Il deserto dei tartari

Dino Buzzati

Editore: Mondadori
Collana: Oscar moderni
Edizione: 3
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
Pagine: XIX-202 p., Brossura
  • EAN: 9788804668046

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Classica (prima del 1945)

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Descrizione
Giovanni Drogo, un sottotenente, viene mandato in una lontana fortezza. A nord della fortezza c'è il deserto da cui si attende un'invasione dei tartari. Ma l'invasione, sempre annunciata, non avviene e l'addestramento, i turni di guardia, l'organizzazione militare, appaiono cerimoniali senza senso. Quando Drogo torna in città per una promozione, si accorge di aver perso ogni contatto con il mondo e che ormai la sua unica ragione di vita è l'inutile attesa del nemico. Tornato alla fortezza, si ammala e proprio allora accade l'evento tanto aspettato: i tartari avanzano dal deserto. Nell'emozione e nella confusione del momento, senza che lui possa prendere parte ai preparativi di difesa, Drogo muore, dimenticato da tutti.

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Recensioni dei clienti

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    Lisa

    11/12/2018 05:42:27

    Libro lento ma sorprendentemente coinvolgente. Bello, offre importanti e significativi spunti di riflessione sulla vita e sui modi di viverla.

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    Giada

    06/12/2018 20:05:45

    Personalmente, lo annovero trai i migliori romanzi del '900. Crudelissimo nel rivelarci la nostra comune sorte.

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    Davide

    30/11/2018 11:00:25

    Libro a tratti noioso ma fantastico

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    Violoncella

    31/10/2018 21:40:10

    Un libro noioso,scritto per essere noioso. Dovrebbe far riflettere ciascuno di noi,almeno per un secondo,sul tipo di vita che stiamo conducendo,e così è. Ne consiglio la lettura,anche se per la storia e il tipo di ambientazione,non riesco ad apprezzarlo fino in fondo.Apprezzo di più il messaggio che la storia in sé.

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    Alberto

    28/10/2018 15:59:54

    Libro personalmente molto noioso che però alla fine rivela un profondo significato.

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    C.

    27/10/2018 09:51:40

    La storia di tutti noi. Tutti in attesa di qualcosa che non arriverà mai, che ci logora, che ci riempie la mente e le giornate. Ma la verità è che l’attesa è tempo perso. Delicato, profondo, tristissimo. Consigliato!

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    Chiara

    14/10/2018 15:56:07

    Libro che mi ha sconvolta nel profondo. Emozionante come pochi romanzi.

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    Emiliano

    22/09/2018 13:47:37

    Una delle più belle e amare parabole sul destino ineluttabile di ogni uomo. Di Buzzati adoro soprattutto i reportages e articoli di cronaca, ma da scrittore di razza qual'era sapeva cimentarsi con altrettanta maestria anche nella prosa, raggiungendo vette che pochi altri toccarono.

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    Manuela

    21/09/2018 10:12:47

    Certamente un classico della letteratura italiana che tratta metaforicamente il tema dell'esistenza e dello sprecare la propria vita fermi in attesa di qualche grande evento, piuttosto che viverla. Detto ciò l'ho trovato lento e noioso in molte sue parti.

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    Micael

    20/09/2018 17:24:13

    Il deserto dei tartari rappresenta una pietra miliare del Novecento italiano, sembra raccogliere tutte le inquietudini del dopoguerra in una storia esemplare dal valore simbolico molto intenso. La percezione del tempo dell'attesa, i giorni che avanzano inesorabili in una fortezza disumana che sembra fuori dal tempo. Al contrario il protagonista Giovanni Drogo, ricco di umanità cerca di sopravvivere dinanzi all'aridità dei sentimenti e alla feroce solitudine che lo attanaglia. Consigliato se apprezzate atmosfere esistenzialiste e pervase da mistero e inquietudine.

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    Romi

    18/09/2018 17:19:32

    Uno dei miei libri preferiti! È una metafora dell'esistenza: un uomo che si consuma nell'attesa di un evento in grado di dare una svolta alla propria vita. Assolutamente da leggere!

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    Freedom

    18/09/2018 06:23:25

    Un capolavoro della letteratura italiana moderna. Il mondo fantastico di Buzzati si veste di angoscia kafkiana. Per chi non lo ha letto da leggere...per gli altri da rileggere.

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    Micael

    18/09/2018 06:12:09

    Una vita ad aspettare nell'attesa di qualcosa di nuovo, per poi scoprire con amara tristezza l'assurditá dell'esistenza, la solitudine nella morte che avanza e l'inutilitá di chi ti é stato accanto, l'ariditá dei sentimenti, perché le persone cambiano e anche una madre puó fare a meno di un figlio quando ormai non lo vede da anni. Il deserto come metafora dell'esistenza arida che siamo tenuti a vivere, riempendo la vita di coincidenze e speranze vane in attesa della fine.

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    Teresa

    17/09/2018 22:12:12

    Nella fortezza dove è trasferito Giovanni Drogo, protagonista del romando di Buzzati, alleggia una strana malattia: tutti lasciano andare gli anni migliori della propria vita nell’attesa di un singolo evento che possa dargli la possibilità di attestare il proprio coraggio, l’arrivo dei nemici dal deserto del Nord, una distesa infinita che cattura Drogo sin dal primo momento in cui vi posa lo sguardo. Giovanni è conscio del potere che il deserto sembra avere su tutti e ne è spaventato, ma al tempo stesso non potrà fare a meno di caderne egli stesso vittima. Consumerà anche egli la propria vita nell’attesa di un evento che arriverà in un momento fin troppo cruciale e rivoluzionerà il proprio modo di vedere la vita, il tempo, il mondo che lo circonda. Le azioni all’interno del romanzo sono inevitabilmente poche se si considera che l’autore voleva raffigurare un tran tran quotidiano e monotono attraverso il quale si consuma inutilmente la propria vita. Eppure da questo giogo, quando tutto sembra completamente perduto, Drogo ne esce positivamente agli occhi del lettore, dimostrandoci che la vera battaglia non è quella con i nemici provenienti dal deserto, ma quella contro la vita e la morte, una battaglia che combattiamo valorosamente fino all’ultimo istante.

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    Antonio

    17/09/2018 21:06:57

    Il fulcro del romanzo attorno al quale si sviluppa la vicenda è la fuga del tempo. Il lento scorrere della vita in attesa di un singolo istante, un evento capace di dar un senso alla propria esistenza. La Fortezza Bastiani sorge, infatti, ai limiti di un deserto, dove il tenente Giovanni Drogo prende servizio, in attesa dell'imminente invasione dei Tartari. Il mondo militare "fantastico" creato dal genio di Buzzati è ricco di allegorie, in cui si ritrovano le inquietudini e le solitudini umane. Lo stesso autore in un'intervista dichiarò che l'idea del libro venne proprio dal continuo "tran tran quotidiano senza termine". Un sentimento comune espresso in un romanzo di una bellezza unica che fa di Dino Buzzati il massimo esponente (insieme a Moravia) del filone esistenzialista nella letteratura italiana.

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    Franco62

    30/08/2018 17:51:05

    Un classico del '900, assolutamente da leggere!

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    Carlo

    08/08/2018 19:21:32

    Romanzo di eccelso valore letterario, non semplice da affrontare ma appagante e profondo. La storia di Drogo è apparentemente quella di una sconfitta, una vita spesa nella vana attesa di un evento in grado di imprimere una svolta, mentre gli anni passano e l’entusiasmo e le possibilità diminuiscono inesorabilmente. Arrivato alla resa dei conti con il destino, Drogo accetterà il mancato raggiungimento dei suoi obiettivi ma comprenderà di aver colto un successo esistenziale ben più importante. Buzzati pubblicò il volume nel 1940, già cronista al Corriere della Sera, ed in un’intervista ammise di esser stato ispirato proprio dalla monotonia della redazione e dal timore di consumare la sua avventura terrena in quell’alienante routine, poi magistralmente trasposta nei rigidi ambienti militari che soffocheranno le illusioni di Drogo. Da ricordare il bel film di Zurlini, non in grado di trasmettere le stesse inquietudini dell’opera di Buzzati ma certamente meritevole di una visione, in virtù del grandioso cast (Gassman, Von Sydow, Gemma, Noiret, Perrin), delle magnifiche scenografie (Salimbeni sfruttò alla perfezione la fortezza iraniana di Arg-e Bam) e della suggestiva atmosfera che lo circonfonde.

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    Lorenzo

    12/07/2018 16:03:57

    Buzzati mi ha tirato fuori pensieri che avevo ma che mai avrei saputo esporre o spiegare, e lo fa con una semplicità disarmante. Il libro è ovviamente bellissimo ma sconsigliato a chi è in periodo "depressione" perché è permeato di una tristezza e malinconia impressionante. Ma nel complesso uno stimolo fondamentale per la comprensione dell'esistenza, e del tempo che passa.

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    stefano

    25/05/2018 09:22:49

    Dino Buzzati, l'unico scrittore del Novecento che da una prospettiva di ateismo e' riuscito a rendere poetica persino la morte. Un artista meraviglioso, geniale, eclettico, che, come tutti i suoi libri, e' riuscito ad andare oltre la soglia del Tempo.

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    Raffaele

    22/04/2018 16:56:55

    Altro capolavoro della letteratura italiana da leggere assolutamente, l'attesa e la solitudine in un grandissimo romanzo che ti entra dentro.

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