Traduttore: A. Di Gregorio
Editore: Bompiani
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
In commercio dal: 24/03/2010
Pagine: 288 p., Brossura
  • EAN: 9788845264719
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Recensioni dei clienti

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    BARBARA BETTELLI

    22/10/2013 15:44:00

    Non posso che consigliare caldamente questo libro, non solo come poliziesco in sè, ma soprattutto perchè regala una descrizione di Istanbul, dei suoi anfratti, della sua storia e dei suoi abitanti, che la Lonely Planet gli fa un baffo. Costas Charitos, commissario di polizia di Atene già protagonista di diversi romanzi dell'autore, è in vacanza con la moglie a Costantinopoli, che i greci chiamano La Città, che l'hanno abitata a milioni e che ne sono stati cacciati praticamente tutti durante i numerosissimi problemi politici nel corso del '900, si imbatte quasi casualmente nella ricerca di un'assassina 90enne, che uccide cucinando la tyropita, piatto tipico "romeo" e che sembra poi scomparire nel nulla. La vacanza diventa quindi indagine, e l'indagine diventa viaggio all'interno della minoranza che abita Istanbul, nella sua storia e nell'intolleranza delle minoranze. Costas, tallonato dalla moglie che come una cozza gli sta abbarbicata e cerca di costringerlo ad andare a fare shopping ogni 2 ore, per trovare il nascondiglio della vecchia Maria, sarà costretto a ripercorrerne la vita difficile, i suprusi che ha subito e che la portano a farsi giustizia. Scorrevole, originale e molto bello, voto 8

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    adriana

    27/05/2013 12:26:15

    E invece a me non è piaciuto, a differenza di prestiti scaduti e Cronache della notte,l'ho trovato noiosetto, forse il terzo libro è stato troppo:la solita mappa stradale (ok non è Atene, ma il concetto non cambia), l'atteggiamento indisponente di Adriana e poi la trama tirata per i capelli. Peccato

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    tumau56

    23/03/2013 12:34:42

    Primo Libro letto da me di Markaris. Una rivelazione sia per il ritmo letterario che mi ricorda molto Simenon sia per, devo dire, sorprendente descrizione dei personaggi che, vivaddio, non sono né belli né sciupafemmine né "maledetti". Il Commissario ha una vita normale, con una moglie normale figlia normale.Un un capo normale. (una volta tanto non è scemo e invidioso. Una boccata d'aria per un poliziesco . tumau 56

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    Gianca

    25/07/2010 19:08:42

    Ammirevole l'ambientazione, per chi è stato a Istanbul è un rivivere quei luoghi con nostalgia. Simpatico il commissario con i suoi "tesi" rapporti coniugali. La storia "gialla" non è esaltante ma questo non è importante, in alcuni romanzi gialli essa rappresenta soltanto un pretesto per raccontare ben altro.

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