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Libri da leggere

Sono titoli classici nel vero senso della parola, ma anche opere più recenti. Sono libri da leggere assolutamente almeno una volta nella vita. Sono libri bellissimi, importanti, indimenticabili. Sono libri consigliati, conosciuti e amati dai lettori di tutto il mondo, imprescindibili. Perché leggerli? Da qui nascono molte storie moderne, qui sono approdati miti e leggende del passato. Dentro queste pagine c'è tutta la vita, la storia, gli intrecci culturali e le differenze di visione, i raccordi d'oltre confine e le radici del nostro Paese. In queste pagine ci sono le trame più belle della letteratura. Questi sono di certo tra i libri più belli di sempre: dall’VIII secolo a.C. al Novecento.

Percorsi di lettura

I 10 libri più belli di sempre per IBS

Libro Delitto e castigo Fëdor Dostoevskij

Delitto e castigo

Fëdor Dostoevskij

Raskòl'nikov è un giovane studente ossessionato dall'idea della libertà assoluta, cui ha diritto, secondo lui, l'uomo superiore, al quale tutto è lecito. Si convince così che per uscire dalla miseria in cui vive è giusto uccidere l'usuraia Aljona, essere inferiore, che sfrutta la disperazione altrui e la cui esistenza è del tutto inutile. Riesce a realizzare il suo piano criminale, ma è costretto ad uccidere anche la mite Lizavèta, sorella della vittima. Sfida la polizia, nella figura dell'implacabile giudice Porfirij, convinto della sua colpevolezza, quasi a voler provare la propria superiorità. Presto l'esaltazione cede all'angoscia e il tormento spirituale non gli permette di essere libero come pensava. Comincia a frequentare i più rniserabili ambienti di Pietroburgo, dove incontra autentici relitti umani, che si dvelano þerò ricchi di umanità. Incontra l'ubriacone Marmeladov e sua figlia Sonja, una creatura pura nonostante sia costretta a prostituirsi per sostenere la famiglia. Di fronte alla morale evangelica del sacrificio e alla legge dell'amore che Sonja gli propone, crolla definitivamente la fede che Raskòl'nikov nutriva in se stesso. Con lei trova il coraggio di confessarsi e di costituirsi. In Siberia dove Sonja gli resta accanto, Raskòl'nikov comprende che solo attraverso il castigo e la sofferenza riuscirà a liberarsi del senso di colpa e a trovare quella libertà tanto cercata, raggiungibile solo attraverso ì'amore e la disponibilità verso il prossimo.

Libro Il vecchio e il mare Ernest Hemingway

Il vecchio e il mare

Ernest Hemingway

Santiago è un vecchio pescatore cubano combattivo e fiero. Ha trascorso tutta la vita sul mare, misurandosi quotidianamente con una natura generosa e violenta. E questa gara costante ha dato valore e significato alla sua esistenza. Anche ora che è vecchio e le forze ñsiche lo abbandonano continua a lottare. Come quando cattura un pesce spada tanto grosso da non riuscire a tirarlo in barca. Se lo trascina dietro, ma deve difendere la sua preda da un branco di pescecani. Lo scontro è duro e Santiago si batte come un leone nella consapevolezza che non è tanto la vittoria che conta, quanto I'impegno per ottenerla, perché "l'uomo può essere ucciso, ma non sconfitto".

Libro Guerra e pace Lev Tolstoj

Guerra e pace

Lev Tolstoj

La resistenza della Russia contro l'invasione napoleonica, dalla guerra del 1805 alla campagna del 1812, è il drarnrnatico sfondo su cui si svolgono le vicende di innumerevoli personaggi, farniglie aristocratiche, contadini, soldati. Si distinguono il principe Andrej Bolkonskij, il conte Pieme Bezuchov, suo amico, e Natasa Rostov, ciascuno in cerca di una risposta alla sua inquietudine esistenziale. Alla vita mondana di Mosca si contrappone la calma della campagna nella casa dei Bolkonskij, dove vivono il padre di Andrej e la sorella Maria. La guerra sconvolge questo mondo. Comandante delle armate russe è il generale Kutuzov che ai piani strategici di Napoleone oppone la fiducia nelle leggi naturali, per le quali alla fine il nemico verrà sconfitto dalla steppa russa e dalla generosità e dal coraggio della sua gente. Andreij si arruola e combatte ad Austerlitz. Quando torna e la moglie muore dandogli un figlio, sente finita la propria vita. L'amore per Natasa, allegra e dolcissima, riaccende in lui l'entusiasrno e la voglia di vivere, ma Natasa si lascia sedurre dal fascino di Anatolij Kulagin e rompe il fidanzamento. Ritrova Andreij mortalmente ferito a Borodino e lo assiste con amore mentre lo trasportano durante la ritirata che precede I'incendio di Mosca. In punto di morte Andreij trova la serenità a lungo cercata nella fede cristiana, perdona Anatolij, che ferito ha subito l'amputazione di una gamba, e così interiormente pacificato muore. Pierre, corteggiato per la sua ricchezza dalle fanciulle del bel mondo, ha sposato la bella e infedele Elena, sorella di Anatolij, che morirà misteriosamente. Il matrimonio è infelice e Pierre è anche costretto a battersi in duello col rivale Dolochov. Quando all'arrivo dei Francesi Mosca viene data alle fiamme dagli abitanti pur di non consegnarla al nemico, Piere s'illude di risolvere la situazione da solo e medita di uccidere Napoleone. Finisce in carcere, dove incontra un misero contadino Platonov Kalataev, genuina espressione del popolo russo, che gli mostra nella fraternità verso gli umili e nella cristiana accettazione di tutte le prove della vita la via per una rinascita spirituale. A guerra finita Pietre rivede Natasa, che egli aveva lungamente amato e che ora accetta di sposarlo. Accanto a lui anche Natasa trova pace e una propria vita autentica nel ruolo di moglie e madre. Maria Bolkonskij sposa il fratello di Natasa Nikolaj Rostov.

Libro Assassinio sull'Orient Express Agatha Christie

Assassinio sull'Orient Express

Agatha Christie

Romanzo fra i più noti della principale autrice inglese di narrativa e teatro polizieschi del Novecento, Dame Agatha Christie (1890-1970), pubblicato nel 1934, in piena "fase aurea" della Christie, dal quale sarà tratto un celebre film del 1974, per la regia di Sidney Lumet, con un cast di attori di prim'ordine fra i quali Albert Finney, Lauren Bacall, Ingrid Bergman, Jacqueline Bisset, Sean Connery, John Gielgud, Anthony Perkins e Vanessa Redgrave. Affermatasi con il colpo di scena che chiude L'assassinio di Roger Ackroyd, un'altra trasgressione dei codici di genere - ai centro di quest'opera - renderà definitivamente celebre la Christie e il suo investigatore, il baffuto belga Hercule Poirot (provocando anche in questo caso la reazione stizzita di alcuni commentatori, fra i quali il giallista americano Raymond Chandler, che lo indicherà a esempio dell'implausibilità su cui si fonderebbe la "scuola inglese" del poÌiziesco). Se la matrice letterarta di Roqer Ackroyd è il "novel of manners" (romanzo di maniere), ambientato in una villa vittoriana nella campagna inglese, qui l'impianto letterario è fornito dalla "revenge tragedy", la tragedia della vendetta che si consuma in uno spazio forense offerto dagli sfarzosi vagoni del Simplon Orient-Express (versione in chiave minore del leggendario Orient-Express di fine Ottocento), in accordo alla logica di isolamento e coincidenza di atto criminale, azione investigativa e processo (fonte della quale sono due classici del giallo quali il racconto "I delitti della Rue Morgue, "The Murders in the Rue Morgue" di EdgarAllan Poe), che riceverà forma altrettanto compiuta in Dieci piccoli indiani e in Trappola per topi. Il romanzo è infatti diviso in tre parti che riproducono le fasi delle indagini e del giudizio processuale ("I fatti"; "Le deposizioni"; "Le meditazioni di Hercule Poirot"), e coinvolge dodici estranei di diverse naztonalità (ossia un campionario di stereotipi etnici e sociali: dall'altera principessa russa al ricco americano, dall'abbronzato e comunicativo viaggiatore di commercio italiano al pedante colonnello inglese, alla flemmatica svedese e alla vigorosa cameriera tedesca, e così via), isolati nel tragitto fra Istanbul e Calais sull'Orient- Express, bloccato in lugoslavta dalla neve. L'assassinio dell'americano apre le indagini di Poirot che, avvalendosi degli strumenti della scienza forense vittoriana, condivisi con il lettore (piantina della vettura-letto e mappa dei movimenti, certo, ma soprattutto profilo psicosociale degli attori), si confronta con un mistero apparentemente insolubile, ricostruendo con genialità (quella proverbiale genialità inquisitoria che si cela nella sua apparenza goffa e dimessa) dinamica dei fatti, trama e movente. E se, nel poliziesco di Christie, costante è una collettiva condivisione di un passato oscuro che rende chiunque indagato, in questo caso la complessa trama relazionale ricostruita da Poirot produce la soluzione più sconcertante per il puzzle, e la risposta ai diversi alibi dei passeggeri, uno dopo l'altro, tutti hanno pugnalato la vìttima, giustiziando l'americano per il rapimento, avvenuto anni prima, della piccola Daisy Armstrong (episodio nel quale si evoca il mistero del rapimento Lindbergh del 1932, ancora insoluto quando Christie scrisse Assassinio sull'Orient-Express). La vicenda chiama dunque in causa i principi stessi del sistema penaìe, oltre che dell'apparato d'inquisiztone, della Modernità, dall'identità criminale ai criteri di legittima punizione: Poirot, proponendosi quaìe supremo giudice della natura umana, discolperà (complici il medico e il conduttore del vagone letto) i passeggeri, colpevoli sì sotto il profilo legale, ma innocenti sul piano etico, riparando così agli errori della Legge umana.

Libro Il nome della rosa Umberto Eco

Il nome della rosa

Umberto Eco

Il benedettino Adso da Melk ormai vecchio racconta le vicende di cui fu testimone ne1 novembre del 1327 in un grande monastero benedettino del Nord Italia dove giunse come segretario del dotto francescano Guglielmo da Baskerville, incaricato di una delicata missione diplomatica. Dopo il loro arrivo, l'abbazia viene sconvolta da una serie di morti inspiegabili: prima il miniaturista Adelmo, poi il monacò Venanzio, quindi l'aiuto bibliotecario Berengario, il monaco elborista e il bibliotecario Malachia. Durante i sette giorni di permanenza all'abbazia Guglielmo conduce le ricerche attraverso colloqui, interrogatori, e osservando il comportamento dei frati. Ben presto comprende che i delitti muovono dalla biblioteca, aa più grande della cristianità, costruita come un labirinto il cui accesso è noto solo al bibliotecario. Nella biblioteca esiste poi una sezione finis Africae a tutti inaccessibile. Guglielmo e Adso riescono a penetrarvi e sciolqono il mistero. Gli omicidi sono opera dell'ex bibliotecario cieco Jorge de Burgos che ha voluto impedire la lettura di un libro secondo lui pericolosissimo: il secondo libro della Poetica di Aristotele dedicato alla commedia e al riso e ritenuto perduto. Jorge convinto che il libro potesse dannteggiale la cristianità ne ha avvelenato le pagine e i frati che hanno tentato di leggerlo sono morti. Scoperto, Jorge preferisce morire: divora il libro avvelenato e dà fuoco alla biblioteca.

Libro I Malavoglia. Ediz. integrale Giovanni Verga

I Malavoglia

Giovanni Verga

I Toscano, detti "Malavoglia", pescatori di Aci Trezza, posseggono una casa e una barca, la Provvidenza. Padron 'Ntoni, il vecchio capofamiglia, padre di Bastianazzo che a sua volta ha cinque figli, compra un carico di lupini da vendere altrove; ma la barca fa naufragio, Bastianazzo muore e i lupini vanno perduti: per i Malavoglia è l'inizio d'una lunga serie di sventure. Per pagare il debito bisogna vendere la casa ("la casa del nespolo"); Luca, il secondogenito di Bastianazzo, cade nella battaglia di Lissa e anche la vedova, Maruzza, muore vittima del colera. Sotto i colpi della sorte avversa i giovani non resistono: 'Ntoni, il figlio maggiore di Bastianazzo, comincia a frequentare cattive compagnie, si dà al contrabbando e finisce in galera, e anche la sorella più piccola, Lia, compromessa per le voci che circolano su una sua presunta relazione con don Michele, il brigadiere delle guardie doganali, fugge di casa e scompare (si saprà poi che è diventata una prostituta); mentre la sorella maggiore, Mena, a causa delle difficoltà economiche non potrà sposarsi con compare Alfio. Con la morte di padron 'Ntoni la famiglia è smembrata; 'Ntoni lascerà il paese per andare lontano. Resterà, per riscattare la casa del nespolo e continuare il mestiere del nonno, il più giovane dei fratelli, Alessi.

Libro Don Chisciotte della Mancia Miguel de Cervantes

Don Chisciotte della Mancia

Miguel de Cervantes

La vicenda plincipale è costituita dalla narrazione dei viaggi e delle avventure del protagonista che per tre volte lascia il suo villaggio per poi tornarvi. I primi due viaggi sono narrati nella Prima parte, l'ultimo nella Seconda. Nella trama principale s'inseriscono interrompendola molti episodi, vere e proprie novelle all'interno del romanzo (per es. la storia di Crisostomo e Marcela o quella di Cardenio e Lucinda). Prima parte (composta nel 1605, capp. I-VI).In un anonimo paese della Mancia vive Alonso Quijana, un hidalgo appassionato lettore di romanzi cavallereschi. Tale passione si trasforma col tempo in una vera ossessione, e giunto alla soglia dei cinquant'anni egli decide di rinnovare le gesta dei cavalieri erranti, nell'intento di aiutare i deboli e sconfiggere i prepotenti. Assume il nome di Don Chisciotte della Mancia, ribattezza il suo magro cavallo Ronzinante, si sceglie una dama nella figura di una giovane contadina, cui muta il nome di Aldonza Lorenzo in quello più prezioso di Dulcinea del Toboso, e parte alla ventura. In una locanda, che nella sua follia scambia per un castello, pretende dall'oste di essere ordinato cavaliere. All'alba soddisfatto riparte e lungo il cammino prima impedisce a un contadino di frustare il pecoraio, che però, allontanatosi Don Chisciotte, prenderà una doppia razione di bastonate, poi vuole imporre ad alcuni mercanti di lodare la bellezza di Dulcinea e ne esce carico di botte. Stremato, è raccolto da un contadino che a dorso d'un mulo lo riporta al paese, dove il parroco, il barbiere, la governante l'attendono. (capp. VII-LII) Don Chisciotte riesce a convincere, col miraggio di un'isola da governare, il povero contadino Sancio Panza a fargli da scudiero. Nella notte, fatte le provviste, partono per andare incontro a mille avventure che ripetono uno stesso schema: Don Chisciotte scambia la realtà per le proprie fantasticherie e disilluso ne attribuisce la responsabilità a un maligno incantatore. Così il cavaliele assale dei mulini a vento scambiati per giganti, combatte un gregge di pecore e montoni che gli paiono eserciti nemici, irrompe in un pacifico corteo funebre per impedire il trafugamento d'un nobile cavaliere, ptende con la forza la bacinella di un barbiere che gli pare l'elmo di Mambrino. In nmezzo a queste avventure, Chisciotte e Sancio vengono ospitati da alcuni caprai e durante la cena il cavaliere incanta gli ospiti con un racconto sull'età dell'oro e ascolta la storia della tragica morte, per amore, di Crisostomo rifiutato da Marcela. Spinto da un astratto spirito di giustizia il cavaliere libera alcuni prigionieri mentre vengono condotti sulle galere del re e quando vuole che prestino omaggio a Dulcinea viene preso a pietrate. Su consiglio di Sancio, che teme le reazioni della giustizia in seguito a questa avventura, si ritira nella Sierra Morena. Qui incontra il giovane Cardenio, folle d'amore per Lucinda che gli preferisce Fernando, che per lei ha abbandonato Dorotea. Le vicende sentimentali di queste due coppie s'intrecciano ora con quelle di Don Chisciotte, che deciso a fare penitenza nei boschi, come Amadigi, si aggira nudo tra gli alberi. Tornato al paese, Sancio, il parroco e il barbiere decidono di riportarlo a casa con uno stratagemma. Dorotea finge di essere la Principessa Micomicona e chiede aiuto al cavaliere contro un gigante che minaccia il suo regno. Don Chisciotte non esita e in una locanda affronta degli otri di vino scambiati per il terribile gigante. Finalmente dopo altre avventure Don Chisciotte torna a casa. Parte Seconda (composta nel 1615, capp. ILXIV) Sancio rivela al padrone che è apparso un libro El ingegnoso hidalgo Don Quijote de la Mancia che narra le sue avventrue. Inorgoglito Don Chisciotte decide di ripartire. Incontra il Cavaliele del Bosco che lo sfida a duello. Don Chisciotte ha la meglio e riconosce in lui il baccellierr Carrasco che intendeva così ricondurlo a casa. Don Chisciotte e Sancio si rimettono in viaggio diretti a Saragozza. Attraversano l'Ebro, su quella che a loro sembra una nave incantata, poi incontrano una bella dama che li conduce al suo palazzo. Qui Don Chisciotte e Sancio sono vittime di una complessa trama di burle: l'apparizione di mago Merlino; la richiesta d'aiuto della contessa Trifaldi per liberare un re e una principessa trasfornati in scimmia e coccodrillo; il viaggio verso l'isola Candaya su Clavilegno, un cavallo di legno; il finto amore di Altesidora per il cavaliere; il governatorato di Sancio a Barataria, l'isola immaginaria che è in realtà un semplice villaggio aragonese. I due infine ripartono diretti non più a Saragozza ma a Barcellona per contraddire il falso racconto delle loro avventure che li vuole appunto a Saragozza. A Barcellona, il Cavaliere della Bianca Luna (ancora Carrasco) sfida a duello Don Chisciotte e lo vince. Gli impone quindi di tornare al paese. Sconfitto e malinconico Don Chisciotte si avvia verso casa, dove lo prende una febbre altissima. Dopo un lungo sonno si sveglia rinsavito e, sentendo ormai vicina la fine, rinnega le sue imprese e fa testamento col nome di Alonso Quijano detto "il Buono".

Libro Odissea. Testo greco a fronte Omero

Odissea

Omero

Poema in 24 libri in esametri. Narra il ritorno di Odisseo a Itaca e la riconquista del regno, dopo la caduta di Ilio. L'azione, che dura trentaquatto giorni, si sviluppa intorno a due trame parallele, le avventure di Telemaco alla ricerca del padre (Telemachia) e il racconto delle peregrinazioni di Odisseo, che si ricongiungono quando entrambi ritornano in patria e insieme compiono la vendetta sui Proci (pretendenti alla mano di Penelope). Libro I - Odisseo è trattenuto per volere di Poseidone, irato con l'eroe che gli ha accecato il figlio Polifemo, nell'isola Ogigia presso la ninfa Calipso. Mentre Poseidone è dagli Etiopi, gli altri dei discutono la sorte di Odisseo e Atena ottiene da Zeus il consenso al ritorno del suo protetto in patria. Ermes recherà a Calipso l'ordine di lasciar partire l'eroe e Atena, assunte le sembianze di Mentes re dei Tafi, rivelerà a Telemaco che il padre è vivo e lo indurrà a partire alla sua ricerca. Telemaco accortosi che una divinità gli ha parlato è animato da nuovo coraggio e si prepara ad affrontare i Proci, nobili greci che da tempo invadono la sua casa e aspirano alla mano di Penelope. Libro II - Riunita un'assemblea popolare Telemaco chiede aiuto agli itacesi contro i Proci. Antinoo, il loro capo, gli rammenta la promessa di Penelope: terminata la tessitura di una tela per il suocero Laerte, ella avrebbe scelto come sposo uno dei pretendenti; in realtà di notte Penelope sfilava ciò che di giorno tesseva. Inoltre i Proci negano a Telemaco la nave che egli aveva chiesto. Atena, sotto le spoglie di Mentore, lo aiuta a trovarne una con la quale il giovane, di notte senza informare nessuno se non la nutrice Euriclea, parte. Libro III - Telemaco accompagnato da Atena-Mentore giunge a Pilo. Il re Nestote lo accoglie affettuosamente, gli racconta il ritorno di molti eroi greci da Troia, ma non è in grado di dirgli nulla del padre. Telemaco parte quindi alla volta di Sparta. Atena scompare sotto forma di aquila. Libro IV - A Sparta il re Menelao e la moglie Elena raccontano le imprese compiute a Troia da Odisseo e anche il suo soggiorno a Ogigia. Intanto ad Itaca i Proci tramano contro Telemaco e gli preparano un agguato sulla via del ritorno. Penelope viene a conoscenza dei loro piani, ma Atena in sogno la rassicura. Libro V - Davanti agli dei nuovamente riuniti a consiglio Atena deplora le sofferenze di Odisseo. Zeus decide allora di inviare Ermes da Calipso. La ninfa ubbidiente alla volontà degli dei lascia che Odisseo costruisca una zattera con la quale prendere il largo. Dopo diciotto giorni di navigazione Poseidone, accortosi di lui mentre torna dagli Etiopi, scatena una tempesta. Odisseo si salva grazie alla cintura della dea Leucotea e dopo tre giorni raggiunge naufrago la spiaggia dell'isola di Scheria, la terra dei Feaci, dove cade addormentato. Libro VI - Nausicaa, figlia del re dei Feaci Alcinoo, indotta da un sogno mandato da Atena, si reca con le ancelle alla spiaggia. Odisseo si sveglia alle grida delle fanciulle che giocano a palla e appare loro. Atterrite esse fuggono. Solo Nausicaa, colpita dalla prestanza di lui, resta e lo invita a seguirla in città. Libro VII - Avvolto da Atena in una nube, Odisseo giunge al palazzo di Alcinoo e si getta supplice davanti alla regina Arete. Arete e Alcinoo gli offrono ospitalità e dopo aver ascoltato il racconto della navigazione dall'isola Ogigia e del naufragio gli promettono di ricondurlo a Itaca. Libro VIII - Durante un banchetto offerto in onore dell'eroe, l'aedo Demodoco canta le imprese della guerra di Troia. Odisseo turbato fa interrompere il canto. Durante i giochi l'eroe mostra ìl suo valore e vince tutti. Al secondo banchetto Demodoco racconta l'inganno del cavallo di legno e la caduta di Troia. Odisseo si commuove e Alcinoo chiede all'eroe chi egli sia. Libro IX - Odisseo si rivela e racconta. Dopo la caduta di Troia, sfuggito agli attacchi dei Ciconi, Odisseo e i suoi compagni giungono presso i Lotofagi, il cui cibo toglie la memoria. Arrivano poi nella terra dei Ciclopi, giganti pastori con un solo occhio in mezzo alla fronte. Prigioniero del ciclope Polifemo Odisseo con l'astuzia riesce a liberare sé e i compagni. Stordisce Polifemo offrendogli un vino delizioso e mentre il gigante è addormeñtato con un palo infuocato lo acceca. A Polifemo, che cieco tenta invano di impedire la fuga e chiede a Odisseo il suo nome, l'eroe risponde di chiamarsi Nessuno. Polifemo invoca allora su Odisseo-Nessuno l'ira del padre Poseidone. Libro X - Favoriti da un vento propizio mandato da Eolo, Odisseo e compagni si rimettono in navigazione. I compagni aprono però l'otre dei venti che l'eroe portava con sé e si scatena una tempesta che li spinge nel paese dei Lestrigoni. Attaccati dai giganteschi Lestrigoni essi perdono le navi e con l'unica rimasta fuggono verso l'isola di Aia. Qui Circe trasforma in porci un gruppo di compagni di Odisseo. Avuta da Ermes l'erba magica moly Odisseo salva i compagni e resta un anno presso la dea Circe innamorata di lui. Quando Odisseo le esprime il desiderio di tornate in patria la dea lo manda prima negli Inferi. Libro XI - Odisseo raggiunge il paese dei Cimmeri. Compiuti i sacrifici scende negli Inferi. Nel regno dei morti incontra il vate Tiresia, che gli svela il motivo dell'ira di Poseidone, il difficile ritorno in patria e la morte in terra straniera; vede poi la madre Anticlea, Agamennone, Achille e mitici eroi come Tantalo e Sisifo. Libro XII - Tornato da Circe Odisseo riparte dopo aver saputo dalla dea come sfuggire i molti rischi che lo attendono. Giunto per mare presso le Sirene, Odisseo per sfuggire al loro inesistibile canto ottura con la cera le orecchie dei compagni e lega se stesso all'albero della nave. Attraverso lo stretto di Scilla e Cariddi costeggia il promontorio di Scilla, abitato dal mostro a sei teste, per evitare i gorghi di Cariddi. Sbarca in Trinacria, dove i compagni tormentati dalla fame uccidono alcune giovenche della mandria del Sole. Essi periscono poi in mare durante una tempesta suscitata dal dio. Odisseo naufrago approda all'isola Ogigia. Libro XIII - Terminato il racconto Odisseo con una rapidissima navigazione è ricondotto dai Feaci nella sua Itaca. Atena sì presenta all'eroe in veste di pastore e insieme decidono come affrontare i Proci. La dea trasforma il suo protetto in un vecchio mendicante e gli consiglia di recarsi dal porcaio Eumeo. Libro XIV - Da Eumeo, al quale racconta di essere un ricco cretese derubato, l'eroe riceve ospitalità e viene informato delle prepotenze dei Proci e della fedeltà di Penelope. Libro XV - Eumeo racconta inoltre a Odisseo del padre Laerte e di come egli, figlio del re di Siria, gli sia stato venduto dai Fenici che lo avevano rapito. Intanto a Sparta Atena suggerisce a Telemaco di tornare a Itaca e recarsi da Eumeo e gli indica come sfuggire alle insidie dei Proci. Telemaco sbarcato ad Itaca va da Eumeo. Libro XVI - Odisseo si svela al figlio e i due meditano insieme la vendetta. Eumeo va da Penelope ad annunciarle il ritorno del figlio, poi torna alla capanna. Libro XVII - Il giorno seguente Eumeo, Odisseo e Telemaco si recano alla reggia. Odisseo viene rìconosciuto dal vecchio cane Argo, che dopo averlo salutato muore ai suoi piedi. Odisseo mendica tra i Proci e Antinoo gli lancia uno sgabello e lo colpisce. Libro XVIII - Odisseo vince al pugilato il mendicante Iro. Penelope si mostra e illudendo così i presenti sulla possibilità di un nuovo matrimonio riceve ricchi doni. Libro XIX - Odisseo e Telemaco portano via dalla sala le armi. Mentre la vecchia nutrice Euriclea lava i piedi di Odisseo, lo riconosce. L'eroe la costringe a tacere. Penelope svela al mendicante la sua decisione di proporre ai Proci il giorno seguente una gara con l'arco per scegliere il pretendente alle nozze. Libro XX -Durante la notte Odisseo, sdegnato per quanto avviene nella sua casa, medita la vendetta. All'alba è incoraggiato da favorevoli presagi. Mentre si allestisce il banchetto, Odisseo è insultato da Melanzio e Cresippo gli lancia contro senza colpirlo un piede di porco. Libro XXI - Penelope porta l'arco di Odìsseo perché i Proci si sfidino nel lanciare una freccia e farla passare attraverso gli anelli di dodici scudi. Telemaco dispone a terra le scuri. I Proci tentano invano di tenderc l'arco. Odisseo ottiene di provare e riesce facilmente a scoccare la freccia. I Proci impallidiscono mentre Telemaco impugna la spada. Libro XXII - Si compie la vendetta. Uno dopo l'altro tutti i Proci cadono. Le ancelle che avevano frequentato i loro letti sono impiccate. Solo il cantore Femio e l'araldo Medonte vengono risparmiati. Libro XXIII - Penelope non riesce ancora a credere che Odisseo sia tornato. Ella crede si tratti di un nume. Ma quando l'eroe, lavato e reso più bello da Atena, svela alla moglie il segreto della costruzione del loro letto nuziale, i suoi dubbi svaniscono. Marito e moglie si raccontano le passate sventure. Libro XXIV - Ermes conduce nell'Oltretomba le anime dei Proci, che parlano con Achille e Agamennone. Intanto Odisseo si reca dal padre Laerte e lo riconduce con sé alla reggia. Il padre di Antinoo per vendicare il figlio suscita una rivolta degli itacesi. Interviene allora Atena che ristabilisce la pace tra Odisseo e il suo popolo.

Libro Colazione da Tiffany Truman Capote

Colazione da Tiffany

Truman Capote

Il romanzo breve di Truman Capote, pubblicato nel 1958, narra la vita newyorchese della giovane ed indomabile Holly Golightly. La narrazione in prima persona è condotta da un aspirante scrittore, nonché vicino di casa ed amico di Holly, nel quale è facile riconoscere l’alter ego dello stesso Capote. La vicenda prende avvio dal ritrovamento di alcune foto, pubblicate su di un giornale, che ritraggono “a prima vista una scultura primitiva” che però, a ben vedere, si rivela il “ritratto sputato” di Holly Golightly. Parte così un lungo flashback che racconta dell’amicizia tra il narratore e l’affascinante Holly, che per un periodo fu sua vicina di casa nell’Upper Side; ne emerge il ritratto di una ragazza che pare “di passaggio” – come recita la scritta sul suo campanello perennemente rotto – non solo a New York, ma anche nella vita. Le sue giornate, più notturne che diurne, trascorrono tra cene, feste ed incontri con ricchi e facoltosi uomini, dai quali si fa elegantemente mantenere. Sua unica e fissa compagnia è un gatto, al quale però non ha dato un nome per non creare con esso alcun legame. Tra i tanti e frenetici appuntamenti di cui è fatta la sua vita, improrogabile è per lei l’impegno di recarsi ogni giovedì, dietro lauta mancia, a Sing Sing a far visita al detenuto Sally Tomato e di riportare poi al suo avvocato strane ed indecifrabili previsioni meteorologiche. A far luce invece sul suo oscuro passato, del quale lei parla solo in riferimento al fratello Fred, è la comparsa del marito, un anziano e bonario veterinario del Texas che la sposò ancora ragazzina, giunto sino a New York con l’intento, che non avrà buon fine, di riportarla a casa. La vita newyorchese di Holly è contraddistinta da legami più o meno importanti dai quali si divincola a proprio piacere, ma due grandi dolori le straziano il cuore: la morte in combattimento dell’adorato fratello Fred e la perdita del bambino che aspettava da un emergente e ambizioso politico brasiliano, per il quale era disposta a condurre una vita ritirata e quieta. Tutto precipita quando Holly, in procinto di partire per il Brasile con il suo Josè, viene arrestata a causa del legame con Sally Tomato; ritornata in libertà, viene abbandonata dal futuro marito. Nonostante ciò, non rinuncia alla partenza, non prima di essersi procurata però l’elenco “dei 50 più ricchi uomini del Brasile”! Prima di partire, abbandona il suo gatto, seppur questo le procuri un dolore inaspettato che la porta a far giurare al suo caro amico di tornare a cercarlo. Il narratore, come promesso, ritroverà il gatto al calduccio di una casa e il romanzo si conclude con la speranza che lo stesso destino sia stato riservato ad Holly: che finalmente anche lei abbia trovato “una casa nel mondo reale” in cui sentirsi tranquilla come da Tiffany, dove “niente di veramente brutto può capitarti”.

Libro Furore John Steinbeck

Furore

John Steinbeck

Negli anni della grande depressione la famiglia Joad lascia la propria casa nell'Oklahoma e parte verso la California in cerca di lavoro. Dopo aver venduto per pochi soldi a un gruppo di speculatori la terra dei propri avi e gli attrezzi da lavoro, con rabbiosa, impotente rassegnazione caricano su un autocarro le povere masserizie e s'incamminano lungo la Highway 66, senza saperlo, verso la miseria e la fame. La California non è la terra promessa dove "la frutta si coglie da sola" e gli Joad sono preda dello sfruttamento dei latifondisti. Finiscono in una bidonville, costretti ad accettare lavori sotto pagati. Quando un'inondazione travolge le baracche in cui gli Joad e altri disgraziati come loro vivono, anche la speranza sembra abbandonarli. Prendono però coscienza del proprio diritto alla vita e al lavoro e per questo con straordinaria forza morale, con furore appunto, lottano per la sopravvivenza e si ostinano a credere nella vita.