Il pendolo di Foucault

Umberto Eco

Editore: Bompiani
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 26/11/2014
Pagine: 704 p., Brossura
  • EAN: 9788845278662

11° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Di ambientazione storica

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    Luciano

    09/02/2018 19:19:21

    L'itinerario di Casaubon, l'io narrante, da studente a giovane professionista dell'editoria a Milano. Attraverso una serie di eventi, trova nel mito dei Cavalieri templari il suo scopo di vista culturale e professionale. Da tale mito tuttavia si diramano una serie di filoni che corrispondono alla parte più occulta o a quella più reietta della cosiddetta civiltà occidentale. C'è in questo libro la percezione di Eco nei confronti della massoneria e di una certa cultura di destra.

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    Alessandro

    19/01/2018 16:58:50

    Il principale obiettivo di un romanzo - io credo - debba essere quello di intrattenere il lettore. Operazione che ad Eco riesce bene nel Nome della Rosa, ma certamente non nel Pendolo. L'ho trovato noioso e ingiustificatamente lungo. Per carità, ho anche trovato moltissime informazioni interessanti (la storia dei Templari mi ha sempre affascinato), ma a mio modesto parere avrebbe fatto meglio a utilizzarle per scrivere un saggio.

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    Angelo

    07/06/2016 06:22:56

    Opera monumentale, una delle vette dell'intelligenza umana. Certamente impegnativa, ma carica di ironia e ricca di spunti da approfondire che arricchiscono il nostro quotidiano. Un'enciclopedia dell'irrazionalità complottistica che mi ha affascinato e sedotto. Impossibile dimenticare il trattato sul movimento oscillatorio del pendolo quando alla sfera e' attaccato il cadavere di un impiccato... Capolavoro.

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    marostraz

    06/04/2016 18:12:19

    Mi dispiace, non vorrei peccare di lesa maestà, ma è sembrata un'accozzaglia di nozioni buttata là tanto per, senza un nesso logico...o meglio, un nesso logicoci sarebbe anche, ma emerge con grandissima fatica in mezzo ad unamarea di nozini e conoscenze sicuramente importanti, ma che dal mio punto di vista non si legano per niente bene l'una con l'altra...

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    Paolo

    23/03/2015 23:20:01

    Ammetto che all'inizio e stata una lettura dura. Ma procedendo ho cominciato a relizzare che questa opera,ha aperto la mia mente come nessun altro libro abbia mai letto. Abbattendo convinioni ridicole,ponendo il lettore davanti alla invalidita' di fatti improponibili,Eco smonta il complotto universale e non con mestria,erudizione,pragmatismo e una vena di ironia che e il suo marchio letterario. Le favole sono affacinanti,ma la realta anche se meno intricata\mistica e meglio,almeno per chi vuole affiancarsi alla razionalita,piuttosto che alle congetture favolistiche. Consigliato!

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    Lia

    28/02/2015 14:40:23

    Questo romanzo è una sorta di scatola magica, ogni lettore cercando con attenzione potrà trovarvi infinite informazioni. E' un libro che rivela qualcosa di nuovo a ogni lettura e questa è una caratteristica solo delle grandi opere della letteratura.

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    alessandro

    09/12/2014 08:49:39

    Ho letto quasi tutti i romanzi di Eco e, francamente, questo è quello che mi è piaciuto di meno...anzi, direi che quasi non mi è piaciuto per nulla.

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    Peppone

    23/06/2014 22:01:03

    Eco riscrive la storia, una contro-storia: non c'è bisogno di alcuna nozione per goderne appieno se non i rudimenti. Molti lo hanno preso come sfoggio di cultura fine a sé stessa, ma non è vero. Piuttosto è leggibile, e godibilissimo, nel suo tentativo riuscito di andare contro il complottismo, mettendo alla berlina la paranoia di chi dal sonno della ragione genera mostri. Ridicolizzando Dan Brown e sintetizzandolo anni prima del codice davinci. Uno dei libri italiani più ambiziosi, complessi e belli del '900. Ovviamente va letto da chi ha disposizione d'animo e, possibilmente, cerca qualcosa di "alto" come è il Pendolo. Perfetto.

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    Massimo

    03/06/2014 14:58:26

    IL mio libro preferito. Scelgo questo per scrivere la mia prima recensione su IBS. Libro eruditissimo, difficile da leggere se non si hanno nozioni di storia, esoterismo e letteratura. Se non si è capaci di di liberare la propria immaginazione e fantasticare dietro i piani e le congetture dei protagonisti. L'ho letto almeno 10 volte, ne ho discusso con molti amici, ho scritto saggi, teorie e pensieri su di esso solo per diletto personale. Questo libro è talmente unico da farti sembrare banale tutto il resto. Per anni non ho potuto leggere altro che approfonditi saggi storici. Questo libro è TUTTO, ma non è per TUTTI.

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    Massimo

    03/06/2014 14:57:38

    IL mio libro preferito. Scelgo questo per scrivere la mia prima recensione su IBS. Libro eruditissimo, difficile da leggere se non si hanno nozioni di storia, esoterismo e letteratura. Se non si è capaci di di liberare la propria immaginazione e fantasticare dietro i piani e le congetture dei protagonisti. L'ho letto almeno 10 volte, ne ho discusso con molti amici, ho scritto saggi, teorie e pensieri su di esso solo per diletto personale. Questo libro è talmente unico da farti sembrare banale tutto il resto. Per anni non ho potuto leggere altro che approfonditi saggi storici. Questo libro è TUTTO, ma non è per TUTTI.

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    MarcoBi

    13/03/2014 08:52:21

    Un interminabile sfoggio di erudizione, infinite liste di eventi, citazioni, dotte dissertazioni; tutto sembra voler dire "caro lettore, vedi quante ne so, quanto sono bravo?". Apprezzo Eco ma ho fatto proprio tanta fatica a finire il Pendolo: noia e fastidio.

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    massimiliano

    12/03/2014 10:41:32

    Umberto Eco è l'unico in grado di parlare di esoterismo deridendolo ma non denigrandolo.

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    Gigi

    24/07/2013 09:20:31

    Caspita! Un'opera sicuramente degna di nota, una marea di informazioni e congetture sui complotti templari dal medioevo ad oggi, riferimenti storici a scianfo e sicuramente un esercizio di sfoggio culturale (e semiologico) notevole da parte di Eco (ho dovuto ricorrere al vocabolario diverse volte...). Detto questo, arrivare in fondo non è stato facile.

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    Bafometto

    24/01/2013 13:53:34

    Libro capolavoro. Secondo solo al Don Chisciotte.

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    Psicopompo e tauroboliaste

    11/12/2012 23:12:21

    Pare ci siano due categorie di persone: quelli che adorano questo libro, e quelli che lo trovano noioso. Io lo trovo un romanzo mediocre. Era davvero necessario scrivere così tanto, raccontare così tanto, soprattutto far vedere che si sa così tanto? Mi sembra che l'intento principale, più che trattare con ironia i creduloni amanti dell'occultismo, sia sciorinare la maggior quantità di erudizione possibile. Infilare il maggior numero di termini peregrini e concetti accademici, cercando naturalmente di trovare un nesso logico che ne giustifichi l'utilizzo. Anche l'uso delle fonti storiche è discutibile, non vengono presentate tutte le congetture, guarda caso vengono omesse quelle più verosimili e conosciute, altrimenti il romanzo non sarebbe stato in piedi. Altra nota dolente è il profilo psicologico dei personaggi. Do 3 su 5, ma il voto giusto sarebbe 5/10.

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    ivano

    31/05/2012 00:22:51

    Ho trovato questo libro molto bello; si può leggere come un Romanzo d'avventura, come un thriller, ma anche come un romanzo pseudo-storico su Templari, Complotti, complottismo e via discorrendo. Belbo -che fa tenerezza con le sue storie e i suoi desideri di riscatto- e Casaubon -simpatico e ironico- sono i personaggi che più mi hanno ammaliato. Divertenti i riferimenti alla Recherche di Proust. Seguono tre citazioni che ritengo di rilievo: 1) Per ogni problema complesso c'è una soluzione semplice, ed è sbagliata. 2)Io ho quello che ho donato. 3)Non sono di alcuna epoca né di alcun luogo. Al di fuori del tempo e dello spazio vivo la mia eterna esistenza. Vi sono esseri che non hanno più angeli custodi: io sono uno di quelli.

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    maurizio

    29/02/2012 11:24:09

    Ho già, in passato, espresso un commento su questo bel libro; non voglio passare nè per un lettore colto - esprimendo un commento entusiasta -, nè per uno incolto, bocciandolo in malo modo.A mè il libro è semplicemente piaciuto, anche se può sembrare un " pastiche " di vari momenti di storia complottistica, anche se è un pò sgangherato.In primis lo ho trovato scorrevole, e mi è piaciuto leggere le riflessioni, a volte banali, dei protagonisti a cose in cui, in tanti momenti del giorno, sembriamo pensare noi.Lo stile è infine svincolato dal vincolo di apparire medioevale del celebre precedente della rosa.Anzi nel suo recente ed ultimo libro " ... di Praga ", il prof è ancora più scorrevole e diverso dal passato. Non sò se possa essere post-moderno,ma sappiamo tutti che l'autore ha letto - credo - tutti i grandi classici per ragazzi, e poi quelli per adulti, passando per Joyce, Gadda, Proust e via .Sto leggendo il pendolo alternandolo a Camilleri - che mi piace moltissimo - e che apprezzo come sia come giallista che come ritrattista sociale, eppure rispetto al Pendolo lo trovo banale, e tutto.

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    J

    03/01/2012 15:58:05

    Si vede subito dallo stile di scrittura e dai contenuti l'enorme cultura di Umberto Eco ma.. semplicemente non sono riuscito a finirlo, a tratti interessante, spesso abbastanza noioso, ma questa è una valutazione soggettiva.

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    Viola

    28/07/2011 11:46:35

    Magari l'italiano di Eco è molto superiore al mio(sicuramente è cosi!), magari Eco è un Raffaele pieno di fascino e io adoro la bruttezza espressiva di un Munch, che so io.....fatto sta che se Il nome della Rosa l'ho letto e apprezzato cmq, questo libro, non sono riuscita a finirlo!!!

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    June

    19/05/2011 12:39:09

    Il mio Eco preferito, un libro che, come la Divina Commedia, se analizzato potrebbe ricondurre fino alla notte dei tempi letteraria, in un continuo intrecciarsi e rincorrersi di citazioni, riferimenti e richiami che avvolgono il lettore dentro una tela perfetta, dalla quale si uscirà controvoglia. Puro sfoggio di bravura? Può darsi, ma ce ne fossero! Stupendo

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Un brano dell'intervista di Wuz

WUZ: Sembra che la situazione in Italia sia in movimento e la cosa è incoraggiante. Suonano diverse campane a morto per quanto riguarda la lettura, però l’editoria, almeno in fatto di numeri, sembra molto vitale.

ECO: Innanzitutto, le campane a morto sulla lettura a me fanno sempre un po’ sorridere. È vero che l’Italia si trova, nelle classifiche fatte tra i paesi economicamente sviluppati, in una posizione molto bassa per quanto riguarda il numero di libri letti annualmente da un singolo lettore, anche perché gli italiani sono sempre stati grandi consumatori di settimanali più che di libri, però, se si entra in una di queste cattedrali librarie, nelle Feltrinelli, nelle Mondadori, nelle FNAC, c'è una gran quantità di giovani che gira per la libreria e qualcosa pur farà. Siamo a un livello molto basso rispetto alla totalità dei cittadini, ma c’è un nucleo duro di lettori che permette alle case editrici di vivere: anzi avevamo calcolato che le case editrici hanno in media un assorbimento di mille, millecinquecento persone all’anno. In questa cifra è compresa naturalmente anche la segretaria che batte i testi al computer e molti sono assorbimenti per circolazione (uno che esce di qua e va di là), ma questo vuol dire che gli editori non licenziano, ma assorbono.

WUZ: La locuzione “Editoria Cartacea e Multimediale” fotografa una situazione in via di integrazione oppure due ambiti che sono ancora in cerca di una composizione, di un equilibrio?

ECO: Io credo che sia in via di integrazione perché anche chi continua a fare solo editoria cartacea usa tecniche multimediali per l’impaginazione ecc. Ecco perché, quando si forma un giovane per lavorare nell’editoria, deve avere la doppia competenza, anche se non va a lavorare in una casa editrice prettamente multimediale. Bisogna poi ricordare che ormai non c’è casa editrice che non abbia il suo sito internet, perciò qualcuno che se ne occupi ci dovrà pur essere; inoltre le ricerche avvengono sempre via Internet per cui i due mondi si toccano continuamente anche laddove non ci sia una specifica produzione multimediale.

WUZ: Un’ultima domanda: se potessimo riassumere in una parola l’imperativo per gli editori che verranno, quale sarebbe?

Fare libri. Perché malgrado tutte le visioni apocalittiche, il libro è come il cucchiaio, il coltello, il martello, cioè una cosa che una volta che è stata inventata non c’è barba di designer danese che riesca a modificarla per farla diventare più efficace.