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Margot Lee Shetterly

Traduttore: C. Ingiardi
Anno edizione: 2017
Pagine: 381 p. , Rilegato
  • EAN: 9788869051784

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Biografie - Biografie e autobiografie - Scienziati, tecnologi, ingegneri

Disponibile anche in altri formati:

Il diritto di contare di Margot Lee Shetterly, edizione Harper Collins Italia, narra la storia della matematica e fisica Katherine Johnson e delle sue colleghe Dorothy Vaughan e Mary Jackson, tre afroamericane che hanno reso possibile il lancio della capsula della NASA con a bordo John Glenn, il primo astronauta a compiere un’orbita completa della terra nel 1962. Dall’8 marzo, giorno della festa delle donne,  anche nelle sale italiane per farci conoscere una storia vera ma poco nota, tuttavia così avvincente da essere stata trasposta sul grande schermo.

Ci sono storie che davvero vale la pena ricordare e questa è senz’altro una di quelle, ispirata ai veri racconti delle scienziate, alcune delle quali conosciute personalmente dall’autrice, perché contro le discriminazioni razziali e i pregiudizi, un vero inno ai diritti civili. Per sopperire alla mancanza di personale maschile impiegato sul fronte durante la Seconda Guerra Mondiale l’industria aeronautica americana, che aveva un disperato bisogno di esperti con giuste competenze, decide di assumere un gruppo di donne afroamericane laureate in matematica, insegnanti delle scuole pubbliche “per neri” nel profondo Sud degli Stati Uniti. Attratte da un lavoro all’altezza della loro preparazione e da un notevole miglioramento economico, queste donne vedono nell’opportunità un’occasione talmente unica da spingerle ad abbandonare le proprie famiglie per trasferirsi in Virginia ed entrare nel mondo del Langley Memorial Aeronautical Laboratory. Nonostante i miglioramenti economici  tutte le donne assunte dalla Nasa erano comunque pagate poco rispetto agli uomini, pur avendo alle spalle dei curricola eccellenti, e vivevano segregate in luoghi separati perché nere in quanto le leggi in vigore sulla segregazione razziale imponevano loro di non mescolarsi alle colleghe bianche. Tuttavia fu proprio il loro contributo che si rivelò determinante per raggiungere l’obiettivo a cui l’America aspirava: battere l’Unione Sovietica nella corsa allo spazio e riportare una vittoria decisiva nella guerra fredda. Nel racconto dell’autrice ben si percepisce come si intreccino due sogni: da un lato quello di Katherine, di Dorothy e Mary e dall’altro quello kennediano della conquista dello Spazio. Due sogni che sono diventati realtà grazie alla capacità delle “colored computer” come furono chiamate. 

Il libro attraversa 30 anni di vita. Costrette a lavorare come “calcolatrici umane”, alle prese con la doppia discriminazione, quella nei confronti delle persone di colore e quella delle donne in ambienti tradizionalmente maschili, queste hanno dato un contributo fondamentale allo sviluppo della NASA. Senza la Johnson, in particolare, John Glenn non sarebbe stato il primo americano nello Spazio, o forse sarebbe morto in missione. Senza di lei gli Stati Uniti non avrebbero messo piede e bandiera sulla luna. Il diritto di contare segue la carriera di queste “eroine” che hanno affrontato sfide, creato alleanze e cambiato il futuro del loro Paese oltre alle loro esistenze.

Con quest’opera Margot L. Shetterly ha ottenuto il riconoscimento riservato al meglio della produzione editoriale americana del momento. Alla sua prima esperienza in qualità di storiografa ha deciso di occuparsi di un argomento praticamente assente dai libri di storia, una sfida dunque il documentare l’operato delle protagoniste anche per la mole di lavoro che in 30 anni si erano lasciate alle spalle. E non solo di loro tre ma anche delle altre (troppo numerose per poterle nominare tutte) che hanno messo un tassello fondamentale nella ricerca spaziale e tecnologica informatica ad essa collegata prima che il Centro di controllo atterrasse a Houston, prima che lo Sputnik cambiasse il corso della storia e che la NACA diventasse NASA. A corredo una serie dettagliata di notazioni storiche suddivise capitolo per capitolo. Un libro-documento che apre uno spiraglio su una vicenda sconosciuta ai più.

Recensione di Clara Domenino