Real world - Natsuo Kirino - copertina

Real world

Natsuo Kirino

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Traduttore: Gianluca Coci
Editore: Neri Pozza
Collana: Bloom
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 14 maggio 2009
Pagine: 281 p., Brossura
  • EAN: 9788854503533
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Gaia la libraia

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In un affollato quartiere residenziale di Tokyo quattro studentesse trascorrono un'estate caldissima preparandosi ad affrontare gli esami per l'ammissione all'università. Sono molto diverse tra loro: Toshi è affidabile e sicura, Yuzan riservata e malinconica, Terauchi ha un grande talento per gli studi, Kirarin occulta dietro la sua dolcezza un'attrazione morbosa per i comportamenti estremi. Un rumore inconsueto che proviene da un appartamento stravolge improvvisamente il loro destino: il vicino di casa, un liceale che le quattro amiche chiamano il Vermiciattolo, ha ucciso la madre ed è scappato con la bici e il cellulare di una di loro. In fuga dalla polizia, il giovane assassino inizia a contemplare affascinato il proprio volto riprodotto in fotografie e servizi televisivi, assapora l'improvvisa visibilità mediatica, il racconto della sua vita riscritto da giornalisti e reporter, e asseconda la curiosità collettiva intorno alle ragioni che lo hanno spinto a uccidere. Il pigro distacco del giovane si trasforma progressivamente in una consapevolezza crudele: insensibile alle conseguenze del suo crimine, vuole che le ragazze scrivano per lui un manifesto filosofico che esalti la lucida follia delle sue azioni... Immerse in una vita di chat, sms e Reality TV, le quattro adolescenti scoprono un mondo scabroso e brutale. Una realtà popolata di ragazzi in attesa di un esempio, di una guida che li riscatti dalla noia di un sistema che non sa comprendere la loro diversità.
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    fede

    26/09/2019 05:39:38

    Ho letto Grotesque, Le 4 casalinghe di Tokyo e Una storia crudele, che mi sono piaciuti moltissimo. Ho affrontato la lettura di questo libro carica di aspettative ma sono rimasta delusa: purtroppo è un libro che non ha nè capo e nè coda. Non è all’altezza degli altri libri della Kirino. Lo sconsiglio

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    dany

    18/05/2019 08:10:53

    Noir bellissimo. come tt i suoi precedenti libri.

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    Marta

    08/03/2019 20:01:51

    Recensire un libro come "Real world" è un'impresa ardua. È un buon libro? Non saprei: è interessante, è coinvolgente, presenta picchi in positivo e in negativo, i personaggi sono complessi ma di una complessità fin troppo forzata. Lo sfondo del romanzo è così surreale da ricordare, più che il Giappone, un mondo patinato che imita il Giappone stesso, una realtà il cui squallore e la cui crudeltà intrisa di cinismo faticano ad essere coperte dalle apparenze di un'opulenta normalità. Il buon finale lascia comunque con l'amaro in bocca per i troppi nodi irrisolti. Insomma, un libro indefinibile, una parabola della vita ai tempi della costruzione del sè a uso e consumo degli altri che forse non è pienamente apprezzabile da chi si sente lontano o poco affine alla cultura giapponese. Consigliato ai lettori alla ricerca di emozioni forti e a chi ama riflettere su tematiche profonde per mezzo di situazioni estreme e paradossali.

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    Manuela

    23/09/2018 19:24:43

    Sono Toshi, Terauchi, Yuzan e Kirarin le cui vite vengono stravolte da un efferato matricidio messo in atto da un loro coetaneo, che esse hanno soprannominato il Vermiciattolo. Spinte dalla curiosità di conoscere dal vivo “il mostro”, vengono risucchiate in un vortice di eventi incontrollabili, dalle conseguenze inattese. Il fascino del mostruoso sconvolge le menti di adolescenti annoiate, irresistibilmente attratte dalla possibilità di trovarsi di fronte al “diverso”, al “male assoluto” che, nondimeno, pur presentandosi in carne e ossa, sembra apparire loro alla stregua di uno dei tanti interlocutori virtuali, che popolano le loro chat, e che alla fine si rivelano deludenti. Una sfida al pericolo, alla paura, all’orrore che innesta peraltro un destino irreversibile. All’irrimediabilità della soppressione della vita si sovrappone l’irreversibilità della catena degli eventi, che non può essere in alcun modo interrotta dai protagonisti. Straordinaria l’autrice delle Quattro casalinghe di Tokyo, nell’introspezione psicologica che è uno scrutare alla ricerca di ciò che non si può conoscere e che, pur disvelandosi lentamente, viene rifiutato perché inaccettabile; nell’amoralità e nel cinismo con cui si prefigura l’epilogo; persino in una sorta di stridente leggerezza. Ciò che è straordinario irrompe nell’ordinario e ne trasmuta l’essenza. E’ questo il “mondo reale” del titolo, un cocktail di ordinario e straordinario, di concreto e di virtuale, nel quale trova facile dimora quell’orrore dal quale possiamo solo illuderci di non essere toccati.

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    Arianna

    19/09/2018 20:23:50

    Uno dei migliori romanzi dell'autrice a mio parere, trama ben costruita ma che non si trascina, tiene con il fiato sospeso fino alla fine! E' costruito attraverso gli occhi di vari narratori, nei quali l'autrice si immedesima molto bene, costruendo un romanzo giallo e noir allo stesso tempo. Oltre che alla storia di partenza, vengono inoltre trattati indirettamente molti temi e problematiche caratteristici della cultura giapponese contemporanea. Consigliato!

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    maria

    23/10/2012 10:31:17

    molto bello, scritto benissimo, triste, questi giovani soli , incompresi, senza punti di riferimenti che si nascondono dietro un look ''diverso'' o dietro comportamenti estremi. Giovani che non ce la possono fare senza una guida in un Giappone superaffollato e senz'anima. Mi ha ricordato l'ultima scena del grandissimo film Babel, la piccola ragazza disperata e nuda aggrappata al padre davanti a una città ostile e minacciosa

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    silvia

    21/03/2012 23:08:34

    Per quel che mi riguarda, questo romanzo, così come è avvenuto con "Grotesque", finirà nel bidone della differenziata, con la carta da riciclare, non merita uno spazio sugli scaffali della libreria, ne' di essere abbandonato su una panchina, dove qualche malcapitato potrebbe leggerlo. Non è paragonabile ai 2 capolavori precedenti: "Le 4 casalinghe di Tokio" e "Morbide guance"; i personaggi risultano poco credibili, piatte controfigure le cui caratteristiche sono accennate solo superficialmente, in un elenco compilato rispondendo unicamente al criterio degli opposti, c'è il personaggio introverso e quello estroverso, se c'è il sognatore ci sarà il pragmatico, e via dicendo. La condizione di disagio giovanile è illustrata sommariamente senza mai fare luce sulle Cause Profonde che la determinano.

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    Elena

    26/02/2012 18:32:40

    Anche questo libro della Kirino non sono riuscita a finirlo, una noia mortale... dopo aver letto Morbide Guance pensavo di trovare altri libri trascinanti come quello ma niente. Nemmemo Grotesque, è proprio uno stile che non dice nulla. Sconsigliato a chi cerca letture più impegnative ed emotive.

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    Elisa

    19/10/2011 13:16:07

    Un romanzo breve per gli standard della Kirino, muove una critica serrata alla società giapponese, ma anche a quella occidentale in genere, raccontando un omicidio e una fuga con le voci di cinque protagonisti adolescenti. Kirino mette a nudo una società "post-nietzschana" che non riesce a superare il nichilismo, ma resta impantanata in un'assenza di valori senza spinte vitali che tentano alla comunicazione e all'apertura verso il mondo reale.

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    claudia

    24/08/2011 15:48:52

    Angosciante, ma assolutamente bello. Descrizioni asettiche come sempre nello stile della Kirino e profilo psicologico dei personaggi magistralmente descritto. Non è il mio preferito, ma voto 5!

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    orwell

    27/01/2010 20:17:12

    Diciamo subito che gli adolescenti Giapponesi hanno dei grossi problemi esistenziali, ogni volta che leggo libri scritti da ragazzi giapponesi mi vengono i brividi. La storia è piuttosto semplice, un ragazzo una mattina si alza e stufo della madre la randella con una mazza da baseball fino ad ucciderla. Poi felice, libero ed esaltato come non mai scappa sulla sua bicicletta. Da qui un gruppo di ragazzine comincia a trasformarlo in un idolo, un eroe della società moderna che in un solo colpo ha abbattuto, tutte le barriere sociali, ha defitivamente sradicato il ruolo della famiglia, ed è la libertà e la gioa che tutti cercano e non trovano In realtà le ragazze vedono in lui la capacità che loro non hanno e non avranno mai di essere libere dalla propria adolescenza e dalle proprie paranoie. Un libro molto semplice e scorrevole, a volte vieni intrappolato nelle assurdità dei ragionamenti di questi ragazzi. Un noir surreale con un finale surreale. Divertente ma inquietante

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    Standbyme

    10/10/2009 11:24:43

    Cosa hanno in comune Natsuo Kirino e Haruki Murakami? Ambedue sono giapponesi, la maggior parte dei loro romanzi è ambientata a Tokyo, nelle loro storie spesso ci sono giovanissimi personaggi e soprattutto sono due grandi e valenti scrittori. Le similitudini si fermano qui dato che le tematiche da loro trattate, anche se molto vicine, vengono affrontate in maniera completamente diversa. Ma sono qui per recensire l’ultima opera della Kirino: una storia dura, inquietante che solo chi conosce a fondo la psiche e il disagio dei giovani può mettere sulla carta. Un ragazzo timido, introverso, insignificante, soffocato da una madre possessiva che condiziona tutte le sue scelte, può esplodere e commettere uno dei crimini più efferati: il matricidio. Sarà aiutato nella fuga, prima inconsapevolmente e poi con cognizione di causa, da quattro studentesse che prima quasi ne ignoravano l’esistenza. Brave ragazze, amiche, studiose, diverse tra loro ma tutte con una maschera a dissimulare il loro vero Io. Vedranno nel “Vermiciattolo”, ormai assurto agli onori della cronaca nera, un modo per fuggire dalla monotonia, dalla noia, da una vita apparentemente priva di valori. Una di loro addirittura sarà vittima della Sindrome di Stoccolma. Un crescente di emozioni, una storia di lucida follia dove, grazie ai punti di vista dei vari personaggi, si riescono ad approfondire i lati in ombra celati dalle ragazze e dallo stesso matricida. Dobbiamo essere onesti con noi stessi, non dobbiamo pensare che si tratti solo di una critica alla vita sociale giapponese, ormai non ci sono più confini. Un romanzo di formazione, intenso, coinvolgente che può essere sintetizzato con una domanda: cosa succede quando le persone smettono di essere educate ed iniziano ad essere vere?

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    Allefer

    24/08/2009 15:15:50

    Buona lettura, scorrevole. Un pò azzardato il confronto con Murakami, quest'ultimo ben più impegnativo e "capace".

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    Paolo

    10/07/2009 11:59:02

    Un romanzo godibile, decisamente riuscito dal punto di vista della psicologia dei personaggi, forse un po' meno da quello dell'intreccio narrativo. Comunque è interessante il modo in cui l'autrice ha saputo descrivere la vicenda da prospettive diverse, "personalizzando" lo stile di scrittura in base all'io narrante di turno. Ottima anche la traduzione e l'edizione in generale.

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    kikkokat

    10/06/2009 23:16:33

    Adoro Natsuo Kirino. Un ennesimo bel libro che cattura e ti trascina fino all ultima pagina. L unica pecca è che dura poco, solo 250 pag circa. Niente paragonato a libri come "Le 4 casalinghe" e "Grotesque" che superavano le 700 pagine circa. Brevità a parte, entri subito in sintonia con le 4 ragazze che raccontano la storia dai loro punti di vista (tipico della Kirino, quello dei diversi punti di vista dei protagonisti principali, che mi piace molto, già usato in Grotesque ma assente negli altri 2 libri) Che dire, un altro appello alla Neri Pozza affinchè altri suoi libri ancora inediti in Italia ma usciti da molto tempo in Giappone vengano pubblicati anche qui. Una menzione anche per il traduttore Coci, sempre bravissimo!!!

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    simone

    08/06/2009 15:52:32

    Finalmente la Kirino che conoscevo prima di grotesque, che per altro non mi era dispiaciuto!Questo libro mi ha coinvolto, catturato, mi ha fatto commuovere, arrabbiare e mi ha turbato! L'autrice e' veramente una gran maesta nel descrivere l'animo umano e in particolar modo qui quello giovanile! Non lasciatevi scappare per nulla al mondo un libro cosi' bello!

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    Oz

    08/06/2009 15:43:26

    Dopo i precedenti 3 romanzi, l'ennesima conferma di un talento sempre in crescita. Kirino Natsuo ancora una volta riesce a trascinarti in un Giappone moderno, frenetico, inquieto. Sembra voler denunciare la mancanza di valori e l'aridità di un'intera nuova generazione di giovani giapponesi, ma in realtà ti fa capire che proprio questi giovani si fanno portatori di nuovi valori. Non sempre condivisibili, certo, ma comunque generati da un mondo in cui i giovani non hanno mica chiesto di nascere. Un romanzo che, con continui, piccoli riferimenti (letteratura, anime, bevande, konbini, distributori, Shinkansen), ti fa rivivere il Giappone in tutti i suoi aspetti. Libro consigliatissimo a tutti, anche perchè si tratta di una scrittrice che ha ancora molto da dire!

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  • Natsuo Kirino Cover

    Natsuo Kirino è nata a Kanazawa, in Giappone. Nel 1993 si è aggiudicata il premio Edogawa Ranpo con il romanzo Pioggia sul viso. Con Le quattro casalinghe di Tokyo (Neri Pozza 2003) ha raggiunto una notorietà internazionale e ha vinto il prestigioso premio dell’Associazione giapponese degli autori di romanzi polizieschi. Morbide guance (Neri Pozza 2004) ha vinto il premio Naoki. Nel 2008 è stato pubblicato con grande successo Grotesque. La fama mondiale della scrittrice è in costante ascesa, e viene ormai considerata un’autrice capace di innovare la lezione di autori come Chuck Palahniuk e Murakami Haruki. Nel 2016 con Neri Pozza ha pubblicato La notte dimenticata dagli angeli. Approfondisci
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