta "panenteistica" e spesso a torto identificata da interpreti e studiosi con un panteismo di carattere immanentistico. Quest'opera appare in traduzione italiana per merito di Leonardo Allodi, ricercatore universitario presso l'Istituto di sociologia della Facoltà di scienze politiche dell'Università di Bologna. Lo stesso Allodi ha premesso alla sua traduzione un lungo, chiarificante ed esauriente saggio introduttivo che consente di comprendere il posto e il significato dell'opera nell'insieme della produzione filosofica di Scheler. Il valore e i motivi salienti dell'opera sono inoltre lucidamente illustrati dalla presentazione di Morra. Il "pragmatismo" secondo Scheler è molto di più di una filosofia, ancorché in esso si presentino variegate correnti e diverse configurazioni: esso è l'espressione più compiuta e più riuscita della "ragione strumentale" e "calcolante" che pretende di incatenare il pensiero e l'intelligenza, lo spirito umano stesso nella sua totalità e nelle più alte manifestazioni, al lavoro, al bisogno e al successo. Non a caso il lavoro e la scienza costituiscono secondo il pragmatismo i momenti più efficaci e più risolutivi dell'umano esistere nel mondo. Scheler ne rileva col massimo rigore i limiti e le inconseguenze, attribuendogli un solo merito: quello di avere disvelato la condizionatezza e il legame originario delle categorie della scienza e della tecnica con l'orizzonte della produzione e del lavoro. Ma nel libro di Scheler c'è ancora di più: la potente anticipazione della critica della "ragione strumentale" e "calcolante" che pervade le filosofie più impegnate del nostro secolo, da Heidegger ad Arendt fino ai francofortesi e ad Habermas, rispetto alle quali gli esiti di Scheler presentano una superiore coscienza problematica della necessità della riflessione metafisica per oltrepassarne i limiti e per riempire il vuoto desolante della "ratio" tecnologica.