Sangue alla testa

Le sang à la tete

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Titolo originale: Le sang à la tete
Paese: Francia
Anno: 1956
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Francois Cardinaud, commerciante di pesce in una piccola cittadina francese ha la sorpresa di non trovare più la moglie a casa. È scappata con un poco di buono e nel paese le reazioni all'episodio sono contrastanti e molti gioiscono del fatto. Ma Cardinaud è un uomo pacifico, non cerca vendetta. Quello che gli interessa dopo un momento di disorientamento è ricomporre la famiglia, ritrovare la moglie e riportarla a casa. Ci riesce a dispetto di tutti.
  • Film in bianco e nero
  • Produzione: A & R Productions, 2011
  • Distribuzione: A & R Productions
  • Durata: 83 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 1.0 - mono)
  • Formato Schermo: 1,33:1
  • Area2
  • Jean Gabin Cover

    Nome d'arte di Jean-Alexis Moncorgé, attore francese. Grazie al padre, artista di primo piano dei caffè concerto parigini, entra nel 1924 nel «tempio» delle Folies-Bergère come figurante. Apprende poi le basi del mestiere nelle compagnie di giro e sulle assi dei cabaret e music-hall e dal 1930 ottiene diverse parti come coprimario sui set, soprattutto in commedie brillanti e musicali. Nel 1934 incontra J. Duvivier, regista che assieme a J. Renoir e M. Carné si accingeva a codificare drammaturgicamente gli elementi peculiari del clima e del sentimento della Francia «frontista» di quegli anni nella corrente cinematografica del «realismo poetico», di cui G. con i suoi memorabili personaggi diviene l'attore-feticcio. Il sodalizio con Duvivier comincia da Il giglio insanguinato (1934), opera ancora... Approfondisci
  • Paul Frankeur Cover

    "Attore francese. Esercita i mestieri più diversi (trasportatore, rappresentante di libri, venditore ambulante, attore di avanspettacolo) prima di approdare al cinema nel 1941 con Vicino al cielo di L. Daquin. Nel dopoguerra, forte della sua immagine burbera e generosa, compare in alcune delle pellicole più celebri del cinema francese, passando dal registro comico (Giorno di festa, 1948, di J. Tati) a quello drammatico (Giustizia è fatta, 1950, di A. Cayatte; Grisbi, 1953, di J. Becker). Nella sua carriera interpreta un centinaio di film, spesso in ruoli secondari, fino a quando L. Buñuel (La via lattea, 1969; Il fascino discreto della borghesia, 1972; Il fantasma della libertà, 1974) ne scopre l'inattesa vena surreale." Approfondisci
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