L' armata dei sonnambuli

Wu Ming

Editore: Einaudi
Collana: NumeriPrimi
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
Pagine: 796 p., Brossura
  • EAN: 9788866213673

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Recensioni dei clienti

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    Soraya

    29/08/2016 10:48:44

    Uno dei migliori del collettivo, insieme ad "Altai". Visione spietata, senza sbavature, delle dinamiche del potere.

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    MARCO

    29/07/2016 13:41:47

    Come tutti i libri del Collettivo Wu Ming la parte inziale è quella che più richiede una maggiore attenzione nella lettura. Gli svariati personaggi che vengono descritti appaiono completamente autonomi e privi di qualsivoglia collegamento degli uni con gli altri. Poi, man mano che la lettura procede , il puzzle si compone e diventa come un fiume in piena che rompe gli argini con tutta la potenza trascinando il lettore la, dove vuole portarlo. L'Armata dei Sonnambuli è un libro interessante e al tempo stesso coinvolgente. Un'opera importante che perpetua lo stile degli scrittori

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    Michele Lucivero

    17/05/2016 20:14:43

    Due sono gli elementi che rendono inconfondibili e unici gli oggetti narrativi del collettivo. In primo luogo, a livello narratologico, vi è quel modo inconsueto e originale di disporre l'intreccio, fatto non semplicemente di prolessi e analessi, ma di un vortice di personaggi e di vicende slegate tra di loro che lentamente convergono su un punto, che è al tempo stesso climax, spannung e scioglimento. Finale aperto, certamente, ma al tempo stesso incombe la chiusura dei documenti storici, immancabili, che danno il senso e la dimensione di quello che potrebbe essere un progetto scolastico sull'evoluzione del romanzo storico italiano su temi d'interesse globale. In secondo luogo, in L'armata dei sonnambuli, come in Q, in Altai, in Asce di guerra, in Timira, a livello contenutistico, vi è sempre il racconto di eccessi di rivoluzioni senza soluzione di continuità con le controrivoluzioni soffocate, di vendette di pezzenti dimenticati che di solito non fanno storia, contornati da personaggi sempre attuali, dalle puttane amorevoli che tentano di allentare la tensione sociale ai sobillatori radicali che, invece, non fanno altro che scaricare cospicue dosi di violenza sulla società. Sullo sfondo, nello specifico di questo capolavoro, la metafora del teatro, con le sue maschere come armi, il palcoscenico come piedistallo per madama la ghigliottina, il copione come cieca obbedienza a sospetti metodi di manipolazione mentale, e gli attori, quelli sociali, i sonnambuli, protagonisti dormienti della storia con la sua immancabile ironia che ne rende più interessante l'esposizione se è romanzata

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    noioso

    05/03/2016 19:49:51

    Avevo già letto altri libri di Wu Ming e questo mi sembra fra i meno riusciti. Inutilmente lungo, ambientazione storica appena tratteggiata, linguaggio a volte indisponente nel suo voler essere diverso (ma chi e perché in Francia nel '700 parlava così?), personaggi deboli a cui non ci si affeziona. L'ho finito per inerzia ma, nonostante i tanti capitoli in cui è frammentato, non ne ho mai terminato uno con il desiderio di iniziarne subito un altro. Peccato.

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    francesca

    07/01/2016 23:27:50

    Un romanzo in cui c'è tutto! Trama avvincente, caratterizzazione dei personaggi che coinvolge il lettore, stile linguistico pazzesco. 800 pagine che in una settimana vanno via volate, e lasciano la sensazione che un libro così si è fortunati ad averlo incontrato. Per chi, del collettivo bolognese, ha letto anche 'Q', e vuole esplorare altro degli autori, la mia opinione è che siamo allo stesso livello: se avete amato il primo, non resterete affatto delusi.

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    Luca

    12/12/2014 23:12:26

    Avvicente, dettagliato, scorrevole. Stupendo.

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    Walter

    23/09/2014 15:35:48

    Premesso che secondo me le cose migliori di Wu Ming restano 54 e, soprattutto, Q, devo riconoscere che questo nuovo romanzo è godibile e di assai piacevole lettura -ed è avvincente quanto basta per arrivare agevolmente alla fine delle 790 pagg.-. (va anche detto che con questo libro gli autori si sono riscattati dal precedente deludentissimo Altai). Ritroviamo anche qui, come negli altri libri di Wu Ming, una nutrita e pittoresca folla di personaggi (quasi tutti realmente esistiti) e la capacità di restituire il clima e la temperie di un'epoca (leggere l'appendice delle ultime 30 pagg. per avere un'idea del lavoro di ricerca e documentazione preliminare alla stesura del romanzo). (Per godersi appieno il libro, è richiesto un minimo (giusto un minimo) di conoscenza dei fatti salienti della Rivoluzione). In ogni caso, Wu Ming si conferma il fenomeno letterario italiano più originale, brillante e creativo degli ultimi vent'anni.

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    Fabio

    13/09/2014 10:30:27

    Deludente! Insomma dagli autori di Q non mi aspettavo R moscia...

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    Alessandro

    31/08/2014 01:44:35

    Pur essendo un fan del collettivo Wu Ming sin dal primo romanzo (Q) complessivamente sono rimasto piuttosto deluso e non è la prima volta (Manituana e 54 non mi erano piaciuti per niente). Sicuramente da lodare la scelta del linguaggio e molto accurata la ricostruzione storica (come sempre nei loro romanzi). Si rivive l'epoca della Rivoluzione e le lotte fra le varie fazioni ma la trama è veramente lenta e farraginosa, i "picchi" pochissimi: si salvano le prime 80 pagine e il finale, il resto è piuttosto noioso. Alcuni capitoli sono ridondanti e appesantiscono solo la lettura. La componente "fantastica" (mesmerismo e ipnosi) è fuori luogo e svilisce l'ambientazione. Provare anche solo a paragonarlo a "Q" è un'eresia.

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    Rocco

    04/08/2014 17:13:09

    Molto bello. Il più bello dopo "Q2 dei precedenti Luther Blisset. Da leggere concentrati, altrimenti è facile perdersi. Dialoghi eccezionali. Unica pecca, 796 pagine sono tante. Speriamo ci facciano il film.

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    emanuele

    11/07/2014 14:06:31

    libro deludente. anche gli amanti del fantasy (cosa che io non sono in modo particolare, pur senza disdegnarlo del tutto) è probabile che trovino la componente fantasy del romanzo dilettantesca, per come è costruita e per il ruolo che le viene assegnato nello svolgimento delle vicende. il linguaggio è sciatto e fa a pugni con il proposito del romanzo storico - e dunque di un'ambientazione adeguata. la lettura procede solo farraginosamente. i giudizi su certi fatti attuali che traspaiono in filigrana, anche se in sé condivisibili, avrebbero richiesto ben altro spessore letterario che qui purtroppo non c'è: così la lettura politica risulta scontata, didascalica; e l'intenzione politica di orientare il giudizio del lettore su quei fatti (cosa, ripeto, in sé legittima) qui sembra governare e "mangiarsi" tutto il resto sia sotto l'aspetto formale che del contenuto. ma appunto, oltre a quell'intenzione, non c'è molto altro su cui l'intera operazione possa reggersi in modo convincente. latita la letteratura purtroppo: latitano lingua e invenzione (e un efficace interplay tra le due cose che renda la lettura non così inutilmente accidentata). il che forse qualche problema alla riuscita del libro lo causa... un'ultima nota: rispetto ad altre prove del collettivo (Q, 54 soprattutto) mi sembra il meno omogeneo e più "sbilanciato": cosa mai successa prima, mi sembra di riconoscere distintamente certe "voci" (individuabili in linea di massima da quello che pubblicano singolarmente e dagli interventi sul blog Giap) mentre altre mi sembrano del tutto marginali se non assenti. in conclusione, se il libro vi tenta vi consiglio inizialmente di prenderlo in prestito in qualche biblioteca pubblica. poi vedete voi.. ;)

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    Andrea

    30/06/2014 12:21:00

    Molto bello! Il secondo romanzo dei Wu Ming che leggo, dopo 54. L'ho trovato altrettanto bello, forse superiore. Mi sono piaciute molto le parti in "slang" metropolitano, che ricorda il gergo dei drughi di Burgess. I personaggi sono tutti grandiosi, anche se i capitoli che volano letteralmente sono quelli con Léo. Unico appunto che vale solo per gli ignoranti come me. Non conoscendo bene tutta la storia della rivoluzione francese e del successivo Terrore, qualche nota a piè di pagina non avrebbe guastato. Tra giacobini, girondini, montagnardi, convenzione, tegolerie, ecc. tanti punti interrogativi durante la lettura e tante visite a wikipedia per cercare di capirci qualcosa. Certo anche così si imparano le cose ma la fluidità della lettura ci rimette non poco. Comunque un grande libro che consiglio vivamente.

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    marcostraz

    23/06/2014 18:53:38

    Libro corposo, molto ben scritto e soprattutto documentato, la storia è avvincente e riesce ad evitare il rischio di avvitarsi su se stessa...classico libro fiume ma che si legge molto piacevolmente, con situazioni e personaggi ben descritti...

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    Luchi

    18/06/2014 23:00:05

    Mi sono imbattutto in questo romanzo per caso. Quando lo ho addocchiato in libreria la sua presenza voluminosa mi aveva attratto... poteva diventare la lettura ideale per passare il tempo sulla spiaggia nelle interminabili ore di sole che luglio regala alla riviera adriatica. Purtoppo non sarà così. Dopo una settimana dall'acquisto l'avevo già finito! Senza inutili superlativi e logorroiche discussioni: linguaggio PAZZESCO, stile PAZZESCO, plot PAZZESCO, finale PAZZESCO, significato PAZZESCO. Piccola nota sul tema del mesmerismo che qualcuno non ha apprezzato: chi pensa che il secolo dei lumi non fosse attraversato pesantemente da queste pratiche (insomma rivoluzione francese, secolo dei lumi, illuminismo e razionalismo a go go...) sbaglia e non si avvede neppure del presente, dove la scienza ha fatto conquiste ben maggiori di allora senza mai far cadere queste pratiche, che invece sono state approfondite dagli psicologi della comunicazione e analizzate dalla scuola di psicologia sociale (i mass media, l'omologazione di massa, l'esercizio dell'autorità). Insomma un romanzo che davvero ha tanto da dire! Lo consiglio a tutti, sia ai lettori appassionati di trame avventurose e forti (certe scene ricordano sequenze alla Tarantino... siete avvisati) sia a chi cerca testi che trasmettano un nuovo modo di vedere le cose... qui lo trovano!

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    Stefania

    18/06/2014 12:05:49

    Brutto, farraginoso, pesante e assolutamente non realistico, il contrario dell'intenzione del collettivo, credo. Peccato perché l'inizio era stato fulmineo e coinvolgente, ma la trama e i personaggi sono loro esplosi tra le mani. Peccato, la mia prima esperienza con Wu Ming, non credo che ripeterò.

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    enrico

    13/06/2014 13:02:26

    Prima esperienza con un testo targato Wu Ming. Volume ponderoso e verosimilmente ambizioso su argomento importante - la Rivoluzione Francese - e, di questi tempi,facilmente attualizzabile. A mio parere, risultato raggiunto solo in parte : trama corale ben organizzata,linguaggio volutamente variegato, non fastidioso (come per molti,pare..),contestualizzazione storica adeguata e, come detto,opportuni agganci al presente.Purtroppo (per me)l'avvicinare vicende di tale portata ad un supposto ruolo della "magnetizzazione" o mesmerismo che dir si voglia, toglie parecchio spessore drammatico al racconto e lo fa scivolare inesorabilmente verso il feuilleton, se non direttamente verso il "polpettone" in cui Dumas e Hugo si ritrovano a battagliare con la scuola di magia di Potteriana memoria. Peccato. Provero' con gli altri libri scritti in precedenza dal gruppo e che ho comunque in libreria.

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    nick

    05/06/2014 11:12:44

    Magistrale affresco della Francia prenapoleonica compiuto "dal basso" e non come lo troviamo nei libri di storia. Fazioni, personaggi piccoli e grandi, abitudini, classi sociali e, soprattutto, il repentino passaggio dall'idea liberale all'egualitarismo estremo, che ha condotto al Terrore. La narrazione è chiaramente di parte, di quella dei sanculotti e, perciò, affronta temi e modi di pensare poco conosciuti. Bravissimi gli Autori ed il linguaggio talora "scollacciato" bene esprime la rabbia e la frustrazione dei ceti più umili, non più tolleranti di un regime iniquo. Forse eccessivo spazio è stato riservato al mesmerismo, che stride con il realismo ed della esposizione.

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    Giuliano

    02/06/2014 00:16:09

    Non mi sono mai trovato così in difficoltà nell'esprimere un giudizio. Sin dalle prime righe dell'introduzione, in cui c'è la pittoresca descrizione degli abitanti di Parigi (o meglio dei loro nasi), capisci di avere davanti un romanzo che, solo per il modo in cui è scritto, lascerà il segno. Gli spunti di originalità ci sono tutti. Eppure ho trovato, spesso in riferimento ad alcuni personaggi, echi di classici come "Il Conte di Montecristo", e addirittura (ma questa è una mia personalissima sensazione) un'atmosfera generale che mi ricorda molto quella di "The Prestige", un film del 2006 di Christopher Nolan. Il romanzo (storico) tratta le vicende di quattro personaggi molto diversi tra loro. Il vero motore della della storia, che condiziona le loro azioni, è il succedersi degli eventi della Rivoluzione Francese. Il libro si sofferma in particolare sul periodo del Terrore Robespierriano e il Termidoro. In parallelo, gli autori infarciscono la storia di informazioni sulle pratiche del sonnambulismo e sulla terapia magnetica, molto in voga in quegli anni. è quest'ultimo aspetto che dona al libro quell'essenza "fantastica" che lo pone costantemente in bilico tra verità storica e pura licenza narrativa. Ho trovato "l'Armata dei Sonnambuli" piuttosto enigmatico. Mi è piaciuto sì parecchio, ma certi elementi (il modo in cui le vicende dei protagonisti si intrecciano e, soprattutto, il finale) mi frenano a dargli il massimo punteggio.

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    Marco S

    27/05/2014 20:37:50

    ho cercato per tanti anni un "metro" per giudicare un libro, senza averlo mai trovato. Neppure però mi sento di abbandonare la ricerca di una mia ragion critica dando la stura agli umori del momento... e allora faccio questo esperimento negli ultimi anni: mi annoto la data di inizio della lettura del romanzo e conto i giorni che impiego a leggerlo. Se lo termino in fretta vuol dire che vale, altrimenti... L'ultima fatica dei Wuminghi (di loro ho letto Q, Totò Peppino e la guerra psichica 2.0, Havana Glam, Asce di Guerra, 54, Altai, Guerra agli umani, Anatra all'arancia meccanica... so di chi parlo!) è una cannonata. Sta a fianco del mio Q. 800 PAGINE IN UNA SETTIMANA E MEZZO! Contate che lavoro 8-9 ore al giorno, sono fuori di casa 12 ore la giornata, quando rientro mi godo la cena e quando mi metto sul divano mi fulmina l'abbiocco postprandiale. Insomma romanzo eccezionale, consigliate senza riserve. La Rivoluzione francese lascia il passo alla reazione e mentre un Bastardissimo soggioga le masse, entra in scena l'Ammazzaincredibili!

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    commodoro

    21/05/2014 12:38:22

    Tutto quello che si chiede ad un libro e che ci si aspetta. una trama esemplare degna delle migliori rappresentazioni teatrali; sipari inattesi e continui si aprono e si chiudono per rappresentare al meglio la vita scomoda e tumultuosa della Parigi rivoluzionaria. Allo spettatore-lettore non resta altro che la scelta del protagonista preferito...

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